La foto e l’anima


E’ un bel pomeriggio pieno di sole. Spira un leggero vento da est ed il cielo e’ sgombro da nubi in questo agosto che e’ uno dei piu’ caldi degli ultimi anni.

“Sbrigati, ma quanto ci metti?”

Ho fatto tardi a prepararmi. Indosso un vestito leggero e sbracciato color blu, con disegno “provenzale” a fiorellini bianchi, che ho acquistato per due soldi al mercato in citta’. Non e’ di grande qualita’ ma e’ comodo. Lungo fino alle ginocchia, ha una lunga fila di bottoni sul davanti che lo rende un po’ austero ma lascia aperti due spacchi laterali dai quali si intravedono le gambe che non sono mai state il mio punto debole. Ai piedi un paio di sandali bassi, senza tacco e con la suola di gomma per poter camminare comodamente sui ciottoli e sull’erba.

Una pettinata veloce ai capelli che cadono sciolti fin sotto le scapole e, come al solito quando sono a casa, assenza totale di trucco. Preferisco lasciare il mio volto libero di respirare l’aria leggera delle colline intrise del profumo dell’uva che, sui vitigni generosi, sta maturando in una fase d’invaiatura particolarmente precoce.

“Eccomi, arrivo… mi metto gli orecchini e scendo!”

Non mi separo mai dai miei orecchini. Sono tre anelli di media grandezza: due all’orecchio destro ed uno al sinistro. Me li ha donati nagyanya al compimento del mio sedicesimo compleanno; sono magici ed antichi e mama dice che nagyanya li aveva ricevuti da sua mama, che li aveva a sua volta ricevuti da sua nagyanya. Ogni giorno li tolgo e li detergo con una soluzione che profuma di gelsomino, in modo che siano sempre perfettamente puliti.

La mia casa e’ disposta su piu’ piani e la mia stanza si trova al piano superiore. Le scale di pietra scendono con due rampe fino al piano terra, proprio in prossimita’ della porta d’ingresso che si apre sul largo piazzale antistante il casale dove lui, palesemente impaziente, mi attende.

“Dobbiamo muoverci o non non riusciremo a far nulla”

“Si’, scusami, Hai ragione, fra non molto il sole sara’ basso ed io non sono nella mia forma migliore… non ho un filo di trucco… avrei dovuto truccarmi…”

Il sole basso non e’ un problema, anzi… pero’ se aspettiamo ancora un po’ dovremo farle di notte – sorride soddisfatto del mio aspetto – inoltre, secondo me, e te lo dico sempre, senza trucco stai benissimo…”

Non e’ un professionista, ma gli piace fotografarmi ed a me, quando mi sento in forma, piace essere fotografata. Oggi pero’ non mi sento particolarmente carina ed ho la sensazione che sara’ tempo perso. Lo faccio piu’ che altro per renderlo felice. Di me possiede un’intera collezione di fotografie. Me le ha scattate un po’ per volta, lungo il nostro percorso, immortalando le vicende ed i momenti che ci hanno visti insieme.

Ci incamminiamo lungo il viottolo sterrato che scende fino al cancello. Da li’, invece di dirigerci verso la citta’, attraversiamo la strada e ci inoltriamo fra i vigneti, lungo il leggero declivio, fino ad una casa colonica situata in prossimita’ del piccolo corso d’acqua che, un po’ piu’ in la’, si getta nel fiume.

A fianco della cascina ci sono delle macchine agricole di un colore indefinito fra il rosso scrostato e lo sporco morchia, fra cui un trattore che ha grandi ruote alte quasi quanto me che proprio bassa non sono. Un enorme covone di paglia ci nasconde allo sguardo di occhi indiscreti. Comunque non c’e’ nessuno in giro e possiamo iniziare.

Mi chiede di assumere un’aria provocante.

In realta’ combinata in questo modo, con un vestitino da due soldi e senza trucco, non potrei mai essere in grado di provocare nessuno, pero’ la luce in quegli occhi che conosco mi induce a stare al gioco e con la mia solita smorfia, sorrisetto e sopracciglio leggermente alzato, acconsento.

Inizio a sbottonare il vestito iniziando dall’alto…

Lui fa cenno di andare avanti ed io mi sgancio lentamente un bottone dopo l’altro fino a quando il vestito e’ completamente aperto ed il mio intimo color nero, che sta sotto, fa la sua bella mostra.

“Va bene cosi’? – gli dico con l’aria piu’ provocante che riesco ad avere in una situazione non propriamente ortodossa – ho finito i bottoni…”

“E’ un problema? – risponde lui continuando ad inquadrarmi con la macchina fotografica – non ti facevo cosi’ timida… ne abbiamo fatte di peggio, mi pare”

“Si’ pero’ non stavamo a casa mia, nel mio paese, dove tutti mi conoscono fin da quando ero bambina”

Non sono agitata. In realta’ non mi sto neanche vergognando, E’ solo che non riesco a capire dove voglia arrivare. Se desidera vedermi nuda oppure se vuol farmi sentire semplicemente in imbarazzo.

“Mi vuoi vedere nuda o cerchi d’imbarazzarmi? Guarda che con me caschi male, non ci riesci…”

“Tutte e due le cose – sogghigna non staccando per un attimo l’occhio dal mirino della camera – nuda e imbarazzata se e’ possibile”

“Collezionista di attimi… adesso ti accontento io”

Con un gesto lento faccio scivolare giu’ dalle spalle il leggero abito che a questo punto e’ solo d’impiccio e con lo sguardo assassino inizio a muovermi come davanti ad un pubblico che sta assistendo ad uno strip tease. Ho solo due pezzi da togliermi e non ci metto molto a restare completamente nuda, mentre sento il click ripetuto degli scatti fotografici.

So che a lui piaccio in questi momenti in cui mi mostro particolarmente priva di pudore. Sono gli attimi che lui ama fotografare, perche’, dice, quando sono cosi’ sono veramente me stessa.

Si va avanti per una decina di minuti, con lui che scatta foto ed io che assumo pose ed espressioni sempre piu’ indecenti, ma non sono perfettamente a mio agio. Sono svogliata e cupa. Fare certe cose, sebbene innocenti, in questo luogo in cui ho vissuto la mia fanciullezza, non mi fa sentire rilassata.

“Basta ora – dico lievemente seccata – ne abbiamo fatte abbastanza. Preferisco smettere prima che arrivi qualcuno e ci veda. Nonostante tutto devo mantenere una parvenza di rispettabilita’… almeno a casa mia”

In un attimo ho di nuovo in dosso le mutandine ed il reggiseno. Il vestito invece mi crea dei problemi poiche’ ha tanti bottoni. Ci metto un po’ ad agganciarli tutti partendo dal basso e quando arrivo all’altezza dell’ombelico mi sento abbracciare.

Piano piano mi attira a se’ e mi stringe. Lo ricambio sciogliendomi ed abbandonandomi in quel dolce attimo. Poi appoggio la mia testa sulla sua spalla, come sempre faccio quando mi sento in colpa e desidero tenerezza, e gli sussurro:

“Non sono stata brava questa volta. Non sono state delle belle foto”

“Sei in errore. Tu sei sempre bellissima. Con te come modella non si sbaglia mai…”

“Sai che ho la sindrome da “prima della classe”. Non riesco ad accontentarmi della mediocrita’. Devo sempre essere la migliore, la piu’ brava, la piu’…”

“La piu’ rompipalle! – mi dice in tono scherzoso – E la piu’ amabile”

Poi, come seguendo un’ispirazione improvvisa, cambia discorso.

“Aspetta… ferma un attimo… mettiti qui… siediti sulla paglia”

Seguo le sue istruzioni come una marionetta mossa da fili invisibili, mentre lui, regista su di un set immaginario, continua a guidarmi.

“Si’, cosi’… anche i tuoi occhi adesso hanno assunto il colore giusto: quello del cielo. Ora mettiti una mano fra i capelli e falli scendere giu’ da un lato… ecco, sei bellissima ed io… ti amo!”

Lo guardo e penso “ti amo anche io”. E poi un “click!”

——–

Ci sono fotografie che hanno qualcosa di magico. Sono piu’ di semplici immagini inamovibili nel tempo e nello spazio e racchiudono in loro l’essenza stessa di chi vi e’ ritratto, fino al punto di divenire, esse stesse, vive. Icone stampate nelle pieghe dell’eternita’ che non perderanno mai di colore, forma e lucentezza.
Quella foto non e’ mai finita nella sua collezione. Gli ho lasciato tutte le altre ma quella no. Quella era mia. E’ sempre stata mia. In essa c’e’ qualcosa di immutabile… di inscindibile da me. Qualcosa che in qualche modo mi rende immortale e che Oscar Wilde chiamerebbe: l’anima.

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16 Risposte to “La foto e l’anima”

  1. Flyingboy Says:

    bello

    🙂

    una citazione forse OT o forse no:

    Passava metà del suo tempo a pensare
    Alla bellezza, all’ardimento, alla magnanimità;
    era fermamente risoluta a guardare il mondo
    come ad un luogo di splendore,
    di liberta, di azione irresistibile:
    considerava detestabili paura e timidezza.
    C’era in LEI una speranza sconfitta
    Di non agir mai male.

    Henry James
    Ritratto di signora

    B giornata

  2. gullich Says:

    :o)

    grande.

    wgul

  3. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Flyingboy ha detto…
    bello

    una citazione forse OT o forse no

    Grazie. Bella anche la tua citazione. In effetti non e’ OT 🙂

    @ Illustre: non pubblico il commento per ragioni che tu capirai. Grazie per segnalazione. Gia’ lo sapevo, ma non sono (come vedi) assolutamente preoccupata 🙂

  4. A-Woman A-Man Says:

    Ecco la Chiara migliore.
    Evviva.
    🙂

  5. pisconzio Says:

    Leggendo questo post ho provato a visualizzare mentalmente l’immagine di questa donna col “vestitino da due soldi”, senza trucco, mentre cerca di assumere un’espressione provocante, magari passandosi una mano tra i capelli… 😉
    Comunque non c’è che dire: sei molto brava a dipingere immagini nei tuoi racconti. :)))
    ps
    so già che anche questo commento non verrà pubblicato, ma va bene così.

  6. gullich Says:

    aggiungo due piccole riflessioni (o scemenze, se vuoi)

    “”Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge: in quell’istante la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico ed intellettuale. Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa l’occhio e il cuore. Per me fotografare è un modo di capire che non differisce dalle altre forme di espressione visuale. E’ un grido, una liberazione. Non si tratta di affermare la propria originalità, è un modo di vivere…”

    HCB

    il racconto è bello, il post scriptum invece è per me molto particolare e intenso… anche per ragioni assolutamente mie personali

    la genialità dei grandi fotografi è forse proprio quella di cogliere frequentemente quell’anima…

    e poi… quella paglia mi fa davvero sorridere come il piccolo principe :o)

    wgul

  7. illustre1966 Says:

    A proposito di foto…..

    Ho aperto per un pochino il mio blog……

    Mi mancava qualcosina e adesso ce l’ho! 😀

  8. Chiara di Notte (Klára) Says:

    A tutti un ringraziamento. In effetti ci ho messo un po’ della mia anima in questo racconto e spero che le mie parole siano giunte a chi, in modo subdolo e ipocrita, usa nickname e situazioni per nascondersi e per “cercare” di ferire le persone pubblicando foto in giro per i forum ed i blog.

    In ogni foto c’e’ l’anima della persona ritratta. Spesso quella foto rappresenta un momento caro oppure una persona alla quale si e’ voluto bene e non mi sembra tanto da eroi agire nel modo in cui ho visto fare in questi ultimi mesi.

    Tutti sanno ed hanno potuto capire che chi ha pubblicato, e continua a pubblicare fotografie, non sono io. Anzi c’e’ il sospetto che chi sbraita di piu’ e si lamenta per presunte pubblicazioni, sia in parte coinvolto in tutto il marasma che sta avvenendo sotto gli occhi di coloro che leggono in giro.

    D’altronde ormai, il carburante che queste persone hanno sta per esaurirsi. Hanno sempre le stesse foto (che fra l’altro hanno gia’ fatto il giro di tutto il web) che continuano a spacciare come novita’ degne d’interesse, quando in realta’ a nessuno importa piu’ un accidente.

    Personalmente non ho problemi. Sono adulta e vaccinata e dal punto di vista sentimentale non ho legami tali da essere ferita qualora qualcuno pubblicasse una mia foto.

    In fondo (qualora la possedessero) e’ sempre meglio una foto mia campagnola di quella delle chiappe sfatte di qualcuno di mia conoscenza 🙂

    Sono sempre stata particolarmente fotogenica. 🙂

  9. duval Says:

    Ci hai raccontato quasi tutto ma, come sempre ami fare, dimentichi qualche particolare, assolutamente indispensabile al compimento dell’emozione; particolari che consciamente o inconsciamente contribuiscono ad accrescere l’aura di mistero che va avvolgendoti sempre più, come le spire delle viti nei filari di Tokaj.

    In buona sostanza come era l’attrezzatura fotografica?
    Nikon o Canon?
    Analogica o digitale?
    Ottica fissa o zoom?

  10. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ Duval: E’ realmente importante il dettaglio dell’attrezzatura fotografica? Cosa aggiunge?

  11. duval Says:

    @Chiara:

    Canon, digitale, zoom = era venuto solo per vederti nuda;

    Nikon, analogica, ottiche fisse =
    voleva fotografarti.

    Ad ogni racconto come questo aggiungo un frammento allo scritto “Duval e Chiara” che pubblicherò su EF, sperando che duri più di un battito d’ali: quando c’è il tuo nome non si sa mai …

  12. gullich Says:

    “E’ realmente importante il dettaglio dell’attrezzatura fotografica? Cosa aggiunge?”

    aggiumge feticismo… l’antitesi della fotografia imho… ma duval, ponendosi come un “collezionista”, è perfettamente pertinente …

    segnalo sul punto, un topic interessante….

    http://www.fotografare.com/forum/viewtopic.php?t=6125

    :o)

    wgul

  13. Chiara di Notte (Klára) Says:

    gullich said…
    segnalo sul punto, un topic interessante….

    http://www.fotografare.com/forum/viewtopic.php?t=6125

    Ma sei sicuro che sia un forum questo?

    Strano… perche’ nessuno insulta? 🙂

  14. gullich Says:

    insultano … insultano…. io in quel topic sono stato bannato e poi riammesso con un 2 in più :o)

    le dinamiche del virtuale sono sempre le stesse, qualunque sia l’argomento….

    l’unica differenza è che lì non ci sono protettori di fotocamere e quindi l’insulto o il flame segue solo gli impulsi ego-istici piuttosto che essere teleologicamente orientato al protettorato….

    ciao

    wgul

  15. Chiara di Notte (Klára) Says:

    le dinamiche del virtuale sono sempre le stesse, qualunque sia l’argomento….

    Gullich, vuoi dire che anche loro mettono la sveglia alle 7, accendono il PC, avviano il browser, fanno il login sul forum e iniziano la giornata infamando la prima persona che viene loro in mente? :-))

    Certo che se sono esperti di foto chissa’ quante ne avranno da pubblicare sul forum…

    Non solo le facce ma anche tutto il resto :-)))

    Comunque pare che in un “certo” forum ci fosse solo un personaggio che era un vero esperto di fotografie.

    Non le sapeva fare ma le sapeva inviare in giro…

    Adesso (ahime), pare che si sia cancellato, ma qualcuno ha il vago sospetto che non sia proprio cosi’ 🙂

  16. gullich Says:

    lo sai cosa voglio dire…. :o)

    parlavo di virtuale “sano”, dove comunque si ripetono moduli comportamentali simili… non di virtuale da neurodeliri o – peggio – da casbah

    wgul

I commenti sono chiusi.


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