Ivica i Baba Jaga


Quel giorno ero serena. Guardavo attraverso la finestra che si affacciava sull’orizzonte dolcemente imbiancato dalla nevicata notturna, segnato dall’incerta ferita della strada ciottolosa che tagliava a meta’ i vigneti ormai nudi e che congiungeva il grande spiazzo antistante il casale di pietra screziata con la strada principale, distante alcune centinaia di metri, che portava in citta’.

Pensavo a cio’ che avrei dovuto fare. Mentalmente assegnavo i compiti alle mie sorelle. Era una cosa di cui solitamente si occupava mama, ma quel giorno lei era rimasta a letto a causa di una fastidiosa influenza che aveva colpito anche Alida e Petra, cosi’ avrei dovuto essere io ad occuparmi del problema organizzativo, seguire cio’ che riguardava la supervisione generale, gli eventuali contatti con i clienti ed i fornitori ed inoltre una notevole mole di documenti contabili da registrare per i quali mi sarei fatta aiutare da Beatrix.

Klaudia, l’esperta in riparazioni domestiche, dopo aver messo a posto il lavandino del bagno al secondo piano, come al solito intasato, avrebbe sistemato il cancello all’entrata della proprieta’ che aveva bisogno di essere sottoposto ad una piccola manutenzione. Lo avevamo lasciato aperto perche’ erano giorni che cigolava e temevamo che una eventuale gelata lo avrebbe reso vulnerabile a dei guasti al sistema automatico di apertura che gia’ in passato aveva dato dei problemi.

Erika e Margit, come al solito, si sarebbero occupate della cucina aiutate da Mariska che avrebbe anche avuto il compito di seguire mama e le sorelle influenzate. Melitta e Dorina avrebbero pensato alle pulizie generali mentre Szonja sarebbe stata di turno con i bambini. Tutte le altre meno Viola e Ferike avrebbero portato avanti le mansioni che erano state loro assegnate all’inizio della stagione.

Viola e Ferike si sarebbero invece recate in citta’. C’erano alcune commissioni da compiere e dei pacchi da ritirare all’ufficio postale. Inoltre avrebbero fatto un salto al piccolo supermercato per il consueto approvvigionamento di tutte quelle cose che normalmente vengono consumate in una grande casa abitata da molte persone. Le avrei pregate di prendere anche qualche barattolo di Nutella in piu’, la cui scorta era stata saccheggiata da improvvisi quanto prevedibili attacchi di bulimia che periodicamente, soprattutto durante il periodo invernale, colpivano alcune di noi. Nutella che con la smetaně, la marmellata e le noci era indispensabile per accompagnare le deliziose palačinke dolci cucinate da Erika. Anche se nel mio Paese erano quelle salate farcite di prosciutto e funghi ad essere piu’ diffuse, Erika era sempre pronta a far prevalere la sua origine ceca che profondeva sapientemente nell’arte culinaria.

Sapere che la dispensa era sufficientemente rifornita di tutto cio’ di cui avevamo bisogno mi faceva stare bene. Desideravo che di ogni cosa ce ne fosse una quantita’ tale affinche’ nessuna dovesse rinunciare al suo piccolo piacere. Sono sempre stata affezionata all’idea di una citta’ invisibile in cui non ci fosse chi avesse il privilegio di saccheggiare a discapito altrui. Ogni volta che da qualche parte c’e’ chi ottiene troppo e dall’altra c’e’ chi soffre perche’ non possiede il minimo indispensabile esiste un’ingiustizia; indipendentemente dai meriti o dalle situazioni particolari di ciascuno chi e’ privilegiato “ruba” sempre qualcosa a chi privilegiato non e’.

Il bollitore in sottofondo, che inizio’ ad emettere un sibilo crescente, fece svanire i miei pensieri. Stavo per distogliere lo sguardo dall’ampia vetrata quando la mia attenzione venne rapita da un movimento lontano. La scena, fino a quel momento immobile, si era improvvisamente animata: una chiazza chiara e barcollante scivolava lungo quel serpente sassoso che dal cancello saliva fino alla casa.

Restai bloccata con gli occhi attenti come quelli di una gatta guardinga, seguendo il percorso dell’auto che si inerpicava lungo la tortuosa stradina. Chi poteva essere? Non aspettavamo nessuno e le visite in quel periodo dell’anno erano assai rare. Spensi il fuoco sotto al bollitore, il cui sibilo aveva raggiunto ormai la tonalita’ piu’ acuta, ed uscii posizionandomi braccia conserte sotto il portico sulla soglia d’entrata, in attesa di capire chi fosse il misterioso visitatore. La temperatura fuori era cosi’ bassa che mi strinsi infreddolita nel maglione dolcevita bianco un po’ oversize, immergendovi il collo.

La vecchia Skoda Favorit si arresto’ nel piazzale non ancora sgomberato dalla neve. Nel silenzio ovattato di quell’ambientazione invernale scorsi la sagoma nota di uno dei poliziotti della kistérség, chiazza scura su quello sfondo luminoso, scendere dall’auto e procedere verso di me. Dentro la vettura percepivo un’altra presenza. Pareva un uomo che, rimasto seduto in macchina, osservava anche lui la scena dall’interno del parabrezza leggermente appannato.

Il poliziotto mi saluto’ con la sua solita cordialita’ e mi chiese se ero disponibile ad incontrare una persona che aveva chiesto di me. Acconsentii, piu’ curiosa che preoccupata. Poi il poliziotto torno’ verso l’auto ed avvicinatosi al finestrino di quel misterioso passeggero, con poche stentate espressioni in inglese gli fece cenno di scendere dall’auto.

Il passeggero scese dall’auto. Mentre muoveva i primi passi, la vecchia vettura di servizio si rimise in moto e placidamente fece manovra allontanandosi dal piazzale. L’uomo rimase immobile ad osservarla mentre si allontanava lungo la strada da cui era arrivata, come a voler essere certo di essere ormai solo in quel posto. Poi si diresse verso di me fino a quando non si trovo’ a pochi metri. A quel punto si fermo’ ed inizio’ ad osservarmi.

Per un attimo mi sentii come sottoposta ad una radiografia. Mi scruto’ attentamente guardandomi negli occhi che sotto quel cielo brumoso avevano assunto un colore grigio chiaro, poi, dopo aver considerato la mia capigliatura corvina tipica tzigana, i miei lineamenti e la mia figura, distolse un momento lo sguardo come per inseguire un pensiero… torno’ quindi a rivolgersi a me con un sorriso a mezza bocca.

Rimanemmo per un po’ ad osservarci senza fiatare, con espressioni tra l’interrogativo e lo stupito. Poi, rompendo il silenzio e rivolgendomi a lui nel mio italiano con accento un po’ magiaro, sospirai sorridendo un:

“Come hai fatto a trovarmi?”

“Ho seguito i sassolini – disse con quell’espressione tipica di chi era riuscito a risolvere un enigma – come nella fiaba di Hänsel e Gretel hai lasciato dietro di te tanti sassolini bianchi lungo il cammino… pare che ti piacciano le fiabe, Tündi.”

“Solo se sono a lieto fine e non ci sono orchi che scorrazzano in giro – replicai – comunque ecco qua la casetta di pfefferkuchen, alla fine ci sei arrivato.”

“Si’… alla fine – disse lui quasi emettendo un sospiro di sollievo – spero che tu non mi consideri l’orco della fiaba.”

“Agli orchi non e’ permesso di oltrepassare la soglia di casa mia, ma questa fiaba e’ stata scritta da me. Qui posso fissare le regole e posso anche abolirle… e poi questa non e’ la storia in cui le Petit Poucet incontra l’orco, qui Ivica i Marica incontrano Baba Jaga , la strega cattiva che imprigiona il maschietto in una gabbia con lo scopo di farlo ingrassare e poi mangiarlo – sorrisi in modo sottilmente maligno – allora… la vuoi o no una tazza di te’ caldo?”

Ad un certo punto giunsero in una radura dove c’era una casa tutta costruita di marzapane, dolci, biscotti e cioccolato. Hänsel e Gretel avevano fame e si precipitarono a mangiarla. Ad un tratto uscì una vecchietta, che disse loro: “Ma non rimanete fuori, bambini! Entrate, entrate!” (I fratelli Grimm – Hänsel e Gretel)

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95 Risposte to “Ivica i Baba Jaga”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    grazie per questo bel Post. Ti confesso che quando leggo i tuoi racconti mi chiedo sempre quanto c’è di auto-biografico e quanto è frutto della tua acuta fantasia. Di certo tu sai combinare in modo sapiente questi due elementi al fine di far vibrare le corde, le emozioni e i sentimenti dei tuoi lettori.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  2. Chiara di Notte (Klára) Says:

    mi chiedo sempre quanto c’è di auto-biografico e quanto è frutto della tua acuta fantasia

    mmmmh…

    credo un 10/90…

    oppure un 90/10,

    non ricordo piu’ :-)))

  3. davide Says:

    Cara Chiara,

    “mmmmh…
    credo un 10/90…
    oppure un 90/10,
    non ricordo piu’ :-)))”

    Probabilmente la percentuale varia da post a post.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  4. davide Says:

    Cara Chiara,

    mentre ti scrivo sto bevendo una bottiglia di spumante perchè un anno fa, più o meno a questa ora, avevo scoperto il tuo blog mentre facevo una ricerca sui siti fake.

    La scoperta di una persona meravigliosa come te in questo anno mi ha molto arricchito dal punto di vista intellettuale e morale.

    Anche se abbiano idee politiche molto diverse (come sai io sono molto più vicino alle idee politiche di avorio che alle tue) ho sempre ammirato la tua onestà intellettuale, la tua coerenza e la tua intelligenza.

    Comunque per me le idee politiche di una persona non hanno quasi nessuna importanza, perchè ciò che conta in persona non è la tessera di partito ma la sua correttezza.

    Solo in un caso ho difeso Avorio quando hai detto che sostiene Bush per interessi economici. Questa critica (che molti di sinistra fanno) mi ha indispettito perchè dà per scontato che chi è di destra non ha ideali, ma è mosso dalla difesa dei propri interessi. In realtà alle ultime elezioni presidenziali Bush ha avuto il voto di tantissimi operai che vivono in modeste casette, mentre i grandi attori e cantanti, che vivono in lussuosissime ville con mega piscine, erano per più del 90% contro Bush.

    Non ti preccupare perchè non voglio tediarti con noiosissimi discorsi politici o economici.

    Vorrei che mi togliessi una coriosità (sempre ammesso che lo vuoi fare): perchè a suo tempo mi hai impedito di fare pubblicità al tuo blog su dei giornali?

    Per concludere mi auguro che tu continui a scrivere questo blog per tantissimi anni ancora.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  5. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Grazie Davide per il brindisi al mio blog 🙂

    Vorrei innanzitutto puntualizzare una cosa. Quando dici: “Questa critica (che molti di sinistra fanno) mi ha indispettito perchè dà per scontato che chi è di destra non ha ideali, ma è mosso dalla difesa dei propri interessi”, fai ventilare l’idea che io possa appartenere ad una fazione politica, nella fattispecie quella di sinistra. Ebbene devo contraddirti. Le mie idee, anche se non sono religiosa in quanto non credo ad un essere superiore, ad un creatore o ad un giudice supremo (nota l’utilizzo delle minuscole) e non credo ne’ ad una vita dopo la morte ne’ alla reincarnazione, appartengono comunque all’originaria filosofia cristiana.
    In questo post ne puoi trovare il succo: “Ogni volta che da qualche parte c’e’ chi ottiene troppo e dall’altra c’e’ chi soffre perche’ non possiede il minimo indispensabile esiste un’ingiustizia; indipendentemente dai meriti o dalle situazioni particolari di ciascuno chi e’ privilegiato “ruba” sempre qualcosa a chi privilegiato non e’.
    Quando parliamo di Bush e di Avorio parliamo comunque di persone privilegiate. Quando nel mondo esistono ingistizie diffuse ad ogni livello e si da’ manforte per il mantenimento dello status quo, la ragione puo’ essere una sola: chi lo fa lo fa per il mantenimento dei propri privilegi o quelli di qualcuno a lui (o a lei) molto vicino.
    E dato che per me “privilegi” = “furto” ai danni di chi costantemente nel mondo soffre perche’ non solo non ha alcun privilegio ma addirittura il mantenimento dello statu quo (e quindi della sua condizione indigente) serve affinche’ coloro che i privilegi li hanno e se li tramandano quasi per “diritto divino”, possano giovarne all’infinito.
    Nella “dispensa” del mondo non dovrebbe mai mancare lo stretto necessario per nessuno ed invece che chi da secoli la sta saccheggiando e s’ingozza non ponendosi alcun problema morale.
    So che le persone che si oppongono fermamente a questa condizione perenne con la quale l’umanita’ deve fare i conti vengono tacciate di “sciocco ed utopico idealismo”, ma nel mio piccolo ho cercato di realizzare quell’utopia ed i risultati ottenuti vanno oltre le mie iniziali aspettative.
    Mi oppongo ad Avorio perche lei e’ l’antitesi di tutto cio’ che sono io. Lei crede di migliorare il mondo mantenendolo nello stato attuale, da parte mia (se potessi) tirerei la spallata affinche’ crollasse 🙂
    Per tanta povera gente che non ha nulla, che il mondo crolli o non crolli e’ indifferente, mentre per chi ha ed e’ avido al punto di voler sempre aver di piu’, un mondo che crolla rappresenterebbe la sua rovina.
    Non ritengo di essere ne’ migliore ne’ peggiore di Avorio. Solo diversa.
    Esternata la mia posizione e conoscendo assai bene la tua, preferirei che il discorso politico ideologico, qualora proseguisse, non ribadisse idee ormai gia’ note e dalle quali nessuno/a di noi e’ disposto/a a recedere.
    per quanto riguarda la tua curiosita’: questo spazio rappresenta un diario personale, diciamo semi-privato. Non sono in cerca di notorieta’, ne’ di contributi per una causa (che non c’e’). Parlo e discuto con i miei lettori (che sono assai pochi) di alcuni aspetti che normalmente emergono raccontando fatti inerenti alla mia vita e non. Non sono ne’ voglio essere una leader di alcun movimento o fazione, non desidero (come scherzosamente dice Duval) far concorrenza ad alcun evangelista. Desidero solo scrivere in pace perche’ SCRIVERE mi piace.
    Mi piace come forse a molti di voi piace giocare, fumare, bere, far sesso. Non vedo la ragione per la quale questa mia passione, questo mio diario debba essere pubblicizzato sui giornali. A che pro?
    Pero’ ti ringrazio ancora, sei stato carino ad offrirti di sovvenzionarmi, ma preferisco procedere nel mio piccolo mondo fatto di fiabe, di canzonette dall’Est, di ricordi, di stupidi litigi… di voi. 🙂

  6. davide Says:

    Cara Chiara,

    ti ringrazio tantissimo per la tua risposta. Naturalmente sai che non sono d’accordo con le idee “politiche” (non dico che siano di sinistra, ma mi sembrano abbastanza affini alla sinistra) che hai espresso. Non ti preccupare non starò a sfatarle punto per punto perchè, come ti ho detto, non voglio tediarti (senza contare che mi ci vorrebbero tantissime ore): inoltre ognuno dei due resterebbe, probabilmente, sulle proprie posizioni. Purtroppo!
    Però se un domani avessi del tempo libero mi piacerebbe discuture a fondo quanto hai detto sopra: probabilmente non basterebbero tante ore ma tanti giorni, perchè ti fornirei una montagna di dati macroeconomici, a conferma di quanto affermo.

    “Mi piace come forse a molti di voi piace giocare, fumare, bere, far sesso. Non vedo la ragione per la quale questa mia passione, questo mio diario debba essere pubblicizzato sui giornali. A che pro?”

    Volevo solo che tante persone provassero il piacere che provo io a leggerti. Comunque il blog è tuo e solo tu hai diritto di decidere qualsiasi cosa che riguarda esso e nessun altro, tanto meno il sottoscritto.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  7. Chiara di Notte (Klára) Says:

    ti fornirei una montagna di dati macroeconomici, a conferma di quanto affermo.

    Forse non mi sono spiegata bene: i dati macroeconomici mi interessano poco… anzi in questo contesto addirittura nulla.
    Credo che se tu ti trovassi adesso “dall’altra parte” del fiume avresti idee diverse.
    Vedi Davide, cio’ di cui io credo di dover andar fiera e che mi permette ancora di guardarmi allo specchio, nonostante i privilegi ricevuti durante la mia vita (per alcuni, anzi per molti discutibile) e nonostante il fatto che abbia consapevolezza che se volessi potrei ancora stare dalla parte di chi di certi priviliegi fa la sua unica ragione di vita, e’ che ho deciso di non stare da quella parte. 🙂
    Ma le mie sono parole che lasciano il tempo che trovano e riguardano solo me. Non ho intenzione di far proselitismo o insegnare a nessuno/a come vivere al meglio. Ciascuno/a si scelga la propria strada 🙂

  8. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Ma le mie sono parole che lasciano il tempo che trovano e riguardano solo me. Non ho intenzione di far proselitismo o insegnare a nessuno/a come vivere al meglio. Ciascuno/a si scelga la propria strada :-)”

    In realtà io non ho mai avuto la pretesa di far cambiare idea a nessuno. Nel tuo caso volevo solo discutere in modo approfondito di certi problemi con una persona intelligente come te.
    Il problema è che per discutere a fondo di certi problemi non si può prescindere dai noiosissimi dati economici. Potrei dimostrarti che negli ultimi 40 anni dai paesi occidentali un fiume di miliardi sono andati ai paesi più poveri, senza che dai paesi poveri arrivasse ai paesi ricchi neanche una carota. Questi sono dati dimostrabili attravarso i l’analisi del commercio mondiale. Che senso ha parlare di sfruttamento dei paesi occidentali nei confronti dei paesi più poveri?
    Se poi vogliamo risalire al tempo del colonialismo potrei dimostrarti che nella maggior parte dei casi le colonie sono state un peso (dal punto di vista economico) per gli stati colonialisti: questo non significa che il colonialismo non abbia commesso tante barbarie contro i popoli colonizzati.
    Resta il fatto che il colonialismo è una storia a luci e ombre e non è come il nazismo o il comunismo una storia di barbarie.
    Ti sfido a portarmi l’esempio di uno stato che dopo aver perso le colonie si è trovato peggio di prima.
    Anche nelle colonie dopo che se ne sono andati gli europei non è che le cose sono andate meglio.

    Per farti un esempio tempo fa avevo un amico (è morto qualche anno fa) che è vissuto tantissimi anni in Angola. Ebbene mi ha raccontato che finche c’erano i portoghesi in Angola non si stava male, anche se il Portogallo era uno degli stati più poveri d’Europa. Dopo il 1975 i portoghesi se ne sono andati e MPLA (movimento per la liberazione dell’Angola) di ispirazione marxista ha chiamato in Angola i sovietici e i cubani. Le riforme economiche (nazionalizzazioni imprese e collettivizzazione agricoltura) hanno ridotto l’Angola alla fame. Mi ha garantito che quando c’erano i portoghesi nessuno pativa la fame in Angola. La stessa cosa è avvenuta in Mozzanbico, con l’introduzione dell’economia comunista.

    Scusami se ti ho fatto perdere tempo.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  9. duval Says:

    Davide:
    (sempre ammesso che lo vuoi fare)

    Tu hai chiesto di essere corretto ed allora … sopporta:
    (sempre ammesso che tu lo voglia fare)

    Però c’è una cosa che non capisco: tu normalmente dai corpo con la scrittura a progetti mentali anche complessi e lo fai generalmente in modo grammaticalmente corretto, poi, qua e là, improvvisamente, commetti un errore inspiegabile, non tanto dal punto di vista linguistico, ché oggidì la lingua parlata perdona tante sviste, quanto da quello cacofonico (come nel caso in esame); ed un errore cacofonico non è spiegabile in una persona di media/alta scolarizzazione.
    Non capisco proprio…

  10. duval Says:

    Chiara:
    … ma preferisco procedere nel mio piccolo mondo fatto di fiabe, di canzonette dall’Est, di ricordi, di stupidi litigi… di voi. 🙂

    Ed ecco la Chiara che stupisce, che spiazza, che quasi intenerisce, che fa arrossire i sedicimila euro …
    Solo al proprio funerale si potrà avere, forse, il privilegio di “vedere” … ?

  11. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ Davide: Il problema non sta nei modelli socio-economici, il problema riguarda la cultura. Riguarda la gente…
    E scommetto che di quelle valanghe di soldi che dai paesi ricchi hanno preso la strada di certi paesi poveri, ai veri poveri non e’ toccato nulla.
    Ma oggi i governanti di quei paesi poveri vanno a sciare nelle stesse localita’ dei governanti dei paesi ricchi. Perche’ oggi anche loro sono ricchi.

    Il Mondo va restituito ai legittimi proprietari e cioe’ agli esseri umani e cioe’ agli esseri dotati di Umanita’.

  12. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Solo al proprio funerale si potrà avere, forse, il privilegio di “vedere” … ?

    Non credo all’anima che sopravvive al corpo e che riesce a “vedere” anche dopo la morte. Ma se tu ne sarai capace potrai certamente venire fin dentro la mia camera da letto 🙂

  13. davide Says:

    Cara Chiara,

    “@ Davide: Il problema non sta nei modelli socio-economici, il problema riguarda la cultura. Riguarda la gente…
    E scommetto che di quelle valanghe di soldi che dai paesi ricchi hanno preso la strada di certi paesi poveri, ai veri poveri non e’ toccato nulla.
    Ma oggi i governanti di quei paesi poveri vanno a sciare nelle stesse localita’ dei governanti dei paesi ricchi. Perche’ oggi anche loro sono ricchi.
    Il Mondo va restituito ai legittimi proprietari e cioe’ agli esseri umani e cioe’ agli esseri dotati di Umanita’.”

    Su questo hai perfettamente ragione. Però sarebbe interessante capire il perchè di certe cose.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  14. davide Says:

    Caro Duval,

    perchè ho fatto una scuola tecnica (dove si faceva pochissimo italiano) e ho sempre avuto professori di italiano che non avevano voglia di far niente.

    Nel periodo in cui ho fatto questa scuola (metà degli anni ’70) c’erano sempre scioperi, occupazioni, autogestioni ecc. Si faceva tutto fuori che studiare.
    Poi all’Università a quel tempo non esistevano esami scritti e uno poteva prendere tutto trenta e lode senza saper scrivere.

    Grazie per le tue correzioni.

    Saluti Davide

  15. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Su questo hai perfettamente ragione. Però sarebbe interessante capire il perchè di certe cose.

    Capire il perche’?
    Capire il perche’ certi paesi ricchi mandano soldi ai paesi poveri?
    La risposta e’ semplice: perche’ i soldi ritornano loro tramite i governanti dei paesi poveri che con quei soldi sono diventati ricchi, mentre i morti di fame restano morti di fame.

    Nella mia casa esiste una dispensa rifornita di Nutella, ma se poche sorelle la vogliono tutta per loro non lasciando alle altre neanche un cucchiaio con il quale possano togliersi quel piccolo sfizio, il perche’ si chiama GOLA.

    La risposta invece al tuo quesito si chiama AVIDITA’.

  16. davide Says:

    Cara Chiara,

    sono d’accordo con quello che hai detto. Però credo che noi occidentali non abbiamo più colpe degli altri. Almeno noi lavoriamo mentre chi vende petrolio vive nel lusso più sfrentato senza lavorare.

    Voglio solo dire che è giusto quello che hai detto purchè sia chiaro che l’avidità è trasversale. Lo specifico perchè c’è chi vuol fare apparire che solo noi occidentali siamo i cattivi. In fondo credo che se trattassimo in profondità certi problemi scopriremmo di essere più vicini di quanto pensiamo.

    Per il resto posso dirti (non per vantarmi) che grazie alle donazioni della mia famiglia si è costruita una scuola in uno degli stati più poveri del terzo mondo.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  17. Chiara di Notte (Klára) Says:

    c’è chi vuol fare apparire che solo noi occidentali siamo i cattivi

    Il concetto di bonta o di cattiveria perde di significato in un contesto in cui l’Umanita’ e’ un accessorio diventato (per molte persone) inutile.

    grazie alle donazioni della mia famiglia si è costruita una scuola in uno degli stati più poveri del terzo mondo.

    Ciascuno/a, come ho detto, si scelga la propria strada per potersi guardare allo specchio.

    Vorrei infine dire a chi mi legge che so perfettamente che i miei discorsi possono risultare stupidi, infantili, ingenui, banali, inconcludenti, utopistici, ma io ho scelto la mia strada. L’ho fatto tutta la vita senza mai essere schiava di niente e di nessuno. Il mio percorso di vita e’ conosciuto dagli amici intimi, mentre puo’ essere soltanto intuito da chi ha di me una conoscenza soltanto superficiale.
    Sono una donna pratica. Ho impostato la vita intera sulla praticita’, ma praticita’ non significa egoismo a brama assoluta di sopraffazione del prossimo. Praticita’ non significa disumanizzarsi, poiche’ la disumanizzazione e’ un virus che si propaga in fretta, contro il quale non esiste vaccino e che distrugge il mondo intorno a noi.
    Praticita’ significa anche poter passare davanti ad una superficie riflettente e potersi ammirare non solo per il bel culo o le belle tette, ma anche per quello che si riesce ad intravedere “dentro”.
    Non scambierei un briciolo dell’amore che sento intorno a me per tutto il denaro dell’universo mondo… questo per me ha un valore totale e significa “praticita’.

  18. Flyingboy Says:

    Buona serra,

    Non posso non quotare Chiara al 100%.
    Qui non si parla di ideologia politica, religiosa o altre. Esiste un giudizio universale del cuore, di coerenza e moralità che risiede in ognuno di noi. Di consapevolezza che ogni nostra azione comporta anche un cambiamento per bene o per male per le persone che ci circondano. Un altruismo che vuole opporsi al egoismo.
    Dio non esiste e tanto vero in quanto e vero che esiste un Dio in ognuno di noi, perche IO non e “solo” abbreviazione del DIO.

    Riportando il concetto di “Nutella” sull’ globale, tanti problemi dell’ mondo si potrebbero se non totalmente risolvere, ma almeno diminuire e allontanare dalle estremità come la sofferenza.

    Forse adesso Davide, dopo che Chiara a spiegato perfettamente il concetto, mi comprenderai meglio sul mio ragionare riguardo la energia nucleare, il tema discusso su un altro blog.

    Una delle poche cose che mi ricordo dalla economia e commercio e la “curva di soddisfazione” (non so se in italiano si chiama cosi ma cercherò di spiegare il concetto).
    Abbiamo tanta fame e una indescrivibile voglia di gelato (per esempio).
    Ci concediamo una pallina (spento il incendio del desiderio pero scintilla ancora –la prima pallina ci porta massima soddisfazione), ne prendiamo un’altra (ok, adesso il desiderio e spento – ancora soddisfazione ma non tanto come la prima pallina). Ogni prossima pallina di gelato ci porterà meno soddisfazione. La curva e contrariamente proporzionale alla esponenziale (spero che in italiano ha senso).

    Attenzione adesso (da qui inizia interpretazione libera): Prendiamo terza e quarta (motivi indifferenti – indecisione nella scelta dei gusti, e allora perche rischiare di sbagliare quando posiamo prendere quattro e guadagnarci il mal di pancia, – e questione di “status”, perche solo quelli che non hanno soldi ne prendono solamente una o due, – perche qui il gallato e veramente buono, e chi sa quando la strada ci riporterà di nuovo in zona……o semplicemente “Perche me lo posso permettere”

    Nell’ stesso momento mentre noi mangiamo la quarta pallina di gelato che ci porta un briciolo di soddisfazione ma molto probabile il mal di pancia, quella stessa pallina di gelato ha un enorme valore di soddisfazione per il bambino dietro il angolo che non se lo può permettere.

    Sono le 3 di mattina e spero che tutto sopra scritto abbi senso.

    Tornando a Ivica i Marica… ce un “continua?” ? 🙂

  19. davide Says:

    Caro Flyingboy,

    “Non posso non quotare Chiara al 100%.”

    Anche se non sono d’accordo, in parte, con le sue idee politiche, anch’io ho sempre quotato Chiara al 100%.

    Quanto al discorso sulle centrali atomiche non voglio entrare nel merito. Sarebbe un discorso lunghissimo e non voglio far perdere tempo a Chiara: continueremo a parlarne sul blog di Nice&Nasty.

    Tanti saluti Davide

  20. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Vorrei infine dire a chi mi legge che so perfettamente che i miei discorsi possono risultare stupidi, infantili, ingenui, banali, inconcludenti, utopistici,”

    Vorrei solo specificare che in tutto quello che dici non c’è niente di stupido o di banale. C’è sì tanto di utopico. Però il sacerdote che tutti i giorni legge in Chiesa il Vangelo dove si dice di amare i nemici, di porgere l’altra guancia e di donare tutti i propri beni ai poveri non dice forse cose utopiche?

    Tanti saluti dal tuo Davide

  21. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Però il sacerdote che tutti i giorni legge in Chiesa il Vangelo dove si dice di amare i nemici, di porgere l’altra guancia e di donare tutti i propri beni ai poveri non dice forse cose utopiche?

    Si’ forse…

    Di sicuro dice cose ipocrite perche LUI non lo fa 🙂

  22. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Di sicuro dice cose ipocrite perche LUI non lo fa :-)”

    Quache sacerdote che le ha fatte certe cose c’è: comunque si tratta di una piccolissima minoranza. Per tutti, anche per i sacerdoti, è più facile fare del male anzichè del bene.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  23. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Quache sacerdote che le ha fatte certe cose c’è: comunque si tratta di una piccolissima minoranza.

    Si’, rari come le puttane che “la danno gratis” 🙂

    Per tutti, anche per i sacerdoti, è più facile fare del male anzichè del bene.

    Non per tutti, credo. Comunque che significa far del bene o far del male? Sai che il concetto di “bene e di male” non riesco a digerirlo?

    Per esempio per molte persone una puttana, cioe’ una donna che decide di mettere a frutto il proprio corpo ed il proprio erotismo per “portar via a chi ha” una piccola parte della sua ricchezza farebbe del male… tanto che sia nell’antichita’ che nella modernita’ certe donne vengono “lapidate” (e la lapidazione non e’ solo quella materiale) per il loro operato.

    Mentre una donna, magari moglie fedifraga ma lo sa solo lei perche’ lo fa di nascosto, che periodicamente invia dei soldarelli a qualche istituto di poveri (in cui le offerte vanno spesso a rimpinguare il conto corrente di certuni amministratori che hanno il vizio del gioco, della droga o delle puttane), farebbe del bene.

    Come credi che verrebbe giudicato in un talk show un eventuale dibattito fra una puttana dell’est ed un alto prelato appartenente al clero? Quale delle due figure verrebbe giudicata piu’ positiva? Piu’ buona? Piu’ altruista?

    Il virus della disumanizzazione non nasce dal nulla. Quasi sempre si propaga in modo inversamente piramidale, dal vertice verso la base.

  24. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Non per tutti, credo. Comunque che significa far del bene o far del male? Sai che il concetto di “bene e di male” non riesco a digerirlo?”

    L’espressione male o bene forse sono fuori luogo.

    Volevo solo dire che tendiamo tutti a fare egoisticamente i nostri interessi, senza preccuparci degli altri.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  25. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Volevo solo dire che tendiamo tutti a fare egoisticamente i nostri interessi, senza preccuparci degli altri.

    E quei pochi sacerdoti (anzi direi sinceri missionari) che hanno dato tutto tutto come li classifichi? Alieni?

    Sicuramente parlavi dei “tutti” che normalmente fanno parte della fauna umana ma non sono esseri umani. Cioe’ tutti coloro che non sono dotati di Umanita’ volevi dire?

    Bush & Co. fanno parte dei tutti? Ed i sostenitori di Bush & Co? Anche loro fanno parte dei tutti?
    I piu’ alti esponenti delle varie “chiese” e fazioni politico-ideologico-religiose fanno parte dei tutti?
    Avorio fa parte dei tutti? Tu fai parte dei tutti? Io faccio parte dei tutti?

    Oppure c’e’ chi fa parte degli alieni?

    Solo noi interiormente sappiamo la verita’. Nonostante cio’ che possiamo professare, dire, scrivere, giurare qui o li’, solo noi sappiamo se possiamo GUARDARCI allo specchio dritti negli occhi.

    L’Umanita’ non e’ un orpello. La coerenza e la correttezza nei comportamenti verso il prossimo nonche’ verso noi stessi non sono accessori. La consapevolezza di ingozzarci di nutella mentre c’e’ chi sta con il naso schiacciato al vetro della finestra ad osservarci mentre noi ci ingozziamo inventandoci le motivazioni piu’ assurde per la nostra fame bulimica non e’ un dettaglio.

    E non basta dire “che posso fare io? Non ho il potere di modificare la situazione… se non lo faccio io saranno gli altri a farlo… a chi puo’ servire quel cucchiaio di nutella in piu’ che io mi pappo? Servirebbe forse a sfamare l’intera popolazione mondiale? Chi me lo fa fare di rinunciare a quel cucchiaio quando in giro e’ pieno di sciacalli pronti a prendermelo? Meglio lo pappi subito prima che qualcuno piu’ grosso di me si appropri del mio… tesssssssoooorooo…” per sentirsi a posto con la propria coscienza.

    Almeno non basta a me 🙂

  26. davide Says:

    Cara Chiara,

    “E quei pochi sacerdoti (anzi direi sinceri missionari) che hanno dato tutto tutto come li classifichi? Alieni?”

    Come ho detto sopra una piccola minoranze di persone che si sacrificano per il bene degli altri c’è in tutte le religioni e in tutti i pololi: resta il fatto che si tratta sempre di una piccola minoranza, mentre la grande maggioranza pensa ai propri interessi egoistici.

    Per il resto sono d’accordo con quanto hai detto. Per Bush non dò un giudizio nè migliore, nè peggiore di quello che dò per la maggior parte dei potenti. Anzi se non avesse fatto la insulsa guerra all’Irak il mio giudizio non sarebbe negativo sul suo operato.

    Per quanto riguarda te ed Avorio vi conosco solo attraverso i vostri blog. Per me siete due persone intelligenti e oneste, anche se avete idee opposte.

    Però per dare un giudizio su una persona bisogna conoscerla molto bene: a volte servono degli anni per capire bene una persona, perchè dare giudizi su qualcuno è molto difficile.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  27. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Però per dare un giudizio su una persona bisogna conoscerla molto bene: a volte servono degli anni per capire bene una persona, perchè dare giudizi su qualcuno è molto difficile.

    Questo vale in assoluto, ma per quanto riguarda le opinioni che ci facciamo in base a cio’ che viene scritto nel web si puo’ dare il proprio giudizio.

    Nota bene che io non ritengo Avorio incoerente, anzi secondo me e’ molto coerente. Difende i propri privilegi…
    Solo che l’imprressione che a me da’ e’ di non essere Umana, cioe’ di non possedere Umanita’.

    A te da’ un’altra impressione, ma esiste liberta’ di pensiero no?

    Oppure la liberta’ esiste solo allorquando la nostra opinione si amalgama con quella di chi quella liberta’ la gestisce attraverso le leggi e gli strumenti di comunicazione?

  28. davide Says:

    Cara Chiara,

    “A te da’ un’altra impressione, ma esiste liberta’ di pensiero no?”

    Certamente esiste libertà di pensiero e la tua impressione su Avorio è perfettamente legittima.

    Io ho un’altra impresione su di lei. In realtà io leggendo entrambe vi trovo più simili di quanto crediate.

    Non ostante apparentemente sembrate così diverse, tu riservata e fine mentre lei è espansiva ed esibizionista, credo che queste differenze siano solo superficiali. Io penso che se vi conosceste bene trovereste di aver molte più cose in comune di quello che credete.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  29. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Io penso che se vi conosceste bene trovereste di aver molte più cose in comune di quello che credete.

    Il SUV regalato da papy?

  30. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Il SUV regalato da papy?”

    Guidare una Ford Ranger come fa Lexi non mi sembra un gran che. In America ogni famiglia un po’ ricca può permettersi auto più costose.
    Comunque giudicare qualcuno per l’auto che guida mi sa tanto di pregiudizio. Quanto al regalo di papy non puoi pretendere che una studentessa di 20 anni possa guadagnare quanto basta per comprarsi una macchina.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  31. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Guidare una Ford Ranger come fa Lexi non mi sembra un gran che. In America ogni famiglia un po’ ricca può permettersi auto più costose.

    Infatti…

    forse sara per questo che la nutella scarseggia :-))

  32. davide Says:

    Cara Chiara,

    “forse sara per questo che la nutella scarseggia :-))”

    No, se le auto che una persona ha sono guadagnate con il duro lavoro.

    L’America avrà molti difetti ma dà la possibilità a chiunque ha voglia di lavorare ed iniziativa di arricchirsi. Chi crea ricchezza per sè la crea indirettamente anche per gli altri. L’America è stata la prima società al mondo che ha sconfitto la miseria di massa, grazie all’iniziativa privata e alle libertà che ha riconosciuto ai suoi cittadini.

    L’egualitarismo di massa sperimentato negli stati comunisti ha portato solo miseria. Prima dell’avvento del comunismo la Russia era il massimo esportatore di grano al mondo. Con il comunismo l’Unione Sovietica è diventata il massimo importatore di grano al mondo. Nota bene che ha potuto comprare il grano solo perchè era su mare di gas, petrolio, oro ecc.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  33. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Ok ok Davide, non ti agitare.

    Non intendevo toccarti l’America.

    Io parlavo della mia dispensa. Dentro ci stanno 50 barattoli di nutella. Vorrei che almeno a ciascuna delle mie sorelle ne toccasse uno, poi con quelli che avanzano (30) si possono ingozzare le piu’ bulimiche.

    Dopotutto la bulimia (come l’anoressia) e’ un vero e proprio disturbo di natura affettiva e nei Paesi dell Est ha fatto la sua comparsa da pochissimi anni. Inoltre e’ un disturbo che nasce e si propaga proporzionalmente al livello economico della societa’. C’e’ una zona di confine che sta fra l’ucraina, la moldavia e la romania in cui le bulimiche non possono permettersi di esserlo in quanto manca l’oggetto che serve per esserlo, mentre le anoressiche preferiscono non esserlo perche’ e’ meglio approfittare di cio’ che passa il convento e rimandano la loro anoressia a quando ci sara’ abbastanza cibo. Sono zone in cui dovresti recarti non (come fanno alcuni arguti puttanieri per trombare per pochi euro ma per vedere come la gente vive…
    Si capisco…. sono degli sfigati che hanno avuto il comunismo… che se la prendano con Lenin e con Stalin, che c’entrano i SUV di Avorio e le ville dei magnati petroliferi?… giusto… pero’ sai, rinuncerei al mio barattolo di nutella per far contento/a chi quella nutella non l’ha mai assaggiata. So che non e’ molto ma io la MIA utopia la vivo cosi’.

    Avorio invece come la vive? Dando manforte a Bush e (in parte) a Putin? Inviando altri 50.000 soldati in Iraq? Creando le condizioni politiche in cui il petrolio possa arrivare ad un prezzo tale che chi non ha neppure i soldi per la nutella muoia di freddo?

    Per cortesia… basta!

    Ti ho detto. Io restero’ della mia opinione e tu della tua. Non ammorbiamo i lettori di questo blog con discorsi che non servono a NIENTE se non a creare amarezza… anche dentro di te perche’ sai che non ho completamente torto.

    Per cortesia lascia che io viva con le mie piccole convinzioni frutto di una vita vissuta in ogni possibile dimensione, dalla piu’ umile a quella piu’ privilegiata e viceversa. Grazie.

  34. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Per cortesia lascia che io viva con le mie piccole convinzioni frutto di una vita vissuta in ogni possibile dimensione, dalla piu’ umile a quella piu’ privilegiata e viceversa. Grazie.”

    OK. Però a me piace discutere di certi problemi con te.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  35. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Però a me piace discutere di certi problemi con te.

    Davide non e’ una partita di ping pong…
    A che proposito discutere? Devi vincere il match? Devi convincermi a comprarmi un SUV? Vuoi che mi pettini come AVORIO??? 🙂

    Insomma non capisco perche’ voi uomini siate sempre li’ a discutere di politica come se fosse calcio (in quanto ci mettete lo stesso fervore).

    Qui non c’e’ da discutere niente. C’e’ solo da andare in quel triangolo di confine in cui ti ho detto e mettersi a vivere come loro e se resisti 1 mese torni qui e mi racconti.. ok?

    Tu e Avorio (come papy, Bush, Putin ed i privilegiati fra i quali metto pure il Papa) non fate altro che comportarvi come TUTTI… non siete alieni. Siete coerenti. Sono io INCOERENTE. Voi difendete Fort Apache dai pellerossa che vorrebbero saccheggiarlo. Avete (come Gollum) trovato il vostro Tessssoooro e (giustamente) non lo volete mollare (ma chi cazz’e’ questo Frodo che lo vuol distruggere?).

    Quando morirete, di vecchiaia spero ed il piu’ tardi possibile, se morirete e nel frattempo nan sarete diventati immortali, nella vostra dispensa ci sara’ tanta di quella nutella che una buona parte marcira’…

    Cazzo Davide, non puoi impedirmi di pensarla cosi’ perche’ E’ cosi’!

    Vuoi che ti racconti cosa fanno gli imprenditori che “vanno a creare ricchezza” (come dici tu) in quel triangolo? Lo vuoi sapere veramente?

    Si certo, c’e’ chi (qualche amministratore, qualche affarista, qualche governante, qualche mafioso) si arricchisce e riesce persino a mettere da parte un autotreno di nutella che non riuscira’ ma a mangiare campasse 2000 anni…

    Si’ ok… e’ noto che anche se non ce la fara’ a finirselo tutto quell’autotreno, ne gustera’ solo una parte mentre al resto dei vasetti dara’ almeno una LECCATA PER NON LASCIARLI INTONSI a chi viene dopo. E’ il carattere dell’uomo inteso come appartenente al genere umano.

    Davide tu ti dichiari cristiano ma lo sei veramente fino in fondo? O e’ solo una convenzione?

    Non e’ che un’atea qual io sono segua certi dettami piu’ di quanto tanti sedicenti cristiani facciano mettendosi a posto la coscienza mandando un SMS da un euro?

  36. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Davide tu ti dichiari cristiano ma lo sei veramente fino in fondo? O e’ solo una convenzione?”

    Veramente io non mi sono mai dichiarato cristiano. Ho detto che credo in Dio al 50%. Di fatto non puoi mettermi tra i credenti.

    “Insomma non capisco perche’ voi uomini siate sempre li’ a discutere di politica come se fosse calcio (in quanto ci mettete lo stesso fervore).”

    Quello che dici è vero, ma conosco anche tante donne che hanno la politica nel sangue.

    “Vuoi che ti racconti cosa fanno gli imprenditori che “vanno a creare ricchezza” (come dici tu) in quel triangolo? Lo vuoi sapere veramente”

    In realtà io mi riferivo ad imprenditori che dal niente diventano ricchi nel rispetto delle regole come succede in America. In quei posti che citi tu non ci sono regole se non la corruzione. Comunque la miseria non l’hanno portata le imprese che investono in quei paesi, ma era precedente. Ti chiedo: se le imprese straniere (che non sono enti di beneficenza) non investissero nei paesi poveri la gente di quei posti starebbe forse meglio?

    Comunque sono problemi molto complessi (io ho tantissimo semplificato) su cui dovremmo soffermarci per tante ore e io non voglio farti perdere tempo.

    “Cazzo Davide, non puoi impedirmi di pensarla cosi’ perche’ E’ cosi’!”

    Io non voglio assolutamente impedirti di pensarla così; però io non penso che sia così.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  37. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Cazzo Davide, non puoi impedirmi di pensarla cosi’ perche’ E’ cosi'”

    Voglio solo specificare che il fatto che io non la penso come te su certi argomenti non significa niente per me.

    Io ti ammiro tantissimo per la tua onestà e per i tuoi principi.

    Il fatto che ritenga utopiche (o difficilmente avverabili) alcune tue idee ti fa solo onore.

    Molto meglio qualcuno che crede in un’utopia per un mondo migliore che chi (come il sottoscritto) si adatta cinicamente all’esistente. Verso una persona come te provo solo ammirazione.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  38. Max Fridman Says:

    Bella storia.
    La conoscevo già, ma da un altro punto di vista.
    Brutte bestie i ricordi.
    Soprattutto quando si mescolano ai sogni e alle fiabe.
    Non sai più su quale terreno stai giocando.
    Ma alla fine, è bello così, no?

  39. Flyingboy Says:

    Ce gente che guarda delle cose e chiede: perché?
    Poi ci sono i sognatori, gente che sogna delle cose che non ci sono mai state, e che forse non ci saranno mai, e dicono: perché no?

  40. Mr Mandelbrot Says:

    davide, dubito che con una qualsiasi messe di “dati macroeconomici” tu possa scegliere, tu riuscirai mai a dimostrare che il capitalismo è “migliore” del comunismo. Se per questo non riusciresti nemmeno a dimostrare che la democrazia è migliore della dittatura.

  41. davide Says:

    Caro Mr Mandelbrot,

    “davide, dubito che con una qualsiasi messe di “dati macroeconomici” tu possa scegliere, tu riuscirai mai a dimostrare che il capitalismo è “migliore” del comunismo. Se per questo non riusciresti nemmeno a dimostrare che la democrazia è migliore della dittatura”

    Probabilmente mi sono spiegato male, perchè io non voglio dimostrare quanto hai detto, ma iniziare una discussione partendo da dati di fatto e non da leggende.

    Con dei dati macroeconomici potrei dimostrare che i paesi più ricchi producono 100 e consumano 99, mentre i paesi più poveri producono 3 e consumano 4. La differenza, 1, sono gli aiuti (pochi e assolutamente insufficienti) che i paesi più ricchi danno ai poveri.

    In questo contesto parlare di sfruttanento dei paesi ricchi su quelli poveri è un non senso. Certamente possiamo dire che gli aiuti che i paesi ricchi danno ai paesi poveri sono una miseria, ma non possiamo parlare di sfruttamento.

    Saluti Davide

  42. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Chi nasce oggi non ha nessuna responsabilita’ per comunismi, fascismi, islamismi, cattolicesimi, capitalismi, errori del passato, economie ricche, economie povere e tutti i cazzi e i mazzi propinati a piu’ non posso da chi puo’ propinarli e cioe’ da chi possiede i mezzi per propinarli e cioe’ da chi ha il privilegio di possedere i mezzi d’informazione.

    Chi nasce oggi pero’ e’ un essere Umano ed ha diritto alla sua razione di nutella… non dico un vasetto ma almeno un cucchiaio.

    Quando parlo di nutella io non parlo di SUV, gioielli, vacanze in Polinesia, aerei privati, puttane d’alto bordo o ville in Sargegna con vulcani eruttanti… io parlo di beni primari che appartengono a TUTTI e di cui tutti gli esseri Umani dovrebbero detenere una quota da “spendersi” come vogliono loro.

    Parlo di CIBO, ACQUA, ARIA, ENERGIA.

    Ma ahime’ ci sono dei bulimici che si sono ingozzati per secoli ed oggi si arrampicano sugli specchi pur di non “ricagare” fuori cio’ che loro o i loro padri o i loro nonni o i loro bisnonni o i loro trisavoli hanno “rubato” impoverendo i 5/4 del mondo per la loro avidita’.

    Anzi, non solo non restituiscono il maltolto, ma vorrebbero continuare ad ingozzarsi sempre di piu’, sempre di piu’, sempre di piu’… fino a scoppiare.

    A chi nasce oggi in certe parti del mondo e’ negato non solo il cucchiaio di nutella ma e’ negato il diritto a mangiare, bere, respirare, riscaldarsi.

    Ed in tutto questo c’e’ ancora chi ha il coraggio di dar man forte ai bulimici. 🙂

    Lo so lo so, sono scema, coltivo utopie assurede, mi scontro contro i mulini a vento, sono in pratica un’inconcludente cagacazzi… pero’ io mi guardo allo specchio e mi “vedo” sotto la pelle e non sono costretta a portare un paio di occhiali scuri per non farmi guardare negli occhi arrossati dalla troppa cocaina sniffata o peggio da una coscienza inguardabile.

  43. Mr Mandelbrot Says:

    la produzione della ricchezza generalmente comincia dalle materie prime. Le materie prime ormai sono rimaste solo nei paesi poveri (i paesi ricchi si tengono le proprie riserve naturali ben strette). D’altra parte il prezzo di un oggetto viene definito dal mercato ed il mercato è composto da chi ha i soldi per comprare. Colui che hai i soldi, anzi il controllo sui soldi, determina il valore delle cose, attraverso il valore delle monete. E’ ovvio che chi ha il controllo sulle risorse, il potere militare per difenderle e per minacciare gli altri che le contendono, decide per tutti il prezzo delle cose. I rapporti tra le nazioni non sono allora dissimili ai rapporti di feudo medievali, solo molto più spietati. C’è chi ha potere e batte moneta e chi ha la federal reserve decide il valore di tutte le altre monete. Non a caso il valore delle monete è ancora oggi definito dal termine medievale di signoraggio. Questo serve a dire che non si può dire che una nazione produce 100 e un’altra 3, a meno di trascurare tutto quanto sopra scritto – che è quello che tra l’altro fa la casta degli economisti.
    Dico questo senza nemmeno sfiorare i motivi più radicali per cui, con ragionamenti esclusivamente economici, non riusciresti mai a dimostrare alcunchè circa la storia della sventurata specie umana.

  44. Mr Mandelbrot Says:

    macchè utopie e utopie, Chiara!
    Ti esordo a dare alle cose il loro nome, non sei tu che ti nutri di utopie, ma sono gli apologhi dello status quo (Nietzsche li chiamava i guardiani del buon sonno) che difendono colpevoli mistificazioni atte a giustificare l’ingiustificabile. Non metto in discussione la buona fede di davide, probabilmente però non è in grado di distinguere tra ragionamento razionale e alibi per la propria coscienza. E probabilmente altrettanto può dirsi per quanto riguarda Lexi (ammetto che l’avevo mal giudicata).

  45. Mr Mandelbrot Says:

    chiara “ti esordo”… :-)) apologhi vs apologeti… minchia quanti strafalcioni. Chiedo venia.

  46. gullich Says:

    “Ce gente che guarda delle cose e chiede: perché?
    Poi ci sono i sognatori, gente che sogna delle cose che non ci sono mai state, e che forse non ci saranno mai, e dicono: perché no?”

    mr georg bernad shaw, i suppose… :o)

    “Tu vedi cose che esistono e ti chiedi ” Perchè”? Ma io sogno cose mai esistite e mi chiedo “Perchè no?” (G.B. Shaw)”

    wgul

  47. davide Says:

    Caro Mr Mandelbrot,

    “la produzione della ricchezza generalmente comincia dalle materie prime. Le materie prime ormai sono rimaste solo nei paesi poveri (i paesi ricchi si tengono le proprie riserve naturali ben strette).”

    Le materie prime non sono nel terzo Mondo nè nel primo, ma sono distribuite a caso. Il Nord America, gran parte dell’Europa, la Russia o l’Australia sono tutte ricche di materie prime, mentre ci sono molti stati del terzo Mondo che di materie prime ne hanno poche. Potrei dimostrarti che il Marocco ha comprato petrolio inglese (perchè costava un pochino meno degli altri greggi) o che il Senegal ha comprato rame americano. Ti chiedo: dobbiamo forse concludere che il Marocco sfrutta l’Inghilterra o il Senegal gli Stati Uniti? In realtà quella delle materie prime è una leggenda perchè ci sono stati del terzo Mondo che di materie prime ne hanno pochissime (Ciad, Niger, Somalia, Uganda, Bangadlesh ecc.), mentre ci sono stati occidentali (Canada, Stati Uniti, Australia, Gran Bretagna, Norvegia ecc.) che sono ricchissimi di materie prime.

    “D’altra parte il prezzo di un oggetto viene definito dal mercato ed il mercato è composto da chi ha i soldi per comprare. Colui che hai i soldi, anzi il controllo sui soldi, determina il valore delle cose, attraverso il valore delle monete.”

    Se il prezzo del rame cala questo vale per il rame americano che per il rame dei paesi poveri. Lo stesso vale per tutte le altre materie prime, quindi il tuo ragionamento non ha senso.

    “E’ ovvio che chi ha il controllo sulle risorse, il potere militare per difenderle e per minacciare gli altri che le contendono, decide per tutti il prezzo delle cose. I rapporti tra le nazioni non sono allora dissimili ai rapporti di feudo medievali, solo molto più spietati.”

    Poichè gli americani esportano più materie prime che prodotti tecnologici (senza le materie prime la bilancia commerciale americana sarebbe molto più in passivo di quello che è adesso: ti ricordo che gli Stati Uniti sono una delle zone del Mondo più ricche di materie prime), in base al tuo ragionamento gli Stati Uniti dovrebbero essere i difensori mondiali dei paesi poveri.

    “C’è chi ha potere e batte moneta e chi ha la federal reserve decide il valore di tutte le altre monete. Non a caso il valore delle monete è ancora oggi definito dal termine medievale di signoraggio. Questo serve a dire che non si può dire che una nazione produce 100 e un’altra 3, a meno di trascurare tutto quanto sopra scritto – che è quello che tra l’altro fa la casta degli economisti.
    Dico questo senza nemmeno sfiorare i motivi più radicali per cui, con ragionamenti esclusivamente economici, non riusciresti mai a dimostrare alcunchè circa la storia della sventurata specie umana.”

    Guarda che gli americani non costringono nessuno ad usare i dollari. E’ chi vende che vuole essere pagato in dollari o euro. Ma se uno che vende accetta di farsi pagare con la moneta del Congo o con altra carta straccia, non c’è nessuno che lo vietà.

    Comunque sono argomenti complessi e mi servirebbero tante per smentire tutto quello che hai detto. Se un giorno Chiara me ne darà il tempo lo farò, ma intanto non voglio farle perdere tempo.

    Saluti Davide

  48. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Chi nasce oggi non ha nessuna responsabilita’ per comunismi, fascismi, islamismi, cattolicesimi, capitalismi, errori del passato, economie ricche, economie povere e tutti i cazzi e i mazzi propinati a piu’ non posso da chi puo’ propinarli e cioe’ da chi possiede i mezzi per propinarli e cioe’ da chi ha il privilegio di possedere i mezzi d’informazione.”

    Non so se ti riferisci a quanto ho detto io. Comunque non metto in dubbio che chi nasce povero o chi nasce brutta non ha cople.

    “Chi nasce oggi pero’ e’ un essere Umano ed ha diritto alla sua razione di nutella… non dico un vasetto ma almeno un cucchiaio.
    Quando parlo di nutella io non parlo di SUV, gioielli, vacanze in Polinesia, aerei privati, puttane d’alto bordo o ville in Sargegna con vulcani eruttanti… io parlo di beni primari che appartengono a TUTTI e di cui tutti gli esseri Umani dovrebbero detenere una quota da “spendersi” come vogliono loro.
    Parlo di CIBO, ACQUA, ARIA, ENERGIA.
    Ma ahime’ ci sono dei bulimici che si sono ingozzati per secoli ed oggi si arrampicano sugli specchi pur di non “ricagare” fuori cio’ che loro o i loro padri o i loro nonni o i loro bisnonni o i loro trisavoli hanno “rubato” impoverendo i 5/4 del mondo per la loro avidita’.
    Anzi, non solo non restituiscono il maltolto, ma vorrebbero continuare ad ingozzarsi sempre di piu’, sempre di piu’, sempre di piu’… fino a scoppiare.
    A chi nasce oggi in certe parti del mondo e’ negato non solo il cucchiaio di nutella ma e’ negato il diritto a mangiare, bere, respirare, riscaldarsi.
    Ed in tutto questo c’e’ ancora chi ha il coraggio di dar man forte ai bulimici. 🙂
    Lo so lo so, sono scema, coltivo utopie assurede, mi scontro contro i mulini a vento, sono in pratica un’inconcludente cagacazzi… pero’ io mi guardo allo specchio e mi “vedo” sotto la pelle e non sono costretta a portare un paio di occhiali scuri per non farmi guardare negli occhi arrossati dalla troppa cocaina sniffata o peggio da una coscienza inguardabile.”

    Molto prima che tu nascessi ho sentito ripetere le cose che tu hai detto sopra infinite volte. Sembrano cose condivisibili ma se mi dessi il tempo le potrei smentire con grande facilità.

    Per prima cosa anche se si prendesse tutto alla piccola minoranza di ricchi che ci sono nei paesi occidentali (anche se ciò vuol dire molti casi uccidere le galline dalle uova d’oro), dal punto di vista macroeconomico (ci sono tanti economisti che confermano quanto ho detto) questo non avrebbe quasi nessuna incidenza sulla grande povertà che c’è nel Mondo.

    Se vogliamo veramente aiutare i due miliardi di persone che nel mondo vivono in stato di povertà c’è un solo sistema. I cittadini che vivono nel primo Mondo (tutti i ceti, 80% della popolazione, con l’esclusione solo del 20% più povero) dovrebbero sottostare ad una fortissima tassazione suplementare (almeno un quarto del loro reddito)
    per reperire le risorse da inviare ai due miliardi di poveri. Solo con questa misura si potrebbe veramente aiutare i paesi più poveri, mentre il colpire una piccolissima minoranza di ricchi non avrebbe quasi nessun effetto a livello globale. Quanto ti ho detto non lo dico io ma tutti gli economisti.

    Io sarei d’accordo con questa misura. Però mi chiedo quale governo in democrazia sarebbe capace di prendere una misura economica che riduce del 25% il reddito dell’80% degli elettori: come minimo scoppierebbe la rivoluzione.

    Ho semplificato ma se un giorno mi dessi 14 o 15 ore di tempo potrei spiegarti in dettaglio tutto quello che ho detto.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  49. Mr Mandelbrot Says:

    non servono 14 o 15 ore per capirti, davide.
    Il fatto che tu creda che, per risolvere la povertà nel mondo, sia opportuno trasferire soldi ai paesi in via di sviluppo dimostra con grande esattezza quanto non ci capisci niente di macroeconomia.
    Ti faccio un esempio: gli stati uniti consumano 1/4 del petrolio prodotto nel mondo, e lo comprano quasi tutto dai paesi produttori, tra i quali ad esempio la Nigeria. In Nigeria son crepati a natale non so quanti negretti, inceneriti mentre spillavano qualche goccia d’oro nero da un oleodotto, e capita assai spesso. Come te la spieghi?

  50. davide Says:

    Caro Mr Mandelbrot,

    “non servono 14 o 15 ore per capirti, davide.
    Il fatto che tu creda che, per risolvere la povertà nel mondo, sia opportuno trasferire soldi ai paesi in via di sviluppo dimostra con grande esattezza quanto non ci capisci niente di macroeconomia.
    Ti faccio un esempio: gli stati uniti consumano 1/4 del petrolio prodotto nel mondo, e lo comprano quasi tutto dai paesi produttori, tra i quali ad esempio la Nigeria. In Nigeria son crepati a natale non so quanti negretti, inceneriti mentre spillavano qualche goccia d’oro nero da un oleodotto, e capita assai spesso. Come te la spieghi?”

    Premetto che il mio scopo era solo quello di far comprendere la situazione dei fatti al fine di iniziare una discussione seria.

    Quanto al petrolio voglio solo far notare che gli americani hanno enormi risorse di petrolio e di gas. Se devono importare petrolio è solo a causa dei loro eccessivi consumi. Comunque il mio discorso nel caso in esame si riferiva al tuo discorso sulle materie prime.
    E’ un dato di fatto che gli Stati Uniti sono uno dei paesi al mondo più ricchi di materie prime. Solo la Russia (che non è certo uno stato del terzo mondo essendo uno degli stati più industrializzati) ha più materie prime degli Stati Uniti: però la Russia ha maggiori costi di estrazione essendo il grosso delle sue risorse in Siberia o addirittura a latitudini vicine al circolo polare.
    Tutto il mio discorso sulle materie voleva smentire quanto tu avevi detto sopra:
    “la produzione della ricchezza generalmente comincia dalle materie prime. Le materie prime ormai sono rimaste solo nei paesi poveri”
    Poichè le materie prime sono distribuite a “caso” fra paesi ricchi e poveri (Stati Uniti, Canada o Australia ecc.sono ricchissimi di materie prime, mentre stati del terzo Mondo come Mali, Burkina Faso, Eritrea, Niger ecc. non ne hanno o ne hanno pochissime), il tuo discorso era infondato.

    Quanto alla Nigeria finchè era amministrata dagli inglesi era uno Stato ben ordinato e benestante. Quando gli inglesi se ne sono andati la fragile democrazia che avevano instaurato non ha retto ai secolari conflitti fra etnie e tribù che hanno sempre caratterizzato la storia dell’Africa. I regimi militari che si sono susseguiti ai brevi periodi “democratici” si sono retti sulla corruzione e la violenza. Il discorso sulla Nigeria sarebbe molto lungo, però ti ricordo che dopo che gli inglesi se ne sono andati l’esercito nigeriano è stato addestrato e armato dall’Unione Sovietica.

    Per il resto io non ho detto che si risolvono i problemi solo mandando soldi nel terzo mondo, ma ho contestato l’affermazione di Chiara:
    “Ma ahime’ ci sono dei bulimici che si sono ingozzati per secoli ed oggi si arrampicano sugli specchi pur di non “ricagare” fuori cio’ che loro o i loro padri o i loro nonni o i loro bisnonni o i loro trisavoli hanno “rubato” impoverendo i 5/4 del mondo per la loro avidita’.
    Anzi, non solo non restituiscono il maltolto, ma vorrebbero continuare ad ingozzarsi sempre di piu’, sempre di piu’, sempre di piu’… fino a scoppiare”

    Anche se togliessimo tutto alla piccola minoranza di ricchi che ci sono in occidente (cosa che comporterebbe l’uccisione delle galline dalle uova d’oro: non sto scherzando perchè per il 90% si eliminerebbero i talenti della società, coloro che hanno intraprendenza e genialità) per dare tutto ai poveri del mondo, questo dal punto di vista macroeconomico non avrebbe quasi nessuna conseguenza sul livello di povertà del terzo mondo.
    Si tratterebbe solo di una misura demagogica che mortificherebbe l’intraprendenza nei paesi occidentali senza benefici per i paesi poveri.
    Torno a ripetre che per spiegare quanto sopra mi servirebbero parecchie ore e io non voglio far perdere tempo a Chiara. Però spero che un giorno affronteremo seriamente questi problemi.

    Saluti Davide

  51. Mr Mandelbrot Says:

    Sì certo, l’illuminata gestione inglese, la stessa che ha gestito la tratta degli schiavi, la stessa che si è inventata un sistema di governo federale sovrapponendolo alle ataviche strutture tribali. Secondo te è un caso se tutte e dico tutte le colonie dell’era coloniale, poi nel secolo scorso sono state devastate da guerre civili, molte delle quali ancora oggi non accennano ad esaurire la loro violenza?
    Gli storici sono daccordo che il colonialismo è stata la più immane catastrofe della storia umana, roba che al confronto, per numero di vittime e danni a lungo termine, la Shoa è solo un piccolo incidente.
    Questo è un fatto accertato e facilmente misurabile, basta confrontare le condizioni di vita nelle ex colonie prima e dopo il colonialismo. No, non devi usare la ricchezza (espressa in petrodollari) come parametro di riferimento per la valutazione. La felicità di un popolo non è certo data dai mezzi produttivi, nè dalle commodities, e nemmeno dal numero di università.
    Caro davide, puoi inventarti i dati che ti pare, e puoi decidere di credere alle più immani sciocchezze, per non dover ammettere che le colpe dei paesi ricchi (e soprattutto dell’occidente che piace a te) sono enormi, ma i fatti stanno così. E bada che non sto facendone una questione ideologica. I danni sono stati causati non dalle ideologie, ma dal mercato. E’ proprio il libero mercato che ha devastato le evolute civiltà delle nuove americhe (evolute ma non produttive ahiloro), è il libero mercato che ha devastato il sudamerica, l’africa, e buona parte dell’asia. La casta dei mercanti ha fatto infinitamente più danni di quella dei guerrieri: infatti in India la casta dei guerrieri era ritenuta meno lontana dalla perfezione di quella dei mercanti. Molto, molto giustamente. E l’unica volta che Cristo s’è incazzato ricordi con chi ce l’aveva? 🙂

  52. davide Says:

    Caro Mr Mandelbrot,

    se un giorno Chiara mi dedicasse 14 o 15 ore di tempo potrei smentire quasi tutto quello che hai detto.

    Comunque io non ho mai fatto gli elogi del colonialismo, ma ho detto che a differenza del nazismo o del comunismo (che hanno prodotto solo barbarie) è una storia a luci e ombre (tanti storici la pensano come me).

    Ti ricordo che prima che gli europei creassero le colonie in quei paesi non c’era la domocrazia. Di regola si trattava nel il 90% dei casi di società guerriere basate sulla schiavitù. Per lungo tempo gli arabi prima e gli europei dopo compravano gli schiavi neri dalle princilali tribù guerriere che dominavano le varie parti dell’Africa.

    Quando gli europei hanno abbandonato le colonie in Africa sono riprese le guerre fra le varie etnie e tribù, che da sempre si combattevano fra loro.

    Quanto al libero mercato che ha devastato il mondo (stando al tuo giudizio) ti faccio notare che i cittadini della Corea del Sud, grazie al libero mercato, hanno un reddito che è di 20 volte (alcune statistiche parlano anche di 30 volte) superiore alla Corea del Nord che vieta il mercato: questi sono i veri “fatti” dimostrati e no quelli che citi tu.

    Comunque avrei tantissime cose da dire per smentire quello che hai detto ma non voglio far perdere tempo a Chiara.

    Inviti pertanto Chiara, quando avrà tempo, ad iniziare una discussione seria su questi argomenti.

    Saluti Davide

  53. Chiara di Notte (Klára) Says:

    davide ha detto…
    Caro Mr Mandelbrot,

    se un giorno Chiara mi dedicasse 14 o 15 ore di tempo potrei smentire quasi tutto quello che hai detto.

    Per carita’ Davide, non sono io che devo dedicarti 15 ore. Se vuoi prenditele.

    Buona giornata 🙂

  54. gullich Says:

    “Ti ricordo che prima che gli europei creassero le colonie in quei paesi non c’era la domocrazia. Di regola si trattava nel il 90% dei casi di società guerriere basate sulla schiavitù. “

    perfetto esempio di colonialismo, neanche tanto subliminale.

    Dio ci scampi e liberi.

    Guardati mission (un bel film con bob de niro) oppure soldier bleu (con una splendida candice bergen giovane), davidino, e (se ti riesce) prova a guardare un pò oltre il tuo naso e la copertina del bignami di storia, che di solito racconta del passato quello che è utile a chi gestisce il presente.

    hai mai pensato che ai colonizzati andasse benissimo vivere come vivevano nel loro territorio e nel loro mondo senza che qualcuno andasse a dire loro cosa era giusto per un pugno di perline oppure un fucile in mano(e spesso entrambi)?

    Molto maschilista (nel senso assai dispregiativo del termine) la visione colonialista del mondo.

    La pretesa di dire in maniera interessata a qualcuno cosa è bene per lei mi ricorda molto certe riflessioni di chiara sul rapporto uomo / donna, che condivido.

    Ed in questo tu sei molto macho :O))))

    wgul

  55. Mr Mandelbrot Says:

    davide, accendi il cervello prima di scrivere! Hai scritto una valanga di idiozie… Te le elenco.
    1° il comunismo non ha prodotto solo barbarie. Ha prodotto un profondo e importante cambiamento nella storia, cambiamento che oggi è alla base costituzionale di tutti i paesi civili. Tracce si trovano persino nel primo articolo della nostra costituzione.
    2° Prima che gli europei arrivassero in Africa c’era bisogno della democrazia, che senso ha la democrazia in un paese privo di uno stato centralizzato?
    3° L’impronta del colonialismo ha di fatto negato alle ex-colonie quasi ogni speranza di sviluppo, e non solo in senso democratico. Se si eccettua l’india (che prima del colonialismo primitiva non era) non c’è nessuna ex-colonia che abbia in essere una struttura sociale, produttiva e politica decente. Il colonialismo ha devastato la gente di questi paesi, ha castrato la loro storia, li ha distrutti moralmente e psicologicamente.
    4° La guerra è una invenzione che richiede tecnologie e organizzazione degli uomini, e lo stesso la schiavitù. I paesi tribali non conoscolo nemmeno cose come guerra o schiavitù! Prendi gli indiani d’america: tra di loro concetti come l’onore in battaglia erano molto importanti, ma le guerre erano ben altra cosa rispetto ai nostri eccidi di massa. Le cosiddette guerre indiane precoloniali somigliano più a scaramucce di confine, con poche, pochissime vittime e con minimi danni sociali. La figura di chi combatte per soldi è una nostra invenzione.
    6° Che minchia c’entra questo discorso sulla Corea? E’ una primitiva ex-colonia? E’ terzo mondo? Ho detto che il libero mercato ha distrutto e continua a distruggere il mondo dei poveri, non ho detto che non produca ricchezza per i paesi sviluppati.

    Come disse una importante scrittrice indiana, discutere sui vantaggi vs svantaggi del colonialismo è un po’ come “dibattere i pro e i contro dello stupro”. Il colonialismo, l’imperialismo e anche il neocolonialismo americano sono esattamente degli stupri ai danni di interi paesi. Tu non te ne rendi conto ma il tuo discorso sulla “democrazia” nelle ex-colonie equivale esattamente a dire a una donna che è appena stata stuprata: “che fortuna che sei rimasta in cinta!”.

    Ora fatti un favore, caro davide, usa meglio quelle 15 o 20 ore: leggiti un buon libro di storia, se vuoi te ne consiglio qualcuno.
    Ciao

  56. Chiara di Notte (Klára) Says:

    equivale esattamente a dire a una donna che è appena stata stuprata: “che fortuna che sei rimasta in cinta!”

    (da Wikipedia) In cinta è un termine utilizzato in araldica per indicare figure, usualmente uguali, allineate lungo i bordi dello scudo o poste in cerchio.

    Forse volevi dire “incinta”?

  57. Mr Mandelbrot Says:

    no, indicavo la razza suina senese, ovviamente.

  58. davide Says:

    Caro Mr Mandelbrot,

    “1° il comunismo non ha prodotto solo barbarie. Ha prodotto un profondo e importante cambiamento nella storia, cambiamento che oggi è alla base costituzionale di tutti i paesi civili. Tracce si trovano persino nel primo articolo della nostra costituzione.”

    Posso essere in parte d’accordo con quello che hai scritto, però è un fatto che dall’Unione Sovietica alla Cambogia i comunisti hanno sterminato milioni di uomini.

    “2° Prima che gli europei arrivassero in Africa c’era bisogno della democrazia, che senso ha la democrazia in un paese privo di uno stato centralizzato?”

    Io non volevo dire che si doveva portare la democrazia in Africa, ma solo che prima dell’arrivo degli europei in quei paesi non c’era il paradiso ma lo schiavismo (tutti i libri seri che trattano l’argomento lo dicono).

    “3° L’impronta del colonialismo ha di fatto negato alle ex-colonie quasi ogni speranza di sviluppo, e non solo in senso democratico. Se si eccettua l’india (che prima del colonialismo primitiva non era) non c’è nessuna ex-colonia che abbia in essere una struttura sociale, produttiva e politica decente. Il colonialismo ha devastato la gente di questi paesi, ha castrato la loro storia, li ha distrutti moralmente e psicologicamente.”

    Su questo ci sono anche opinioni diverse dalle tue e comunque non sta scritto da nessuna parte che prima dell’arrivo degli europei questi popoli stessero meglio.

    “4° La guerra è una invenzione che richiede tecnologie e organizzazione degli uomini, e lo stesso la schiavitù. I paesi tribali non conoscolo nemmeno cose come guerra o schiavitù! Prendi gli indiani d’america: tra di loro concetti come l’onore in battaglia erano molto importanti, ma le guerre erano ben altra cosa rispetto ai nostri eccidi di massa. Le cosiddette guerre indiane precoloniali somigliano più a scaramucce di confine, con poche, pochissime vittime e con minimi danni sociali. La figura di chi combatte per soldi è una nostra invenzione.”

    Le guerre dell’antichità non erano meno atroci delle nostre e la schiavitu era diffusa ovunque. Se poi parli dei popoli pre colombiani dell’America oltre alle guerre e alla schiavitù erano comuni e numerosissimi terribili e orrendi sacrifici umani agli dei: in alcuni siti (Maya, Inca, Aztechi) sono stati trovati i resti di migliaia di uomini, tra cui tantissimi bambini, sacrificati agli dei).

    “6° Che minchia c’entra questo discorso sulla Corea? E’ una primitiva ex-colonia? E’ terzo mondo? Ho detto che il libero mercato ha distrutto e continua a distruggere il mondo dei poveri, non ho detto che non produca ricchezza per i paesi sviluppati.”

    Ma toglimi una coriosità: se non esistesse il libero mercato i popoli dei paesi poveri vivrebbero felici e contenti?

    “Come disse una importante scrittrice indiana, discutere sui vantaggi vs svantaggi del colonialismo è un po’ come “dibattere i pro e i contro dello stupro”. Il colonialismo, l’imperialismo e anche il neocolonialismo americano sono esattamente degli stupri ai danni di interi paesi. Tu non te ne rendi conto ma il tuo discorso sulla “democrazia” nelle ex-colonie equivale esattamente a dire a una donna che è appena stata stuprata: “che fortuna che sei rimasta in cinta!”.”

    Certamente questa scrittrice indiana rappresenta tutto il genio che esiste al mondo.

    “Ora fatti un favore, caro davide, usa meglio quelle 15 o 20 ore: leggiti un buon libro di storia, se vuoi te ne consiglio qualcuno.”

    Forse libri di storia io ne ho letti più di te, però se me ne consigli qualcuno di interessante ti ringrazio, perchè leggere libri di storia mi piace molto.

    Saluti Davide

  59. davide Says:

    Caro Gullich,

    “Guardati mission (un bel film con bob de niro) oppure soldier bleu (con una splendida candice bergen giovane), davidino, e (se ti riesce) prova a guardare un pò oltre il tuo naso e la copertina del bignami di storia, che di solito racconta del passato quello che è utile a chi gestisce il presente.
    hai mai pensato che ai colonizzati andasse benissimo vivere come vivevano nel loro territorio e nel loro mondo senza che qualcuno andasse a dire loro cosa era giusto per un pugno di perline oppure un fucile in mano(e spesso entrambi)?
    Molto maschilista (nel senso assai dispregiativo del termine) la visione colonialista del mondo.
    La pretesa di dire in maniera interessata a qualcuno cosa è bene per lei mi ricorda molto certe riflessioni di chiara sul rapporto uomo / donna, che condivido.
    Ed in questo tu sei molto macho :O))))”

    Guarda che io non ho mai detto che il colonialismo è una cosa buona, ma solo che accanto a tanti aspetti negativi ci sono stati anche degli aspetti positivi (ci sono tanti storici che la pensano come me).

    Quanto ai libri di storia io ne ho letti nella mia vita almeno un centinaio e nessuno era il bignami.

    Saluti Davide

  60. Mr Mandelbrot Says:

    non ho tempo per risponderti meglio. Mi limito a riportare questo link su Arundhati Roy, la scrittrice della quale ti ho riportato la citazione:

    http://www.chitram.org/mallu/ar.htm

    Certamente questa scrittrice indiana rappresenta tutto il genio che esiste al mondo.

    No, ne rappresenta solo la parte migliore.
    Non metto in dubbio che qualche erudito abbia fatto apologie del colonialismo, c’è gente al mondo che difende il nazismo, non mi stupisco di niente.
    Comunque mi potresti fare un elenco di “pensatori” che attribuiscono al colonialismo qualche contributo positivo alla storia?
    Io in cambio ti posso elencare un po’ di gente che ha parlato del colonialismo in termini più severi dei miei.

  61. davide Says:

    Caro Mr. Mandelbrot,

    “Comunque mi potresti fare un elenco di “pensatori” che attribuiscono al colonialismo qualche contributo positivo alla storia?”

    Io non ho detto che il colonialismo in sè è positivo per la storia, ma che oltre agli effetti negativi che indubbiamente ha avuto ci sono stati anche degli aspetti positivi. Tempo fa parlavo con un mio amico che era stato a fare volontariato in Eritrea. Mi ha riferito che quasi tutte le opere e le infrastrutture che c’erano in quel paese risalivano all’epoca coloniale italiana. Mi ha garantito che dopo che gli italiani se ne sono andati non è stato fatto quasi più niente.

    Torno a ripetere che in tanti casi gli europei hanno fatto degli abusi sulle popolazioni colonizzate, però è indubbio che hanno anche costruito strade, ferrovie, ospedali, scuole ecc.
    Per dare un giudizio obbiettivo bisogna tenere conto di tutti gli aspetti. Ci sono tanti scrittori che hanno trattato di questi problemi in modo obbiettivo: Montanelli, Ronkey, Cipolla, Veneziani, Friedman ecc.

    Saluti Davide

  62. Mr Mandelbrot Says:

    Io non ho detto che il colonialismo in sè è positivo per la storia, ma che oltre agli effetti negativi che indubbiamente ha avuto ci sono stati anche degli aspetti positivi.

    Probabilmente gli stupratori si divertono mentre stuprano. In questo senso io non posso darti pienamente torto.

    Ci sono tanti scrittori che hanno trattato di questi problemi in modo obbiettivo: Montanelli, Ronkey, Cipolla, Veneziani, Friedman ecc.

    Quel che dicono Ronchey (lol) e Veneziani (rilol) lo ignoro e non vale un cazzo mentre Montanelli sono ragionevolmente certo che non abbia mai sostenuto che il colonialismo rechi vantaggio ai popoli colonizzati. Se proprio ha detto qualcosa del genere sarebbe un peccato di gioventu’, visto le sue vicende di giovane fascista in eritrea, ma vorrei tu mi indicassi dove.
    Su Friedman (quale?) immagino tu intenda il premio nobel Milton Friedman.
    Egli rappresenta il teorico americano del God,Greed & Genocide, uno di quelli che hanno voluto Pinochet in Cile e l’hanno difeso fino alla morte. Dovremmo tutti cagare a turno sulla sua tomba. Se intendi invece qualche altro Friedman ti consiglio di scriverlo.

    Ma il massimo è Cipolla.
    Cipolla?! Arnaldo Cipolla?!!
    Ma Lol!
    “Sino al limite segreto del mondo” è un classico del colonialismo italiano, in cui si esalta futuristicamente la predazione del petrolio, in cui si afferma che l’italia ha il diritto di sfruttare la sua parte di iraq perchè l’olio nero è il motore della guerra (che bella la guerra!). Lo rispetto come scrittore, così come rispetto Kipling, ma non puoi legger la loro roba come una analisi storica e politica degna di questo nome.
    Insomma davide, come al solito hai fatto una serie di autogoal con i quali hai dimostrato che:
    1. hai frainteso Cipolla
    2. probabilmente hai frainteso anche Montanelli
    3. consideri Milton Friedman (NB. un economista) come analista autorevole e interprete del colonialismo.
    Detto questo Davide, ritiro quello che ho detto: non leggere, per te è del tutto inutile.
    Cmq, visto che te l’ho promesso, ti elenco un po’ di nomi di gente che ha studiato seriamente il colonialismo, storici e filosofi, anche se potrei citarti heart of darkness di Conrad (apocalypse now) per fare il figo…
    Potrei allora citarti Rosa Luxembourg e Lenin che sostennero che dal capitalismo consegue naturalmente l’imperialismo, ma dubito che tu ritenga questi pensatori degni della tua fiducia. Altrettanto dicasi dei pilastri della storiografia tipo l’ungherese Lukacs.
    Proverò allora a citare gente che culturalmente sia collocabile vicino all’area che ti è più familiare.
    Annah Arendt ha scritto moltissimo sul colonialismo, ma anche Raymond Aron e Schumpeter, tutti daccordo sul giudizio nerissimo su di esso.
    Il domenicano Gutierrez il teologo della liberazione o Frantz Fanon, che analizzano il problema della decolonizzazione (il punto di vista dalla parte meno divertente dello stupro). Oppure se vuoi puoi leggerti l’enciclica Mater e Magistra di Papa Giovanni XXIII ove si dichiara senza possibilità di fraintendimento che tutti i colonialismi sono da condannare.
    Anche l’attuale papa ha in molte occasioni condannato aspramente i neocolonialismi… Insomma, visto che sei un exfocolarino, se proprio non ti fidi dei filosofi, almeno informati su quello che dicono quelli della tua religione.

  63. davide Says:

    Caro Mr. Mandelbrot,

    quanto a Cipolla non era Arnaldo ma Carlo uno studioso di storia economica. Quello che voglio mettere in chiaro è che nè Carlo Cipolla nè Indro Montanelli non hanno mai detto che di per sè il colonialismo era una cosa positiva ma, come ho detto più volte sopra, che accanto a tanti aspetti negativi ce ne sono stati anche una parte di positivi. Quando ero giovane ero abbonato al “Giornale” di Montanelli e nei suoi commenti ha spesso trattato di questi problemi e la sua posizione era quella che ti ho detto sopra (lui odiava i manicheismi di chi vede tutti i buoni da una parte e i cattivi dall’altra).

    Vorrei chiederti una cosa: tutte le città, strade, ferrovie, scuole, ospedali, porti e un’infinità di altre opere che gli europei hanno costruito nei paesi amministrati e che prima (tranne rarissime eccezioni) non esistevano, sono tutte cose negative?

    Saluti Davide

  64. gullich Says:

    prima di tutto….

    barman… un drink (anzi un anno di bevute gratis per quel signore laggiù, credo si chiami mr manderblot o qualcosa del genere…) :o)

    poi

    “Vorrei chiederti una cosa: tutte le città, strade, ferrovie, scuole, ospedali, porti e un’infinità di altre opere che gli europei hanno costruito nei paesi amministrati e che prima (tranne rarissime eccezioni) non esistevano, sono tutte cose negative?”

    lo faccio per mero amore di riflessione personale, perchè condivido la tesi più sopra espressa che in taluni casi leggere sia completamente inutile.

    si, sono negative, se quel popolo sono aborigeni che si muovono in canoa e nella foresta.
    si, sono negative se sono indiani che corrono a cavallo dietro ai bisonti

    sono sempre negative, quando sottraggono un popolo alla propria cultura, alle proprie tradizioni, ai propri riferimenti e gli impongono i propri.

    tanto è vero che il significato mediato di colonizzare ed evangelizzare è proprio questo.

    portare il nuovo verbo, assumendo che sia quello giusto.

    wgul

  65. davide Says:

    Caro amico Gullich,

    “si, sono negative, se quel popolo sono aborigeni che si muovono in canoa e nella foresta.
    si, sono negative se sono indiani che corrono a cavallo dietro ai bisonti”

    Quarda che i cavalli gli indiani li hanno avuti da noi europei (prima di Colombo non c’erano i cavalli in America).

    “sono sempre negative, quando sottraggono un popolo alla propria cultura, alle proprie tradizioni, ai propri riferimenti e gli impongono i propri.”

    A parte gli scherzi, creare una scuola o insegnare a leggere a delle persone non vuol dire necessariamente sottrargli le loro tradizioni.

    Comunque se te e Mr Mandelbrot volete restare dell’idea che il colonialismo è stato al 100% negativo io non ve lo impedisco di certo. Io ho delle idee differenti: tutto qui.

    Saluti Davide

  66. Mr Mandelbrot Says:

    Quarda che i cavalli gli indiani li hanno avuti da noi europei (prima di Colombo non c’erano i cavalli in America).

    nemmeno il vaiolo, l’influenza e la varicella, epidemie che decimarono l’80% la popolazione amerindiana.

    Comunque se te e Mr Mandelbrot volete restare dell’idea che il colonialismo è stato al 100% negativo io non ve lo impedisco di certo.

    sei tu che sostieni che in 15 ore potresti dimostrare come stanno le cose, dati alla mano, non io, nè Gullich. Non fraintendermi, io non desidero persuaderti, nè offrirti migliori argomenti, mi accontento di farti perdere 15 ore 🙂

  67. davide Says:

    Caro Mr. Mandelbrot,

    Ti riporto qui sotto un intervento del prof. Francesco Zannini che spiega che il colonialismo oltre ad aspetti negativi ne ha avuti anche di positivi.

    Non si tratta assolutamente di esaltare il colonialismo, ma solo di considerare le vicende storiche obbiettivamente senza i pregiudizi dell’ideologia.

    Storia e cultura. Alle radici del fondamentalismo di Simone Baroncia/ 09/10/2007

    Conoscere la storia del mondo musulmano per capire le sfide attuali, mettendo da parte il buonismo. Incontriamo il prof. Francesco Zannini, docente di Islam contemporaneo e teologia islamica.

    Il prof. Francesco Zannini, docente di Islam contemporaneo e teologia islamica presso il Pontificio Istituto di Studi Arabi ed Islamistica (PISAI), è uno degli studiosi più esperti della materia. Nel suo ultimo libro, intitolato “L’Islam nel cuore dell’Asia – Dal Caucaso alla Thailandia”, un’analisi sulle dinamiche religiose e culturali del continente, ma anche numerosi spunti per riflettere sull’origine del fondamentalismo. Il tutto, da un osservatorio molto particolare: il Pisai, il centro di studi e ricerche, fondato a Tunisi nel 1926 dai Padri Bianchi e trasferito a Roma nel 1964 da papa Paolo VI, con l’obiettivo di promuovere il dialogo interreligioso con i mussulmani nella conoscenza della lingua araba e delle scienze islamiche.

    …”E’ un aspetto interessante, che intendo sottolineare. Il colonialismo ha avuto aspetti positivi ed aspetti negativi. Uno dei tratti specifici è stato quello di avere imposto le scuole europee in tutto il mondo. Di conseguenza, il giovane pachistano che ha studiato nella scuola durante la dominazione inglese ed anche dopo (il meccanismo è rimasto uguale), si è formato sugli stessi programmi dei ragazzi inglesi. Gli indonesiani erano sotto gli olandesi e così via. Quindi, tutto il subcontinente indiano conosce il mondo europeo e tutto il mondo islamico, specialmente nella classe intellettuale (i poveri non vanno a scuola, ma sentono qualcosa!), conosce l’Occidente”. L’esatto contrario di quanto avviene in Occidente…”Sì, la nostra formazione è stata sempre europea, allargando lo sguardo al massimo verso gli Usa e limitandosi a piccoli accenni su tutte le altre culture. Di conseguenza, basta chiedere agli italiani il nome di qualche Stato africano, asiatico o latinoamericano e lo sconcerto è totale. Mentre gli asiatici sanno dove è Roma o Londra!” La conoscenza per un rapporto paritario. Quindi, non serve fare i buonisti?”Sono contrario al buonismo. Ho avuto dibattiti molto forti. Alcuni anni fa ho partecipato ad un incontro con esponenti islamici. Di fronte a descrizioni troppo spirituali dell’Islam ho dato ‘legnate sonore’. Però c’è uno spazio tra il buonismo e la contrapposizione assoluta, che è il dialogo, in cui si dice: pane al pane e vino al vino, ma da buoni amici”. Lei nel suo libro parla anche della situazione in Birmania…”Ho avuto la fortuna (o sfortuna, perché ero inseguito dalla polizia segreta) di essere stato in Birmania ad insegnare per un periodo molto breve. Però già a quei tempi (più di 20 anni fa) c’era questa cappa oppressiva. Il governo stabiliva persino la vita privata delle persone. Stabiliva (oggi accade ugualmente) quale mestiere e quale futuro doveva avere ciascun ragazzo. In una giornata ho visto espropriare case e seminari; buttar la gente nella foresta. In questa brevissima presenza in Birmania, ho sentito anche da esterno l’oppressione di questo regime. Quindi capisco benissimo quello che stanno facendo adesso ai monaci”.

  68. davide Says:

    Caro Mr. Mandelbrot,

    ti riporto qui sotto la sintesi del libro “La tirannia della penitenza” dove Pascal Bruckner, discepolo di Raymond Aron, spiega come il colonialismo è un fenomeno complesso con indubbi aspetti positivi.

    “L’Occidente disarmato di fronte all’offensiva del fondamentalismo islamico, esce in Italia “La tirannia della penitenza” di Pascal BrucknerData: Giovedì, 22 febbraio 2007 ore 18:46:01 CETArgomento: Opinioni
    Di fronte all’aggressività di una parte del mondo musulmano — in Medio Oriente, in Asia, ma anche nelle nostre società — la cultura dominante europea risponde arretrando, negando nei fatti i suoi valori e spesso facendosi travolgere. Le accuse di colonialismo e di corruzione morale dell’Occidente, che servono ai movimenti radicali islamici per giustificare l’aggressività, trovano un ventre molle tra la maggioranza degli intellettuali e dei politici europei, in particolare in Francia.
    Testata: Corriere della SeraData: 22 febbraio 2007Pagina: 47Autore: Danilo TainoTitolo: «La resa dell’Occidente»Dal CORRIERE della SERA del 22 febbraio 2007:P er ora, Nicolas Sarkozy conquista gli intellettuali. Ma cosa succederebbe se fossero les intellos a conquistare la mente e l’agenda del candidato alla presidenza francese? E poi, a maggio, «Sarko» vincesse l’Eliseo? Beh, è vero che la Francia non ha mai visto un presidente dare retta ai pensatori, ma una parte del fascino di Sarkozy sta nella capacità di sorprendere. E, comunque, la domanda si forma da sola se si legge il saggio La tirannia della penitenza (Guanda), lavoro di Pascal Bruckner, romanziere, saggista, noveau philosophe che fino a poco tempo fa era attratto da Ségolène Royal, ma adesso — come molti altri della fu sinistra parigina — appoggia l’uomo dell’Ump. Avremmo un neocon al cuore del Vecchio Continente?Bruckner sostiene che l’Occidente e soprattutto l’Europa vivono in gran parte sotto un cielo grigio, nuvole dense create dal senso di colpa per il passato e per la superiorità dell’Ovest in fatto di libertà, democrazia, scienza. Nuvole — denuncia — create e tenute gonfie da un’«ideologia balbuziente», dalla tradizione dell’antioccidentalismo «che va da Montaigne a Sartre e che instilla relativismo e dubbio», e da una élite di sacerdoti del pensiero che incitano all’autoaccusa e alla fustigazione pubblica. «La casta degli intellettuali, alle nostre latitudini, è la casta penitenziale per eccellenza, erede diretta del clero dell’Ancien Régime».È il confronto con l’Islam, ovviamente, il punto critico dell’analisi di Bruckner.
    Se il terrorismo ci colpisce, scatta il riflesso condizionato per il quale qualche colpa l’avremo pure; se Al Qaeda abbatte le Torri gemelle, schiere di «progressisti» ci raccontano che gli americani sono pur sempre responsabili dei mali del mondo. «Così come esistono predicatori di odio nell’islamismo radicale, esistono predicatori di vergogna nelle nostre democrazie, soprattutto fra le élite intellettuali, e la loro capacità di fare del proselitismo non è trascurabile».Il risultato è un abbaglio ideologico tragico che Bruckner — fatte le proporzioni — paragona a quello dei vecchi comunisti, i quali, pur sapendosi innocenti, confessavano colpe immaginarie di fronte alle accuse dello stalinismo. «L’europeo medio, uomo o donna che sia, è un essere straordinariamente sensibile, sempre pronto ad attribuirsi la colpa della povertà dell’Africa, a impietosirsi di fronte alle sofferenze di un mondo di cui si ritiene responsabile, e a chiedersi cosa possa fare lui per il Sud, invece di interrogarsi su cosa il Sud possa fare per se stesso».Da giovane, Bruckner (oggi ha 58 anni) ha scritto due libri assieme ad Alain Finkielkraut, l’intellettuale francese che, nei giorni delle rivolte delle banlieue, creò un caso quando sostenne che le società multirazziali ci mettono poco a diventare anche multirazziste. Ora, di Finkielkraut non condivide la rivalorizzazione assoluta del colonialismo, inteso come nobile tentativo di «portare educazione e civiltà ai selvaggi». Ciò nonostante, ritiene che la questione dell’espansione di conquista, dell’impero — interessi centrali anche dei neocon americani — siano essenziali per capire e spiegare il disorientamento dell’uomo europeo frastornato da globalizzazione, ondate migratorie, minacce alla sua sicurezza. E distingue tra colonialismo, fenomeno politico condannabile, e colonizzazione, che può essere giudicata — dice — solo sul piano storico: sarebbe difficile sostenere, duemila anni dopo, che la colonizzazione della Gallia da parte dei Romani fu negativa o che l’influsso arabo sulla Spagna non abbia contribuito a creare una civiltà ricchissima.Insomma, noi occidentali non abbiamo un debito, sempre e comunque, verso il resto del mondo. È vero che la civiltà europea è stata capace di atrocità. Ma anche di opere sublimi. Soprattutto — qui sta la sua grandezza rispetto ad altre — sa creare gli antidoti alla sua stessa barbarie, riesce ad analizzare se stessa e a migliorarsi perché è aperta. È quel lucido fenomeno caratteristico dell’Occidente che non è tanto la lotta tra il Bene e il Male, ma, nella formula laica di Raymond Aron, la lotta di ciò che è preferibile contro ciò che è detestabile. Ma se la lotta non è tra Bene e Male, lo spirito autocritico non può diventare assoluto, totem in sé: pena la sua trasformazione in dogma. Ed è invece questo, secondo Bruckner, quello che sta succedendo nel Vecchio Continente: «Dal rifiuto dei dogmi nasce il dogma tutto nuovo della demolizione».Messa in politica, fatta entrare all’Eliseo, l’analisi di Bruckner costringerebbe la Francia e l’Europa di oggi a smettere di camminare a testa in giù, a cambiare il loro stesso modo di essere. Perché il senso di colpa è «un alibi per la nostra abdicazione», dietro di esso si nasconde la rinuncia a essere qualcosa nel mondo, addirittura il tentativo di separarsi da esso: si accettano le colpe e ci si carica sulle spalle «il monopolio della barbarie» in cambio della «triste cuccagna del supermercato, del tenore di vita, dell’edonismo». No, Sarkozy che dà retta a les intellos non sarebbe semplicemente un presidente neocon (Bruckner non lo è nemmeno). Costringerebbe il Vecchio Continente e rimettersi in piedi: che è di più.”

  69. davide Says:

    Caro Mr. Mandelbrot,

    ti riporto qui sotto delle interessanti riflessioni sul fenomeno del colonialismo. Si tratta di un dibattito avvenuto in un forum femminile che analizza il colonialismo in modo intelligente.
    Sono certo che la lettura di questo brano ti aiuterà a comprendere sia gli aspetti negativi che quelli positivi del colonialismo.

    Tanti saluti Davide

    “L’altro ieri Almu aveva invitato a leggere un articolo sul sito italiano di Aljazira. Me lo sono letto.
    E ne ho tratto, tra le altre cose, la conferma ad un pensiero che da un po’ mi ronzava per il capo, e che ripropongo ora.
    L’autore di quell’articolo non era certamente un fanatico esaltato: faceva una disamina razionale e pacata del fenomeno fondamentalismo, ed anche se proponeva di alcuni suoi aspetti un interpretazione a dir poco grossolana, meritava comunque di essere letto perche’ dava un’idea de la percezione che ne hanno gli “islamici moderati”, quali sono, presumibilemte, i giornalisti di AlJazira.
    Spadellava in modo alquanto goffo il tema della questione femminile: sosteneva ad esempio che il femminismo sarebbe stato un arma mediatica, uno stratagemma propagnadistico per giustificare le politiche coloniali nei paesi arabo-musulmani.
    Beh, non sono mai stata una femminista, ma una simile balordaggine non posso avvallarla: il femminismo e’ stato ben altro. Fu un movimento di liberazione della Donna nelle societa’ Europee degli anni sessanta, che ebbe certo i suoi eccessi, i suoi difetti e le sue cadute nel cattivo gusto, ma svolse una funzione storica decisiva nella conquista civile della parita’ dei sessi.
    Le Donne si liberavano, finalmente, dopo duemila anni, di quella concezione che le voleva esseri inferiori e sottomessi, su cui si doveva vigilare acciocche’ non conoscessero i dubbiosi disiri, e non inducessero in tentazione sessuale gli uomini mostrandosi loro; concezione questa che proveniva dalla morale giudaico-cristiana, e che permeava le coscienze femminili anche di piu’ di quelle maschili, tanto che le piu’ agguerrite antifemministe, anche allora, furono donne.
    Non era nato in chiave anti-islamica, era nato in chiave anti-cattolica, ed infatti i suoi piu’ acerrimi nemici -ed anche, ovviamente, i suoi bersagli- erano stati i religiosi cattolici. Ma naturalmente si prestava anche come strumento polemico anti-islamico, perche’ non e’ che l’islam sia tanto piu’ aperto su questo punto; e puo’ darsi bene che gli apparati propagandistici delle potenze coloniali lo abbiano adoperato con questi fini.
    Tuttavia per affermare che il femminismo fu solo questo, ce ne vuole, e soprattutto ce ne vuole per non riconoscere che se questa polemica e’ possibile forse non e’ colpa solo del femminismo, ma un pochinino anche dell’islam, che sul tema sessualita’ femminile libera, mi pare si possa dire, fatica leggermente.
    L’aspetto piu’ interessante, pero’, ed anche il piu’ preoccupante, riguardava l’insitere continuo, battente, ossessivo, di quell’articolo sul “colonialismo” occidentale.
    Ho come la sensazione che si sia diffusa, tra gli arabo-musulmani, la convinzione che la matrice di tutti i problemi loro sia il malvagio e feroce “colonialismo”, con cui i cattivi occidentali gli hanno sottratto risorse e ricchezze e li hanno ridotti alla fame.
    Non so se sia proprio cosi’, e chiedo ad Almu, o ad altri che ne sappiano di piu’, di dirmi se sbaglio.
    Ma se e’ cosi’, allora c’e’ qualcuno che li prende in giro, ed e’ questo il punto decisivo su cui si deve cercare di fare luce, credo, perche’ e’ una castroneria madornale.
    Il giudizio storico sul colonialismo, Almu, fu esclusivamente negativo solo nell’epoca del decolonialismo, cioe’ negli anni 50-60. Quel giudizio era allora influenzato dal fatto che le potenze volevano disfarsene, delle colonie, ed e’ stato successivamente largamente rivisto dalla storiografia piu’ accorta.
    Tu Almu pensi che il colonialismo sia stato solo un male? Che non abbia avuto anche aspetti positivi?
    E quali furono, secondo te, i motivi che spinsero molte potenze europee dell’800 verso l’aventura coloniale? La volonta’ di accaparrarsi ricchezze? Pensi questo?
    Soffermiamoci un attimo sulla questione: vo’ provare a dirti cosa ne penso io.
    Cominciamo dal primo punto. L’Algeria fu una colonia Francese dal 1847 (piu’ o meno) fino al 1962. Dal ’62, dopo la famosa “battaglia di Algeri”, e’ indipendente. Bene. Vogliamo andare ad analizzare la situazione algerina, spulciando i parametri socio-economici e gli indicatori di benessere (scegli pure quelli che preferisci: il tasso di alfabetizzazione, la mortalita’ infantile, l’aspettativa di vita, i posti letto ospedalieri ogni mille abitanti, oppure la microcriminalita’l la sicurezza, le condizioni sanitarie, il rispetto dei diritti umani, quello che ti pare) PRIMA, DURANTE e DOPO il periodo coloniale?
    Ti pare sensato, a te, affermare che tutti i guasti dell’Algeria fossero provocati dai Francesi? Le prime elezioni piu’ o meno “democratiche” in algeria si sono avute nel 1992, cioe’ qualcosa come trenta anni dopo la partenza dei Francesi, e le ha stravinte il “Fronte islamico di Salvezza”, poi e’ arrivato il colpo di stato, e da allora e’ in corso una guerra civile che fa centomila morti all’anno. Ti facio io una domanda provocatoria: sei sicuro che non fossero meglio i Francesi?
    Tu mi rimandi ad AlJazira (giustamente, perche’ e’ un ottimo network: altro che mediasette) e proprio tu specifichi che Alazira e’ nata da una costola della BBC a Baghdad. E’ dunque un prodotto della cultura giornalistica inglese. Certo gli inglesi non avevano portato un ufficio stampa in Mesopotamia per creare AlJazira, i loro scopi erano altri, tuttavia molti arabi hanno poi lavorato al loro fianco: gli interpreti, i traduttori, giornalisti locali, e qualcosa hanno imparato.
    Al Cairo quel poco di ordinato che c’e’, dalla viabilita’ al piano regolatore (per quel che viene rispettato), e’ roba inglese.
    Il colonialismo fu, secondo me, molto meno colpevole del decolonialismo, ed i suoi lasciti nel complesso sono piu’ positivi che negativi.
    Secondo punto.
    L’idea che gli occidentali avrebbero colonizzato per accaparrarsi ricchezze. Non e’ mica vero. L’Impero Romano, conquistava per alimentare il proprio sistema. Ma il sistema Romano si fondava sulla guerra e sullo schiavismo, e lo schiavismo e’ morto con la caduta dell’Impero.
    Per le potenze occidentali moderne, da ogni punto di vista, il colonialismo fu un pessimo affare. Basta sfogliare le tabelle coi dati, e fare un po’ di conti, per rendersene conto. Alla luce di questi dati, gli storici si sono interrogati a lungo sul perche’ le potenze abbiano avuto bisogno dunque delle loro avventure coloniali, e sono pervenuti a diverse risposte. Una delle piu’ diffuse e’ che sia stato semplicemente un enorme abbaglio. Un errore, realizzato solo dopo un secolo, allorquando tutte fecero a gara per fare dietro front, e per disfarsi dei loro inutili imperi coloniali.
    Io penso che i governi di meta ottocento sapessero benissimo che la maggior parte di quelle imprese non servivano a un tubo. Solo alcune di esse avevano un significato strategico militare. Tra queste quella inglese in mesopotamia, perche’ Churchill voleva la sicurezza degli approvvigionamenti petroliferi, prima di convertire la flotta di sua Maesta’ dall’alimentazione a carbone a quella a nafta. Ma tranne poche eccezioni, queste imprese erano in perdita. In Egitto poteva esserci il canale di Suez. Ma dovresti dire, meglio, l’ISTMO, di Suez: il canale non c’era mica. C’era stato al tempo di Ramsete II, ed era ancora attivo al tempo di Erodoto che lo descrive come un opera mirabile. Ma nel 1840, era coperto di sabbia da un pezzo. Lo fecero ri-costruire i colonialisti, col progetto del buon Luigi Negrelli. Il canale aveva certamente molto valore (e infatti inglesi e francesi tentarono di tenerselo quando mollarono l’Egitto, finche’ lo nazionalizzo’ Nasser) sia dal punto di vista economico, per i pedaggi; sia soprattutto dal punto di vista strategico. Anche solo per la possibilita’ di chiuderlo. Se quel bischero del Mussolini o qualcheduno di quegli altri babbei dello stato maggiore fascista avesse dato ordine din ostruirlo (sarebbe bastato affondare due navi piene di cemento) i carri armati Sheppard inglesi non sarebbero mai arrivati ad El Alamein. Nessuno ci penso’. Ma oltre al canale, di sfruttabile economicamente c’era poco altro. Il boom del turismo era ancora lungi a venire. Nelle pieraie etiopi ed eritree dove si avventurarono gli italiani, c’era ancora meno. In Libia c’era (e c’e’ ancora, se ce ne ricordasimo) molto metano, ma per arrivare ad esso non c’era davvero bisogno di “conquistare” milioni di km quadrati di deserto; potevano bastare due accordi, e magari una battagluccia navale contro gli inglesi (che negli anni trenta, saremmo anche stati in grado di sostenere).
    Allora perche’ fare queste campagne? La mia idea e’ quella che segue.
    Quello che gli storici trascurano un po’ troppo spesso, in ogni questione, e’ il sentire. La maggior parte di loro e’ impostata in senso marxista, e non riesce a considerare altre cause oltre a quelle “materiali”. Nella prima meta’ dell’ottocento era in corso in Europa la piena sentimentale del romanticismo. Era la vecchia classe dirigente sconfitta dalla rivoluzione francese e messa da parte nell’eta’ Napoleonica, che cercava un qualche nuovo campo di battaglia dove sfogare la propria tempesta di passioni. Erano milioni di uomini, Almu, spiantati, resi definitivamente inutili dalle strutture dello stato moderno, ma avvezzi alle armi, all’onore, educati agli ideali cavallereschi della guerra, incrudeliti dal rancore e bisognosi di un qualche obiettivo “grande” da perseguire.
    Questi uomini erano una potenziale fonte di instabilita’, che avrebbe potuto creare gravissimi problemi all’interno dei neonati stati nazionali.
    I governi lo apevano benissimo. E allora pensarono di liberarsene, nell’unico modo possibile: mandandoli via.
    Le avventure coloniali servivano primaditutto per dare un qualcosa da fare a della gente che non ce l’aveva piu’. Questo il colonialismo fu: l’ultimo effetto, il riflesso crepuscolare del feudalesimo, venuto ottocento anni dopo la crisi del sistema feudale sancita dalla constitutio de feudis di Corrado II.
    I governi, poi, tentarono ovviamente quando possibile di unire l’utile al necessario, cercando di ottenere per questa via anche qualche beneficio, ma con risultati ben scarsi; come testimonia il fatto che meno di un secolo dopo, esaurite quelle generazioni e le generazioni dei loro figli, tutte le potenze occidentali si affrettarono a disfarsi dei loro insulsi “grandi imperi” coloniali, buttandoli via come si butta via un paio di scarpe bucate.
    Il colonialismo, alla fine, giovo’ forse di meno ai colonizzatori che ai colonizzati; e sbandierarne lo spauracchio oggi, a mezzo secolo dalla sua scomparsa, e’ un anacronismo ridicolo.
    A parte alcune significative eccezioni, quali quella del popolo palestinese e forse quella irakena di adesso, delle “sofferenze degli arabo-musulmani” non si puo’ incolpare il colonialismo occidentale.
    A provocare “le sofferenze delle popolazioni islamiche” e’, prima di tutto, l’islam. Il “colonialismo” lo tirano fuori quelli che non vogliono che si sappia cio’.”

  70. Mr Mandelbrot Says:

    stamattina avevo scritto una risposta ma non è stata visualizzata, mmm, forse l’ho inviata come anonimo…
    Caro davide, appena ho qualche minuto ti rispondo di nuovo. Ciao.

  71. Mr Mandelbrot Says:

    …allora, dicevamo, cerco di riassumere il commento che non è passato.
    Caro, davide, mi copincolli un sacco di txt, ma ti ho detto che il mio scopo è di far perdere 15 ore a te, non di perdere 15 ore per leggere tutto la roba che spammi 🙂
    I signori che tu citi, tra i quali il più rilevante è Pascal Bruckner, non mi pare abbiano mai detto che in 15 ore possono dimostrare, dati alla mano, la bontà dell’imperialismo, perciò non mi interessa confutare in dettaglio i loro ragionamenti. A dire il vero non mi interessa nemmeno leggerli.
    Ti ho sempre scritto argomentando per mio conto, con argomenti miei, riportando eventualmente solo brevi citazioni, commentandole e offrendo spunti critici. Non ho mai preteso di farti cambiare idea su questi temi, nè mi pare a questo punto possibile, credo però di poter dimostrare che il tuo tormentone che “dati alla mano in 15 ore etc” sia privo di qualunque fondamento, ed è questo il mio reale proposito. 🙂

  72. Mr Mandelbrot Says:

    …comunque questo widget dei commenti è veramente comodissimo! Ti ringrazio Chiara per aver accolto il suggerimento 🙂

  73. davide Says:

    “I signori che tu citi, tra i quali il più rilevante è Pascal Bruckner, non mi pare abbiano mai detto che in 15 ore possono dimostrare, dati alla mano, la bontà dell’imperialismo, perciò non mi interessa confutare in dettaglio i loro ragionamenti. A dire il vero non mi interessa nemmeno leggerli.
    Ti ho sempre scritto argomentando per mio conto, con argomenti miei, riportando eventualmente solo brevi citazioni, commentandole e offrendo spunti critici. Non ho mai preteso di farti cambiare idea su questi temi, nè mi pare a questo punto possibile, credo però di poter dimostrare che il tuo tormentone che “dati alla mano in 15 ore etc” sia privo di qualunque fondamento, ed è questo il mio reale proposito. :-)”

    Guarda che io non ho mai detto che l’imperialismo o il colonialismo sono cose buone, ma che sono fenomeni complessi in cui accanto ad aspetti negativi ce ne sono stati anche di positivi.

    Torno a ripetere che prima che gli europei colonizzassero l’Africa, in quei paesi non c’era il paradiso ma un sistema basato (nel 90% dei casi) sulla schiavitù. Gli europei hanno fatto tante barbarie a quelle popolazioni, ma hanno anche creato tantissime strutture (città, ferrovie, scuole, ospedali ecc.) che prima non esistevano.

    Io non ti chiedo di applaudire il colonialismo, ma di considerare la storia in modo obbiettivo senza pregiudizi.

    Saluti Davide

  74. Chiara di Notte (Klára) Says:

    So che nonc’entra nulla (come del resto non c’entrano nulla il 90% dei commenti al mio racconto), pero’ mettendomi nei panni di colei alla quale sono stati concessi tutti i vantaggi della colonizzazione in cambio degli svantaggi (dice Davide che in tutte le cose ci sono vantaggi e svantaggi), credo che avrei preferito non incontrare mai quel “benefattori” diffusori di civilta’.

  75. davide Says:

    Cara Chiara,

    “So che nonc’entra nulla (come del resto non c’entrano nulla il 90% dei commenti al mio racconto), pero’ mettendomi nei panni di colei alla quale sono stati concessi tutti i vantaggi della colonizzazione in cambio degli svantaggi (dice Davide che in tutte le cose ci sono vantaggi e svantaggi), credo che avrei preferito non incontrare mai quel “benefattori” diffusori di civilta’.”

    Credi davvero che questo sarebbe stato possibile?
    Non credi che l’incontro era inevitabile?
    Poteva davvero avvenire in un altro modo?

    Tanti saluti dal tuo Davide

  76. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Credi davvero che questo sarebbe stato possibile?
    Non credi che l’incontro era inevitabile?
    Poteva davvero avvenire in un altro modo?

    Ottimo! Ho modo di riportare i commenti “in topic” 🙂

    Ebbene tornando al mio post…

    Se il tizio avesse voluto a tutti i costi entrare in casa mia ed io non lo avessi desiderato, l’unico altro modo che avrebbe avuto per ottenere il suo scopo sarebbe stato farmi violenza.

    Ovviamente c’e’ anche chi, per i soldi in casa sua fa entrare chiunque, ma io questo non l’ho mai fatto 🙂

    So per esperienza che ci sono delle persone che di fronte ad un rifiuto “non tu in casa mia non ci devi entrare”, non accettano e minacciano violenza.

    Il colonialismo e’ in pratica un’aggressione che viene perpetrata con ogni mezzo possibile, economico, politico, ideologico, religioso, in cui “le armi” rappresentano solo l’ultima risorsa se il padrone di casa rifiuta di “farsi aiutare”.

  77. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Se il tizio avesse voluto a tutti i costi entrare in casa mia ed io non lo avessi desiderato, l’unico altro modo che avrebbe avuto per ottenere il suo scopo sarebbe stato farmi violenza.
    “Ovviamente c’e’ anche chi, per i soldi in casa sua fa entrare chiunque, ma io questo non l’ho mai fatto 🙂
    So per esperienza che ci sono delle persone che di fronte ad un rifiuto “non tu in casa mia non ci devi entrare”, non accettano e minacciano violenza.
    Il colonialismo e’ in pratica un’aggressione che viene perpetrata con ogni mezzo possibile, economico, politico, ideologico, religioso, in cui “le armi” rappresentano solo l’ultima risorsa se il padrone di casa rifiuta di “farsi aiutare”.”

    Intanto sarebbe difficile capire a chi bisognava chiedere per entrare, perchè in quei posti non esistevano stati ma tente tribù guerriere sempre in lotta tra loro.

    Ti ho parlato di un sistema basato quasi sempre sulla schiavitù. Però per ciò che riguarda le donne la loro condizione era sempre equiparabile, di fatto, alla schiavitù. E’ vero che in quel periodo in Europa le donne non avevano ancora conquistato la parità, ma comunque la loro situazione era infinitamente migliore delle donne africane che erano valutate meno degli animali da soma.
    Quando gli europei hanno costruito le scuole hanno garantito anche alle donne l’istruzione e altri diritti che poi spesso hanno perso dopo la decolonizzazione.
    Sarebbe bello poter chiedere a queste donne se preferivano la condizione, di fatto assimilabile ad ogni effetto alla condizione della schiavitù, che esse avevano prima che gli europei colonizzassero l’Africa.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  78. Mr Mandelbrot Says:

    Buona parte delle strutture tribali in atto prima della colonizzazione sono tuttora presenti in molte tribu’ dell’africa subsahariana ed è vero che in alcune di queste tribu’ si tengono pratiche orribili come l’infibulazione. Ora io non so quanto siano diffuse, nè quanto sia confusa l’infibulazione con la circoncisione femminile, che è per esempio praticata dai Maasai. Quest’ultima corrisponde alla circoncisione maschile ed è praticata come rito di passaggio senza danni, che io sappia, per la donna o la sua femminilità. Ammetto che non sono molto informato sulla situazione di tutte le tribù africane, anche se in infanzia mi sono drogato di documentari di David Attenborough, ma da quel che so non mi pare che in nessuna delle varie tribù visitate dai vari documentari esista niente di simile alla schiavitù ed alla guerra. Non sono vite paragonabili con le nostre, è un mondo diverso e lontanissimo, ma sono vite dignitose e a loro modo bellissime, molto diverse dalle vite dei negri nei paesi profondamente colonizzati, ove gli ex-indigeni sono relegati alla marginalità e ad una umiliante condizione di dipendenza.

  79. Mr Mandelbrot Says:

    (Chiara) Il colonialismo e’ in pratica un’aggressione che viene perpetrata con ogni mezzo possibile, economico, politico, ideologico, religioso, in cui “le armi” rappresentano solo l’ultima risorsa se il padrone di casa rifiuta di “farsi aiutare”.

    esattamente.
    Oggi al colonialismo delle nazioni, a quello delle chiese, se ne è aggiunto un terzo ancora peggiore dei precedenti: quello delle multinazionali. E’ terribile anche solo l’idea che una compagnia piena di soldi compia sperequazioni per espandere il proprio mercato ai danni di gente che non ha niente, sottraendo loro l’acqua, il latte e la base stessa dei propri delicati equilibri. Alla luce di questo verrebbe veramente da pensare che Lenin aveva proprio visto giusto.

  80. davide Says:

    Caro Mr. Mandelbrot,

    “Ammetto che non sono molto informato sulla situazione di tutte le tribù africane, anche se in infanzia mi sono drogato di documentari di David Attenborough, ma da quel che so non mi pare che in nessuna delle varie tribù visitate dai vari documentari esista niente di simile alla schiavitù ed alla guerra.”

    Probabilmente quei documentari si riferivano alle popolazioni dei cacciatori raccoglitori che ancora adesso in qualche parte dell’Africa esistono. Effettivamente in queste popolazioni non esiste la schiavitù (per il loro modo di vita non avrebbe senso) e la donna in genere ha un ruolo uguale se non maggiore al maschio. Queste popolazioni rapresentano un campione di quello che l’umanità era prima della scoperta dell’agricoltura. In queste società la donna è specializzata nella raccolta dei frutti e dei vegetali e gli uomini nella caccia. La maggior preminenza della donna sembra che sia dovuta al fatto che l’attività di raccolta fornisce più cibo al gruppo: la caccia è meno redditizia perchè tante volte non si riesce a catturare una preda.

    Però questi tipi di società erano una rarità in Africa già ai tempi della colonizzazione. Il grosso dell’Africa a quel tempo praticava la guerra e la schiavitù. Per fare un paragone (anche se grossolano) la società Africana assomigliava alle società dell’Europa prima della conquista romana.

    Saluti Davide

  81. davide Says:

    Caro Mr. Mandelbrot,

    “E’ terribile anche solo l’idea che una compagnia piena di soldi compia sperequazioni per espandere il proprio mercato ai danni di gente che non ha niente, sottraendo loro l’acqua, il latte e la base stessa dei propri delicati equilibri. Alla luce di questo verrebbe veramente da pensare che Lenin aveva proprio visto giusto.”

    Voglio farti notare che nessuna impresa (che non sono enti di beneficienza) puo investire in uno stato senza l’autorizzazione di quello stato.

    Però vorrei che mi rispondessi ad una domanda. Se le imprese straniere non investissero negli stati più poveri, questi starebbero forse meglio?

    Saluti Davide

  82. davide Says:

    Caro Mr. Mandelbrot,

    premetto che finchè Chiara non ci dice che dobbiamo smettere questa discussione (che poco c’entra con il post in oggetto) io continuo ad argomentare le mie tesi.

    Che Lenin abbia detto o previsto qualcosa di giusto lo metto in dubbio. Di certo non potrai negare che il sistema comunista è fallito da tutte le parti dove è stato realizzato.

    La frase di Lenin “La via per Londra e Parigi passerà attraverso Pechino” si è dimostrata assolutamente infondata. Quando il comunismo si è imposto in Cina, anzichè combattere il capitalismo, ha portato hai primi scontri armati tra due stati comunisti. Alla fine degli anni ’60 sulla frontiera tra l’Unione Sovietica e la Cina, sulle rive dell’Ussuri, ci furono degli scontri tra cinesi e sovietici. Negli anni ’70 i rapporti tra i due stati comunisti erano talmente tesi che c’è chi sostiene che non abbiano fatto la guerra solo perchè avevano l’atomica. Adesso che sono, di fatto (la Cina ha mantenuto il nome comunista, ma ha una economia super capitalista), due stati capitalisti la Russia e la Cina non sono mai andate così d’accordo. Oltre a questo bisognerebbe ricordare le guerre tra la Cambogia comunista e il Vietnam comunista o tra la Cina e il Vietnam.
    Ma i fatti che hanno dimostrato che quello che ha detto Lenin “La via per Londra e Parigi passerà attraverso Pechino” erano fregnacce sono state le conseguenze della politica sovietica in Africa negli anni ’70 e nei primi anni ’80. In quel periodo i sovietici sono intervenuti (sulla base delle suddette teorie di Lenin) in tanti stati africani (Angola, Mozzanbico, Etiopia, Somalia ecc.) inviando armi, tecnici, consiglieri e di fatto prendendo il posto che era stato dei vecchi colonialisti. Però questo non ha portato nessun vantaggio ai sovietici come prima nessun vantaggio aveva portato ai vecchi stati coloniali. Anzi i grandi costi sostenuti dai sovietici in questi interventi in Africa sono stati uno degli elementi che hanno contribuito ad affrettare la fine vergognosa (comunque inevitabile) del sistema comunista (oltre a mandare in rovina gli stati africani dove i sovietici avevano esportato il paradiso comunista).

    Saluti Davide

  83. Chiara di Notte (Klára) Says:

    davide said…
    Caro Mr. Mandelbrot,

    premetto che finchè Chiara non ci dice che dobbiamo smettere questa discussione (che poco c’entra con il post in oggetto) io continuo ad argomentare le mie tesi.

    Ok allora adesso ve lo dico 🙂

  84. Yuna90_42 Says:

    Mi rendo conto solo dopo un po’, mentre il mio sguardo vaga su filari di vigne che rendono ordinato e composto l’orizzonte, il percorso che la mia mano sta facendo lungo il bordo della tenda , quasi come una carezza data alla guancia morbida e paffuta di un bambino…sì….puoi venire…ti
    aspetto.
    Le sue parole attraversano ancora la mia mente, mentre sto cercando di metabolizzare il coacervo di emozioni e sensazioni elargitemi in gran quantità dagli avvenimenti della giornata.
    Il rumore delle ruote del taxi sulla stradina in ghiaia che snodandosi come un serpente mi conduce fra le sue spire attraverso le colline fino al cancello…un grande cancello nero in ferro battuto, al centro del quale campeggia una testa di leone dalle fauci spalancate, sembra ammonirmi…da lì fino allo spiazzo della grande casa circondato da un basso muretto….lì lei giocava da piccola,e ascoltava le storie che la nonna raccontava come solo i nonni sanno fare.
    Lo sportello dell’auto si apre ed abbandono il sicuro abbraccio del sedile per uscire allo scoperto proprio di fronte al grande ingresso sotto al porticato, il portone è aperto e si intravedono delle grandi scale in pietra che salgono verso i piani superiori….lei è lì…appoggiata al portone con le braccia conserte ed uno strano sorriso sulla bocca…gli occhi…i suoi occhi sembrano perforarmi.
    Mi fissa ma mi accorgo solo adesso che ho pagato il taxi e sono sola…al centro del piazzale.
    Si stacca dalla porta e avanza verso di me, non posso non notare il passo agile e sciolto, un’eleganza naturale che si manifesta in ogni suo gesto….sorride adesso apertamente mentre pronuncia la fatidica parola tanto spesso letta ma mai sentita…allora?
    Il riso argentino e la voce sbarazzina mi riportano alla realtà, mi volto mentre lascio la tenda con un moto di imbarazzo…sì dice lei è la mia finestra….sì penso io…tu sei qui 
    Segue….

    Michela :-))

  85. davide Says:

    Cara Chiara,

    “davide said…
    Caro Mr. Mandelbrot,
    premetto che finchè Chiara non ci dice che dobbiamo smettere questa discussione (che poco c’entra con il post in oggetto) io continuo ad argomentare le mie tesi.
    Ok allora adesso ve lo dico :-)”

    Obbedisco!!!

    Comunque devi riconoscere che non ci sono stati vincitori, ma che si è trattato di un pareggio.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  86. Chiara di Notte (Klára) Says:

    sì dice lei è la mia finestra….sì penso io…tu sei qui

    Diceva mio affezionato cliente: “la pizza va gustata a Napoli ed i blini con caviale a Mosca.”
    Voleva dire che non gradiva accompagnarsi con le ragazze che facevano i tour ma preferiva recarsi egli stesso da loro, nella loro citta’ perche secondo lui le donne devono essere “gustate” nel loro ambiente”.

    Se dovesse leggermi, avendomi adesso inquadrata e ricordandosi di quel week end in Val Gardena, mi perdonera’ se gli gli feci credere di essere altoatesina 🙂

    Il tuo racconto( che spero continuera’), cara Yuna, mi ha fatto venire in mente quelle parole.

    Sono perfettamente d’accordo, tanto che se dovessi incontrare qualcuno non sceglierei mai una localita’ a meta’ strada. Opterei per il mio oppure per il suo “posto”. Le persone, se incontrate dove vivono, hanno un “gusto” diverso. Sono piu’ naturali, genuine.

    Grazie. Mai prima d’ora il virtuale mi era apparso cosi’ vero, cosi’ tangibile, cosi’ pieno di emozione.
    A volte basta poco per incontrarsi “veramente”; la tastiera di un PC e quella dote che io ammiro nelle persone che hanno la fortuna di averla: la fantasia.

  87. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Se dovesse leggermi, avendomi adesso inquadrata e ricordandosi di quel week end in Val Gardena, mi perdonera’ se gli gli feci credere di essere altoatesina :-)”

    Beh, hai parlato dell’uomo porco (tipologie di uomini) e allora ti confido che le altoatesine (quelle tedesche) sono piuttosto porche (devi credermi sulla parola).

    Comunque mi sarebbe piaciuto vederti in Val Gardena parlare il tedesco con l’accento ladino.

    Scherzi a parte anche a me piace il racconto dell’amica Yuna e spero (dato che ha buona fantasia) che continui a pubblicarlo.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  88. Mr Mandelbrot Says:

    @davide

    caro davide, con me vale il Teorema di Ginsberg: non puoi pareggiare, non puoi vincere e no, non puoi nemmeno abbandonare.
    🙂

  89. davide Says:

    Caro Mr. Mandelbrot,

    “caro davide, con me vale il Teorema di Ginsberg: non puoi pareggiare, non puoi vincere e no, non puoi nemmeno abbandonare.”

    Potere o volere io obbedisco agli ordini della nostra grande Chiara. Capito mi hai!

    Saluti Davide

  90. Mr Mandelbrot Says:

    @davide: “Potere o volere io obbedisco agli ordini della nostra grande Chiara. Capito mi hai!”

    Non è che sotto sotto stai cercando una dominatrix, davide?

  91. davide Says:

    Caro Mr. Mandelbrot

    “Non è che sotto sotto stai cercando una dominatrix, davide?”

    Ma figurati, ti sembro il tipo.

    Saluti Davide

  92. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Grazie per la collaborazione 🙂

    Il prossimo commento OT lo cestino 🙂

  93. Max Fridman Says:

    Ricordando Sirat Al-Bunduqiyyah

    Vi è mai capitato di cadere nelle volute morbide, avvolgenti e scivolose di una fiaba?

    A me è accaduto e posso testimoniare che, a differenza di quanto si potrebbe supporre, le fiabe non sempre sono quel teatrino di edificanti insegnamenti morali che tutti pensiamo destinati ad accompagnare la crescita dei bimbi di tutto il mondo.

    Invece, spesso si tratta di strani incredibili luoghi, sperduti nello spazio e nel tempo, in cui aneliti, passioni, pulsioni ed orrori celati nei recessi delle anime e delle coscienze degli individui (non importa se adulti o se piccini), prendono vita e divengono essi stessi creature animate, vive e concrete e si muovono in quegli strani luoghi, determinando l’accadere di eventi che coinvolgono ed influenzano l’esistenza di altre creature, che determinano l’accadere di altri eventi che a loro volta coinvolgono ed influenzano l’esistenza di altre creature, e così via, lungo una catena infinita fatta di orrori, di gioie, di sogni plausibili e di realtà inverosimili.

    Come nella sceneggiatura di un drammaturgo folle, che si diverte a mescolare i destini, attraverso gli incroci più astrusi.

    Non so cosa mi abbia portato qui. Non so cosa abbia spinto i miei passi e le mie scelte in questa fase, ormai finale, di questa storia.
    O forse dovrei dire, che non so cosa mi abbia fatto scivolare all’interno di questa fiaba.

    L’inchiesta si è ormai conclusa.
    Ho deliberatamente scelto di tenere lei fuori dall’indagine.
    Le condizioni c’erano tutte: la mia indagine era ormai solidamente supportata di tutti i riscontri probatori necessari: confessioni, documenti, intercettazioni…

    Ho fatto capire ai miei superiori e al magistrato inquirente che la sua figura e un’eventuale testimonianza a questo punto sarebbero del tutto irrilevanti.
    Infine mi sono avvalso della condizione che permette ad un funzionario dei servizi informativi di sottrarsi in una certa misura ai doveri tipici di un ufficiale di polizia giudiziaria, e di mantenerla, lei intendo, sotto la cappa protettiva di fonte confidenziale, quindi non tenuta a deporre in sede processuale.

    Volevo tutelarla, è vero, preservarne l’anonimato così accuratamente e tenacemente difeso.
    Ma non è solo questo.
    È che a volte, nonostante la mia indole strenuamente razionale ed analitica, non riesco a fare a meno di ascoltare la voce del mio istinto.
    E poi, esisteva una specie di patto non scritto tra noi.
    Io ho avuto quello che cercavo. Grazie alle sue informazioni quella banda di delinquenti è stata ormai assicurata alla giustizia.

    Ma allora? Cosa diavolo mi spinge fino a questo gelido buco del culo del mondo a sorseggiare un caffè imbevibile in compagnia di un placido poliziotto di provincia, non si capisce quanto mansueto e non si capisce quanto manesco, avvolto in quella sua voluminosa giacca a vento?

    Cosa mi spinge ad inventare una storia plausibile, confidando su quel minimo di complicità e su quel labile sentimento di colleganza tra sbirri, sia pure di paesi diversi, per convincere questo corpulento tutore dell’ordine a condurmi fino alla casa di lei (che so perfettamente dov’è, ma ho bisogno di essere accompagnato per contare su un’entrata morbida)?

    Ho una certa difficoltà a darmi una risposta sincera. Ma tanto, anche se avessi il coraggio di darmela, a cosa servirebbe? Ormai sono qui. In questo posto assurdo. Sono io che mi sono dato attivamente da fare per arrivarci. Sono io che ho fatto un cazzo di biglietto aereo; sono io che a Budapest ho noleggiato una cazzo di macchina per arrivare in questo paesino altrimenti irraggiungibile. A che serve chiedersi adesso il perché?

    Cosa importa se è per dimostrare a me stesso quanto sono abile nelle mie capacità investigative, se è per dimostrarlo a lei, o se è solo per guardarla dritto negli occhi?

    E poi anche se fosse? Cosa mi aspetto? Che si sciolga e svenga ammaliata dal mio sguardo da orsacchiotto mediterraneo? Ma finiamola…

    Sono immerso in mille pensieri mentre finalmente saliamo a bordo della Skoda Favorit di servizio e ci avviamo verso la periferia del paese.

    Il poliziotto ogni tanto dice cose che non capisco accompagnandole da una sghignazzata. Io doverosamente assecondo la risata ridendo a mia volta, ancorchè del tutto inconsapevole della ragione per la quale ridiamo come due imbecilli.

    Un flash di immagini balena nella mia fantasia: chissà perché me la immagino che guarda attraverso la finestra col fischio di un bollitore in sottofondo. Sarà perché conosco la sua passione per il tè.

    Per un attimo è come se fossi lì. Anch’io dietro quella finestra.
    Qualcosa mi scuote da questo turbine di pensieri.
    La vecchia Skoda Favorit è ferma in un piazzale, appena sgomberato dalla neve, alla fine di una stradina che attraversa i vigneti, per arrivare giusto davanti la casa.
    Nel silenzio ovattato di quell’ambientazione invernale, il poliziotto del paese si staglia sullo sfondo luminoso di neve e si muove verso la porta della casa, annaspando goffamente infagottato com’è dalla sua ingombrante giacca a vento.

    Io me ne sto in macchina e osservo la scena, dallo schermo del parabrezza di quella vecchia vettura di servizio.
    Il poliziotto si avvicina al portico mentre una figura femminile lo attende sulla soglia della porta aperta.
    Sarà lei?
    I due parlano, e ai miei occhi sono come i protagonisti di una sequenza senza il sonoro.
    L’unica colonna sonora è la radio di bordo, che ogni tanto gracchia qualcosa di incomprensibile o manda una scarica.
    Dopo qualche minuto il poliziotto torna verso l’auto e, avvicinatosi al finestrino, gesticolando e facendo appello al pochissimo inglese che è capace di parlare, riesce a farmi capire che posso scendere dall’auto, invitandomi a con ampi cenni ad andare verso la casa.

    Scendo dall’auto e, mentre muovo i primi passi, la Skoda si rimette in moto e borbottando fa manovra allontanandosi dal piazzale. Rimango immobile osservandola mentre si allontana lungo la strada da cui era arrivata, lasciandosi dietro un pennacchio di condensa e fumo bianco che esce dal tubo di scappamento.
    Non è che io stia attendendo di essere ormai solo in quel posto, a tu per tu con la donna.
    In realtà è che sto prendendo tempo.

    In questa fiaba la protagonista è la mia incertezza: posso vederla prendere corpo e muoversi tentennate ed indecisa, mentre si guarda intorno e cerca una via di fuga da quel cul de sac in cui essa stessa si è consapevolmente cacciata.

    Ed ha cacciato me, con se stessa d’altronde.

    Non so esattamente cosa farò e cosa dirò.
    Davvero, c’è una specie di vuoto pneumatico nella mia testa.
    Mi pare di camminare su un tappeto di ovatta e avverto come una sensazione di distacco dalla realtà.

    Mi dirigo verso il portico fino a quando non mi trovo a pochi metri dalla giovane donna che immerge il collo in un dolcevita oversize bianco, evidentemente infreddolita.

    Osservo i suoi occhi grigi, poi, dopo aver considerato la sua bella capigliatura corvina, i lineamenti perfetti e la figura snella, sento la necessità di distogliere un momento lo sguardo, come se dovessi inseguire un pensiero che tende a sfuggire verso l’infinito.

    Mi ricorda qualcuno che affiora dal mio remoto passato. Forse.

    Torno a rivolgermi a lei e non riesco a trattenere un sorriso a mezza bocca mentre entrambi rimaniamo per un po’ a osservarci, muti, con espressioni tra l’interrogativo e lo stupito.

    Poi lei, rompendo il silenzio si rivolge a me in un italiano corretto ma caratterizzato da un lieve accento magiaro, ed emettendo una nuvoletta di vapore condensato dal freddo, mi sospira sorridendo un:

    “Come hai fatto a trovarmi?”

    “Ho seguito i sassolini – dico io godendomi il momento di gloria di chi è riuscito a risolvere un enigma – Come nella fiaba di Hänsel e Gretel hai lasciato dietro di te tanti sassolini bianchi lungo il cammino… pare che ti piacciano le fiabe, Tündi”.

    “Solo se sono a lieto fine e se non ci sono orchi che scorrazzano in giro. Comunque ecco qua la casetta di pfefferkuchen; alla fine ci sei arrivato”.

    “Sì… alla fine. D’altro canto è anche un po’ il mio mestiere – dico quasi emettendo a mia volta una nuvoletta di vapore e, con essa, un sospiro di sollievo – spero solo che tu non mi consideri l’orco della fiaba”.

    “Agli orchi non e’ permesso di oltrepassare la soglia di casa mia, ma questa fiaba e’ stata scritta da me. Qui posso fissare le regole e posso anche abolirle… e poi questa non e’ la storia in cui le Petit Poucet incontra l’orco, qui Ivica i Marica incontrano Baba Jaga , la strega cattiva che imprigiona il maschietto in una gabbia con lo scopo di farlo ingrassare e poi mangiarlo – sorride lei in modo sottilmente maligno – allora… Poliziotto, la vuoi o no una tazza di tè caldo?”

    “Sì… certo che la gradisco una tazza di tè caldo. Comunque, ricorda che questa fiaba non l’hai scritta solo tu. L’ho scritta un poco anch’io. Ma forse si è anche scritta un po’ da sola. Perché certe fiabe sono magiche e vivono di vita propria. Mi pare che i veneziani ne sappiano qualcosa, e te lo potrebbe confermare anche Corto Maltese nella sua “Favola di Venezia”.
    Ma pensandoci bene, in fin dei conti, probabilmente, la vera ragione per cui sono qui, è che ne vorrei scrivere ancora altre di fiabe con te… o forse è più giusto dire… che vorrei dare alle fiabe che sono in noi l’opportunità di prendere vita e di scriversi da sole e di andare dove la loro storia le porterà…”

    Questa volta fu lei a distogliere lo sguardo e a volgerlo verso un punto indefinito e lontano e in quel momento ebbi la certezza che la strega tzigana che era in lei vide qualcosa. Qualcosa di preciso.

    “Entra poliziotto. Il tè si fredda…”

  94. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Max Fridman said…
    Ricordando Sirat Al-Bunduqiyyah

    Strabiliante!

    Di questo ci faccio un post se me lo permetti 🙂

    Grazie.

  95. davide Says:

    Cara Yuna,

    “”Il riso argentino e la voce sbarazzina mi riportano alla realtà, mi volto mentre lascio la tenda con un moto di imbarazzo…sì dice lei è la mia finestra….sì penso io…tu sei qui 
    Segue….
    Michela :-))””

    Se mi leggi vorrei chiederti quando ci donerai la continuazione del tuo bel racconto.

    Saluti Davide

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