Anime rubate


Da mesi non ti vedevo ma quel giorno accadde. Riuscii ancora una volta a rubare il tempo per incontrarti.

Andammo a casa tua e solo quando fummo seduti sul bordo del letto, solo allora ci guardammo negli occhi.

Non parlavi.

Ti spogliasti lentamente, senza fretta ed io feci altrettanto. Poi mi salisti sopra e mi penetrasti. Senza farmi una carezza, senza parlare entrasti in me, ma con dolcezza.

Quando fosti dentro, avvolto nel mio umido calore, allora mi baciasti. Dolcemente assaporasti la mia lingua e restammo li’, abbracciati stretti a guardarci fissi negli occhi.

Nei nostri sguardi scorrevano fiumi di parole mai dette. Sensazioni ed emozioni che non avevano bisogno di suoni per essere manifestate. Comprensione, amarezza, odio, sofferenza, desiderio, rifiuto, tenerezza, imbarazzo, sfida, disperazione, passione…

Pazzia.

La luce nei tuoi occhi cambio’. Le pupille si dilatarono, il tuo sguardo assunse una strana fissita’ e la dolcezza si tramuto’ nella follia che entrambi conoscevamo.

“Dimmi che mi ami, dimmi che ami solo me, che la tua mente e la tua anima sono mie, puttana!”

Mi afferrasti per i capelli, brutalmente ed incurante del male che mi facevi. Appiccicasti la tua bocca alla mia quasi volessi divorarmi.

“Tue amore, solo tue amore mio” – risposi mentre le nostre bocche si saziavano l’una dell’altra e si mordevano a sangue.

Poi mi afferrasti il collo e cominciasti a stringere continuando a baciarmi con violenza selvaggia.

”Si’ amore, sempre tua e tua soltanto” – sussurrai senza sottrarmi alla tua furia.

La tua bocca era incollata alla mia, a bere ogni sorso del mio alito, a succhiarmi l’anima, avidamente. Mi stringevi il collo sempre di piu’, sempre piu’ forte fino a quando la follia si spense nei tuoi occhi, lasciando il posto ad una dolce malinconia. Con tenerezza passai la mano sulla tua guancia.

Una carezza che sembro’ infinita.

Poi, con calma, mi rivestii accuratamente e mi sistemai i capelli. Anche tu lo facesti. Indugiasti sul nodo della cravatta sistemandotelo bene.

“Sono pronta, possiamo andare” – dissi avviandomi verso la porta

“Ti amo, ti amo anima mia. Per sempre” – rispondesti evitando di incrociare il mio sguardo.

Prima di uscire osservai ancora il mio volto riflesso nello specchio, contemplando quell’impercettibile ed enigmatico sorriso che, come un trionfo, pareva aleggiarmi sulle labbra.

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6 Risposte to “Anime rubate”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    molto bello il tuo racconto, anche perchè significativo della differenza fra l’animo maschile e quello femminile relativamente all’eros.

    Tanti Saluti dal tuo Davide

  2. Flyingboy Says:

    😉

  3. duval Says:

    Mah … magro trionfo averlo vinto ed ingannato con la bugia “sempre tua e solo tua”.

    Io avrei preferito una rasoiata al cazzo di chi stringe la gola e pretende possesso incondizionato.

    E sarebbe ora di non spacciare continuamente per “amore” manifestazioni (reali o immaginarie) di miseria morale ed intellettuale: che c’entra l’amore?
    L’amore ha una esigenza primaria, il rispetto, sempre e comunque; no respect, no love.

  4. Chiara di Notte (Klára) Says:

    duval ha detto…
    Mah … magro trionfo averlo vinto ed ingannato con la bugia “sempre tua e solo tua”.

    Forse il trionfo sta proprio nell’aver stabilito chi ruba l’anima a chi. tu cosa pensi?

    Io avrei preferito una rasoiata al cazzo di chi stringe la gola e pretende possesso incondizionato.

    Si’ la rasoiata avrebbe potuto anche starci, ma se tu conosci gli scrittori russi saprai che di solito le vicende non hanno un lieto fine :-)))
    Ti ricordi il mio raccontino “driving”? Ecco, forse preferivi qualcosa del genere?

    E sarebbe ora di non spacciare continuamente per “amore” manifestazioni (reali o immaginarie) di miseria morale ed intellettuale: che c’entra l’amore?
    L’amore ha una esigenza primaria, il rispetto, sempre e comunque; no respect, no love.

    Hai ragione. Ma il racconto e’ un’estremizzazione e quindi descrive un fatto e come i protagonisti interpretano quel fatto. Non c’era intenzione di dare un giudizio sull’amore in quanto tale. Su quanto l’episodio possa essere reale o immaginato, ricordo cha anche Lovercraft ed Allan Poe scrivevano in prima persona. Non per questo palavano di situazioni vissute.

  5. Mr Mandelbrot Says:

    “hands around my throat”
    death in vegas
    http://it.youtube.com/watch?v=f7oMqpjIYLk
    🙂

  6. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ Mr. Mandelbrot: Grazie. Lo inserisco nel post 🙂

I commenti sono chiusi.


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