Archive for dicembre 2007

Lavori in corso

28 dicembre 2007
Continua l’opera di rimozione di quei post che furono scritti per ragioni che ormai non hanno piu’ senso di esistere.

Mi sono ripromessa di cancellare un po’ alla volta cio’ che ho scritto sull’onda di una rabbia causata da atteggiamenti discutibili che in passato ho subito, ma il blog e’ diventato cosi’ vasto che devo andare a rileggere ogni post per scovare quei particolari che oggi non hanno piu’ attinenza con la linea che intendo tenere.

E’ ovvio che fintanto nei vari immondezzai si continuera’ a parlare di me con discorsi impregnati di menzogne, la mia voglia di cancellare sara’ notevolmente affievolita, ma spero che con il tempo certa gente riuscira’ a comprendere.

Voyeur

26 dicembre 2007

La vigilia di Natale sei stato collegato con il mio blog fino all’una e un quarto. Prima di disconnettere ti sei riletto il mio post onirico Cigány esküvő. Ti sei soffermato sull’immagine della ragazza in rosso, l’hai osservata a lungo sul tuo schermo settato a 1280×1024. Forse l’hai desiderata. Poi hai spento il PC e ti sei coricato.

Non so se hai sognato quella ragazza dal piccolo seno, ma alle dieci di mattina o giu’ di li’ eri nuovamente davanti al computer. Nella pagina iniziale del tuo browser, Google.it, hai digitato nel campo di ricerca le parole chiave “chiara di notte” e sei ritornato da me.

A volte mi chiedo che tipo di persona tu possa essere, quale sia la tua vita, quali siano i tuoi pensieri, come sia la tua giornata… per esempio quella di Natale. Avendo tempo a disposizione ho deciso di togliermi questa curiosita’. Ho voluto studiarti dal mio punto d’osservazione. Sai che sono una scienziata.

Ti sei connesso con il mio blog alle 10.18. A quell’ora non avevo ancora scritto niente di nuovo, per cui presumo tu sia andato a frugare fra i commenti cercando qualcosa di mio.

Sapere che al mattino sono io il tuo primo pensiero da un lato mi intriga, dall’altro mi preoccupa. Voglio credere che trovi stimolante questo mio diario o forse (chissa’) trovi stimolante chi immagini stia davanti alla tastiera: colei che adesso digita queste parole.

Mi piace pensare che sia cosi’. Un sottile piacere mi assale ogni qual volta percepisco che un uomo mi desidera. Chiamala torbida perversione, ma per una donna “sentire” questo tipo d’interesse al limite del morboso, anche se spaventa, puo’ essere eccitante.

Hai continuato ad aggiornare la pagina del browser sperando nell’arrivo di nuovi post. Lo hai fatto fino a quando sei andato a pranzo: alle 12.00 in punto. Ho sorriso. Gli orari dei miei pasti sono spesso sballati rispetto a quelli tipici ed e’ questo il motivo per il quale, almeno in queste cose, non mi ritengo una persona precisa. Mentre tu…

Cavolo, hai spaccato il minuto. Percio’ mi sono immaginata una persona che fa della precisione il suo stile di vita. Quasi una pignoleria. Oppure intendi mettere dei paletti, limiti per separare esattamente i momenti dedicati al reale da quelli dedicati al virtuale.

Dalle 12.00 fino alle 16.30 circa sei stato pressoche’ assente, ma non del tutto. Ogni 30-60 minuti ritornavi al PC ed aggiornavi il browser per vedere se per caso m’ero fatta viva scrivendo qualcosa.

In realta’ credo che avessi altro da fare. Forse il pranzo di Natale con le persone a te care. Non voglio immaginarti solo. Sono una donna molto sensibile al tema della solitudine, e se quando riguarda la mia persona mi affascina, quando invece riguarda gli altri mi inquieta. Preferisco immaginarti con la famiglia, seduto al tavolo da pranzo a gustare il panettone.

Alle 16.27 sei ritornato da me e con me sei rimasto continuativamente seguendo il blog passo per passo.

Ci sono volte in cui la mia fantasia riesce ad espandersi oltre lo spazio. Devo confessarti che ti ho immaginato seduto davanti al computer mentre indirizzavi il tuo pensiero a me e mi sono sentita trafitta. E’ una strana sensazione, ma e’ tramite questa sensazione che l’anima mia riesce a distaccarsi dal corpo e viaggia oltre le pareti di questa stanza. Per un momento ho avvertito le tue dita che, sfiorando i tasti per scrivere parole, mi accarezzavano dolcemente.

Mi e’ accaduto altre volte, sai? Proprio in questi giorni in cui sono stata bloccata in casa per l’influenza mi e’ accaduta una cosa simile con qualcuno, ma non eri tu.

Stavo passeggiando per le strade della mia citta’. Arrivavo di fronte alla mia vecchia scuola il cui cortile e’ recintato da una rete in cui si apre un grande cancello. Il luogo era deserto ma tutt’intorno echeggiavano le grida gioiose dei bimbi alla fine dell’ultimo giorno di lezione prima delle vacanze natalizie. E fra quelle grida avvertivo anche la felicita’ di Tündi. Poi un uomo del quale non ho visto il volto ha accarezzato quella rete di recinzione ed ho avvertito un brivido, come se quella carezza fosse diretta a me. Con lui ho proseguito lungo la via ed arrivati al termine mi ha donato una rosa. Rossa.

Non so se in te alberghi sincerita’ o menzogna. Molto probabilmente la verita’ e’ diversa da quella che ti ostini a descrivere, ma in questo mio esperimento tutto cio’ e’ irrilevante. E poi non ho mai conosciuto un uomo che non mentisse, almeno in parte, un po’ anche a se stesso.

Alle 20.00 hai fatto un altro break. Forse per la cena. Questa volta pero’ e’ stato brevissimo. Appena 60 minuti. Ancora sorrido per la precisione che hai sui tempi.

Alle 21.18 sei andato a leggere l’archivio di gennaio 2007. Non sono riuscita a comprendere il motivo di questa tua ricerca. So di per certo che conosci dettagliatamente tutti i miei post quindi perche’ sei andato a rileggerti quelli di gennaio scorso? C’era qualcosa d’interessante che volevi controllare? Forse una frase, un concetto che poteva servirti a capirmi meglio?

Non so e non ho indagato. E poi in fondo poco mi importa. Cio’ che invece mi incuriosisce e’ scoprire la ragione per la quale un uomo e’ cosi’ attratto da un’entita’ virtuale qual io sono, in una sorta di voyeurismo impalpabile fatto della stessa sostanza dei sogni.

Del resto non hai neppure la certezza che io esista nei termini in cui mi descrivo. Potrebbero aver ragione i pisquani, quelli che non accettano l’idea che io possa essere donna. Potrei davvero essere un barbuto ragioniere brianzolo.

Ma in fondo a te interessa veramente che io sia donna? Che io sia come tu immagini cioe’ come la ragazza in rosso dal piccolo seno? Ti interessa veramente la mia storia oppure e’ solo il francobollo raro che vai inseguendo?

Mezzanotte. Come tua consuetudine scegli un’ora precisa e rotonda per disconnettere. Forse hai deciso di coricarti prima oppure ti sei annoiato di attendere un mio post serale. Se solo avessi immaginato che stavo scrivendo per te sono sicura che avresti aspettato, ma non potevi saperlo.

Ti sarai addormentato come al solito pensandomi? Questo non lo so, ma di sicuro so che domattina alla solita ora accenderai il PC e stavolta leggerai qualcosa di diverso: questo post.

Mi par di vedere la tua faccia. Sgranerai gli occhi sorpreso. All’inizio non capirai, ma poi la certezza si fara’ strada e t’illuderai di essere il protagonista di questo mio delirio. Ma non potrai mai confessarlo.

Tradizioni natalizie

25 dicembre 2007
Mikulás (Szent Miklós) e’ il Santa Claus magiaro. E’ come Babbo Natale ma in quanto a tradizione assomiglia piu’ all’italica Befana. Infatti l’usanza vuole che lasci dolci per i bambini buoni e carbone per quelli cattivi, pero’ a differenza della simpatica nonnina non arriva il 6 gennaio ma passa un mese prima: il 6 dicembre, giorno di San Nicola (Mikulás napja). Chi invece mette i regali sotto l’albero dei bimbi ungheresi la notte del 24 dicembre e’ Gesu’ Bambino.

Nella tradizione del mio Paese e’ molto piu’ importante il cenone della vigilia del pranzo del giorno di Natale. Il menu’ consiste solitamente in pesce di lago (luccio o carpa) cucinato in zuppa oppure impanato o piu’ tradizionalmente in gelatina. Poi cavoli ripieni accompagnati da panna acida e sottaceti. Infine il bejgli (o beigli), dolce della tradizione natalizia, una specie di strudel ripieno di crema alle noci o ai semi di papavero. Piatti che per ovvie ragioni di salute non ho potuto, ahime’, gustare.

Ma sono buoni anche il giorno dopo… e quello dopo ancora 🙂

Ieri, oggi e domani

25 dicembre 2007

Non confessero’ mai se Tündér, Irina, Vlada ed Olga, protagoniste dei miei raccontini, contengano un qualche accenno autobiografico. Ognuno leggendomi e’ libero di spaziare con la fantasia ed immaginare cio’ che preferisce, connotando ciascuna e collocandola, come una tessera, in un preciso punto del mosaico temporale.

Chi ha gentilmente commentato quelle storie mi ha detto che esse appaiono come storie di donne (ragazze) che non appartengono all’oggi. In effetti i personaggi si muovono in un periodo che va dalla fine degli anni ottanta fino a poco dopo il duemila. Anni di cambiamento e di grandi trasformazioni socio-culturali che hanno investito non solo quella parte dell’Europa che era situata ad est della cortina di ferro, ma l’intero pianeta. Un momento storico di transizione in cui tutto e’ mutato: confini, ideologie, convinzioni, valori, speranze, obiettivi.

Persino i colori, una volta intrisi di ovattate tonalita’ di grigio e di bruno spruzzate dal bianco della neve, si sono trasformati in variopinte e chiassose tavolozze, fantasmagorici cartelloni pubblicitari simbolo di un’epoca in cui l’avere e’ piu’ importante dell’essere.

Le “mie” devochki non avrebbero dunque oggi modo di esistere, di vivere, di evolversi e di raccontare le loro storie.

Si’, forse sarebbero anacronistiche. Donne di ieri dai contorni sfumati ancora legate a valori tipici di una generazione vissuta a cavallo della caduta del muro ed al loro posto ci sarebbero figure diverse che onestamente non saprei descrivere.

Pero’…

Anche se le grandi citta’ vivono ormai a ritmi occidentali e la neve ha assunto un colore nerastro per i gas emessi dai tubi di scappamento delle auto, nella provincia lontana dal chiasso dove la vita scorre come la sabbia in una clessidra, ancor oggi e’ possibile incontrarle ed ancor oggi si ripetono storie che fanno parte di un mondo mai del tutto scomparso che pero’ ha dovuto adeguarsi alla tecnologia del virtuale.

Riporto da INTERNET:

Svetlana e’ una ragazza venticinquenne che quest’anno ha materializzato il proprio sogno: andarsene dalla sua citta’ natale, Jaroslavl, per andare a vivere a Mosca ed iscriversi alla prestigiosa universita’ della capitale russa. Si guadagna da vivere lavorando in un “studio-webcam”, nel quale e’ capitata dopo aver notato un’inserzione in un quotidiano moscovita.

– “C’era scritto: cercasi ragazze per lavoro su siti Internet con buona conoscenza dell’inglese e del pacchetto software Windows. Ho pensato: proprio quello che fa per me. Mi sono presentata e tutt’attorno webcamere…Ci sono rimasta male, lo ammetto. Ma poi mi hanno detto: guarda che non ti devi mica spogliare. Dovrai solo conversare di temi generici. Alle nuove arrivate dicono sempre cosi’…”.

– E tu hai iniziato a spogliarti da subito?

– No, all’inizio non me la sentivo, ma poi ho iniziato a chiedermi se avrei potuto farlo o no. E dopo essermi spogliata per la prima volta, poi e’ diventata una cosa normale.

– Il cliente lo vedi?

– A volte si’, a volte no. Spogliarmi davanti ad un monitor vuoto e’ un qualcosa che faccio tranquillamente, ma quando sul monitor vedi i suoi occhi, vedi come lui ti osserva e’ un qualcosa di terribile, soprattutto se il cliente di turno e’ normale e carino.

– Il cliente di turno ha il diritto di chiedere che tu faccia tutto quello che vuole lui?

– In teoria si’, ma tu ti puoi rifiutare. Ad esempio e’ categoricamente proibito il sesso con gli animali e con i bambini. E poi dipende da quanto tu stai al gioco, in fondo non si tratta solo e sempre di agire…Ci sono anche quelli che vogliono che tu gli racconti che sei una gran troia…Uno in particolare mi ha chiesto di raccontargli nei dettagli di come mio padre e mio fratello mi hanno posseduta davanti agli occhi di mia madre…Sinceramente preferisco fare qualcosa di concreto che inventarmi tali storie! All’inizio era veramente squallido, ma poi i colleghi mi hanno convinta: “In Russia non bisogna vergognarsi di guadagnarsi la vita in questo modo”, mi hanno detto.

– Ci sono dei veri perversi?

– Una marea! Alcuni amano vedere una ragazza mentre orina. Anche i masochisti non mancano; bisogna insultarli ed inventarsi sul momento qualche punizione. Un qualcosa in fondo di divertente che serve a svariarti un po’. E ci sono anche quelli che chiedono: “Parla con me come se io fossi tuo padre”. In America di tipi cosi’ ce n’e’ un’infinita’, come quelli che ti chiedono di metterti in bocca svariati oggetti…

– Oltre a te, quante ragazze lavorano nel tuo studio?

– Dalle 25 alle 30. In una stanza ci sono 5 computer, nell’altra 6 e si lavora a turni.

– I tuoi genitori sono al corrente di come ti guadagni la vita qui a Mosca?

– Certo, e mio padre mi dice sempre: “Sara’ anche amorale ed illegale, ma in Russia la gioventu’ si trova in una situazione tale che per guadagnare e’ costretta a ricorrere a cose del genere, per cui e’ tutto normale, figliola”. Ed effettivamente non e’ colpa nostra se trovare un lavoro normale e’ pressoche’ impossibile…

Se si chiede alle “modelle” come mai si occupano proprio di queste cose, ognuna di loro rispondera’ a proprio modo. La piu’ sincera vi dira’: “Delle tre cose che potevo fare, prostituta, spogliarellista e modella webcam, ho scelto quest’ultima”. Altre invece sognano in questo modo di fare la conoscenza di uno straniero e di sposarsi, come ad esempio Anja, che ha sposato un olandese col quale adesso ha aperto uno studio di webcam in comune.

Ma molto spesso le ragazze, rispondendo piu’ seriamente vi diranno che c’e’ da pagare l’affitto e l’universita’, e quelle piu’ ostinate sostengono che, mettendocela tutta, si puo’ arrivare a comprarsi la macchina e l’appartamento, sebbene per il momento nessuna sia ancora riuscita a mettere da parte un capitale del genere.

Altro discorso e’ la reazione dei genitori quando vengono a sapere in che modo la loro figlia ha portato a casa gli ennesimi 300 dollari. Come ha dichiarato la “modella” Inna, i suoi genitori “si rendono perfettamente conto che come insegnante di musica non sarei in grado nemmeno di mantenere me stessa, invece di tutta la famiglia”. Ed effettivamente, per le citta’ della provincia russa i guadagni ottenuti grazie alle webcam non sono niente male, anche se va detto che le prostitute “vere” e non virtuali guadagnano assai di piu’.

Un minuto di chat costa al cliente dai 0,75 ai 5,99 dollari. Il guadagno viene diviso a meta’ tra il proprietario del sito negli Stati Uniti e quello dello “studio” in Russia. Da parte loro, le “modelle” si mettono in tasca una somma che varia dal 25 al 40% dell’introito. Cioe’, nell’arco di 6 ore, una ragazza puo’ guadagnare dai 65 ai 300 dollari.

Il guadagno del proprietario dello studio e’ ancor maggiore. Per aprire lo studio non serve poi molto: il locale, l’accesso ad Internet, i computer, le webcam, senza dimenticarsi della cosiddetta “protezione”, cioe’ il racket. Ed e’ chiaro che piu’ ci si allontana da Mosca, piu’ tutto questo costa di meno. Mediamente la “modella” meno cara guadagna circa 25 dollari al giorno e se le “modelle” sono 30…

Timur e’ uno dei proprietari di uno studio-webcam a Mosca. Davanti ad un bicchiere di whisky racconta com’e’ in fondo facile, bello e conveniente disporre di uno studio simile: “In America ci sono portali enormi che favoriscono tale attivita’ e che hanno investito somme da favola per promuoverli. Qui in Russia, chiunque puo’ connettere il proprio canale munito di camera, e con le sue ragazzine e ragazzini avere subito a disposizione i milioni di clienti americani. Poi ci potranno anche accusare di preparazione di materiale pornografico illegale, di attivita’ illegale e di mancato pagamento delle tasse. Un momento! La prima accusa cade subito, dal momento che la “modella” viene registrata sul sito che e’ regolarmente munito di licenza ed e’ ufficialmente registrato negli Stati Uniti. Per cio’ che riguarda il resto…Per legge ognuno e’ tenuto a pagare le tasse, e niente e nessuno mi proibisce di farlo. A dire il vero pero’, niente e nessuno mi ci costringe, dal momento che dimostrare che guadagniamo e non paghiamo le tasse e’ praticamente impossibile”.

Da un lato e’ impossibile lottare contro tale tipo di prostituzione su Internet, e’ un qualcosa di insensato, dal momento che se c’e’ la domanda c’e’ pure l’offerta e Internet ed il sesso vanno da tempo a braccetto. Ma innanzitutto va detto che l’intera Russia e’ praticamente invasa da studi-webcam, un tipo di business decisamente chiuso, munito di sistema di sconti e tariffe, attorno al quale girano colossali somme di denaro.

Inoltre, quando ad una ragazza viene proposto di fare la prostituta, la ragazza in questione capisce perfettamente che dovra’ vendere il proprio corpo in cambio di denaro e se si tratta di spogliarello, la cosa e’ altrettanto trasparente. Ma quando ad una ragazza viene proposto di lavorare dietro ad una webcamera, non le si dice mai che genere di attivita’ l’aspetta all’atto pratico. E la stragrande maggioranza delle “modelle” inizia a conversare in modo sincero con gli “stranieri infelici”, per poi col tempo abbattere le restanti barriere. Non subito, ma nel momento in cui si rende conto di cosa combinano sul monitor i clienti. E la cosa piu’ importante: i soldi. “Loro non si vergognano, perche’ dovrei farlo io?”

Si potra’ anche obiettare che una ragazza normale, di fronte ad una proposta del genere, rifiuti senza indugio. Ma per una nuova “modella”, un’amica o una conoscente qualunque portata nello studio, se quest’ultima lavora non meno di 3 ore, si guadagnano 100 dollari di premio. Per cui le colleghe faranno i salti mortali per convincerla a restare, alludendo al dovere nei confronti dei genitori che tirano la cinghia, al fatto che in fondo non si tratta di prostituzione e che anche Julia Roberts a suo tempo giro’ scene erotiche. Senza dimenticare, ovviamente, il fatto che nella Russia attuale una donna puo’ far soldi solo in questo modo…

Fonte: Moskovskij Komsomolets

Érted nővér

24 dicembre 2007
Come ho scritto non amo fare e ricevere gli auguri durante le ricorrenze, inoltre non e’ mio stile scrivere post copia incollando testi di canzoni ma… girovagando nel mare del web mi sono imbattuta in questo.

Non e’ molto, lo so, e scrivendolo contravvengo pure alle suddette regole che mi ero imposta, ma per te lo faccio. E’ talmente bello, talmente appropriato che non posso fare a meno di donartelo.

Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.

Per te che di mattina torni a casa tua perché
per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te
per te che metti i soldi accanto a lui che dorme
e aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne.

Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi
lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai
per te che un errore ti è costato tanto
che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto.

Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho…

Uffa…

23 dicembre 2007

Era gia’ in programma: dovevo partire.

Gli amici piu’ fidati erano gia’ stati messi al corrente. Avevo preparato il bagaglio, il biglietto del volo “low cost” prenotato e tutto cio’ che concerne un piccolo viaggio era pronto.

Se non che, durante la notte, eccola che arriva: l’influenza.

Gia’ ne avevo avvertito i sintomi ieri: bruciore agli occhi, dolore alle ossa, un po’ di costipazione. Sintomi ai quali non avevo dato molta importanza… oppure avevo rifiutato di prenderli in considerazione. Purtroppo pero’, se la temperatura corporea sale oltre i trentotto gradi, e’ decisamente difficile ignorarla.

Peccato. Speravo proprio di incontrare alcune persone care e passare insieme a loro dei piacevoli momenti. Invece eccomi qua, bloccata in casa per i prossimi giorni fino a quando la fase acuta non sara’ passata.

Come quando ero bimba.

In queste cose sono sempre stata sfortunata. Ricordo quando avevo nove, dieci anni o giu’ di li’. A volte, non avendo voglia di andare a scuola, cercavo in tutti i modi di ammalarmi per poter restare a casa, al calduccio, coccolata dalla mamma. Allora uscivo premeditatamente al freddo, mangiavo la neve, insomma facevo di tutto ma… niente!

Non accadeva niente. Pareva che fossi immune!

Ma non ero del tutto immune. C’era un momento in cui mi beccavo il virus dell’influenza… anche se non facevo niente per prenderlo.

All’inizio delle vacanze natalizie!

Durante le vacanze natalizie, mentre tutti gli altri bambini giocavano fuori nella neve e si divertivano come dei matti, io dovevo starmente in casa ad appannare i vetri con il respiro e gli occhi persi oltre la finestra.

Ma non e’ tutto! Volete sapere quando guarivo? Provate ad indovinare… Bravi, avete indovinato.

Il giorno prima di far ritorno a scuola tutto spariva miracolosamente e mia madre mi diceva: “Dopotutto sei stata fortunata… non hai perso neppure un giorno di scuola!”

Cassandra

22 dicembre 2007

Tutto questo gia’ lo scrivevo in tempi non sospetti. I segnali erano chiari, ma anche se la classe politica e dirigenziale aveva tutto l’interesse a non far emergere il problema, mi sorprendo di come la gente non abbia capito in anticipo che il “trend” stava invertendosi e che tutto stava scivolando verso il basso.

In questi anni mi sono trovata piu’ volte a discutere, sia nel virtuale che nella vita reale, di questi argomenti; quasi sempre da sola contro una moltitudine di italici che fino all’ultimo si ostinavano a volermi dimostrare il contrario. Quando non dicevano frasi del tipo “Perche’ sei venuta a vivere qui in questo Paese miserabile? Chi ti ci ha chiamata?”, buttandola sul personale e mettendoci una punta di orgoglio nazionale mista ad un po’ di superbia, dicevano che ero una qualunquista, una pessimista e che tutti i miei timori (per loro infondati) erano basati sulla mia incapacita’ di vedere il bicchiere mezzo pieno. Mentre in realta’ (secondo loro), il Bel Paese era sempre uno dei migliori posti dove vivere.

Forse avevano ragione, in quel momento… Forse fino a sei, sette anni fa l’Italia era ancora un posto “respirabile” ma oggi? E soprattutto domani? Che accadra’ da qui a cinque, dieci anni?

QUI c’e’ la dimostrazione che “Cassandra” non aveva tutti i torti. Non sono felice di aver avuto ragione. Anche Cassandra non si e’ rallegrata quando la sua citta’ e’ crollata. Spero solo di non fare la sua stessa fine.

«L’Italia? Vecchia e povera». Dopo il New York Times, arriva un’altra sonora bocciatura per l’ormai ex Belpaese. Un’altra autorevole testata straniera, il londinese Times,da qualche anno entrato nella scuderia di testate di Rupert Murdoch (che in Italia controlla la tv satellitare Sky), boccia l’ormai ex Belpaese: «La dolce vita diventa amara. L’Italia deve fare i conti con l’essere vecchia e povera», è il titolo di un ampio articolo del quotidiano britannico, secondo il quale dietro le scintillanti decorazioni natalizie che rallegrano Piazza Navona e San Pietro, nel cuore di Roma, gli italiani a casa sono consumati da un enorme senso di depressione. Mentre l’anno volge la termine – scrive il corrispondente da Roma, Richard Owen – l’Italia resta vittima dell’angoscia. Questo malessere va ben oltre l’aumento dei prezzi e la stagnazione dei salari, ma raggiunge il cuore del dibattito sull’Italia stessa, sulla propria anima e identità.

IL SORPASSO – Insomma, un quadro dal quale non emergono note positive, corredato peraltro da numeri chiari sul declino del Paese, dal’invecchiamento della popolazione al debito pubblico smisurato, alla stagnazione non solo dei consumi e dei salari, ma anche della procreazione, visto che ci sono 1,29 figli per donna (mentre per mantenere stabile la popolazione ne servirebbero almeno 2,1). Anche il Times di Londra, come già il NY Times, ha avviato la sua analisi dall’ormai celebre sorpasso iberico: «La mazzata – scrive Owen – è arrivata questa settimana quando la Spagna ha superato l’Italia in termini di pil pro capite». E ora la Grecia – scrive il Times – sta con il fiato sul collo del nostro Paese.

STELLE – E’ vero che alcuni italiani recitano ancora ruoli importanti nel mondo: Fabio Capello ha preso la guida della nazionale inglese, Carla Bruni ha conquistato il cuore del presidente francese. Ma a casa la faccenda è differente. «Quanto un intero paese va in crisi sul dibattito “chi siamo e dove stiamo andando”, significa che stiamo raggiungendo nuovi picchi di isteria – ha commentato un italiano molto conosciuto all’estero, Umberto Eco – questa esplosione di provincialismo è veramente penosa. Personalmente mi sento depresso». E così si sentono – scrive Owen – molti connazionali: il passato rappresenta la gloria dell’Italia, ma è anche la sua prigione.

GERONTOCRAZIA – «La politica e l’economia sono in mano alla gerontocrazia, per i giovani imprenditori e politici è impossibile far carriera». La fotografia più impietosa è stata scattata durante il vertice dell’Unione mediterranea a Roma: il leader spagnolo Zapatero ha 47 anni, il collega francese Sarkozy 52, Romano Prodi ne ha ben 68. Per non parlare del capo dell’opposizione ed ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che di primavere ne conta 71.

CINEMA – Il Times critica anche il nostro cinema: sebbene ci siano eccellenti registi in Italia, nessuno di loro riesce ad uguagliare Fellini o Visconti, e Monica Bellucci, per quanto bellissima, non è Sophia Loren, e comunque vive a Parigi. Il quotidiano britannico non manca di citare, come anche il New York Times, il libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, La Casta: questo bestseller – commenta – ha rivelato che l’Italia ha il maggior numero di auto blu in Europa e che il Quirinale costa quattro volte Buckingham Palace.

ECONOMIA- In questo scenario non brilla neanche il mondo degli affari: Alitalia in crisi e venduta ai francesi, sindacati mobilitati contro il «lavoro precario», la protesta selvaggia dei camionisti, persino la Scala di Milano è continuamente al centro di conflitti sindacali. La conclusione? «L’Italia ha bisogno di una Margaret Thatcher», come ha auspicato, spiega il Times, Francesco Gaetano Caltagirone, uno dei maggiori imprenditori italiani. Uno dei principali motivi dei problemi economici degli italiani sono i crescenti costi energetici. Un altro è la forza dell’euro sul dollaro. Anche il settore del lusso, nel quale l’Italia brilla con marchi quali Gucci, Armani e Versace, avverte il colpo mentre – scrive Owen – calano gli ordini. La globalizzazione e la concorrenza a basso prezzo in Asia stanno insidiando l’export tradizionale tra cui il tessile. Per Luca Cordero di Montezemolo «l’Italia non si è solo fermata, sta arretrando». Il problema – attacca il capo della Fiat e di Confindustria – non sono solo la mancanza di investimenti nello sviluppo e nella ricerca, ma il fatto che ogni italiano pensa a se stesso, non al bene comune.”

L’udì primiera
la vergine Cassandra, e su la rocca
di Pergamo salita, il suo diletto
padre e l’araldo riconobbe eccelsi
sovra i carri, e la spoglia inanimata
che sul plaustro giacea.
(Iliade – Libro XXIV)

Which one do you prefer?

22 dicembre 2007
French version

Ho sempre amato Notre-Dame de Paris ed in special modo questo pezzo. Personalmente preferisco la versione in francese, ma anche quella in italiano non e’ male.

Bugiardi e fetidi

21 dicembre 2007
Sono coloro che postano le foto sui forum.

Sono coloro che cercano di accusare dei loro misfatti chi non e’ colpevole.

Sono coloro che ancora non hanno deciso di farsi curare da un bravo medico.

Sono coloro che ormai vivono talmente di menzogne da non saper riconoscere piu’ la verita’

Qualcuno, a proposito di una foto pubblicata nell’immondezzaio in QUESTO 3D commenta:

“meglio non dare foto in giro e non far fare foto alle cene…
x il resto io mi son trovato bene e ho conosciuto gente in gamba….
comunque questa foto l’ho data solo a chiaradinotte.
sicuro come la morte.”

Respingo fermamente l’illazione finalizzata a far filtrare il messaggio che quella foto l’avrei postata io.

IO NON C’ENTRO CON QUELLA SPORCIZIA!

I bugiardi ed i fetidi stanno altrove.

Un giorno la questione verra’ fuori e qualcuno dovra’ dare spiegazioni a chi amministra la giustizia. Con questo chiudo l’argomento. Non rispondero’ ad ulteriori provocazioni sperando che certa gente d’ora in poi si trovi ben altro da fare nella sua squallida esistenza.

Aggiornamento (1) 22 Dicembre 2007: Coloro che ieri hanno impestato il web di foto e di menzogne hanno rimosso tutto il materiale… ovviamente facendo un ridicolo teatrino a base di nickname e giochetti di prestigio, ma sempre fetenti restano.

Aggiornamento (2) 22 Dicembre 2007: Avevo rimosso questo post al solo scopo di non alimentare la polemica poiche’ la zozzeria al quale si riferiva era stata rimossa, ma dato che la rimozione ha generato ulteriore zozzeria allora lo ripristino. Ripeto: io non sono Lucenera e fra me e lei non c’e’ alcun collegamento.

Aggiornamento (3) 22 Dicembre 2007: Adesso stanno addirittura ipotizzando che io possa essere qualcuna che loro hanno individuato :-))) Sciocchini, io non sono nessuna delle escort delle quali state facendo i nomi e dubito che possiate individuarmi in quanto mi sono ritirata molto tempo prima che voi iniziaste a scrivere nei forum :-))) Che pisquani! :-)))

Gli Auguri

21 dicembre 2007

Ho riletto i miei post del Natale scorso. Ho notato che adesso tutti, ovunque, stanno distribuendo i loro auguri, come ogni anno, come ogni volta in cui si arriva immancabilmente alla vigilia di una festivita’ importante e non ho potuto fare a meno di pensare: “Ma che banalita’ ripetere sempre ad ogni ricorrenza le stesse frasi fatte… manifestare amore, stima ed amicizia solo per convenzione e poi, a festa conclusa, ritornare ognuno/a al solito atteggiamento di sempre, quello animato dall’indifferenza se non addirittura dai piu’ biechi sentimenti”.

Quest’anno non faro’ dunque gli auguri… anche perche’ non ce n’e’ bisogno: non c’e’ niente che possa augurare oggi che non avrei augurato anche ieri o che non augurerei anche domani. Quindi rifiuto di appiattirmi su questo luogo comune.

Chi ha visto il film animato di Alice nel paese delle meraviglie si ricordera’ della scena del “buon non compleanno” ed ha chiara in mente la cosa che intendo dire. Non fare gli auguri non significa non sentire vicine le persone che ci amano e fare gli auguri non avvicina certamente quelle che non ci stimano. Sarebbero solo parole, forma, apparenza che non riuscirebbero a dimostrare niente se non ipocrisia.

In realta’ detesto le festivita’, i compleanni, i Natali e tutto cio’ che modifica un normale comportamento in relazione ad una data scritta sul calendario. Le festivita’ non devono significare un momento di aggregazione con chi non intendo aggregarmi ma sono costretta comunque ad incontrare perche’ l’etichetta lo prescrive, e neanche devono significare frasi e convenevoli prestabiliti e privi di ogni valore. Nossignori!

Passero’ questo periodo come se fosse un normale periodo di vacanza e di riposo, approfittando del tempo messo a disposizione per leggere, scrivere, mangiare, dormire, viaggiare, incontrare persone che avrei comunque incontrato anche in un momento diverso.

Per coloro che mi stimano, mi comprendono e sono in grado di leggermi dentro non sara’ un problema non ricevere i miei auguri… e di tutti gli altri (e le altre) sinceramente me ne frego.