L’ultima Regina – بلقيس: ملكة الجزيرة وماحولها

Nei testi biblici non viene mai nominata se non come la Regina di Saba, ma per gli etiopi e’ Makeda e per gli arabi e’ Bilqis (o Balqis). Josephus Flavius, storico ebreo vissuto nel primo secolo dopo Cristo, le da’ il nome di Nikaule o Nicaula, supponendo che ci fosse una connessione con la regina Nitocri descritta da Erodoto.

Secondo le tradizioni arabe Bilqis nasce dal matrimonio del re Hadhad con la figlia del re degli Jinn, esseri dotati di poteri sovrannaturali uno dei quali troviamo imprigionato in una lampada nei racconti delle Mille e una Notte. La leggenda racconta che Hadhad un giorno fosse a caccia, quando noto’ una gazzella inseguita da un lupo. Impietosito, spavento’ la belva, e la gazzella pote’ fuggire. Quindi la insegui’. Quando la raggiunse si trovo’ di fronte ad una meravigliosa e incantevole citta’: edifici sorprendenti, cammelli, cavalli, palmeti, giardini, campi seminati. Un uomo gli ando’ incontro, e gli rivelo’ che si trovava a Marib, e la persona che aveva di fronte ne era il re. Re della stirpe degli Jinn. Mentre parlavano passo’ loro accanto una bellissima ragazza. Hadhad ne rimase stregato. Il re degli jinn gli disse che era sua figlia e che, se voleva, poteva averla in moglie, poiche’ lei era la gazzella a cui lui aveva salvato la vita. E cosi’ accadde: il matrimonio fu celebrato. La regina di Saba fu il frutto di questa unione mitologica.

Di lei non si hanno informazioni chiare. C’e’ chi dice che il suo antico regno si trovasse dove oggi e’ l’attuale Yemen. Recentemente, alcuni studiosi arabi hanno ipotizzato che il regno Sabeo non si trovasse in Yemen ma nel nord ovest dell’Arabia Saudita, in una colonia commerciale fondata dai regni arabi del sud. Gli scavi archeologici hanno confermato l’esistenza di queste colonie, che possedevano le stesse caratteristiche della madrepatria, ma ancora non e’ stato scoperto nulla di certo. C’e’ anche chi ritiene che il regno di Saba si trovasse in Etiopia. La famiglia imperiale etiope sostiene di discendere direttamente dall’incontro amoroso tra Re Salomone e la Regina di Saba chiamata Makeda dalla tradizione africana.

Il regno di Bilqis era conosciuto per la sua fertilita’, non solo della terra la cui prosperita’ era garantita da un avanzato sistema d’ingegneria che da piu’ di mille anni contribuiva a trasformare il deserto in una terra verde pena di orti e di giardini, ma anche delle donne che erano rinomate per essere delle madri in grado di mettere al mondo molti figli.

Le fonti piu’ antiche dalle quali traspare la sua presenza risalgono alla Bibbia e al Corano e sono legate alla sua visita nel regno di Salomone, sovrano di Gerusalemme, avvenuta nel 930 a.C. circa. La sua storia e’ raccontata nel primo libro dei Re e nel secondo libro delle Cronache della Bibbia, ma anche nel secondo libro del Corano e nella storia etiope, ed esiste anche una versione persiana. Balqis e’ la figura di congiunzione di tutte quelle culture che nel corso dei millenni si sono succedute nell’area medio orientale ed il suo incontro con Re Salomone rappresenta il punto di svolta nella storia dell’Umanita’.

Secondo la Bibbia, l’anonima regina della terra di Saba venne a conoscenza della grande saggezza del re d’Israele. Si mise in viaggio verso la sua terra portando con se’ spezie, oro e pietre preziose: “La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne per metterlo alla prova con enigmi”… ” Essa diede al re centoventi talenti d’oro, aromi in gran quantita’ e pietre preziose. Non arrivarono mai tanti aromi quanti ne porto’ la regina di Saba a Salomone. Inoltre, la flotta di Chiram, che caricava oro in Ofir, porto’ da Ofir legname di sandalo in gran quantita’ e pietre preziose”.

La regina fu talmente colpita dalla saggezza e dalla ricchezza di Salomone che pronuncio’ una preghiera al suo Dio. Salomone la ricambio’ con molti doni e con qualsiasi cosa desiderasse: “Il re Salomone diede alla regina di Saba quanto essa desiderava e aveva domandato, oltre quanto le aveva dato con mano regale. Quindi essa torno’ nel suo paese con i suoi servi”.

Leggende ebraiche sostengono che il regalo che promette Salomone (qualsiasi cosa desiderava) sia concretamente un rapporto sessuale. Cio’ viene sostenuto esaminando gli enigmi che la regina propone al re per testare la sua saggezza, fra i quali uno in cui viene chiesto che cosa siano sette che escono e nove che entrano, due che danno da bere e uno che beve, al quale, senza esitare, Salomone risponde che si tratta dei sette giorni della separazione, ovvero l’isolamento della donna nel periodo mestruale, i nove mesi della gravidanza, i due seni che allattano e il piccolo che si nutre dalla madre.

Neanche il Corano menziona il nome della Regina di Saba, malgrado alcune fonti arabe la chiamino Bilqis. La storia e’ simile a quella della Bibbia. Cambia il punto di partenza: e’ Salomone che viene a conoscenza del regno di Saba. Dopo aver minacciato una guerra a quel regno perche’ colpevole di “adorare il Sole invece di Allah”, il re d’Israele riceve la regina di Saba che si converte al Dio degli ebrei: “Salomone le chiese “Riconosci in questo trono il tuo?” e lei rispose “Mi sembra che lo sia! Noi avevamo la conoscenza di Dio e credevamo in Lui, ma Satana ci ha sviati dal Retto sentiero trasformandoci in un popolo di miscredenti”.

La storia epica etiope dei re, il Kebra Negast, contiene la storia di Makeda e dei suoi discendenti. Salomone, colpito dalla sua bellezza, volle farne la sua sposa e riuscira’ solo con l’inganno ad unirsi a lei. Secondo l’antico libro africano Salomone fece preparare cibi piccanti per il banchetto, senza pero’ portare bevande. Egli quindi s’impegno’ a rispettare la verginita’ della regina, a condizione che ella non prendesse nulla dal palazzo reale. In piena notte Makeda, assetata, entro’ nella camera del re per bere dell’acqua fresca e dissetarsi, ma fu sorpresa da Salomone, che le rammento’ il patto, ed ella non pote’ far altro che concedersi. Dalla loro relazione nascera’ Menelik, primo imperatore d’Etiopia, colui che ritornera’ in patria con l’arca della Santa alleanza.

La regina di Saba riappare nel Vangelo: Gesu’ afferma che lei e gli abitanti di Ninive il giorno del Giudizio Universale sorgeranno per condannare gli ebrei che lo hanno rifiutato, “perche’ essa venne dalle estremita’ della terra per ascoltare la sapienza di Salomone”.

Nel Cantico dei Cantici si trovano alcuni riferimenti che sono stati interpretati come prova dell’amore tra Salomone e la Regina di Saba, che in un versetto dice “Bruna sono ma bella” .

Erede dell’originaria Dea Madre e’ stata l’ultima esponente di quella societa’ matriarcale esistita per millenni prima dell’avvento del potere maschile. Da allora il mondo non e’ stato piu’ lo stesso.

“Venti dei Jinn del Re Salomone furono inviati, imbottigliati e sigillati, alla Regina Balqis perche’ costruissero per lei il piu’ alto palazzo del mondo” (Le Mille e Una Notte)

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5 Risposte to “L’ultima Regina – بلقيس: ملكة الجزيرة وماحولها”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    è molto bello che una grande regina dei nostri tempi come te ricordi una regina dei tempi che furono.

    Quando ho letto questo racconto ho provato ad immaginarti nelle vesti della regina di Saba. Sono sicuro che, come avresti vinto il prode Achille, con Salomone avresti (con le tue arti maliziose) inventato qualche indovinello tranello (altro che bere nella notte) con il quale lo avresti sottomesso alle tue volontà.

    Quanto alla società matriarcale ho letto che ci sono tante opinioni al riguardo. Sembra che nella preistoria la preminenza della donna fosse dovuta ad alcuni fattori.

    In primo luogo al fatto che la donna facesse i figli. Per lungo tempo gli uomini non conoscevano le cause biologiche della nascita dei figli, perchè si accoppiavano per puro istinto naturale come fanno gli animali senza chiedersi il perchè lo facessoro. Agli occhi del gruppo la donna garantiva la soppravvivenza del genere e sembrava dotata di un potere (dare la vita) quasi divino.

    In secondo luogo la divisione del lavoro fra donne raccoglitrici e uomini cacciatori faceva sì che la donna garantisse al gruppo molto più cibo: poichè a quel tempo non esistevano archi e frecce o qualsiasi strumento tecologico, la conseguenza era che la caccia produceva sempre meno cibo di quello procurato dalle donne.
    A quel tempo la guerra non poteva esistere, non tanto perchè la società era governata dalle donne, ma per motivi logistici. La Terra era poco popolata da piccoli gruppi nomadi che avevano poche probabilità di incontrarsi. Anche in caso di incontro uno scontro non aveva senso perchè quei popoli non avevano ricchezze: l’unica cosa di valore era il cibo, che però veniva consumato di giorno in giorno e pertanto non poteva essere rubato.

    La cosa paradossale è che a provocare la fine della società matriarcale è stata un’invenzione delle donne: l’agricoltura.
    Da quel momento il genere umano ha smesso di essere nomade è divenuto stanziale ed ha cominciato a costruire le città. Queste città spesso sono divenute molto ricche scatenando l’invidia dei “comunisti” del tempo che hanno iniziato le guerre per la redistribuzione delle ricchezze. Comunque questa è un’altra storia su cui esistono, ancora oggi, tesi molto contrastanti.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  2. Mr Mandelbrot Says:

    ciao Chiara, benritrovata.
    Vedo con piacere che ti appassioni alla storia della Donna, ricercando le tracce del suo tocco nel mondo antico. E’ davvero un tema interessante.

  3. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Mr Mandelbrot ha detto…
    ciao Chiara, benritrovata.
    Vedo con piacere che ti appassioni alla storia della Donna, ricercando le tracce del suo tocco nel mondo antico. E’ davvero un tema interessante

    Grazie. Si’, da sempre sono appassionata a questo tema. Purtroppo la Storia e’stata scritta dagli Uomini e non sempre la donna e’ stata tenuta nella giusta considerazione.

    Basta vedere il modo sbrigativo in cui sono state liquidate le Amazzoni nelle varie saghe epiche, e come alla regina di Saba non sia stato attribuito un nome, almeno nel primo documento in cui appare, cioe’ nella Bibbia.

    Difficile ricavare materiale su questi personaggi mitici che vengono considerati in “contrapposizione” con l’idea maschilista. Pare che abbiano voluto eliminare ogni traccia della loro esistenza.

  4. Mr Mandelbrot Says:

    Boh, probabilmente nessuna donna ama l’idea di entrare a far parte della storia, perchè poi le risulterebbe difficile togliersi gli anni 🙂

  5. Chiara di Notte (Klára) Says:

    perchè poi le risulterebbe difficile togliersi gli anni 🙂

    Questa e’ proprio carina 🙂

I commenti sono chiusi.


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