Le persone vere


Amo le persone vere. Le amo solo perche’ lo sono, perche’ sanno di esserlo, perche’ propagano intorno a loro quella sensazione di verita’ e di spontaneita’ che da’ calore.

Passerei ore della mia giornata con le persone vere. Ascolterei le loro verita’ e racconterei loro le mie. Mi nutrirei della concretezza che sanno emanare. Mi sentirei al sicuro dai gorghi che coloro che fingono e che recitano parti non loro sanno creare.

Le persone vere sono l’unico motivo per il quale non mi pento del tempo trascorso in taluni luoghi ove le posso incontrare.

Qualcuno dira’ “ma che cavolo sta dicendo questo nickname virtuale che da anni riesce a sottrarsi ad ogni verifica sulla sua identita’? Come puo’ parlare di concretezza quando essa stessa e’ l’emblema dell’evanescenza?”

Pensate che le persone vere si incontrino sempre e soltanto nella realta’?

Spesso e’ proprio la realta’ il teatro in cui viene recitata una parte. Credetemi se vi dico che la realta’ non sempre e’ il luogo ove si incontrano le persone vere.

Siete mai stati a cena con un uomo che vi paga perche’ dopo facciate sesso con lui? Avete mai scambiato quattro chiacchiere con il “fighetto” che vi rimorchia in discoteca? Avete mai discusso con qualcuno incontrato in treno o per strada? Credete che sia verita’ quella che viene espressa allorquando si conosce una persona? Oppure e’ una recita? Un modo propagandistico per venderci reciprocamente? Una menzogna forse a fin di bene, finalizzata ad instaurare un rapporto, ma pur sempre una menzogna.

Come escort ho recitato, molto. Posso affermare di non essere mai stata vera in quei momenti. Ero concreta, reale, visibile, valutabile, identificabile, ma la mia tangibilita’ era scambiata per verita’; mentre in fondo era solo menzogna. E credo sia stata menzogna anche quella di centinaia di persone incontrate. Come clienti, come fighetti in discoteca, per la strada o in treno.

No no, essere persone vere non significa “esistere”. L’esistenza non ha niente a che vedere con la verita’. Si puo’ esistere e vivere nella falsita’. Mentire anche a noi stessi/e. La verita’ dobbiamo portarla dentro di noi per essere veri/e.

Noi solo sappiamo se siamo veri/e o no. Solo noi possiamo guardarci allo specchio e non mentirci. Solo noi siamo in grado trasmettere questa sensazione a chi ci sta di fronte. E non sempre lo sbraitare e’ il sistema piu’ adatto per dimostrare che siamo veri/e. Sbraitare non serve. La verita’ e’ un percorso silenzioso fatto di correttezza e coerenza che dobbiamo affrontare da soli/e prima di proporci a chi vogliamo abbia una relazione con noi.

Ci sono persone false sia nel reale che nel virtuale, come ho incontrato persone vere sia di qua che di la’. Sono poche, sono quadrifogli rosa, stelle cadenti nel solstizio invernale, fiocchi di neve dipinti di rosso, ma sono persone che appena comunicano sanno trasmettere quella sensazione che e’ indescrivibile a parole, ma che e’ il succo vero della nostra propensione a voler stare con loro.

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25 Risposte to “Le persone vere”

  1. catialand Says:

    “perche’ propagano intorno a loro quella sensazione di verita’ e di spontaneita’ che da’ calore.”
    Ti sei autodescritta, persona vera. Un bacio dalla tua sorellina di dittakokofonokoko 😉

  2. davide Says:

    Cara Chiara,

    essere persone vere è molto difficile, perchè nella nostra società paga molto di più l’ipocrisia e il cinismo. Ho visto tanta gente fare carriera e arrivare alle poltrone più alte, con i sistemi più subdoli. L’altro giorno l’amico Gullich diceva, giustamente, che la società italiana (ma probabilmente è così anche da altre parti) è di fatto fondata su comportamenti mafiosi,
    perchè chi è onesto viene sempre scavalcato da qualche furbetto di quartiere.
    Una cosa che ho notato molto frequentemente è che persone per bene sono cambiate, in peggio, dopo che sono entrate in politica ottenendo posti importanti. Pur di consevare tutti i privilegi che una carica politica porta con sè, queste persone non hanno esitato a fare le cose peggiori: mentire, fare i volta gabbana ecc: più in generale parlare in un modo, pensare in un altro e agire in un altro ancora.

    Sono d’accordo quando dici che si possono incontrare persone vere anche nel virtuale, anche se credo che l’assoluta certezza che una persona sia vera la si può avere solo nel reale.
    A volte è facile sbagliarsi sulle persone, perchè persone che pensevamo amiche possono poi rivelarsi diverse. Da noi c’è un detto che dice che i veri cavalli si vedono sulle rampe.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  3. Baudelaire999 Says:

    ..è il tuo paradosso.. tanto più sei virtuale.. e tanto più sei vera..

  4. °°sono qualcuno°° Says:

    “La verita’ e’ un percorso silenzioso fatto di correttezza e coerenza che dobbiamo affrontare da soli/e prima di proporci a chi vogliamo abbia una relazione con noi”

    questa è verità. ma a volte la falsità altrui è solo il non sapersi guardar bene dentroe e agire non sapendo neanche bene cosa si fa. Che falsità è diversa da malvagità. che verità è diversa da spontaneità.
    E pochi si definiscono ‘falsi’ no?!
    .per non considerare il metro di giudizio che ognuno di noi può avere. la veridicità non è così obiettiva nei rapporti interpersonali.

    tu e il tuo obiettivo, dove siete arrivati?
    -notte

  5. Chiara di Notte (Klára) Says:

    catialand ha detto…
    Ti sei autodescritta, persona vera. Un bacio dalla tua sorellina di dittakokofonokoko 😉

    Questo post non era dedicato a me, ma a voi.
    🙂

  6. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ Davide: anche se credo che l’assoluta certezza che una persona sia vera la si può avere solo nel reale.

    Ecco, e’ questo abbinamento di realta’ a verita’ che contesto. Ma ciascuno/a ha le proprie opinioni.

  7. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Baudelaire999 ha detto…
    ..è il tuo paradosso.. tanto più sei virtuale.. e tanto più sei vera..

    No no, non ho detto questo. Non e’ direttamente proporzionale.

  8. duval Says:

    Chiara ha scritto:
    Amo le persone vere.

    Grazie! Ricambio!

    Chiara ha scritto:
    Passerei ore della mia giornata con le persone vere.

    Ore? Sicura? E il desiderio/bisogno di compensazione? Santi-Demoni, Buoni-Cattivi, Belli-Brutti, Veri-Falsi, un pizzico di evasione di là rende più gioioso il ritorno di qua.

    Davide ha scritto:
    essere persone vere è molto difficile …

    Secondo me è molto più difficile non essere persone vere.
    Doversi ricordare la maschera opportuna per ogni circostanza, esprimere i coerenti pensieri fasulli, usare il tono di voce adatto … un casino!

    Io sono Duval a casa, al lavoro, nell’orto, a puttane, in chiesa, allo stadio, su internet e a San Pietroburgo; essere Duval a casa e a puttane non è stato facile (soprattutto per altri) ma di Duval ce n’è uno solo, prendere o lasciare.

    Chiara ha spesso girato il coltello nella piaga del puttaniere accompagnato: l’ipocrisia, la menzogna, e la conseguente mancanza di rispetto verso la compagna. Ora ognuno ha la propria morale, la propria percezione sulla gravità dei comportamenti … sarebbe una discussione senza fine. Ma sul fatto che sia più facile adattarsi all’inganno ho i miei dubbi.

  9. Chiara di Notte (Klára) Says:

    °°sono qualcuno°° ha detto…
    Che falsità è diversa da malvagità. che verità è diversa da spontaneità.

    Si’, ma falsita’, e quindi non aver saputo o voluto guardarsi dentro, e’ collegata all’ignoranza ,se non addirittura (peggio) alla pigrizia.

    tu e il tuo obiettivo, dove siete arrivati?

    Non ho chiara la domanda. Se per caso si riferisce al mio “percorso silenzioso”, beh, sono (credo) a meta’ del viaggio. 🙂

  10. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ duval: in parte concordo. Soptrattutto sul dualismo e sul desiderio di compensazione ma… secondo me lo stato di equilibrio naturale della persona non e’ la verita’, ma la menzogna.

    La menzogna (almeno apparentemente) non ferisce, illude, e’ un palliativo e viene usata indiscriminatamente abbinata alla “giustificazione”.
    “Sai, mica potevo dirgli/dirle la verita’. Ne avrebbe sofferto”.
    La gente, in buona o in mala fede, usa spesso la “pietosa bugia”.

    Credo, come Davide, che la menzogna per tanta gente sia piu’ comoda. Soprattutto crea le condizioni affinche’ ciascuno/a possa fare quel che cavolo vuole senza curarsi delle conseguenze sul lungo termine, in quanto a lui (o a lei) basta la realizzazione del desiderio sul breve termine: “meglio un uovo oggi che una gallina domani”.
    Ed anche altri luoghi comuni “Si vive una volta sola”, “Occhio non vede cuore non duole”, “chi dorme non piglia i pesci”, eccetera, sono espressione di un concetto che e’ da sempre dilagante: meglio aver rimorsi piuttosto che rimpianti.

    Credo invece (ed e’ anche il mio obiettivo), che la mia coscienza, la mia anima, la mia interiorita’ o come la vuoi chiamare, vivrebbe in armonia solo in assenza di questi due aspetti (rimorso e rimpianto). Oppure, per la regola di compensazione, con entrambi 🙂

    Difficile essere persona vera.

    Se fosse facile se ne incontrerebbero molte di piu’, di persone vere. Non credi?

  11. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Ecco, e’ questo abbinamento di realta’ a verita’ che contesto. Ma ciascuno/a ha le proprie opinioni.”

    Forse ho confuso persone vere con veri amici. Solo in quest’ultimo caso può essere vero che solo nella realtà si può avere l’assoluta certezza.

    Duval ha scritto:”Secondo me è molto più difficile non essere persone vere.
    Doversi ricordare la maschera opportuna per ogni circostanza, esprimere i coerenti pensieri fasulli, usare il tono di voce adatto … un casino!”

    Probabilmente hai ragione, però io mi riferivo al fatto che chi pensa a fare solo i propri affari difficilmente sarà una persona vera. Nella nostra società l’onestà non paga, perchè se voi fare i tuoi interessi (fregandotene degli altri) devi mentire e saltare sempre sul carro del vincitore.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  12. Baudelaire999 Says:

    ma lo dico io…

    e poi da sempre penso che nel virtuale sia molto più difficile recitare… di fronte ad una persona niente affatto superficiale.

  13. duval Says:

    Chiara:
    Difficile essere persona vera.
    Se fosse facile se ne incontrerebbero molte di piu’, di persone vere. Non credi?

    Infatti penso di conoscere molte più persone vere che non vere (per esempio Chiara, Davide, Gullich, Dolce-Alexia, Baudelaire999, Sono qualcuno, Guggenheim, Willyco, Bibi, …).

    Però leggendovi a volte mi sorge il dubbio di essere un ottimista un pò coglione (o un coglione un pò ottimista?).

  14. Mr Mandelbrot Says:

    Cercando di restare in topic, hai mai sentito parlare della distinzione di Riessman tra la personalità “autodiretta” in contrapposizione a quella “eterodiretta”? Che cosa ne pensi?

  15. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ Duval: noto l’ironia del tuo commento ma mi sfugge il senso. Per me persona vera significa persona con la quale la comunicazione e’ fluida, piacevole, rassicurante.
    Non faccio nomi (o nick) ma le persone vere esistono. Io le amo. Loro lo sanno. Punto.
    Duval, tu sopporti male il virtuale ma da sempre il virtuale esiste (ancor prima dei computer e di internet) e non significa necessariamente “finzione”.
    Mi pare d’intendere che per te tutto cio’ che non puoi sfiorare con il senso del tatto porta in se “i germi” della “non esistenza”… almeno non nella forma in cui si propone. Posso comprendere questo tuo stato d’animo, ma (potrai credere o no) ti assicuro che in questo blog commentano persone che, anche se non mi hanno mai sfiorata, sanno esattamente che aspetto ho o avevo quando ero escort.
    Poi ci sono anche quelli che mi hanno sfiorata ma questo e’ un altro discorso.
    Per queste persone sono vera e lo saro’ sempre. Per altre non lo sarei mai neppure se postassi la mia carta d’identita’.
    Anche se t’incontrassi, caro Duval, potresti ancora aver dubbi su di me perche’ alcuni hanno anche ipotizzato che io non sia sola a scrivere il blog. Lo sono ma per alcuni che sono convinti di aver sempre ragione non e’ cosi’. Ed anche se tu ti convincessi, la mia “verita’” sarebbe comunque negata da altri che non avrebbero modo d’incontrarmi sul ponte di Karlsbad (non posso mica ballare il valzer con tutti).
    Come vedi riuscirei solo a conquistarmi una “verita’” relativa che poi e’ esattamente cio’ che ho adesso. Buona giornata. 🙂

  16. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Mr Mandelbrot ha detto…
    Cercando di restare in topic, hai mai sentito parlare della distinzione di Riessman tra la personalità “autodiretta” in contrapposizione a quella “eterodiretta”? Che cosa ne pensi?

    Non ne penso perche’ non la conosco. Potrei fingere di conoscerla, andare su Google e studiarmela un po’ alla “benemeglio”, ma perche’ dovrei farlo quando sarai tu a spegarmela? :-))

  17. Mr Mandelbrot Says:

    🙂 sai com’è, non volevo correre il rischio di essere didascalico e, ad un tempo, intendevo stabilire un’intesa sul significato di persona vera e persona falsa, al di la delle reazioni epidermiche e delle simpatie personali che tutti sperimentiamo. La distinzione di Riessman mi pare quindi utile per porre la distinzione in termini più generali. L’eterodiretto è privo di radicate convinzioni, è flessibile nei rapporti, sensibile ai refoli di vento dell’opinione. L’autodiretto invece è stabile (o forse stolido) nei propri valori, non si lascia facilmente influenzare, non cambia vedute così come si cambia vestito.
    Riessman sostiene che la modernità vede il prevalere delle personalità eterodirette a discapito di quelle autodirette. Il berlusca ed il berlusconesimo sono di questo una lampante fattispecie. Ho letto che non apprezzi le derive ideologiche, ma qui davvero non si tratta di questo, anzi si tratta casomai della morte delle ideologie. Dal momento che Dio è morto, Stalin pure (… e nemmeno io sto troppo bene, diceva Woody) è dura campare in questo mondo per coloro che hanno una struttura di personalità “autodiretta”. Non so se costoro corrispondano alle “persone vere” di cui parlavi tu. Potrebbe essere?

  18. Chiara di Notte (Klára) Says:

    è dura campare in questo mondo per coloro che hanno una struttura di personalità “autodiretta”. Non so se costoro corrispondano alle “persone vere” di cui parlavi tu. Potrebbe essere?

    No no, non intendevo questo. Solo gli stolti non cambiano mai opinione. In vita mia ho cambiato molte opinioni in merito ai fatti piu’ diversi ed anche adesso sono a meta’ di un guado nel mio percorso silenzioso, ma sono convinta (ancora) di una cosa e cioe’ che “virtualita” ed assenza di contatto fisico non voglia necessariamente dire NON RAPPORTO. a volte anche piu’ intenso e profondo di un rapporto “reale”.
    Mi e’ appena stato segnalato questo libro:

    http://www.scanner.it/libri/coltello2947.php

    Credo che lo leggero’ perche’, guarda caso, tratta proprio l’argomento del quale stiamo discutendo.

  19. duval Says:

    Chiara:
    @ Duval: noto l’ironia del tuo commento ma mi sfugge il senso.

    No, hai proprio sbagliato tutto. Non ero ironico, soltanto “vero” nell’esprimere un mio convincimento che qui tento di ribadire.
    Fino a prova contraria io giudico vere (quindi piacevoli, interessanti, disinteressate, …) persone come te e gli altri che ho citato, anche se vi conosco solo attraverso un nick.
    Ciò che mi sta stretto del virtuale è non potervi conoscere anche di persona.
    Certo potrei avere una delusione, ma anche voi e comunque fino a prova contraria sono inguaribilmente ottimista.

    Ho chiarito?

  20. Mr Mandelbrot Says:

    -Solo gli stolti non cambiano mai opinione.

    IMO le opinioni sono le propaggini estreme di un pensiero interiore, in esse si riflette l’identità della persona. Chi cambia facilmente opinione, così come chi resta ancorato a opinioni inculcate, o genericamente orbitante intorno alla nebulosa del “dipende”, rivela una identità incerta, fragile. Non si tratta necessariamente di quelli stessi che riessman definiva senza disprezzo “eterodiretti”, ma a mio avviso potrebbe esserci un legame.

    Riguardo al tema dei rapporti epistolari, mi trovi alquanto daccordo. So di rapporti epistolari tra monache e santi che risalgono al tredicesimo secolo (pare così sia nato il codice cavalleresco), amori virtuali nelle corti dell’antica Cina… oggi siamo gli stessi di allora, gli stessi di mille o duemila anni fa, son cambiati i mezzi e le parole, ma il cuore è quello che da sempre può provare solitudine anche nella folla, nostalgia anche di luoghi mai visti. Ci si può innamorare ancora (e sempre, io credo) di fantasmi vestiti di parole… e in alcuni casi questo fatto offre indiscutibili vantaggi contraccettivi 🙂

  21. siggy Says:

    Azz… io so che sono vero e tu sai che io sono vero ma io non so se tu sei vera perchè tu non vuoi che io sappia se tu sei vera.
    Quindi anche se tu sapessi di essere vera io non potrei comunque “amarti”…
    D’altronde, anche se io sono vero, presumibilmente tu non mi “ami”…

    Quindi…?

  22. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Quindi…?

    Quindi buona giornata Siggy 🙂

  23. sissy Says:

    “La cosa migliore di me è che ci sono molti me. ” (Agente Smith)

  24. siggy Says:

    La giornata era quasi finita…
    Grazie dell’interessamento…

    Siggy

  25. illustre1966 Says:

    Questo post fa il paio con:

    http://illustre-1966.blogspot.com/2007/11/uomini-bambini-e-bambocci.html

    ;-D

    Ed anche con

    http://chiara-di-notte.blogspot.com/2007/11/il-circo.html

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