La violenza

Mentre sui forum continuano a discutere di nani, ballerine, hackers e cuochi di asparagi, e sui blog, creati apposta per me, continuano le solite inconsistenti calunnie (ci vorrebbe una faccina assonnata) ad opera dei soliti noti, desidero dedicarmi ad un tema che mi sta a cuore: quello della violenza sulle donne.

Ecco un articolo di Franca Colonna apparso QUI.

“Qualche mese fa, un cittadino di questa Nazione che si fa’ paladina dell’abolizione della pena di morte su tutto il pianeta, è entrato in un’aula di Tribunale deciso ad eseguire una sentenza capitale nei confronti di chi si era concesso il lusso di mettere in crisi il suo mondo di maschio violento.
Mi rincresce dirlo, ma la stessa Nazione che blatera tanto contro le esecuzioni capitali, in pratica non fa’ niente o quasi per tutelare le persone che vengono condannate a morte da individui che si sentono nel diritto di esercitare la violenza come stile di vita e quindi anche di comunicazione.

Certo subito qualcuno ha detto che erano mancati i controlli per cui il soggetto in questione non sarebbe dovuto entrare armato in tribunale. Per me è un’osservazione banale: lui voleva uccidere, punire severamente e se non avesse sparato in aula lo avrebbe fatto all’esterno. Diciamo che la scelta del luogo è a sua volta un messaggio palese: la suprema sfida nei confronti delle istituzioni c.d. civili che consentivano alla sua vittima di poter esporre le sue ragioni e chiedere pace e tranquillità relativamente a quanto consentito dalle attuali e vigenti leggi. Come donna sono nauseata dal fatto che non esista una tutela giuridica nei confronti di donne e bambini oggetti di violenze ed abusi. Come Psicologo clinico sono più che nauseata perché sono costretta a constatare che oltre a gravi lacune legislative esiste anche un clima culturale di inaudita disinformazione per cui non si valuta sufficientemente un comportamento anomalo. In altre parole: uomini violenti e donne che subiscono sono le due facce della stessa medaglia.

Ci piacerebbe poter pensare che l’uomo violento sia poco più che una bestia, non dico animale perché offenderei gli amici a 4 zampe e tanti altri, sarebbe troppo riduttivo e comodo. Il violento, soprattutto nell’ambito famigliare, è anche lui un essere umano sicuramente frustrato e seriamente disturbato dal pdv psichico. Non illudiamoci, il maschio che picchia è un fenomeno trasversale: picchiano gli operai, i liberi professionisti, i dottori, gli infermieri, gli insegnanti , i tutori dell’ordine pubblico …. tutti presenti, nessuno esente. Il disturbo psichico incide ovunque e comunque. I sostenitori della Psichiatria Biologica affermano che sicuramente esiste un’alterazione genetica o del sistema neurotrasmettitoriale che spinge inesorabilmente verso un comportamento violento. Potrebbe anche essere vero, forse lo è, almeno in parte. Ma, come tutti i discorsi che mettono di mezzo geni, cromosomi ed ormoni, si può concludere che allora certi comportamenti sono inesorabilmente conseguenti ad una predisposizione ereditaria. Inoltre, come spesso accade, queste teorie sono facili porte aperte per tematiche razziste.
Io ritengo che ogni comportamento sia in minima parte indirizzato da un assetto costituzionale, ma fondamentalmente è influenzato da un contesto culturale e sociale ed anche da un sentimento della propria identità. Cosa intendo dire? Noi tutti siamo persone che interagiscono con un ambiente dove certi comportamenti e scelte vengono proposti a livello collettivo a cui ci adattiamo in conseguenza della nostra consapevolezza di essere persone che vivono con altre. Molto più semplicemente: io posso nascere in una famiglia dove la violenza è agita come “normale” ed accettare questa normativa è poi un riconoscersi in quel messaggio o dissociarsene.

Il comportamento violento è una scelta frutto del disagio psichico di chi non si riconosce come persona autonoma da certi schemi. E’ un problema di disagio psichico di cui non si è consapevoli. Io ritengo che le persone violente nell’ambito delle più intime relazioni personali debbano essere costrette a mettersi in terapia tanto farmacologica quanto psicologica. Il legislatore dovrebbe rendersi conto che non solo mancano leggi, ma soprattutto spazi e tempi per curare queste persone.
Hanno chiuso i Manicomi, credendo di risolvere i problemi della salute mentale, dimenticandosi però che il disagio psichico non è soltanto isolamento, malinconia, innocui deliri mitomani o erotomani, ma è anche violenza gratuita e tremenda. Inoltre, sull’onda di una profonda ignoranza sulla vera natura del disturbo mentale si parla soltanto di Depressione, purtroppo esistono quadri clinici come Schizofrenia e Paranoia che portano a comportamenti violenti ed efferati. Sono stanca di sentire il solito giornalista che dice “L’assassino era depresso perché la moglie si voleva separare”. Diciamo che la moglie si voleva separare perché il marito era uno schizofrenico e molto più di frequente un paranoico che le rendeva la vita un inferno.

E le donne? Un vecchio proverbio dice “Dio li fa’ e poi li accoppia”. Un grande psichiatra come Silvano Arieti ha scritto: non esiste vittima senza persecutore, non esiste persecutore senza vittima, l’uno è funzionale all’altro. Molti sostengono che la donna gode nell’essere maltrattata, altri che è l’angelo del focolare ed altro… Molte donne vengono cresciute nel messaggio che con la bontà, dolcezza e spirito di sacrificio la figura femminile può “redimere” un violento. Andate a leggere le storie di queste unioni: lui è tanto buono, caro, protettivo, generoso anche, ma …. appena lei dice un no, anche piccolo, allora l’angelo diventa un demone. Arrivano botte, pugni, calci… E se l’interessata si ribella cosa trova? Indifferenza o il consiglio di subire per amore dei figli… Che pena sentire certe storie tutte uguali. Se poi ci si rivolge alle forze dell’ordine ti viene risposto che non possono fare molto, cioè niente. Sarebbe l’ora di svegliarsi, reagire perché troppe povere innocenti persone educate ad essere pecore in un mondo di … non dico lupi, sono splendidi animali, ma dico di bestiacce soccombono. Così ai nostri politici che hanno tante cause da perseguire tutte molto giuste perché non ne aggiungono un’altra che sarebbe “santa” ? Per favore, togliamoci tutti a livello collettivo gli occhiali rosa e guardiamo in faccia la triste realtà, esistono i violenti, rendiamoci conto che sono malati mentali, curiamoli, magari obblighiamoli alle cure in strutture protette, ma salviamo dalla morte annunciata tante donne che sono solo povere pecore al macello dopo essere state diseducate ad essere vittime. Per favore, scegliamo una data per commemorare le vittime di questo massacro.”

In Italia oltre tre milioni di donne sono state costrette, per sentirsi piu’ al sicuro, a modificare le abitudini di vita ed i comportamenti. Le piu’ impaurite risultano le giovani e quelle che risiedono nelle grandi citta’. Un dato preoccupante proviene da “La road Map delle Pari Opportunita’”, un’indagine realizzata per la Conferenza dell’Assemblea dei Consigli regionali e delle Province autonome.

Dal sondaggio emerge che l’Italia e’ un paese violento verso le donne. La paura di subire violenza ha assunto per l’universo femminile italico i tratti endemici di una malattia che non si riesce piu’ ad essere arginata, controllata. E’ un sentimento che permea la quotidianita’ del 42% delle donne che hanno timore di poter essere vittime di una violenza.

E’, soprattutto, uno stato d’animo che ha avuto forti ripercussioni sulla vita del 17% delle italiane. Secondo tre intervistate su dieci i comportamenti violenti vengono appresi nella famiglia d’origine. Sono in particolare le 18-24enni e coloro che risiedono nelle grandi citta’ a sentirsi le piu’ minacciate. I posti bui ed isolati delle aree cittadine degradate sono quelle avvertite con piu’ pericolosita’: e’ li’ che la minaccia diviene piu’ imprevedibile, piu’ difficilmente gestibile. Ma quattro donne su dieci dichiarano di avere costantemente paura non appena si trovano in una condizione di solitudine, indipendentemente dal luogo.

Quello della violenza contro le donne e’ un tema dalla consapevolezza diffusa. Infatti il 92% della popolazione intervistata ritiene che i maltrattamenti siano molto frequenti. La stessa consapevolezza si riscontra nella percezione delle molestie sessuali e delle violenze psicologiche, tutti episodi che, secondo piu’ del 90% delle donne, avvengono troppo spesso.

Ancora sull’argomento:

http://www.women.it/centriantiviolenza/Riassunto%20OMS%20per%20pagina%20web.doc

http://claudiorise.blogsome.com/2006/10/24/gli-uomini-e-gli-stupratori/

5 Risposte to “La violenza”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    della violenza sulle donne ne abbiamo già parlato tante volte e non voglio certo ripetere cose che ho già detto.

    Naturalmente la violenza sulle donne esiste, in forme diverse, in tutto il mondo. Il problema in Italia è aggravato dal fatto che la giustizia non funziona. Si può educare quanto si vuole, ma solo una giustizia severa e rapida può essere un valido deterrente contro certi violenti.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  2. gullich Says:

    scrivo qui sotto, perchè il post si intitola violenza… ma questo commento in realtà abbraccia anche i post sottostanti e si allarga ad abbracciare un delirio che vedo – pur riuscendo a seguirlo meno che distrattamente – essersi rinfocolato in diversi luoghi sul web.

    Vi è un fenomeno, tutto italiano, che è quello di spargere il venticello leggero della calunnia, di mescolare dati, notizie, palle e mezze-verità, di giocare su diciotto piani diversi, di mescolare scherzo ed avvertimenti trasversali, condendoli con minacce verbali e fisiche.

    si chiama mafia, ed è ciò per cui – stereotipatamente – siamo tristemente noti anche all’estero.

    Con questo sistema apparentemente banale, ma micidiale, sono stati fatti fuori illustri magistrati, onesti funzionari, semplici cittadini che seguivano principi morali e capibanda non in linea con le proprie idee.

    si dirà che il mio nick sia l’ennesima estrinsecazione di chiara, o di 6matt, o di angie, o di chiunque altro in questi anni è stato di volta in volta associato a chiara e/o si è ritenuto utile coinvolgere per far si che gattopardescamente tutto cambi affinchè nulla cambi.

    il metodo adottato nei confronti di chiara è violenza, allo stato più puro e becero.

    6matt, angie, brummel e tutti i vari soggetti che di volta in volta sono stati associati a chi solidarizzava con il nick chiara sono persone con cui mai ho interagito, neanche virtualemnte.

    chiara è una persona che non conosco, se non virtualmente, ma è una persona con cui intrattengo rapporti da tempo: ho percepito in lei a volte atteggiamenti duri, difensivi sino alla stronzaggine ed all’offensività, all’egoismo ed egocentrismo più totale, una autodifesa selvatica come quella di un leone nei confronti di chiunque.

    fatti suoi, si vede che la vita l’ha portata d essere così ed a muninirsi di una corazza… sotta la quale perlatro in travvede una bella testa, un bel cuore ed una intensa sensibilità.

    ma non ho mai percepito in lei doppiezza, inaffidabilità, contraddittorietà o falsità.

    anzi, in alcune circostanze, ho percepito una lealtà che non conosco in persone in carne ed ossa.

    può darsi che io sia un babbeo, ma se davvero un nick mantiene coerenza, lucidità, profondità e serietà per anni (e non per quello che leggo nei forum ma per scambi interpersonali diretti) o è un esperimento scientifico particolarmente riuscito o è una persona che apprezzo.

    io ho scelto la seconda. E non ho dubbi di sorta sul punto.

    Con un paio delle persone che come me hanno seguito chiara nelle vicissitudini di questi anni ho invece avuto rapporti diretti e personali, non di empatia virtuale ma di quelli dove ci si parla, ci si sente, ci si stringe la mano e si sa che in caso di necessità si è lì.

    Chi oggi trova fondamento alle proprie tesi scrivendo righe di coglioneeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
    ed usando metodi di propaganda violenti pensando che la verità sia come il pongo, ovvero modellabile a seconda delle esigenze del momento, dovrebbe riflettere sulle tracce che ha sparso, sui segnali che ha lasciato, sulle sbruffonate fatte a destra ed a manca e rendersi conto che nessuna congiura e nessuna violazione ha portato ad associare dati ad un nick: è sufficiente, senza neanche accedere ad uffici pubblici, una semplice ricerca via web per associare a quel nick dati personali.

    può darsi che quei dati non corrispondano alla persona che realemnte manovra quel nick, ma se qualcuno oggi li associa a quel nick è solo perchè quel nick ha fatto in modo che così avvenisse.

    Con la differenza essenziale che quei dati li ha sparati sul web non chiara di notte, ma l’interessato, anche se a costui oggi sembra tornagli comodo cercare di dimostrare il contrario: con una violenza (malamente) vestita da scherzo.

    le vicende che riguardano la prostituzione, i forum che la fiancheggiano (quando non la agevolano) ed i relativi tenutari e creatori sono aspetti che non mi riguardano: sono cose sotto gli occhi di tutti, si tratta di reati procedibili d’ufficio e se la pp vuole attivarsi non ha certo bisogno di un wgul o di una chiara che facciano i pietro micca.

    Ciò che invece mi riguarda è la solidarietà nei confronti di un nick – che gestisce questo blog – che io non esito a definire un amica e che vedo di nuovo esposta ad attacchi assurdi, subdoli e mafiosi.

    su questo è utile non tacere: perchè è la scintilla di base su cui si basa una società onesta e sono assolutamente d’accordo con quanto scritto un pò più in giù da chiara “Guai se un messaggio del genere riesce a filtrare nelle coscienze determinando un modus operandi comune e diffuso. Guai se si lascia spazio a questi delinquenti che hanno cronicizzato la violenza. Dal nostro comportamento fermo di fronte alle loro minacce e preoptenze dipende non solo la nostra tranquillita’ ma la tranquillita’ dell’intero “sistema” in cui viviamo. Quindi anche quella dei nostri figli.

  3. Mr Mandelbrot Says:

    L’Italia non è un paese violento verso le donne. Le donne sono oggetto di violenze in ogni paese, così come lo sono gli uomini e i bambini.
    La vera e unica differenza è che donne e bambini sono più deboli e quindi richiedono e meritano più protezione.
    Casomai si misurano maggiori violenze (in generale) laddove si ha un maggiore consumo di alcol, o dove siano diffuse determinate condizioni di vita.
    Studi piuttosto accurati dimostrano che la violenza domestica (che è quella dove si consuma la stragrande maggioranze di questo tipo di crimini) coinvolge uomini e donne nella stessa misura, che le donne usano violenza nei confronti degli uomini e i bambini così come gli uomini sono violenti con donne e bambini e che ricerche abbastanza deprimenti dimostrano che i bambini, in certe condizioni, sono violenti tra loro e sugli animali.
    Se hai dubbi dai una occhiata qui:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Domestic_violence

    Chiara, forse non apprezzerai questa mia puntualizzazione e forse non hai apprezzato le precedenti, per vis polemica e puntigliosità.
    Ritengo però doveroso chiarire che, al di la degli argomenti che riguardano la pseudo-psicologia sessista (che come hai capito, io non condivido) la piaga della violenza sui più deboli (donne e bambini) debba essere trattata con estrema severità, perchè è la più abietta ed è certamente quella che provoca più danni sociali.

  4. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Scusa ma non riesco a capire come faccia A>B ad essere anche B>A

    Se le donne e i bambini sono le fasce piu’ deboli esse sono quelle che maggiormente la subiscono ad opera della fascia meno debole: gli uomini.

    Se e’ vero questo non puoi dire che e’ vero anche il contrario (cioe’ che gli uomini subiscono la stessa violenda dalle donne) perche’ gli uomini non rappresentano la fascia piu’ debole.

  5. Mr Mandelbrot Says:

    Semplice. Non ho confuso le cause con gli effetti.
    Cause: M=F (è la mia opinione, corroborata da molti studi)
    Effetti: M>>F

    Ovvero, la causa del danno, cioè la violenza che è iscritta nel nostro dna indipendentemente da razza, credo e sesso, si presenta in uomini e donne (e bambini) nella stessa maniera e frequenza. Potrei sbagliare, ma molte statistiche tendono a darmi ragione.

    Le conseguenze, ovvero i danni, che sono l’effetto di detta violenza, sono molto più gravi per le donne a causa del nostro dimorfismo sessuale. Per non parlare dei danni sui bambini.
    E’ una valutazione scevra dalle categorie morali.
    Se devo giudicare moralmente la violenza sui più deboli non posso che darti ragione su tutta la linea, e posso dire di averlo ampiamente dimostrato coi fatti della mia vita.

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