Clienti italiani e ragazze dell’Est


Prostitute, ecco l’identikit dei clienti: giovani, quasi sempre single, a volte laureati «Meglio le ragazze dell’Est, danno più affetto». Ma non sono interessati alle loro storie: «La tratta? Non esiste»

Lo hanno pubblicato in diversi quotidiani italiani. Quando si tratta di prostituzione, o di questioni legate al sesso, l’italia e’ una delle nazioni fra quelle che piu’ rivelano interesse a riguardo. Basta vedere come il buon “Brunetto” nazionalpopolare inserisce tale argomento fra quelli discussi settimanalmente insieme alla politica, ai fatti di cronaca nera, al cibo ed al gossip.

Per molti versi (quali?) l’Italia sara’ anche un Paese all’avanguardia, ma dal punto di vista del sesso va di pari passo con l’Arabia Saudita. In altre nazioni, come quelle dell’est per esempio, in primis l’Ungheria (in giro per Budapest non e’ difficile incontrare ragazze che, o per pubblicita’ o per esibizionismo, si propongono ai passanti seminude o in atteggiamenti provocatori), cio’ non suscita quella morbosita’ tipica di italiani o musulmani.

Se si parla di prostitute e di clienti delle stesse, dato che gli italici maschi che ne usufruiscono sono un numero quasi pari alla popolazione dell’intera Ungheria, e’ normale che molti si sentano chiamati in causa. Ed e’ forse per questo motivo che da ieri ho ricevuto ben tre richieste affinche’ trattassi l’argomento.

Premetto che, se anche ho frequentato i bordelli di Calcutta, la mia attivita’ non si e’ mai sviluppata negli ambienti legati al “traffico” (di cui l’inchiesta si e’ occupata), se non in episodi marginali e sporadici. Sono quindi estranea, come esperienza diretta, a molte delle cose descritte nell’ARTICOLO che riporto.

“Hanno un’età compresa tra 35 e 40 anni, lavorano, sono single e con un livello di istruzione medio-alto. Preferiscono le ragazze dell’Est che incontrano in hotel, saune o appartamenti, con una frequenza media di una volta ogni due mesi. Ma, soprattutto, scelgono le donne dell’Europa orientale o le cinesi, non solo perché costano meno delle italiane, ma perché con loro soddisfano il «bisogno di affetto e di comprensione».

Eccolo per la prima volta il profilo del cliente delle prostitute straniere «trafficate » (cioè vittime della tratta), così come emerge dallo studio How much? condotto per la Commissione europea dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) con i ricercatori di Transcrime (Università di Trento e Cattolica di Milano) che verrà presentato giovedì a Milano.


I dati sono stati elaborati con lunghe analisi dei forum Internet e da un questionario pubblicato online. Ma un’altra parte della ricerca si è mossa direttamente sul campo e se il profilo del cliente risultato qui è diverso (età tra 23 e 50 anni, sposato, con un partner regolare e uno o più figli, livello di istruzione basso o molto basso, incontri ogni 15 giorni) le motivazioni sono le stesse e il fattore «bisogno di affetto/comprensione» resta ai primi posti. Dice un cliente: «Le ragazze dell’Est sono tutte bellissime, la maggior parte bionde, alte, fatte bene, disponibili. Non fanno le cose come una catena di montaggio un colpo e via, anzi ti portano a casa loro, ti fanno rilassare, ti danno un po’ di accoglienza. Mentre le prostitute italiane tendono solo a fare i soldi e concludere alla svelta». Un’altra voce, su Internet: «Gli italiani vogliono sesso, il buon, caro, sano, vecchio sesso. E magari anche un briciolo di affetto, vero o immaginario, che non guasta mai». Stesso concetto ribadito da un intervistato: «Con il sesso molti cercano anche affetto e un rapporto con la donna in generale, spesso l’atto vero e proprio passa in secondo piano».


Secondo il Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio, in Italia sono 9 milioni i clienti delle prostitute (che sono stimate in 70 mila, di cui più della metà straniere) con un giro d’affari di 90 milioni di euro al mese. Lo studio di Transcrime, il primo del genere in Italia, ha cercato di dare un volto al cliente delle prostitute «trafficate» (la maggior parte delle straniere) per capire cosa spinge gli uomini a cercare questo mercato del sesso che si è diffuso nell’Unione Europea a partire dalla caduta del muro di Berlino e ha ormai raggiunto dimensioni preoccupanti.


A questi clienti — così emerge dalla ricerca — non interessa la storia che è alle spalle della prostituta (per loro infatti «la tratta non esiste» o al massimo coinvolge poche persone e le «vittime» della prostituzione sono proprio i clienti «sfruttati a causa del naturale bisogno di sesso tipico del maschio»). Anzi, dicono di preferire le donne dell’Europa orientale o le cinesi proprio perché provengono da Paesi in cui vi è il «dovuto rispetto» per il maschio e quindi manifestano remissività anche nei confronti dei clienti italiani.


Dietro questa motivazione, poi, ce ne sono altre due: il bisogno di dominio e il rifiuto dell’emancipazione femminile. E se le prostitute italiane sono sbrigative e pensano solo ai soldi, le mogli/compagne sono viste così: «Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia (e sennò chi si sposerebbe?), poi usano il sesso come una risorsa, un’arma, uno strumento per ottenere quello che vogliono».


Tutti gli uomini contattati si sono infine dichiarati, all’unanimità, per la riapertura delle case chiuse. La regolarizzazione, secondo gli intervistati, costituisce un vantaggio per tutti: per i clienti (garanzia di privacy, igiene e controllo medico), per lo Stato (che può tassare i guadagni) e per le prostitute perché si ridurrebbe lo sfruttamento da parte dei protettori.”

Ebbene, in quanto scritto sopra rilevo un paio di correlazioni fra cio’ che e’ la mia esperienza personale e la realta’ emergente dall’inchiesta. La prima correlazione riguarda la motivazione di chi ricorre ai servigi di una devochka: egoistica autoillusione.

Come i clienti nei forum blaterino su quanto sia importante il rapporto cliente-prostituta al di la’ del sesso, quando poi emerge che in fondo a loro non interessa nulla della ragazza (e posso assicurare che la cosa e’ reciproca poiche’ lo stesso cliente e’ visto da lei solo come fonte di reddito), e’ stato a lungo discusso ampiamente anche dalla sottoscritta. Per cio’ che esprimevo sono stata insultata e derisa, ma vedendo adesso che tutto cio’ ha una conferma statistica, mi godo questa piccola soddisfazione.

Altra correlazione e’ sul fatto che siano le ragazze dell’Est ad essere le piu’ richieste. Anche su questo punto ho avuto diversi scontri (soprattutto con le italiche appartenenti al genere femminile). Ero stata accusata di essere “di parte” per le mie origini, ma questo “gradimento” particolare che i clienti mostravano, sia per il mio aspetto che per il mio atteggiamento, e’ stato motivo del piccolo successo personale avuto ai tempi in cui ho vissuto l’avventura.

Concludo dicendo che, a parte quanto scritto sopra, l’identikit di quello che era il mio cliente (cioe’ il cliente di una devochka che non offre i servizi passeggiando in luogo pubblico oppure in un appartamento), differisce da quello descritto nell’articolo in almeno due cose: l’eta’ (quasi mai inferiore ai 40 anni) e la frequentazione (normalmente ogni dieci giorni).

Si vede che non riuscivano a fare a meno di me 🙂

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17 Risposte to “Clienti italiani e ragazze dell’Est”

  1. sissy Says:

    Klara ha scritto:
    Si vede che non riuscivano a fare a meno di me 🙂

    cosa si prova a sentirsi eroina?
    nell’accezione di stupefacente…

  2. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ Sissy: L’eroina non e’ la ragazza. La ragazza e’ solo la spacciatrice. L’eroina e’ l’illusione. La gente si droga d’illusione sai?
    E se vuoi vedere una comunita’ di tossicodipendenti non fai altro che accedere al sito che tu ben conosci.
    Non e’ tanto il fatto che certe persone vi siano presenti, quanto il modo in cui discutano dei loro “trip” che e’ interessante per capire a che livello di delirio sono giunti.
    Anche tu ne fai parte?

  3. A-Woman A-Man Says:

    Itlia, Arabia Saudita…

    Una battuttaccia che è impertinente ma veritiera: chi disprezza compra.
    Se hai deciso di esercitare per un certo periodo in Italia significa che sarà stata meglio di altri luoghi, almeno dal tuo punto di vista professionale.

    In un certo senso la morbosità e la mediocrità sono i costi da pagare per un sesso che ha un po’ di mistero e quindi passione.
    Potrà apparire affascinante per molti italo-mussulmani vedere delle “gnocche” offrirsi a Budapest o a L’Havana, ma alla lunga, quell’intrigo viene a noja come continuare a mangiare zucchero filato. Solo che mentono a loro stessi, richiedono ciò che si rivela spesso frigorifero.

    Il sesso vissuto in pienezza e consapevolezza, come tutte le arti e le cose di eccellenza, richiede paicevole impegno, ottimi obiettivi, lungimiranza, costanza.
    Ovviamente non compatibile coi tempo di rapporti usa&getta.

    Il mondo è bello perché,infine, ciascuno trova ciò che cerca. Degustibus.

    P.S.
    Piuttosto mi pare molto più interessante, dal vista culturale, come paradigma, l’ennesima catastrofe italiota ovvero il pessimo modo in cui è stato gestito il caso della professoressa pordenonese cacciata da scuola per le sue abitudini sessuali

  4. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Una battuttaccia che è impertinente ma veritiera: chi disprezza compra.
    Se hai deciso di esercitare per un certo periodo in Italia significa che sarà stata meglio di altri luoghi, almeno dal tuo punto di vista professionale.

    Solo perche’ sono stata “ingaggiata” come modella in Italia e perche’ parlo e scrivo l’Italiano meglio di quanto faccia col Tedesco o il Francese o lo Spagnolo o qualsiasi altra lingua ad eccezione dell’altra mia lingua madre.

    Poi ho scoperto che gli italici “Casanova”, tanto fighi e grandi conquistatori di femmine, erano fra i piu’ propensi a spendere TANTO per avere POCO, per cui perche’ non approfittarne? :-))

  5. sissy Says:

    Chiara di Notte (Klára) ha detto…
    Anche tu ne fai parte?

    credo di si… amo farmi biscia, strisciare sapendo che sarò cibo per un bel falco.. ho consapevolezza di una mia tendenza autodistruttiva.

  6. sissy Says:

    Chiara di Notte (Klára) ha detto…
    @ Sissy: L’eroina non e’ la ragazza. La ragazza e’ solo la spacciatrice. L’eroina e’ l’illusione. La gente si droga d’illusione sai?

    sostanze stupefacenti:
    qual’è il collegamento fra l’illusione che vende la prostituta e l’illusione che regala un forum o un blog? è solo la predisposizione alla dipendenza degli utenti?

  7. Chiara di Notte (Klára) Says:

    sissy ha detto…
    credo di si… amo farmi biscia, strisciare sapendo che sarò cibo per un bel falco..

    В кольцо свернувшись, он прянул в воздух и узкой лентой блеснул на солнце.
    Рожденный ползать – летать не может!…
    Забыв об этом, он пал на камни, но не убился, а рассмеялся…
    Так вот в чем прелесть полетов в небо!
    Она – в паденье!…
    Смешные птицы! Земли не зная, на ней тоскуя, они стремятся высоко в небо и ищут жизни в пустыне знойной.
    Там только пусто.
    Там много света, но нет там пищи и нет опоры живому телу.

    (Arrotolandosi in un anello, balzo’ in alto risplendendo come una striscia sottile al sole.
    Chi e’ nato per strisciare – non puo’ volare!…
    Scordando questo cadde sullo scoglio, non si schianto’, ma sorrise…
    Allora qui sta la bellezza del volare in cielo!
    E’ nel cadere!…
    Buffi volatili! Non conoscendo la Terra qui si annoiano e cercano il cielo, sforzandosi di trovare la vita nel deserto.
    Li’ non c’e nulla.
    C’e’ tanta luce, ma non c’e’ ne’ il cibo ne’ il sostegno per un corpo vivo).

  8. davide Says:

    Cara Chiara,

    condivido gran parte delle cose scritte nell’articolo che hai riportato. Nella mia frequentazione di escort ho sempre avuto un debole per le ragazze dell’Est, in particolare le rumene. Con alcune di loro avevo instaurato uno stretto rapporto di amicizia. Naturalmente questo non vuol dire che non mi sia trovato bene anche con ragazze di nazionalità differenti: italiane, brasiliane, spagnole ecc.
    I motivi per cui un uomo frequenta una escort possono essere tanti e comunque credo che quasi tutti gli italiani siano stati, almeno una volta, con una escort. Ogni giorno che passa mi convinco sempre più che aveva ragione l’amico Duval quando diceva che è più conveniente frequentare le escort, che avere un rapporto stabile con una donna.
    Dato che gli italiani che frequentano abitualmente le escort sono 9 milioni probabilmente siamo il popolo più puttaniere al mondo. Da una legalizzazione della prostituzione tutti avremmo dei vantaggi, tranne i papponi. Però Prodi intervistato da Monsignor Bruno Vespa sull’argomento, si è detto contrario alla legalizzazione perchè, secondo lui, “bisogna guardare avanti”. Per compiacere il Vaticano i politicanti del centro destra dicono fesserie uguali a quelle dette dal “Romano”.
    Quindi non aspettiamoci niente di buono dai nostri politicanti, perchè siamo un popolo di puttanieri governato da pirla.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  9. duval Says:

    Davide:
    Ogni giorno che passa mi convinco sempre più che aveva ragione l’amico Duval quando diceva che è più conveniente frequentare le escort, che avere un rapporto stabile con una donna.

    Non volevo intervenire in questa insulsa discussione ma … se usi il termine conveniente, che non posso aver usato neppure per errore, significa che non hai capito una beata fava; ma non preoccuparti, sei in ottima compagnia.
    Ho verificato l’ottusità degli apprendisti puttanieri in anni di frequentazione dei forums attinenti. Qualsiasi argomento si tratti in materia essi non riescono a superare il concetto/sentimento di “puttana” come sottoinsieme di “donna”, raramente intersecato da quello di “amante”; non di rado sottoinsieme perfino migliorativo ma, comunque, sempre sottoinsieme classificato.
    E nella loro inconsapevole debolezza mentale non percepiscono neppure quanto la distanza fra “apprendista puttana” e “puttana” sia maggiore della distanza fra “apprendista puttana” e “donna”.

    Un limite mentale invalicabile.

    I pochi che lo valicano, che io considero gli unici autorizzati a definirsi “puttanieri” ed ai quali mi vanto di appartenere, devono rassegnarsi: non riusciranno mai a trasmettere l’essenza dell'”andare a puttane”.

    Un male diffusissimo in società, come si evince anche dall’articolo riportato da Chiara che non avevo finito di leggere sul giornale e non ho letto qui causa conati di vomito.

    Anche qui classificazioni e sottoinsiemi, inventati e strumentalizzati (chi, dove e come ha svolto l’indagine?): il fruitore tipo di sesso a pagamento, le ragazze dell’est, …

    E ci si mette pure Chiara: gli italioti hanno la figa in testa più degli ungherioti, etc…

    Ma andate un pò tutti a … meditare.

  10. Mr Mandelbrot Says:

    la cifra di 9 milioni mi pare francamente immensa. Mi sono letto l’ultimo censimento. I maschi con almeno 15 anni di età residenti in italia sono 24 milioni circa. Togliendo i vegliardi col catetere significa che in media su 2 uomini uno è puttaniere!
    Se quella cifra di 9 milioni è attendibile devo rivedere le mie opinioni.

  11. Mr Mandelbrot Says:

    @duval: Comprendo il tuo disagio nel leggere le provocazioni di chiara e la grossolanità dell’articolo che mescola dati statistici con interviste e impressioni certamente non misurabili in termini oggettivi.
    Mi pare però che tu voglia qui dar lustro all’puttanità e alla puttanierità. In questa iniziativa sappi che non sei tanto più solo di quanto sia Davide coi suoi fraintendimenti, però vorrei capire in che termini lo fai. Chissà, appartenendo alla categoria di chi non è mai andato a puttane, magari riuscirò a capire qualcosa che un “apprendista puttaniere” non sa capire 🙂

  12. davide Says:

    Caro amico Duval,

    “Non volevo intervenire in questa insulsa discussione ma … se usi il termine conveniente, che non posso aver usato neppure per errore”

    Ti riporto sotto quello che avevi scritto:

    “E la escort cosa ci sta a fare? E’ pronta quando serve; non ti rompe le palle; costa molto meno di una “compagna”; è allegra e non ti parla di problemi finanziari nè, soprattutto, sentimentali; non ti impegna moralmente a condividere il letto matrimoniale (una vera barbarie della nostra società); è generalmente più disinibita sessualmente; ecc…,”

    E’ vero che non avevi usato la parola “conveniente” però mi sembra che il concetto che avevi espresso era abbastanza simile.

    Tanti saluti Davide

  13. duval Says:

    mr mandelbrot:
    Chissà, appartenendo alla categoria di chi non è mai andato a puttane, magari riuscirò a capire qualcosa che un “apprendista puttaniere” non sa capire 🙂

    Io sono quasi certo che tu abbia capito il mio pensiero, che non ha alcuna pretesa di essere condiviso, ci mancherebbe, solo di essere capito.
    Se dico che non credo in Dio e cerco di spiegarlo pur nei limiti della paginetta web, non vorrei sentirmi ribattere che preferisco Budda a Dio.
    Non intendo dare lustro alla puttanità (come qui intesa) per il semplice motivo che non ci credo, sono ateo in materia.
    Ed in questa prospettiva mi sento autorizzato a chiederti (se non hai fatto voto di castità):
    sicuro di non essere mai stato a puttane (intese come sesso di scambio)?

    davide:
    E’ vero che non avevi usato la parola “conveniente” però mi sembra che il concetto che avevi espresso era abbastanza simile.

    Concetto assolutamente diverso.
    Eliminato dalla disquisizione il fenomeno amore che, in quanto patologia transitoria, non può essere studiato razionalmente, colei che offre compagnia e sesso a pagamento non può essere giudicata più o meno “conveniente” di chi li concede (apparentemente) gratis; si può giudicare più o meno conveniente un’auto a gasolio piuttosto che a benzina.
    Queste sono persone, non pezzi di ferro e, dal mio punto di vista ripeto, farsi pagare e pagare per offrire ed usufruire di compagnia e sesso non è più conveniente, è più qualificante.

  14. LREDIO Says:

    Duvi,lascia perdere che sei il puttaniere N° 1 in Italia,dato che sei malato di figa devi ammetterlo.
    E poi scusate sta Sissy da dove sbuca?Sarà mica quaqlcuna che conosco?
    ahahahhahahahhahaha

  15. Mr Mandelbrot Says:

    Duval
    sicuro di non essere mai stato a puttane (intese come sesso di scambio)?

    Ogni azione comporta uno scambio, quantomeno di energia. Anche il vibrare dell’aria alle musiche del Don Giovanni di Mozart comporta un aumento dell’entropia dell’universo, ma francamente questo non è il primo mio pensiero quando ascolto Leporello che elenca le conquiste del suo irresistibile padrone. In maniera simile mi piace chiamare “amore” quello scambio di fluidi corporei con una fanciulle graziose, e sono certo che questa mia abitudine verrà giudicata con indulgenza dalla dama, che di solito preferirà il sintagma di “fare l’amore” a quello di “scambio termodinamico”, “scambio di fluidi” o “scambio di piacere” 🙂
    Per risponderti con maggior chiarezza: per quanto riguarda le donne che ho avuto, sono propenso ad escludere che qualcuna di loro abbia fatto sesso con me sentendosi puttana ovvero con lo scopo di sottrarmi qualcosa per compensare al “sacrificio” di concedersi. Quindi alla tua domanda ritengo di poter rispondere di sì.
    Se ora mi dici che la Puttana in verità non si sacrifica, bensì si concede con libertà, e all’uomo non viene sottratto denaro, ma paga per avere la libertà di potersene andare dopo il coito, ebbene, nemmeno in questa accezione posso dire di esser mai stato con una puttana.

  16. duval Says:

    @lredio:

    uno che non ha “conosciuto” Chiara non potrà mai essere il puttaniere number one; la mia collezione di farfalle non sarà mai completa :-)))

  17. sissy Says:

    @duval
    il tuo è un passatempo infantile

    le vere professioniste sono le farfalle…
    loro collezionano penne di pavoni
    😉

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