Sulla sponda del Teplá in un giorno immaginato

Fiocchi di neve soffici e leggeri come semi di tarassaco cullati dalla brezza; se ne vanno a passeggio nei sentieri dello spazio; alcuni muoiono improvvisamente su guance troppo calde per la propria consistenza. Uno si adagia sull’occhio della ragazza provocando un istantaneo battito di palpebra e conseguente rapido tocco di mano, quasi a scacciare un pensiero piu’ che un fiocco di neve.

Se ne era stata immobile a fissare l’acqua scorrere sotto il ponte e ad udire l’unico rumore non ovattato dalla bianca coltre circostante. Le strade erano ormai deserte, i lampioni accesi e le luci iniziavano a punteggiare le facciate degli edifici mitteleuropei; facciate un po’ malinconiche al ricordo dei bei tempi passati.

“Ciao, posso sedermi?”

Lo guardo’ stancamente rassegnata all’immancabile, tragico tentativo di aggancio; ma non aveva forze sufficienti a respingere l’assalto, con un italiano poi! Che aveva gia’ tentato qualche battuta a pranzo, in hotel.
Lui interpreto’ il silenzio come assenso, spolvero’ con i guanti un po’ di neve, si sistemo’ il giaccone sul sedere e si accomodo’ sulla panchina, al lato opposto.

“Mi avevano magnificato Karlovy Vary ma sono deluso, mi ricorda il ‘Bambino dai riccioli d’oro’ di Schram: due grandi tristi occhi azzurri di nobile rampollo che non avra’ i fruscianti abiti da sera ne’ i saloni dove danzare. Qui e’ rimasta solo l’acqua che scorre sotto il ponte, ma sopra non passano piu’ i re, i potenti, i ricchi e le puttane di una volta”

“Beh… qualche puttana c’e’ ancora, qui sopra”

“Per come la vedo io, forse, qualche ex puttana…come te”

“E’ cosi’ evidente?”

“Non si vede, si sente. E’ un modo di essere, non di apparire. Le donne credono di essersi affrancate con i pari diritti e le pari opportunita’, con il lavoro, la macchina e la palestra; ma la maggior parte di esse non si e’ ancora liberata dall’àncora maestra: piacere all’uomo; e si rifa’ le tette, si guarda agli specchi, accavalla le gambe allargando furtivamente lo spacchetto della gonna, si prostituisce al ‘ti piaccio’? La puttana o ex puttana, quella vera, ha salpato l’àncora e naviga libera, vive con gli uomini non per gli uomini”

“Grazie… ho giusto scritto che non voglio schiavitu’, di nessun genere… forse solo un incantesimo…”

“Si, l’ho letto, e lo cerchi qui sulle sponde del fiume, nel silenzio dei fiocchi di neve? Di dove sei?”

“Tokaj”

“Ah, una zingara… affinita’… impero austro-ungarico… ceniamo assieme? Non voglio scopare”

“Puo’ essere… sono anni che non dico “puo’ essere” ad un puttaniere”

Cenarono assieme, parlarono il giusto.

“A volte penso, come il poeta persiano, che siamo solo pezzi della scacchiera mossi da una mano invisibile; crediamo di giocarci la partita della vita e uno dopo l’altro rotoliamo in silenzio nel nulla. Ma questa sera vorrei essere il Re e vorrei che tu fossi la Regina, ad ognuno il suo incantesimo”

Lei annui’, e ballarono un valzer. La mattina era livida, i palazzi grigi e l’incantesimo sepolto da una nevicata fradicia e sporca.

3 Risposte to “Sulla sponda del Teplá in un giorno immaginato”

  1. Dolce-Alexia Says:

    Bello racconto! Un pò da Cenerentola :-))

  2. Chiara di Notte (Klára) Says:

    “Non si vede, si sente. E’ un modo di essere, non di apparire. Le donne credono di essersi affrancate con i pari diritti e le pari opportunità, con il lavoro, la macchina e la palestra; ma la maggior parte di esse non si è ancora liberata dall’àncora maestra: piacere all’uomo; e si rifà le tette, si guarda agli specchi, accavalla le gambe allargando furtivamente lo spacchetto della gonna, si prostituisce al ‘ti piaccio’? La puttana o ex puttana, quella vera, ha salpato l’àncora e naviga libera, vive con gli uomini non per gli uomini”

    Carino, forse anche piu’ che carino. Ti ringrazio perche’ mi pare che tu abbia percepito un bisogno di parole piu’ che di sguardi. Anche a Sherazade, a volte, piace ascoltare fiabe.

    Credo che pero’ il succo di cio’ che volevi esprimere sia tutto nella frase sopra.

    Ma se e’ vero cio’ che dici, e cioe’ che chi ha affrontato l’avventura (sia che l’abbia conclusa sia che abbia ancora un pezzo di viaggio da fare) e’ diventata una donna che non vive piu’ per gli uomini ma fra gli uomini, la stessa cosa vale anche per il puttaniere?

    Il puttaniere per cosa e fra chi vive?

    Essere cortigiana, etera, geisha(moderna o antica non importa), presuppone portare dentro una specie (e’ bizzarro, lo so, ma e’ cosi’) di vocazione. Una filosofica vocazione che esula il piu’ delle volte dal denaro. Come un’artista.

    Ma essere puttaniere?

    Forse anche per il puttaniere esiste una filosofia? una vocazione?

  3. duval Says:

    Chiara ha scritto:
    Ma essere puttaniere?

    Forse anche per il puttaniere esiste una filosofia? una vocazione?

    Posso parlare solo per il puttaniere Duval: si, esiste e l’ho espressa più volte nella mia storia forumistica.

    Ad esempio qui, dove anche tu intervenisti

    Ho visto cose che noi puttanieri non avremmo immaginato … cuori ardenti al largo dei bastioni d’Occidente, sguardi abbaglianti accanto alle porte d’Oriente. E tutti quei momenti rimarranno per sempre nel tempo come le stelle nel cielo. È tempo di ricordare …

    Ho fatto l’amore a pagamento, in mille luoghi e in mille modi.

    Che amore è questo? Non quello che imprigiona nel miele il cuore e la ragione, ma non sempre quello che rincorre semplicemente l’eiaculazione. Esiste una terza via all’unione, momentanea, dei corpi e delle menti, senza gli assilli dell’infatuazione e le ristrettezze del puro sesso? Esiste: la mente libera da condizionamenti amorosi attinge dal fiore il nettare che nutre spirito e corpo in un afflato di perfetto equilibrio, fisico e mentale.

    Dove, se non nel sesso a pagamento, si può ritrovare questo equilibrio?

    Il pensiero incorrotto:
    ti ho desiderata una mattina all’alba, quando gli ultimi refoli dei sogni svaniti stuzzicano il desiderio.

    Il pensiero fantasioso:
    ti ho immaginata attraverso uno scritto, una telefonata, una pagina web.

    Il pensiero corrotto:
    ti ho penetrata, a cena, attraverso gli occhi e le labbra fino ad altre umide labbra.

    Il corpo corrotto:
    ti ho penetrata, a letto, dentro e fuori, davanti e dietro, sopra e sotto; orgasmo.

    Il corpo incorrotto:
    se fossi fumatore fumerei una sigaretta.

    L’equilibrio:
    ecco i soldi e grazie: metà per l’orgasmo fisico e metà per quello mentale; so che potrò tornare se e quando vorrò.

    E’ tempo di ricordi:
    grazie a tutte voi, puttane senza virgolette; come già sapete se e ove esistano “puttane” con virgolette, spesso stanno altrove.

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