Incontro


Ti incontrerei sul punto piu’ alto del ponte della tua citta’ fatta di marmo e d’acqua. Ci sarebbe anche lei con te. Presentazioni, convenevoli, solite banalita’ di rito. Tu mi guarderesti negli occhi, lo so. E so anche cio’ che ci leggeresti.

Eviterei di abbracciarti, di baciarti come vorrei. Mi limiterei ad una formale stretta di mano. Magari un sorriso. Me la presenteresti ed io le direi “ciao, ho sentito molto parlare di te”.

Come stabilito andremmo a cena. Mi accorgerei di aver sopravvalutato la mia sicurezza, che avrei fatto meglio a rifiutare l’invito, ma a quel punto ormai non avrei piu’ motivi convincenti per ritirarmi. Oltre a quelli nascosti che tu sai, ma che non potrei mai confessare.

Avremmo riservato un tavolo nel posto concordato. Ti osserverei da dietro il vetro dell’indifferenza quando invece sentirei il fuoco bruciarmi dentro e sarebbe lei ad averti accanto. Sarebbe lei a sentire il tuo tepore. Solo lei potrebbe toccarti ovunque le facesse piacere.

Lei si siederebbe e tu ti accomoderesti al suo fianco. Io ti starei davanti. Ti sfiorerei distrattamente il piede e tu mi guarderesti. Ti lancerei segnali segreti attendendo una risposta. Mi toccherei la guancia. Incresperei le labbra in un tenue sorriso. Mi accomoderei i capelli.

Ad ogni gesto corrisponderebbe un messaggio. Parole oscene scritte con le dita della mente. Pensieri lascivi solleticati in un codice che solo tu sapresti interpretare. Fino a che vedrei i tuoi occhi dentro ai miei.

Scambierei il mio bicchiere con il tuo. Ci berrei per assaporarti e tu assaporeresti me dal mio. Appoggeremmo i polpastrelli delle nostre dita a quel vetro sottile, barriera cosi’ insormontabile da separare i nostri desideri. Un vetro che se solo volessimo potrebbe infrangersi proprio li’, di fronte a lei. Lei che non si accorgerebbe di niente.

Ti abbraccerebbe ed io vorrei le mie braccia al posto delle sue. Ti appoggerebbe la testa sulla spalla ed io vorrei la mia testa al posto della sua. Ti bacerebbe ed io vorrei la mia bocca al posto della sua. Immaginerei sotto al tavolo la sua mano. Ne vedrei il percorso lento dal tuo ginocchio fino all’inguine e vorrei la mia mano al posto della sua.

Alla fine ci saluteremmo. Ti vedrei partire con lei sapendo che ti condurrebbe a casa per darti quell’orgasmo che io ti avrei gia’ dato. Ti seguirei con lo sguardo fino a quando l’oscurita’ della calle non avrebbe inghiottito la tua sagoma ormai indistinta.

So che non ti volteresti a guardarmi… o forse si’.

PS: questo racconto non e’ piu’ mio. L’ho regalato ad una persona che stimo.

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24 Risposte to “Incontro”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    sempre affascinanti i tuoi racconti: forse mi sbaglio, ma ho l’impressione che i “triangoli” ti stimolino quasi una qualche “perversione”.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  2. Chiara di Notte (Klára) Says:

    ho l’impressione che i “triangoli” ti stimolino quasi una qualche “perversione”.

    Perche’ perversione? Anche se fosse non la chiamerei una perversione.
    Il concetto di “2 meta’” e’ solo una convenzione. A volte nella parte di una delle “2 meta’” ci si trova strette/i.
    Perche’ non pensare ai “3 terzi” piuttosto che ai “4 quarti”? Cosa avrebbero di diverso in termini puramente MORALI?

  3. Dolce-Alexia Says:

    Che cosa è un vetro? Niente!
    E una sottile lastra di materiale trasparente,
    invisible,fragile che ci protegge
    dal freddo,dal caldo,dalla pioggia,
    e basta una leggera pressione
    per ridurlo in mille pezzi.

  4. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Dolce-Alexia ha detto…
    Che cosa è un vetro? Niente!
    E una sottile lastra di materiale trasparente,
    invisible,fragile che ci protegge
    dal freddo,dal caldo,dalla pioggia,
    e basta una leggera pressione
    per ridurlo in mille pezzi.

    E’ sempre bello trovarti a commentare nel mio diario. 🙂

    A volte mi viene da pensare a come sono diversi, nella sostanza, i commenti delle donne da quelli degli uomini.

    Hai colto perfettamente il senso della mia allusione al vetro. E’ invisibile ma c’e’ e se non lo vedi e ci sbatti la testa, lo rompi, lo sgretoli, lo polverizzi.

    Tutte/i noi abbiamo un vetro con il quale ci circondiamo, solo che non riusciamo a vedere il nostro. Vediamo solo quello altrui… come la famosa pagliuzza nell’occhio.

    Io il mio vetro adesso riesco a vederlo. Sai perche’? Perche’ so di averlo fatto io. Ne conosco la consistenza, lo spessore ed anche il grado di frangibilita’.
    Proprio perche’ lo conosco in ogni suo dettaglio e so a quale sollecitazione puo’ resistere, l’ho modificato in modo da crearci un’apertura; di tanto in tanto, faccio entrare chi mi sa dare dimostrazione di affidabilita’ massima.

    Tu falchetto? Di che consistenza e’ il tuo vetro?

  5. Dolce-Alexia Says:

    chiara di notte ha detto…
    Tu falchetto? Di che consistenza e’ il tuo vetro?

    Per me, diciamo, l’ogetto è diverso :-))
    Penso che hai letto il romanzo di famoso classico russo Nikolaj Gogol “Вий”…
    Ecco, io al posto dell vetro mi sono creata un cerchio dove c’e posto solo per quelli chi voglio fare entrare io. I fantasmi, persone-vampiri non possono entrare, perche il cerchio è magico, so solo io a controlarlo.
    Falco, spero che sia giusta la schelta dell cerchio?!:-))

  6. sissy Says:

    attenzione a rompere i vetri:
    ci si taglia…

  7. Dolce-Alexia Says:

    sissy ha detto…
    attenzione a rompere i vetri:
    ci si taglia…

    Basta usare una mazza per non tagliarsi…;-))

  8. sissy Says:

    dolce-Alexia ha detto…
    Basta usare una mazza per non tagliarsi…;-))

    Alexia…
    avevo una teoria sui nick femminili composti con DOLCE …
    sempre meglio stare a distanza di sicurezza..

    amici? 😉

  9. Dolce-Alexia Says:

    sissy ha detto…Alexia…
    avevo una teoria sui nick femminili composti con DOLCE …
    sempre meglio stare a distanza di sicurezza..

    Meglio dolci che acidi.
    amici? ;-))

  10. gullich Says:

    bello!!! a volte sai essere stupefacente ed è una delle caratteristiche per le quali non mi stanco di leggerti e ti ho sempre trovata speciale…

    wgul

  11. sissy Says:

    Dolce-Alexia ha detto…
    Meglio dolci che acidi.
    amici? ;-))

    stringiamoci la mano Alexia
    così intanto posi la mazza… 🙂

  12. Baudelaire999 Says:

    ..per una volta sei tu che insegui..

  13. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Penso che hai letto il romanzo di famoso classico russo Nikolaj Gogol “Вий”…

    Certo che si’ 🙂

    Circolo di protezione oppure vetro poco importa. Ma uno schermo e’ necessario per tenere fuori la “schifezza”.

    Poi, quando lo riteniamo opportuno, possiamo abbassare le difese, ma facendo sempre molta attenzione perche’ le persone, spesso, non sono come sembrano.

    Gli spiriti del racconto mostrano se stessi nella loro reale natura molto piu’ di tanti esseri umani.

  14. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Baudelaire999 ha detto…
    ..per una volta sei tu che insegui..

    Io?

    Questo e’ un racconto di fantasia. Che c’entro io? 🙂

  15. Baudelaire999 Says:

    era un io narrativo!
    eheheeheheh

  16. davide Says:

    Ciao Baudelaire999,

    era un po’ di tempo che non leggevo più i tuoi post ed ero un po’ preccupato perchè pensavo che ti fosse successo qualcosa. Pensavo: possibile che se ne sia andato senza salutare i suoi amici?

    Comunque ben tornato.

    Tanti saluti Davide

  17. gullich Says:

    poco sopra ho lievemente (apparentemente) zerbinato.

    invece era apprezzamento serio. nella convulsione di questo periodo provo a fermarmi un secondo e ad esporre le ragioni.

    i racconti di chiara (ma a volte anche qualche suo semplice flash fuori blog) hanno sempre avuto per me un potere evocativo forte, di emozioni, di sensazioni, di riflessioni annidate da qualche parte e legate al mio vissuto, a ricordi, a volte a semplici sogni (qualcuno realizzato o svanito).

    Un potere non sempre legato, necessariamente, al contenuto (un giurista direbbe al merito) ma più spesso correlato alle atmosfere, al tono, a ciò che passa fra le righe e che ognuno percepisce secondo i propri recettori.

    Questo post mi parla di sintonia, di legami, di affinità di pelle.

    Molto si è parlato sotto, di maschi violenti e violentanti, di supremazie, di animalità.

    Mi viene da pensare, quelle volte nella vita in cui ho rincorso una chimera dietro agli occhi di una escort, quanto poco cercassi di “scopare” qualcuno e quanto molto rincorressi echi, profumi e colori di un vissuto che mi mancava come l’aria.

    Quasi mai l’ho trovato, qualche volta ne ho avuto languidi e dolorosi accenni e un paio di volte ho inaspettatamente trovato più di quel che mi aspettavo e che nulla aveva a che vedere con il sesso a pagamento, ma era semplice sintonia personale.

    oggi mi sono rotto le palle di rincorrere avventure, prezzolate e non, e desidero solo la sintonia, desidero più una testa di un corpo, che da solo non mi dice nulla, desidero un sorriso che sorrida insieme a me.

    mi chiedo quanto gli immndezzai e lo stesso meccanismo dell’escorting non si regga su questo feroce equivoco, quanto oggi – più di ieri – la patinatura esterna del fenomeno prostituzione di alto livello non illuda di poter comprare quel bene fuori commercio che è l’interazione personale.

    E quanto la frustrazione indotta dal percepire che la chimica e l’intesa sono fuori mercato – in un mondo dove ormai ogni mezzo suggerisce che tutto può essere ottenuto pagando – non induca alla fine alla violenza ed alla sopraffazione.

    E’ un meccanismo più sottile ma non meno insinuante e pericoloso del bruto che brutalizza per scarsi freni inibitori, perchè si annida in fasce sociali insospettabili.

    Riflessione che ovviamente non giustifica l’uomo, anzi…ne mette in luce la sua più penosa sconfitta. ma dovrebbe anche indurci a riflettere su dove si sta dirigendo questa società e su quanto tutto ciò che oggi sembra un valore lo sia davvero.

    mi scuso se sono andato OT, ma questo post mi ispirava magia… :o) “sul merito del post non dico nulla, poichèlo trovo infinitamente personale”.

    e per rispondere ad una domanda posta altrove: si, se fossi donna sarei assai preoccupata ma lo sono anche come essere umano che vive questa epoca

    regards

    wgul

  18. Baudelaire999 Says:

    grazie Davide!

    a volte il lavoro (sotto forma di cliente particolarmente “schizofrenico” ) è cosi pressante che riesco solo a leggere ma non a postare.

  19. Flyingboy Says:

    Szia Tündér,

    E bello ritrovarti
    jó édes 🙂

  20. davide Says:

    Caro Baudelaire999,

    “a volte il lavoro (sotto forma di cliente particolarmente “schizofrenico” ) è cosi pressante che riesco solo a leggere ma non a postare.”

    Da quanto hai detto mi sa che tu non fai, come il sottoscritto, il dipendente pubblico.

    Tanti saluti Davide

  21. duval Says:

    La protagonista del racconto usa il condizionale.
    Il condizionale presuppone che tutto avvenga o possa avvenire al verificarsi di una o più “condizioni”: se …

    Esiste un “se …”?

  22. Chiara di Notte (Klára) Says:

    duval ha detto…
    La protagonista del racconto usa il condizionale.
    Il condizionale presuppone che tutto avvenga o possa avvenire al verificarsi di una o più “condizioni”: se …

    Esiste un “se …”?

    Mi piace sperimentare. Sono una dilettante ma a volte mi illudo di riuscire a farcela. L’italiano (come hai potuto vedere dagli errori che faccio) non e’ la mia lingua, pero’ mi piace mettermi alla prova; anche nella mia capacita’ di espressione.
    Ritengo che esprimersi, farsi comprendere, far affiorare le sensazioni, le emozioni ed i desideri sia oggigiorno uno dei grandi scogli da superare. Orbene, forse lo e’ sempre stato, ma in un’epoca in cui si e’ abituati/e ad esprimere i sentimenti con tre lettere in un SMS, credo che ci sia bisogno di dare nuovamente spazio al linguaggio dell’anima.
    Il condizionale in questo caso e’ un esperimento: l’anima la vedo “parlare” al condizionale.
    Non sai che difficolta’ ci sono state per me a scrivere usando modi diversi dall’infinito. Il condizionale, poi, obbliga al congiuntivo che e’ difficile anche per chi e’ di madre lingua italiana.
    Insomma il raccontino e’ stato una bella sfida. Ed io amo le sfide.
    Su quanto il “se” sia una condizione, quindi, non ci metterei la mano sul fuoco. 🙂

    Buona giornata.

  23. duval Says:

    @Chiara ha scritto:
    … sono una dilettante …

    Tu sei una dilettante, come tutti noi, solo perchè non ricavi denaro dalla tua attività “letteraria”.

    E dovresti smetterla di dire che fai fatica a scrivere bene ecc… ecc…

    Te lo dicono in tanti ed io non sarò l’ultimo: scrivi meglio della stragrande maggioranza di noi italiani, laureati compresi.

    E qui non stavo facendo una questione di forma ma di sostanza: mi pareva che il condizionale avesse qualche risvolto autobiografico.

  24. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ duval: E qui non stavo facendo una questione di forma ma di sostanza: mi pareva che il condizionale avesse qualche risvolto autobiografico.

    Chi scrive ci mette sempre un po’ del “suo”. 🙂

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