Questione di Marketting


Non vado piu’ tanto spesso a leggere nei vari immondezzai. Ci entro solo sporadicamente, quando mi vengono segnalati dei post ridicoli perche’ ho scoperto che certi ambienti non sono adatti a me. Mi confondono… Mi turbano.

Troppe sono le “perle di saggezza” che vi vengono scritte, troppi sono i “luminari” che devolvono il loro “sapere”, troppi i premi nobel mancati che meriterebbero molto di piu’ dalla vita che non starsene tutto il giorno appiccicati con gli occhi su uno schermo a leggere delle avventure sessuali (quasi sempre inventate) altrui affibbiando “voti” alle varie “prestazioni”.

In quei luoghi pieni di “belle persone che si stimano e che si rispettano”, le quali fra una cena e l’altra in cui ciascuno s’improvvisa paparazzo per divertirsi poi a diffondere le foto sul web, si continua a discutere di prostitute e come condensato finale dell’annosa ricerca sui perche’ e sui percome certe donne “mutino” in quella nuova “specie”, che da una parte viene demonizzata mentre dall’altra viene bramata, pare che siano arrivati alla seguente conclusione:

– Le prostitute sono donne vittime del bisogno, delle incapaci che devono esercitare perche’ la vita non da’ loro altre possibilita’ se non quella di vendere il proprio corpo (a differenza di chi invece si vende il culo della propria dignita’ ma non lo fa tramite il sesso e quindi e’ considerata una brava persona – ndr) oppure hanno vizi costosi e non sanno rinunciare a nulla. Ergo: dovrebbero andare a “pulire i cessi” (leggi: ci ciucciano troppi soldi queste stronze).

– Le prostitute sono donne immature che devono essere redente ed aiutate ad uscire dal loro stato di abbrutimento morale che non permette loro di avere una vita sentimentale accettabile e serena (leggi: non la danno via gratis queste stronze).

Troppo colti, troppo elucubrati, troppo innovativi… Sono fuori dalla mia portata. Io sono una semplice contadinotta magiara, sono stolta, poco intelligente, ingenua. Non ho la capacita’ cerebrale per comprendere queste arzigogolate discussioni, pero’ ogni tanto leggo qualcosa che mi fa riflettere. Beh, “riflettere” e’ una parola grossa per una che ha esercitato il mestiere . I neuroni me li sono “bruciati” a causa dei “finti orgasmi” che ho dovuto sostenere, dagli ettolitri di “grasso” che (secondo Illustre) mi hanno rovesciato addosso i clienti pancioni sporchi e con l’alitosi, dalle “angherie” che ho dovuto subire da parte di chi mi ha usata.

So perfettamente che la mia non puo’ essere una vera e propria riflessione. Una prostituta (e quindi anche un’ex-prostituta) non puo’ riflettere. Soprattutto perche’ e’ donna, e si sa la donna sa fare bene solo due o tre cose fra le quali pulire i cessi.

Leggo e copio incollo questo concetto innovativo prodotto da una delle menti piu’ eccellenti che attualmente scrivono nei forum immondezzai (A parte il professor Docu, ma lui e’ un fuoriclasse):

“Puttana Eva o Adamo puttaniere? Ovvero il fatto che ci siano uomini disposti a pagare spinge le donne a venderla o al contrario il fatto che ci siano donne disposte a venderla spinge gli uomini a comprare?”

Come ho detto sono arretrata cerebralmente, quindi non riesco a carpire il sottile e recondito significato di questa evoluzione della popolare domanda sull’uovo e sulla gallina. Mi trovo ad un certo punto intorcolata con il ragionamento e non riesco piu’ ad andare avanti.

Allora, provo a “riflettere” insieme a voi…

Sembrerebbe che gli uomini, prima che esistessero le prostitute, fossero ignari del fatto che, oltre a masturbarsi davanti alle foto delle porno dive, potessero “anche” passare alla posizione del Kamasutra numero due, cioe’ quella che volgarmente viene chiamata “scopare”.

Ad un certo punto e’ arrivata una tipa (chiamiamola Eva) che ha detto “senti un po’ carino, invece di stirarti le camicie come le vuoi tu (cioe’ come te le stirava la mamma), prepararti la cenetta come la vuoi tu (cioe’ come te la preparava la mamma), pulirti il cesso (a questo punto dico io, come lo puliva tua mamma), perche’ tu sei tutto il giorno al lavoro, anzi no (come dici tu) “a farti il culo” per trovare i soldi che permettano a me (lo dici spesso quando litighiamo) di campare alle tue spalle senza fare niente e che permettano a te (ma questo non lo dici mai) di andare alla ricerca di qualcuna da pagare che faccia a letto piu’ o meno cio’ che faccio io (cioe’ quello con me fai controvoglia e quindi non riesco piu’ ad eccitarmi mentre con lei lo faresti… Come scrivi nei forum? “intrigato”?), figura femminile che cerchi ma che non trovi perche’ ancora non esiste… Ecco, ho avuto la splendida idea di risolvere sia i problemi finanziari, sia la realizzazione del tuo desiderio: ho deciso di fare la prostituta. Contento? Da oggi puoi puoi chiamarmi “puttana Eva” e fanno 500 euro all’ora, grazie!”

La nascita di questa figura emblematica avrebbe spinto quindi tutti gli uomini ben nutriti e con le camice ben stirate a ritirare i loro risparmi, quelli sudati “facendosi il culo” tutto il giorno, ed a “sputtanarli” letteralmente. Cosa che non avrebbero mai fatto se Eva non avesse avuto l’idea d’inventarsi la professione piu’ furba del mondo, cioe’ farsi pagare cio’ che in precedenza concedeva gratis. La prostituzione sarebbe nata quindi come consumo “indotto” dalla presenza sul mercato del nuovo prodotto. Che marketting!!!

Poi leggo:

“Gli uomini pagano e di conseguenza le donne vendono. Se le donne pagassero… io venderei (ma le dovrei trovare con il bastone bianco ed un cane guida che le accompagna).”

Cio’ significa che la figura del “puttano” e’ da sempre presente, ma nonostante questo le donne non se ne sono mai accorte e non provano alcuno stimolo all’acquisto? Perche’? Marketting sbagliato?

Poveri “puttani”, sono solo “vittime” dei loro bisogni. Degli incapaci oppure hanno vizi costosi e non sanno rinunciare a nulla. Oppure sono degli immaturi che devono essere aiutati ad uscire dal loro abbrutimento morale che non permette loro una vita sentimentale “degna”.

Oppure dovrebbero andare a pulire i cessi!

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14 Risposte to “Questione di Marketting”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Gli uomini pagano e di conseguenza le donne vendono. Se le donne pagassero… io venderei (ma le dovrei trovare con il bastone bianco ed un cane guida che le accompagna).”
    Cio’ significa che la figura del “puttano” e’ da sempre presente, ma nonostante questo le donne non se ne sono mai accorte e non provano alcuno stimolo all’acquisto? Perche’? Marketting sbagliato?”

    Alcuni giorni fa leggevo sul blog di Alexia una interessante discussione tra te e lei sui clienti dei gigolò. Secondo la vostra esperienza il 90% dei clienti dei gigolò sono omosessuali.

    Mi è capitato raramente di conoscere dei gigolò, ma per quel poco che ho visto ritengo che quanto affermato da te e Alexia sia sbagliato.

    In un post precedente mi hai chiesto se sia meglio un militare o un gigolò. Ebbene il primo gigolò che ho conosciuto (quando ero militare) era un sergente maggiore. Ricordo che per lo più frequentava ricche signore tra i 40 e i cinquanta anni. Di certo lui non era mai stato con un uomo.

    Ti ho raccontato questo episodio per mettere in evidenza che i “puttani” esistono e che alcune donne pagano per avere degli uomini belli e giovani.

    Anche se è un fenomeno molto minore rispetto alla prostituzione, una mia amica sui 50 anni mi ha confidato che non è poi così raro (donne che pagano i gigolò). Naturalmente è un fenomeno completamente diverso dalla prostituzione, perchè una donna non si accontenta solo del sesso come un uomo, ma vuole che il ragazzo ingaggiato la faccia sentire importante, bella e intelligente.
    Questa mia amica mi ha confidato che per un uomo è difficilissimo fare questo lavoro se non capisce bene la psicologia femminile.

    Per concludere, come puttaniere ritengo che chi scrive sull’immondezzaio sia in realtà un falso puttaniere, che infanga ingiustamente la nostra onorevole categoria. Chi frequenta veramente le escort non direbbe mai che sono persone immature, ma donne meravigliose da ammirare.
    In fondo in Italia ci sono milioni di puttanieri mentre chi scrive sull’immondezzaio sono i soliti quattro multi nick: la cosa migliore è ingnorarli completamente (lasciamoli bollire nel loro brodo).

    Tanti saluti dal tuo Davide

  2. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Secondo la vostra esperienza il 90% dei clienti dei gigolò sono omosessuali.

    Errato. Secondo la mia esperienza i gigolo NON sono generalmente omosessuali, anzi sono amanti della bellezza femminile come tutti gli uomini… Pero’ la loro clientela e’ composta maggiormente da omosessuali maschi.

    una mia amica sui 50 anni mi ha confidato che non è poi così raro (donne che pagano i gigolò).

    Forse non e’ rarissimo (pero’ e’ raro) fra le cinquantenni che nella vita non hanno mai destato interesse negli uomini, ma ti assicuro che io ne conosco pochissime di donne che abbiano pagato per fare sesso. Le poche che conosco l’hanno fatto una volta sola e solo per “provare” a capire cio’ che poteva provare un uomo quando paga una donna e quasi mai alla fine hanno voluto scopare.

    Altra cosa e’ invece il FENOMENO maschile come fruitore di un servizio di prostituzione femminile COSTANTE, quasi abitudinale. E’ un fenomeno che esiste ed e’ visibile.

    E non si parla solo di cinquantenni bruttini. Pagano anche i ragazzi giovani e fisicamente a posto.

    perchè una donna non si accontenta solo del sesso come un uomo, ma vuole che il ragazzo ingaggiato la faccia sentire importante, bella e intelligente

    E per avere un ragazzo che mi faccia sentire bella ed intelligente secondo te dovrei pagarlo? :-)))
    Guarda Davide se una donna carina VUOLE ci riesce benissimo a sentirsi importante, bella e intelligente anche FACENDOSI PAGARE :-))

    Non hai idea di cosa dicono gli uomini durante la cena che precede il sesso :-))) Molti si trasformano in dei ridicoli Cirano De Bergerac e tirano fuori tutto un repertorio di luoghi comuni che ci sarebbe da scriverci un libro 🙂

    D’altrone ho conosciuto anche dei gigolo’ e ti assicuro che loro (proprio loro a differenza invece di donne escort) erano degli ignoranti patentati… meglio lasciar perdere… meglio un millino in saccoccia “donato” dal pancione di turno, magari professore all’Universita’, piuttosto che doversi sorbire una cena con un “Totti” che sa parlare solo di automobili, orologi e di quanto (lui) e’ figo.

    Li ho conosciuti… Sai l’ambiente e’ piccolo. Ce ne sono stati un paio che volevano fare con me a “scambio merce” ahahahah!

    Ti rendi conto? Scambio merce :-)))

    Questi volevano permutare la loro Skoda in cambio di una BMW…

    Cio’ dimostra ancora di piu’ che anche loro (essendo uomini) rinuncerebbero al rate pur di scopare con una che gli piace.

    Una vera escort non lo farebbe mai fintanto e’ in attivita’…

    Per quanto riguarda l’immondezzaio cio’mi e’ servito solo per esprimere un concetto, e cioe’ che il puttaniere “arrabbiato” in realta’ parla solo perche’ invidioso. E’ un drogato che maledice lo spacciatore… e se ne rende conto per questo e’ anche ipocrita.

  3. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Le poche che conosco l’hanno fatto una volta sola e solo per “provare” a capire cio’ che poteva provare un uomo quando paga una donna e quasi mai alla fine hanno voluto scopare.”

    Probabilmente hai ragione tu, ma io ho sentito dire che il fenomeno dei gigolò non è così raro e chi lo fa non è vero che lo fa solo una volta.

    Tempo fa sui giornali del Trentino tenne banco una vicenda relativa ad un gigolò.

    Una ricca e bella signora roveretana, probabilmente con il consenso tacito del marito, aveva assunto un giovane campano come gigolo. Dopo una paio di anni che stavano assieme lei decise di rompere il rapporto. La cosa fini suoi giornali perchè lui fece causa alla signora dicendo di aver diritto a qualche miliardo (o giù di lì, non ricordo bene la cifra esatta) a titolo di liquidazione (una sorta di buona uscita).

    Naturalmente il tribunale non riconabbe un bel niente al cialtrone in questione.

    Ti ho detto quanto sopra perchè questo è un caso di gigolò venuto alla luce a causa della stravagante richiesta del medesimo: quanti sono quelli di cui non si sa niente?

    “E per avere un ragazzo che mi faccia sentire bella ed intelligente secondo te dovrei pagarlo? :-)))”

    Tu no perchè sei bella e giovane, ma una donna bruttina fra i cinquanta e i sessanta anni sì.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  4. Chiara di Notte (Klára) Says:

    io ho sentito dire che il fenomeno dei gigolò non è così raro e chi lo fa non è vero che lo fa solo una volta.

    Tempo fa sui giornali del Trentino tenne banco una vicenda relativa ad un gigolò.

    Una ricca e bella signora roveretana…

    Tu citi un caso che per la sua UNICITA’ e’ stato persino riportato sul giornale e vuoi dimostrare che il fenomeno e’ “degno di nota”?

    Ma lo sai quanti puttanieri “agiscono” ad ogni ora del giorno?

    Quello e’ “fenomeno prostituzione” non una spaurita signora che si fa scopare da un gigolo’… suvvia.

    Fidati, se i gigolo’ non avessero clienti gay morirebbero realmente di fame 🙂

  5. illustre1966 Says:

    @chiara: guarda che se mi fai incazzare mi metto a fare il gigolò davvero!!! ;-)))

  6. A-Woman A-Man Says:

    > Da oggi puoi puoi chiamarmi “puttana Eva” e fanno 500 euro all’ora, grazie!

    ahahah
    🙂

  7. Chiara di Notte (Klára) Says:

    illustre1966 ha detto…
    @chiara: guarda che se mi fai incazzare mi metto a fare il gigolò davvero!!! ;-)))

    Non hai la stoffa… :-))

  8. Mr Mandelbrot Says:

    a mio avviso non sorprende poi tanto che la domanda di prostituzione riguardi principalmente gli uomini.
    La libido maschile è indissolubilmente legata al possesso, al potere esercitato sul corpo della donna (o dell’uomo) all’ebbrezza che viene dall’entrare nella bellezza, dal sentimento di onnipotenza (risibile da vari punti di vista) che si ha quando la lancia di longino penetra il segreto della vita (ti disgusto?). Il denaro è una oggettivazione del potere, viene usato al posto della forza del proprio corpo o della propria mente, al posto della bellezza e dell’amore.
    La meccanica della libido femminile è decisamente diversa, e sarebbe interessante sapere la tua opinione al riguardo, Chiara.
    Per quanto riguarda la prostituzione, la mia superficiale impressione (ma è solo un pregiudizio, un de relatu, nel senso che non mi son mai fatto “a walk on the wild side”) è che le donne che si prostituiscono finiscono spesso per disprezzare i propri clienti. Mi spieghi un po’?

  9. Chiara di Notte (Klára) Says:

    La libido maschile è indissolubilmente legata al possesso, al potere esercitato sul corpo della donna (o dell’uomo) all’ebbrezza che viene dall’entrare nella bellezza, dal sentimento di onnipotenza (risibile da vari punti di vista) che si ha quando la lancia di longino penetra il segreto della vita (ti disgusto?)

    La libido maschile (lo dimostrano le tue parole) e’ legata alla violenza. Ecco io direi che d’ora in poi, dato che vi divertite cosi’ tanto, potreste farlo tra voi 🙂
    E quando vi sarete annoiati di farlo tra voi ne riparliamo e contrattiamo 🙂

    Il denaro è una oggettivazione del potere, viene usato al posto della forza del proprio corpo o della propria mente, al posto della bellezza e dell’amore.

    Ecco un buon modo di contrattare 🙂

    La meccanica della libido femminile è decisamente diversa, e sarebbe interessante sapere la tua opinione al riguardo, Chiara.

    La mia opinione al riguardo, se sei arguto e non pigro da aver letto il mio blog, non e’ certo un mistero 🙂
    Il sesso fra un uomo e’ una donna e’ quasi sempre un rapporto di “dimostrazione di virilita” da una parte e di accondiscendenza dall’altra. Ho detto QUASI SEMPRE perche e’ ovvio che esistono le eccezioni.
    Ad una donna non piace infilare nessuno. Puo’ pero’ gradire essere infilata. Ti ricordo che le donne per secoli sono state considerate degli oggetti solo per il piacere e la procreazione. Neanche l’orgasmo dovevano avere. Oggi si cerca invece di tenere in considerazione i loro desideri? Ok, mi sta bene ma almeno imparate ad infilare 🙂
    Purtroppo il fatto e’ che molti uomini non riescono ad infilare senza far del male (e non dico solo in senso fisico).
    Loro credono che la LORO LIBIDO sia piu’ importante di quella della partner. Tiene poco in considerazione l’altra persona.
    in pratica “non lubrificano” a dovere…
    Le donne come me (dato che chiedi la mia opinione) amano che l’uomo lubrifichi nel modo giusto oppure va ad infilare la lancia di Longinus da un’altra parte 🙂
    Il modo giusto vuoi sapere qual’e’? Ne esistono di diversi tipi, ma i due principali (per me)sono una buona lubrificazione del cervello, in modo da essere infilata nell’aspetto intellettuale che mi interessa tantissimo ed una buona lubrificazione che stimoli la mia vanita’ ed il sapere che l’uomo per me e’ disposto a fare cio’ che per altre non farebbe 🙂
    Indovina quale! :-)))
    Poi c’e’ la chimica che lubrifica tutto (quando avviene un certo tipo di fenomeno), ma qui non mi pare che stiamo parlando di quella 🙂

  10. Mr Mandelbrot Says:

    *La libido maschile (lo dimostrano le tue parole) e’ legata alla violenza.*

    None, ti correggo: la libido maschile è legata alla volontà di potenza. E, se devo dirla tutta, io credo lo sia anche quella femminile. Io non sono Tiresia… ma nemmeno tu 🙂 altrimenti avremmo ben poco da dirci. Che poi questa volontà di potenza si esprima in modo spesso corrotto e violento ciò dipende dal fatto che quella stessa volontà è compromessa da limiti di vario tipo (soggettivi e oggettivi), che sono poi quelli che distinguono l’uomo dalla donna, il loro ruolo sociale, la loro forza fisica etc. Ma il principio a mio avviso è lo stesso e l’atto erotico veramente completo lo dimostra, negando la distanza dell’io e riconducendo all’unità primitiva le due parti di mela ricongiunte.

    *Ti ricordo che le donne per secoli sono state considerate degli oggetti solo per il piacere e la procreazione. Neanche l’orgasmo dovevano avere.*
    Ma chi ti ha raccontato ste fregnacce? Informati meglio. La storia del rapporto “di forza” tra uomo e donna è assai meno banale di quanto pensi.

    Non rispondo invece alla restante parte del tuo post perchè, visto che sono ancora in ufficio, non voglio correre il rischio di eccitarmi. 😀

    mmm, solo una cosa: quando dici “indovina quale!” a cosa ti riferisci?

  11. Chiara di Notte (Klára) Says:

    None, ti correggo: la libido maschile è legata alla volontà di potenza. E, se devo dirla tutta, io credo lo sia anche quella femminile. Io non sono Tiresia… ma nemmeno tu 🙂 altrimenti avremmo ben poco da dirci.

    Che c’entra scusa? Cioe’ se non fosse legata alla volonta di potenza (che per me cambiano i termini ma il concetto e’ praticamente lo stesso di violenza) non avremmo niente da dirci inquesto blog?

    Perche’? Questo blog e’ forse LIBIDINOSO? 🙂

    A parte che tu ritieni “volonta’ di potenza” la mia quando in realta’ non puo’ essere tale. La potenza si manifesta con azione attiva e non passiva. Ed io qui agisco “passivamente”. Mi chiudo nella mia torre d’avorio e mi affaccio alla finestra. Mentre mi pare che i miei interlocutori siano molto attivi e dimostrino la loro “volonta’ di potenza” (sia facendo la ruota sia usando metodi piu’ machi) cercando di scardinare cio’ che (e qui riguarda riguarda la libido femminile) puo’ essere si’ scardinato, violato, infilato, ma solo da chi ha saputo dimostrare di avere il lubrificante adatto o, come dico io, la chiave.

    Una donna non puo’ darsi a tutti indistintamente (a parte che per soldi ma questo e’ un altro discorso :-))) ed anche per soldi ha i suoi limiti).

    Mentre un uomo infilerebbe cento donne sparando nel mucchio, sperando di beccarne una, la donna tende all’eccellenza e mira accuratamente.
    Guarda che quando dico “donna” parlo di me;non vivo nella testa delle altre. Ma quando parlo di uomini parlo a ragion veduta di coloro che ho conosciuto e con i quali ho relazionato durante la mia vita dissennata :-))

    Ma chi ti ha raccontato ste fregnacce?

    Mia nonna. Dici che mentisse? Che volesse ingannarmi raccontandomi fregnacce? :-)))

    Vedi, ciscuno/a di noi ha le proprie esperienze ed il proprio background. Il mio e’ quello che puoi evincere dalla lettura del mio diario. Se per me tutto si svolge in modo coerente, se non ho problemi ne’ di rimorsi ne’ di rimpianti, se ho avuto modo di VERIFICARE la validita’ di determinate tesi rispetto ad altre oppure se ho semplicemente MANIPOLATO la realta’ a mio uso e consumo ma cio’ mi fa stare bene, non vedo il motivo per modificare la mia visione delle cose. Quale persona assennata lo farebbe?

    Se tu la pensi diversamente, se tuo nonno ti ha raccontato cose diverse e che nella tua famiglia (non conosco la tua famiglia faccio solo un’ipotesi) ogni componente maschio ha sempre fatto godere di orgasmi intensissimi le donne e a te questo va bene e collima con le tue esperienze di vita, vuol dire che tuo nonno non ha mai incontrato mia nonna :-)))

    Comunque sembra che tu sia un “teorico” del rapporto di forza fra uomo e donna e che tu la sappia lunga… E’ assai meno banale di quanto pensi, dici?
    E quale sarebbe la tua verita’ “meno banale” e non fregnaccia? La possiamo conoscere oppure e’ un segreto di famiglia? ;-)))

    Io credo che ogni tanto si dovrebbe prendere in considerazione anche cio’ che esiste “on the other side of the Moon”. E questo e’ l’errore che certi uomini fanno: credono che tutto si basi su un “rapporto di forza” ed usano tutti i mezzi per scardinare qualcosa che si aprirebbe senza alcun bisogno di violenza se solo avessero meno impulso distruttivo. Se possedessero la chiave che pero’ e’ posseduta solo da pochi.

    Non rispondo invece alla restante parte del tuo post perchè, visto che sono ancora in ufficio, non voglio correre il rischio di eccitarmi. 😀
    mmm, solo una cosa: quando dici “indovina quale!” a cosa ti riferisci?

    Se ti sei eccitato allora a questo punto puoi anche rilsassarti: mi riferivo ai soldi :-)))

  12. Mr Mandelbrot Says:

    Perdonami, adesso mi spiego. La volontà di potenza è un concetto filosofico che fu definito da un filosofo tedesco un po’matto che ho letto quando avevo 18 anni e che, come accade spesso con le letture che si fanno a 18 anni, ha impresso una fortissima traccia sulla mia mente. Egli definì meglio di chiunque altro quello “spirito di gravità” di cui parlavo in relazione al capitalismo. Non divago, mi attengo al tema, promesso… tu se puoi però non percularmi troppo per il fatto che uso un linguaggio velleitario, filosofico e magari pomposo perchè, senza nulla togliere agli altri linguaggi, questo è il mio linguaggio, questo è il modo in cui leggo il mondo, o meglio, questo è lo sguardo che ho su quel piccolo angolino del mondo in cui mi avventuro.
    Ok, dicevo, la volontà di potenza è un topos filosofico che definisce il principio della volizione, assai prima che esso trovi forma nel desiderio concreto di qualcosa. Può esser desiderio di vita o di morte e può essere odio o amore. Detto questo, lasciamo perdere la volontà di potenza… in fondo non è necessaria al dialogo. Però è necessario fare una puntualizzazione. Si possono affrontare tutti gli argomenti e ci si può divertire, ma se si vuole comunicare davvero, ed io lo voglio, bisogna chiarire un po’ l’ambito in cui ci si muove: io cerco di esprimermi per analogie, mi baso su testi, letture e analisi altrui, in generale lascio me stesso al di fuori del discorso o, se devo coinvolgere la mia persona, cerco di trattarla come l’ennesimo oggetto di analisi. Se invece tu mi parli delle tue esperienze personali e di tua nonna, io mi trovo un po’ spiazzato. Per due ragioni. La prima è che non posso e non voglio dire niente della e sulla tua vita privata (è una libertà che non mi prendo), la seconda è che non posso e non voglio parlare delle mie esperienze personali, sia perchè non ritengo che siano molto significative, ma soprattutto perchè non voglio che le mie vicende siano pubbliche, altrimenti forse sarei un blogger anche io :-). La mia vicenda privata è personale, e solo in un rapporto personale posso includerla nel dialogo. Coloro che parlano delle proprie vicende private, come fai tu, rispondono ad un loro bisogno, ad una forza interiore (che è fattispecie dell’arte) per la quale io nutro molto rispetto, ma che non trovo in me stesso. Non pretendo che tutti apprezzino questa mia riservatezza, o che accettino il dialogo su una base “impersonale”, però tant’è.
    Tornando brevemente alla questione sul rapporto tra uomo e donna, mi è rimasto spazio per poche considerazioni, dopo di che dovrò fuggire per un impegno.
    Ebbene: le egiziane, le assire, (Nabucodonosor fece costruire i giardini pensili per una donna), le cretesi partecipavano alla vita pubblica, e così le spartane e le macedoni avevano libertà impensabili persino oggi. E’ stata la società ateniese, la sorgente della cultura occidentale, la fondatrice della logica e della scienza, ad aver gettato le basi per la civiltà come la conosciamo, e ad aver ridotto -semplificando- la donna ad un ruolo subordinato all’uomo. Nella mia terra in quel tempo, in etruria, invece la donna era libera e molto simile a come la si vede oggi, godeva di eguaglianza ed aveva la preerogativa della bellezza, e così anche nella antica roma… prima che venisse influenzata dalla civiltà ellenica. Questa è una sorte che ha colpito tutta la storia dell’uomo (anche in oriente ma non divago): l’aristotelismo ha trascinato una fortissima carica sessista attraverso i secoli fino ai nostri giorni. Il sessismo che si trova nel cristianesimo dei nostri giorni e nell’islamismo, e che era assente dal paleocristianesimo, deriva dalla fusione che è avvenuta tra aristotelismo/platonismo e cristianesimo (e prima ancora con l’islam). Ma anche durante il medioevo ci sono state donne importanti e situazioni in cui la donna era tutt’altro che subordinata. La donna carolingia, ad esempio, la donna della chansonne de geste… hai mai letto con che incredibile realismo viene descritta la donna ed il suo erotismo nelle opere di Chretien de Troyes? Il medioevo duecentesco era un mondo in cui le donne avevano più libertà di quanto si pensi, spesso erano più colte degli uomini e negli ambienti elitari stavano bene… Certamente va detto che in un mondo in cui la poverta è diffusa la donna perde importanza, perchè è meno utile a produrre beni di prima necessità. Ma laddove l’uomo si è sollevato dalla miseria la donna ha sempre giocato un ruolo paritetico… tranne che laddove ella era sottomessa con la menzogna.
    Bene, concludo… devo andare. La storia dei popoli, dicevo, è giunta sino a noi piena di menzogne. Il fatto che una nonna possa aver raccontato ad una nipote che le donne son sempre state umiliate ed offese può dipendere dalla storia del secol breve (il ‘900). L’occidente è appena uscito da un’era di guerre e devastazioni. Il sud del mondo è appena uscito dalla follia del colonialismo. Gli idealismi novecenteschi hanno provato a cancellare i millenni con la rozza forza di gentaglia miserabile. Il comunismo che voleva appropriarsi del principio di uguaglianza (che in realtà ha radici antichissime) e per farlo ha gettato merda su tutto ciò che lo circondava e su ciò che veniva prima di lui. Vedi, Chiara, la storia è piena di periodi bui, ma una voragine si apre dietro di noi, una voragine senza precedenti, che ha risucchiato in una folle corsa tutto quello che poteva esser bello e giusto… in altro modo… su un altro mondo.
    Adesso devo andare. Ciao ciao

  13. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Perdonami, adesso mi spiego… CUT

    Grazie della spiegazione. Ho letto tutto con grande interesse.

    Cavolo! Chissa mia nonna come sarebbe stata felice di essere “perculata” nel topos filosofico che definisce il principio della volizione :-)))

    Pero’ non ti sei reso conto che sono un po’ tonta e che fingo molto bene di essere intelligente 🙂

    Potresti cortesemente usare un linguaggio che sia alla mia portata intellettiva?

    Che so, qualcosa del tipo: “io Tarzan, tu Jane!” :-)))

  14. Mr Mandelbrot Says:

    non ti schernire, furbetta 😉

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