Archive for novembre 2007

Animale

29 novembre 2007
Caro “amico”, non sai quanto nel virtuale valgano le “gentilezze reciproche” e dato che mi citi spesso nel tuo blog (sono andata a rileggermi alcuni tuoi post nell’immondezzaio e li ho comparati, come stile e come sintassi, ad alcune “perle” scritte nel blog ex-illustre rilevando un’affinita’ a dir poco stupefacente), mi sembrava maleducato non dedicarti un post per ricambiarti. Spero apprezzerai questo mio gesto 🙂
Guarda che non e’ colpa tua se nel reale sei timido ed introverso ma dietro ad un PC diventi un’altra persona. I motivi di questa tua bizzarra e duplice personalita’ andrebbero ricercati con l’aiuto di un bravo psicologo che scoprisse quale trauma abbia causato in te questo fastidioso disturbo, ma oggi sei fortunato e, sapendo quanto sono cari gli psicologi, trovi in me una persona che e’ sinceramente disposta ad aiutarti… Gratis!
Voglio metterti in grado di indagare nei meandri della tua psiche, cosi’ da alleviarti la sofferenza che provi a causa di quell’incapacita’ di relazione che hai nei confronti delle persone. Soprattutto nei confronti di quelle che tu vorresti davvero e che brami (a volte un po’ ossessivamente). Persone che (ahime’) sei costretto a guardare solo da lontano, mentre “altri” (che non hanno gli stessi problemi che hai tu) possono frequentarle tranquillamente, possono toccarle, sentire il loro profumo, gustare il loro sapore… Senza pagarle.
Si’ lo so che e’ terribile. E’ veramente tremendo che tu abbia dovuto sempre stare con il naso appiccicato alla vetrina della vita mentre gli altri, la vita, la “vivevano” al caldo, mangiandosi i pasticcini… Godendo delle cose che tu bramavi.
Comprendo perfettamente cio’ che provi: l’impressione che queste persone che tu brami non riescano a capirti e non riconoscano il tuo vero valore. Persone che si affidano a “personaggi” sbagliati e squallidi che non le meritano… Mentre tu saresti disposto a tutto pur di essere preso in considerazione. Invece resti INVISIBILE ai loro occhi.
E questo e’ male, e’ brutto, e’ disdicevole anzicheno’, ma non e’ colpa tua… Credimi, sono loro le cattive, le stupide, le ingrate e fai bene a dustruggere la loro esistenza e quella di chi ha potuto “bellamente” godere di loro… Coloro che te le hanno rubate!
“Occhio per occhio dente per dente”, dice un noto luogo comune, e non devi sentirti in colpa per aver “rubato” a tua volta un blog. Cosa vuoi che sia un blog? Hai solo reso “pan per focaccia”a chi se lo e’ meritato: qualcuno ha rubato qualcosa a te e tu rubi qualcosa a lui.
E devi anche ringraziare questa epoca meravigliosa in cui esiste il virtuale. Ti rendi conto che se non ci fosse internet nessuno si sarebbe accorto di te? Ti rendi conto che se tu non potessi scrivere utilizzando questo mezzo (e non ci fosse la tua “Chiaretta” ad aiutarti), saresti condannato alla “non esistenza” perche’ nessuno ti noterebbe? Passeresti la tua vita a far (come alla cena famosa) da tappezzeria?
So che se anche “fingi” di essere idiota (come fingi tutto di te), in realta’ sei intelligentissimo e te ne sei reso conto: proprio per questo motivo ti sei trasformato in “Animale”. Con tale nick, e l’avatar che lo contraddistingue, hai potuto farti passare per un “potente” (ricordo ancora i tuoi cinguettanti duetti con l’altro “potentissimo” di Bologna sull’utilizzo degli anabolizzanti), hai potuto millantare di essere “arguto” (ricordo ancora l’esibizione della tua esperienza in diritto, nelle discussioni con l’altro “intelligentissimo ed argutissimo” Topologo); hai potuto fingerti persino un grande “conquistatore di donne”.
Invece, quando ti sei presentato in pubblico, senza la tua “tastiera” e senza il tuo “mouse”, tutti hanno avuto il loro piccolo momento di “gloria”, mentre tu soltanto il VUOTO! Nessuno ti ha notato 😦
Povero!… Il mio cuore e’ trafitto di fronte a tanta sofferenza.
Pero’ oggi, come hai visto, hai avuto anche tu un piccolo momento di notorieta’. Spero che questa mia azione ti aiuti ad affrontare meglio la giornata e che il futuro possa portarti una pace radiosa. Perche’ tu sei buono, io lo so. Sono solo gli altri che non riescono a comprenderti.
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Sabrina

28 novembre 2007
“Scusate tanto allora..mi limitero’ a scrivere soltanto cose che accarezzano il vostro ego e che sono ipocritamente promozionali per la mia immagine professionale…certo che è vero come diceva chiara o paprika che per dire davvero cio’ che pensa una escort dovrebbe avere un altro nick anonimo …gia’ peccato poi che essendo troppo brusche e dirette si venga scambiate per troll o per un uomo”

Avevo promesso che quando tu avresti riconosciuto una mia verita’ avrei chiuso la questione fra noi. Questione iniziata il giorno in cui fui bannata dall’immondezzaio, episodio che avvenne proprio per non darmi modo di difendermi da accuse (false) fatte sul mio conto e nelle quali fosti coinvolta da certi personaggi squallidi che poi, in seguito, hai imparato a valutare (spero) per cio’ che realmente sono.

Finalmente lo hai fatto. Hai riconosciuto pubblicamente che, insieme all’amica Paprika, avevo ragione da vendere. E anche se dubito che il motivo di tale riconoscimento sia stato quello di dimostrarmi disponibilita’ ad una riappacificazione, ti ringrazio ugualmente. Sono una donna pratica e non mi lascio sfuggire le opportunita’ quando si presentano.

Credo che a questo punto non ci sia piu’ motivo di mantenere sul blog quel “pan per focaccia” che per mesi ti ho donato. A volte anche molto cattivo, lo riconosco, ma era motivato da certe cattiverie nei miei confronti alle quali anche tu (ahime’) non ti sei sottratta.

Comunque, come hai visto, gia’ da mesi il blog ha preso una direzione diversa. Ho abbandonato la polemica inconcludente, dettata solo da un desiderio di vendetta, ed ho affrontato strade piu’ personali. Ho quindi cancellato molti post fra i quali quelli che riguardavano la nostra diatriba.

Ricordo che una volta, prima che certi infami agissero per estromettermi dal web organizzando il linciaggio di fine agosto 2006 ed il crack del mio blog e della mia email di gennaio 2007, ci stimavamo e rispettavamo le nostre reciproche opinioni. Spero di ricreare quel clima e di dimostrarti, prove alla mano, con che genere di fetidi ipocriti ti sei accompagnata (virtualmente) in tutto questo tempo.

Alice Tükörországban

28 novembre 2007

Mi guardo nello specchio. Lei e’ dietro di me. Sento le sue mani mentre mi pettina i capelli e li raccoglie, con abili dita, in quella lunga treccia che anche io, da grande, avrei imparato a fare.

“Ecco fatto. Adesso sei una principessa che avra’ schiere di principi che la vorranno sposare.”

“Nagyanya, io voglio essere una baronessa!”

“Una baronessa? – per un attimo la sua risata inonda di luce la stanza ed il mio cuore; tuttora la risento melodiosa nelle orecchie – E cosa fanno le baronesse che le principesse non fanno?”

“Hanno abiti bellissimi e carrozze e cavalli e castelli e…”

“Oh si’… Ma anche le principesse hanno tutte queste cose.”

Riflessi nello specchio, nostri occhi scintillano. Hanno la stessa forma e lo stesso colore. Con una mano mi abbraccia mentre con l’altra sistema la treccia in modo che mi ricada morbida sulla spalla.

“Le principesse sono in tutte le fiabe, mentre le baronesse no” – insisto con quella punta di orgoglio che non mi ha mai abbandonata.

Sorride. Mi stampa un bacio sulla testa ed assume quell’espressione sfumatamente ironica che anche io, da grande, avrei imparato ad atteggiare.

“Vieni «baronessa», andiamo a raccogliere le patate, adesso. Prendi il sacco.”

Attraverso lo specchio il tempo si ferma, lo spazio si annulla, il suono si attenua, il colore si smorza… Ed Alice si ritrova sola nel paese dei ricordi.

Clienti italiani e ragazze dell’Est

27 novembre 2007

Prostitute, ecco l’identikit dei clienti: giovani, quasi sempre single, a volte laureati «Meglio le ragazze dell’Est, danno più affetto». Ma non sono interessati alle loro storie: «La tratta? Non esiste»

Lo hanno pubblicato in diversi quotidiani italiani. Quando si tratta di prostituzione, o di questioni legate al sesso, l’italia e’ una delle nazioni fra quelle che piu’ rivelano interesse a riguardo. Basta vedere come il buon “Brunetto” nazionalpopolare inserisce tale argomento fra quelli discussi settimanalmente insieme alla politica, ai fatti di cronaca nera, al cibo ed al gossip.

Per molti versi (quali?) l’Italia sara’ anche un Paese all’avanguardia, ma dal punto di vista del sesso va di pari passo con l’Arabia Saudita. In altre nazioni, come quelle dell’est per esempio, in primis l’Ungheria (in giro per Budapest non e’ difficile incontrare ragazze che, o per pubblicita’ o per esibizionismo, si propongono ai passanti seminude o in atteggiamenti provocatori), cio’ non suscita quella morbosita’ tipica di italiani o musulmani.

Se si parla di prostitute e di clienti delle stesse, dato che gli italici maschi che ne usufruiscono sono un numero quasi pari alla popolazione dell’intera Ungheria, e’ normale che molti si sentano chiamati in causa. Ed e’ forse per questo motivo che da ieri ho ricevuto ben tre richieste affinche’ trattassi l’argomento.

Premetto che, se anche ho frequentato i bordelli di Calcutta, la mia attivita’ non si e’ mai sviluppata negli ambienti legati al “traffico” (di cui l’inchiesta si e’ occupata), se non in episodi marginali e sporadici. Sono quindi estranea, come esperienza diretta, a molte delle cose descritte nell’ARTICOLO che riporto.

“Hanno un’età compresa tra 35 e 40 anni, lavorano, sono single e con un livello di istruzione medio-alto. Preferiscono le ragazze dell’Est che incontrano in hotel, saune o appartamenti, con una frequenza media di una volta ogni due mesi. Ma, soprattutto, scelgono le donne dell’Europa orientale o le cinesi, non solo perché costano meno delle italiane, ma perché con loro soddisfano il «bisogno di affetto e di comprensione».

Eccolo per la prima volta il profilo del cliente delle prostitute straniere «trafficate » (cioè vittime della tratta), così come emerge dallo studio How much? condotto per la Commissione europea dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) con i ricercatori di Transcrime (Università di Trento e Cattolica di Milano) che verrà presentato giovedì a Milano.


I dati sono stati elaborati con lunghe analisi dei forum Internet e da un questionario pubblicato online. Ma un’altra parte della ricerca si è mossa direttamente sul campo e se il profilo del cliente risultato qui è diverso (età tra 23 e 50 anni, sposato, con un partner regolare e uno o più figli, livello di istruzione basso o molto basso, incontri ogni 15 giorni) le motivazioni sono le stesse e il fattore «bisogno di affetto/comprensione» resta ai primi posti. Dice un cliente: «Le ragazze dell’Est sono tutte bellissime, la maggior parte bionde, alte, fatte bene, disponibili. Non fanno le cose come una catena di montaggio un colpo e via, anzi ti portano a casa loro, ti fanno rilassare, ti danno un po’ di accoglienza. Mentre le prostitute italiane tendono solo a fare i soldi e concludere alla svelta». Un’altra voce, su Internet: «Gli italiani vogliono sesso, il buon, caro, sano, vecchio sesso. E magari anche un briciolo di affetto, vero o immaginario, che non guasta mai». Stesso concetto ribadito da un intervistato: «Con il sesso molti cercano anche affetto e un rapporto con la donna in generale, spesso l’atto vero e proprio passa in secondo piano».


Secondo il Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio, in Italia sono 9 milioni i clienti delle prostitute (che sono stimate in 70 mila, di cui più della metà straniere) con un giro d’affari di 90 milioni di euro al mese. Lo studio di Transcrime, il primo del genere in Italia, ha cercato di dare un volto al cliente delle prostitute «trafficate» (la maggior parte delle straniere) per capire cosa spinge gli uomini a cercare questo mercato del sesso che si è diffuso nell’Unione Europea a partire dalla caduta del muro di Berlino e ha ormai raggiunto dimensioni preoccupanti.


A questi clienti — così emerge dalla ricerca — non interessa la storia che è alle spalle della prostituta (per loro infatti «la tratta non esiste» o al massimo coinvolge poche persone e le «vittime» della prostituzione sono proprio i clienti «sfruttati a causa del naturale bisogno di sesso tipico del maschio»). Anzi, dicono di preferire le donne dell’Europa orientale o le cinesi proprio perché provengono da Paesi in cui vi è il «dovuto rispetto» per il maschio e quindi manifestano remissività anche nei confronti dei clienti italiani.


Dietro questa motivazione, poi, ce ne sono altre due: il bisogno di dominio e il rifiuto dell’emancipazione femminile. E se le prostitute italiane sono sbrigative e pensano solo ai soldi, le mogli/compagne sono viste così: «Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia (e sennò chi si sposerebbe?), poi usano il sesso come una risorsa, un’arma, uno strumento per ottenere quello che vogliono».


Tutti gli uomini contattati si sono infine dichiarati, all’unanimità, per la riapertura delle case chiuse. La regolarizzazione, secondo gli intervistati, costituisce un vantaggio per tutti: per i clienti (garanzia di privacy, igiene e controllo medico), per lo Stato (che può tassare i guadagni) e per le prostitute perché si ridurrebbe lo sfruttamento da parte dei protettori.”

Ebbene, in quanto scritto sopra rilevo un paio di correlazioni fra cio’ che e’ la mia esperienza personale e la realta’ emergente dall’inchiesta. La prima correlazione riguarda la motivazione di chi ricorre ai servigi di una devochka: egoistica autoillusione.

Come i clienti nei forum blaterino su quanto sia importante il rapporto cliente-prostituta al di la’ del sesso, quando poi emerge che in fondo a loro non interessa nulla della ragazza (e posso assicurare che la cosa e’ reciproca poiche’ lo stesso cliente e’ visto da lei solo come fonte di reddito), e’ stato a lungo discusso ampiamente anche dalla sottoscritta. Per cio’ che esprimevo sono stata insultata e derisa, ma vedendo adesso che tutto cio’ ha una conferma statistica, mi godo questa piccola soddisfazione.

Altra correlazione e’ sul fatto che siano le ragazze dell’Est ad essere le piu’ richieste. Anche su questo punto ho avuto diversi scontri (soprattutto con le italiche appartenenti al genere femminile). Ero stata accusata di essere “di parte” per le mie origini, ma questo “gradimento” particolare che i clienti mostravano, sia per il mio aspetto che per il mio atteggiamento, e’ stato motivo del piccolo successo personale avuto ai tempi in cui ho vissuto l’avventura.

Concludo dicendo che, a parte quanto scritto sopra, l’identikit di quello che era il mio cliente (cioe’ il cliente di una devochka che non offre i servizi passeggiando in luogo pubblico oppure in un appartamento), differisce da quello descritto nell’articolo in almeno due cose: l’eta’ (quasi mai inferiore ai 40 anni) e la frequentazione (normalmente ogni dieci giorni).

Si vede che non riuscivano a fare a meno di me 🙂

Il circo

26 novembre 2007
Ecco a voi la parata:

Miticpippo (detto anche Miticpipparolo) in testa al gruppo. E’ l’idiota, il clown. Vive eternamente appiccicato ad una serie di computer con i quali gestisce i suoi innumerevoli nicknames. Gioca ai soldatini con il virtuale, sparge zizzanie, racconta bufale, vorrebbe essere amico di tutti ma il suo destino (fin da quando era infante) e’ sempre stato quello di essere preso a calci in culo. Un giorno qualcuno postera’ l’immagine satellitare del tetto di casa sua ed allora da clown ridente diventera’ clown triste.

Svengali, l’emblema della solitudine. Si e’ inventato la compagna “modella” per far invidia a tutto il circo e non ha ancora capito che non ci crede nessuno. Soffre di complesso d’inferiorita’ per tutto cio’ che e’ “nordico” o comunque “troppo in alto per lui” e lo esprime facendo emergere astio e livore tipico della “fedrica volpe”. S’improvvisa psicanalista e crede di essere un “guru”. Peccato che la realta’, anche per lui, sia quella di tutti coloro che dimorano nel circo: se non paga non puccia.

Warhol. E’ conosciuto come il “raffinato che si toglie il gommino senza farsene accorgere”. Non e’ cattivo, lo fa solo per far capire alle sue partner come sia bello scopare con lui “nature”. E’ un esperto di comunicazione e sa che per proporre e far apprezzare il suo “vermetto” deve agire con lo stile di Oliviero Toscani, cioe’ mettendo le persone di fronte al fatto compiuto. Ma e’ un incompreso e le donne lo evitano… gli uomini pure. Gli resta solo il circo; se perde anche quello potrebbe suicidarsi. I suoi post sono “particolari” e necessitano della “Stele di Rosetta” per essere decifrati. Lui li scrive convinto di essere D’annunzio… purtroppo non si e’ reso conto che D’annunzio almeno la licenza media l’aveva conseguita.

Docu, l’uomo dell’ off topic ovvero “o siamo sordi noi oppure e’ muto lui”. Qualsiasi cosa venga detta, qualsiasi argomento venga trattato, qualunque sia l’interlocutore, lui parla d’altro. Se si parla di neve lui continua la discussione parlando di impollinazione. Non e’ facile parlare d’altro. E’ una dote innata. E’ il “Magritte” del circo. Dipinge uomini con bombetta, con la mela al posto della faccia e che piovono giu’ dal cielo con ombrelli aperti. Beato chi ha la pazienza di leggersi “anche” i suoi post.

Efromk, il “riciclante”. Continua a dire (con altri nick) di volersi sciogliere come lacrime nella pioggia (e tutti li’ a sperare) ed invece lo vediamo sempre ritornare a bordo delle sue navi da combattimento in fiamme fra le palle di Orione. In questa sua “second life” immagina di essere sano, intelligente e simpatico e nessuno ha il coraggio di dirgli in faccia la verita’. E’ stato gia’ punito duramente dalla vita. Le persone di buon senso evitano d’infierire. Cosi’ faro’ anche io, ma un posto in parata non posso negarglielo e… per cortesia, ogni tanto guardate anche il suo blog.

Aspirina ovvero… No meglio non dirlo. Nel circo e’ l’elefante che si nasconde in un campo di fragole tingendosi le unghie di rosso. Se ha scelto questa mimetizzazione per spargere i suoi escrementi significa che non vuole essere scoperto. E poi lui e’ contro gli “infami” che non hanno il coraggio di dire le cose mettendoci la propria faccia. Lo lasceremo quindi defilato in fondo al gruppo. E’ la posizione che merita data la sua importanza.

Seguono in coda tutti i vari multinick e troll appartenenti a Ugo Piazza, Miticpipparolo, Aspirina ed a tutti coloro che sguazzano nel circo credendo sia la vita vera.

Fra i quali spiccano:

radus92, registrato il 13.04.2006. Da quella data era in stato d’ibernazione. Adesso si e’ risvegliato solo per offendere un unico nick.

Aggiorneremo la parata ogni qualvolta ne individueremo uno interessante.

PS: A tutti i partecipanti alla parata verra’ inviato in omaggio il libro di Angelo Bona: Il Mio Pisello e’ piu’ Verde del Tuo – La spietata legge del piu’ forte e del piu’ duro

Tündér

25 novembre 2007
Occhi rapiti dalla luna. Fiore tzigano sulla riva del fiume. Lacrime di rugiada e desiderio che colma il calice del cuore. Muri scrostati e fango. Liberta’, rabbia e disperazione. Giochi rubati dal primo bacio. Nata il trentun settembre e nemica dell’oblio. Tündér, funambola senza rete appesa ai fili della vita.

Le persone vere

24 novembre 2007

Amo le persone vere. Le amo solo perche’ lo sono, perche’ sanno di esserlo, perche’ propagano intorno a loro quella sensazione di verita’ e di spontaneita’ che da’ calore.

Passerei ore della mia giornata con le persone vere. Ascolterei le loro verita’ e racconterei loro le mie. Mi nutrirei della concretezza che sanno emanare. Mi sentirei al sicuro dai gorghi che coloro che fingono e che recitano parti non loro sanno creare.

Le persone vere sono l’unico motivo per il quale non mi pento del tempo trascorso in taluni luoghi ove le posso incontrare.

Qualcuno dira’ “ma che cavolo sta dicendo questo nickname virtuale che da anni riesce a sottrarsi ad ogni verifica sulla sua identita’? Come puo’ parlare di concretezza quando essa stessa e’ l’emblema dell’evanescenza?”

Pensate che le persone vere si incontrino sempre e soltanto nella realta’?

Spesso e’ proprio la realta’ il teatro in cui viene recitata una parte. Credetemi se vi dico che la realta’ non sempre e’ il luogo ove si incontrano le persone vere.

Siete mai stati a cena con un uomo che vi paga perche’ dopo facciate sesso con lui? Avete mai scambiato quattro chiacchiere con il “fighetto” che vi rimorchia in discoteca? Avete mai discusso con qualcuno incontrato in treno o per strada? Credete che sia verita’ quella che viene espressa allorquando si conosce una persona? Oppure e’ una recita? Un modo propagandistico per venderci reciprocamente? Una menzogna forse a fin di bene, finalizzata ad instaurare un rapporto, ma pur sempre una menzogna.

Come escort ho recitato, molto. Posso affermare di non essere mai stata vera in quei momenti. Ero concreta, reale, visibile, valutabile, identificabile, ma la mia tangibilita’ era scambiata per verita’; mentre in fondo era solo menzogna. E credo sia stata menzogna anche quella di centinaia di persone incontrate. Come clienti, come fighetti in discoteca, per la strada o in treno.

No no, essere persone vere non significa “esistere”. L’esistenza non ha niente a che vedere con la verita’. Si puo’ esistere e vivere nella falsita’. Mentire anche a noi stessi/e. La verita’ dobbiamo portarla dentro di noi per essere veri/e.

Noi solo sappiamo se siamo veri/e o no. Solo noi possiamo guardarci allo specchio e non mentirci. Solo noi siamo in grado trasmettere questa sensazione a chi ci sta di fronte. E non sempre lo sbraitare e’ il sistema piu’ adatto per dimostrare che siamo veri/e. Sbraitare non serve. La verita’ e’ un percorso silenzioso fatto di correttezza e coerenza che dobbiamo affrontare da soli/e prima di proporci a chi vogliamo abbia una relazione con noi.

Ci sono persone false sia nel reale che nel virtuale, come ho incontrato persone vere sia di qua che di la’. Sono poche, sono quadrifogli rosa, stelle cadenti nel solstizio invernale, fiocchi di neve dipinti di rosso, ma sono persone che appena comunicano sanno trasmettere quella sensazione che e’ indescrivibile a parole, ma che e’ il succo vero della nostra propensione a voler stare con loro.

Se dicono di me io, dico di loro

24 novembre 2007

Il principio di reciprocita’ e’ cio’ che ho cercato sempre di applicare nei rapporti con gli altri. Un principio che a volte e’ mal tollerato da certe persone, ma che risulta essere il miglior modo di relazionarsi con chi da alcuni anni appesta, con la sua presenza, luoghi e spazi che dovrebbero essere preposti al confronto ed alla libera circolazione delle idee ma che invece diventano tribunali inquisitori in cui branchi di sfigati in libera uscita istituiscono processi sommari al solo scopo di eliminare coloro che non si allineano alla loro sfigataggine.

E’ il caso di cio’ che sta accadendo in questi ultimi giorni nell’immondezzaio in cui, una
recrudescenza di astio e di odio nei miei confronti mai sopita nonostante io sia ormai fuoriuscita da quell’ambiente (almeno in forma attiva anche se, essendo un forum pubblico a cui e’ data a tutti la possibilita’ di accedere, ogni tanto leggo), ha portato ad un nuovo periodo di “caccia alle streghe” ovvero: sotto quale altro nickname si nasconde Chiara di Notte?

Ovviamente contro l’imbecillita’ la ragione non vale. E’ inutile spiegare a chi ha un cervello da ameba ritardata che e’ possibile, anzi molto probabile, anzi certo che una persona (io) possa tenere un atteggiamento nel web che e’ diverso da quello che loro hanno. Non necessariamente, perche’ loro usano 100 nickname diversi (creano di notte quelli nuovi e bruciano di giorno quelli che hanno creato mesi fa), anche io debba farlo. Ho sempre ritenuto l’utilizzo di piu’ nickname una perdita di tempo (oltre che un atteggiamento infantile ed idiota). Amici hanno creato per me e mi hanno regalato dei nickname alternativi che avrei potututo usare per scrivere, ma che non ho mai utilizzato e che giacciono ibernati in qualche file del mio PC.

In un remoto passato, quando ancora esercitavo, avevo doppio nick (uno per la escort e quello con il quale sono conosciuta adesso). Ricordo che una volta sbagliai il login e, ovviamente, feci una figura un po’… insomma. Ecco, da quella volta ho giurato che non avrei piu’ scritto nel virtuale se non con questo mio nickname. Una scelta che ancor oggi ritengo valida e vincente e non mi pento di non aver mai piu’ utilizzato altri nomignoli o avatar se non quelli che potevano essere riconducibili con certezza alla sottoscritta. Ritengo questa una grande vittoria in termini di correttezza verso chi mi ha sempre letta, stimata e seguita in tutti questi anni.

Nonostante cio’ c’e’ ancora chi oggi, misurando gli altri su un metro tutto riferito a se stessi, crede che Chiara di Notte sia presente attivamente nell’immondezzaio e vede il suo fantasma ovunque. Appena appare un nick femminile che minimamente si discosta della figura stereotipata dell’oca giuliva, ecco che chiunque egli o ella sia, le viene attributo il collegamento con me. Leggiamo cosa scrive questo pisquano:

janni Inserito: 23.11.2007 22:38
Io noto solo che la dinamica, la storia della presenza del nick lucenera dentro questo forum è pari pari la stessa del nick Chiara di notte.
Non entro nel merito di chi sia Chiara di Notte o Lucenera, non mi interessa neanche sapere o congetturare se sia lo stesso personaggio o chi per lui, però guarda caso, la dinamica questi due nick è esattamente uguale: appaiano discretamente, cominciano a scrivere, a intervenire, poi dopo un po’ cominciano a seminare zizzania dovunque.

Se chi scrive le proprie opinioni, chi esprime dei concetti non in linea con quelli del branco, chi esce fuori dal coro della mediocre appartenenza ad un gruppo di cerebrolesi da eccessivo uso di web, viene immediatamente collegato a me, cio’ non puo’ essere (per la sottoscritta) che motivo di vanto e di soddisfazione. Purtroppo comprendo che possano esserci effetti collaterali non piacevoli per chi con me non c’entra assolutamente niente.

Lucenera Inserito: 23.11.2007 18:48
Miticpippo che manda pm ad admin per dire che sono chiara di notte sapendo che qui è bannata a vita e con l’intenzione sporca di sortire anche il mio di ban pur sapendo che non vi è relazione alcuna tra me e questo nick.


Mi dispiace per Lucenera se adesso nell’immondezzaio deve subire le conseguenze del mio “passaggio” in quel forum: come Attila ho lasciato dietro di me solo terra bruciata e gli effetti si notano sulle menti devastate di quegli imbecilli con i quali lei ha oggi a che fare. Personaggi inutili che non hanno mai superato la soglia della consapevolezza e che vivono in un limbo i cui confini sono il mouse e la ram del loro computer. Feriti ed impauiriti attaccano sconclusionatamente qualsiasi cosa assomigli vagamente all’intelligenza con lo scopo specifico di vendicarsi delle magre figure subite in passato.

Non ci riusciranno perche’ io sono ormai lontana dalla loro portata. Sono batteri che vivono in una coltura, topi di laboratorio sottoposti ad esperimenti, cani di Pavlov che reagiscono a stimoli condizionati ed il fatto che su di me esista un “ban a vita” (come le taglie su Robin Hood o su Zorro, LOL) e’ solo motivo di orgoglio per chi ha sempre cercato di lottare contro l’ipocrisia, la falsita’ e lo squallore di chi tenta di riproporre nel virtuale il comportamento prevaricante e violento del branco.

Una giornata chiara

23 novembre 2007

Le previsioni per i prossimi giorni promettono ancora pioggia, ma il cielo di Tokaj oggi ha voluto regalare una pausa; una luce meno cupa, piu chiara, filtra attraverso la finestra.
Accendo il PC. Il sistema operativo ci mette un po’ di tempo prima di giungere alla schermata del desktop. Clicco sull’icona della posta. Ricevo un tot di messaggi. Li leggo velocemente. Niente di particolarmente importante o urgente. Pensero’ piu’ tardi a rispondere agli amici che mi inviano i saluti.
Apro il browser e navigo nel mio blog. Modero quei quattro o cinque commenti e li commento a mia volta. Poi passo alla lettura delle notizie.

Mmmmhhhh, vediamo…

Euro e petrolio: nuovi record. Cavolo, mi immagino cosa accadra’ il giorno in cui il biglietto verde si decidera’ a recuperare, almeno in parte, il valore perduto dal 25 ottobre 2000 quando valeva il 20% piu’ della moneta europea.
Eh si’, il petrolio viene pagato in dollari ed anche se non si capisce perche’ in Italia il combustibile costi sempre di piu’ nonostante il dollaro abbia raggiunto il suo minimo storico, il giorno che la valuta americana decidera’ d’invertire il trend saranno tempi duri per i consumatori di energia.
Inoltre non lo vedo un euro che vale due dollari. Pero’ potrei sbagliare. Dopotutto l’analisi tecnica non e’ “perfetta”. Lascia molto spazio all’interpretazione. Oggi pero’, grossolanamente, voglio credere ad Elliott ed a Gann. Mi e’ sempre piaciuta la semplicita’ dei numeri “Fibonacci” e sento che potrebbe essere giunto il momento per guadagnare qualcosa. Non dico tanto, appena un 23.6% del valore accumulato dall’euro dal 17 novembre 2005, che in termini concreti significherebbe vendere euro contro dollari a 1.48 e coprire la posizione ad un target price di 1.41. Con stop loss su sfondamento di 1.50 la prospettiva e’ quella di guadagnare sette punti, che non sono pochi, rischiandone solo due… credo che lo faro’. Per altro sono supportata, nella mia decisione, da QUESTA NOTIZIA, per cui pare che questa idea di comprare in USA sfruttando la debolezza del dollaro non sia proprio campata in aria.

Vado avanti con la lettura del notiziario. Vediamo… cosa dice QUI?

Cavolo, e ti pareva? Ormai non c’e’ giorno in cui non venga evidenziata una barbarie perpetrata nei confronti delle donne. Ma che lo dico a fare? Ormai lo sanno tutti e manifestando ancora una volta il mio disgusto non faccio altro che ripetermi, divento noiosa, prolissa ed attiro le critiche di chi mi accusa di essere una lesbofemminista frustrata (che poi non ho mai capito cosa significhi realmente).
Comunque sono sempre piu’ convinta che se la situazione fosse invertita, cioe’ le barbarie fossero perpetrate da donne nei confronti degli uomini, molti dei maschietti che oggi invocano ad una certa tolleranza verso qualcosa di immutabile e radicato nella natura umana, starnazzerebbero come gallinacci.
Cio’ che mi fa imbestialire e’ l’ipocrisia. Si’ perche’ molti di coloro che “a parole” denunciano e condannano queste aberrazioni, in realtà le hanno fatte, le fanno oppure le farebbero se solo ne avessero l’opportunita’. Nel meno peggiore dei casi le tollerano.
Quanti bravi e cari padri di famiglia, tutti casa e chiesa e rigidi educatori dei propri figli (e delle proprie figlie), si sono trovati in situazioni “particolari” ed al limite? Quanti di questi blateratori da forum oppure da talk show televisivi hanno dentro di loro, se non la consapevolezza di essere dei fetidi Mr Hyde, almeno il desiderio inconfessato di poter fare di nascosto cio’ che di fronte alla societa’ devono condannare? Si’ perche poi, chi viene “beccato”, ha sempre una scusa da addurre, un alibi, una giustificazione.
Chi e’ stato sorpreso con le mani ancora imbrattate di marmellata, fino al giorno prima e’ stato, in molti casi, una persona irreprensibile, insospettabile.
Che schifo! Se dico che quel branco di uomini ha solo fatto cio’ che e’ rappresentativo di una pulsione “insana” causata dall’ormone maschile vengo accusata di generalizzazione? Ecchissenefrega!
Di uomini ne ho incontrati molti e so benissimo come si comportano nella loro duplice natura, per cui mi possono accusare di cio’ che vogliono. A me certe cose che hanno a che fare con la violenza legata al sesso danno il voltastomaco. E quando riguardano i minori allora perdo il lume della ragione e vorrei fare una strage…

Uffa, non voglio arrabbiarmi. Oggi la giornata deve essere chiara. Sotto tutti i punti di vista. Passo ad un’ALTRA NOTIZIA

Ah, ecco qualcosa che sicuramente fara’ godere coloro che nella vita sono costretti a pagare per masturbarsi con qualcosa che non sia la loro mano: i cosiddetti puttanieri per bisogno. Che poi sono in pratica il 99% degli appartenenti a questa bizzarra categoria anche se tutti dichiarano di non esserlo.
Si’ si’, certo, anche qui giustificazioni a piu’ non posso. Ognuno si costruisce il proprio angolo fatto di alibi per giustificare a se stesso la sua dipendenza.
In vita mia ne ho sentite di tutti i colori che se le dovessi raccontarle non basterebbero tre tomi belli pesanti: dal puttaniere occasionale (e lo dichiara a TUTTE quelle con cui va), a quello con la moglie strafiga e superporca (ma non si capisce perche’ chi e’ abituato a bere Chateau Petrus debba ripiegare sul Tavernello), a quello che dice che “geneticamente” l’uomo e’ portato ad “inseminare” quante piu’ donne possibili e che la sola moglie o compagna non puo’ bastargli (e cosi’ e’ dedito ad “inseminare” un po’ di preservativi in giro, ma e’ contrario al fatto che la moglie possa farsi “inseminare” dall’istruttore di palestra). In pratica una bella banda di onanisti, fisici e mentali.
Che bella rivincita quindi, per questo “puttaniere D.O.C.”, leggere (finalmente) di una meretrice costretta a pagare le tasse. Eccheccavolo! Quella troia si e’ fatta sei case e due auto con i suoi sudati soldini…
Beh a volte non tanto sudati… a volte (diciamolo sottovoce) “sottratti”, ma sicuramente anche per questo suo gesto ha bella e pronta una giustificazione.
Comunque che dire di questa decisione di far pagare le tasse ad una meretrice in una situazione di vuoto legislativo e di regole chiare? Non so, non ho le idee precise. Credo che sia una decisione sbagliata, ma certamente lo dico perche’ sono “di parte”. Pero’ rifletto: e’ da considerarsi reddito solo il contante oppure anche un regalo come (che so) un gioiello, un’auto, un appartamento e’ da considerarsi tale?. Perche’ se cosi’ fosse allora mi attenderei un po’ di verifiche tributarie anche nei confronti di alcune “starlette” dello spettacolo ed amichette di politici e personaggi famosi vari.

Altre notizie di poco conto: il delitto di Perugia, che ha preso ormai il posto di tutti gli altri fatti di cronaca nera di cui nessuno ricorda piu’ niente (le vicende ormai vengono “macinate” ad una velocita’ tale che se non si fa in tempo a fare una strage d’innocenti e ad andare in televisione dal Brunetto nazionalpopolare prima che qualcun altro mangi arrosto la sua famiglia, si perde l’occasione di diventare papabili per l’Isola dei famosi), lo scandalo RAI-Mediaset (preludio dell’ “inciucio veltrusconiano”), la pornoprofessoressa (roba buona per l’immondezzaio).

Direi che per oggi e’ tutto, Anzi no, voglio scrivere un post.

Mi ricordo una luce

21 novembre 2007
Scriveva post interessanti, era arguta, riflessiva, giustamente polemica. Non disdegnava la contesa dialettica, le sue provocazioni erano brillanti ed il fatto che avesse sempre un po’ di gente contro non poteva far altro che farmela apparire simpatica.

Oggi la vedo offuscata. Poche parole, cazzeggiamenti, scherzi da allegra combriccola con personaggi ambigui. Non pare piu’ neppure lei… anzi, spero che non sia piu’ lei e che qualche buontempone le abbia clonato il nickname, altrimenti… 😦

Lo avevo detto: il poster di una donna nuda in un hammam per soli uomini che si masturbano, a lungo andare, con il vapore, si sgretola, si disfa, diventa poltiglia.

Cosa non si fa per farsi accettare.