Troie e puttane


T – Ma lo fai per soldi???

P – Cosa?

T – No, dico… non mi dirai che fai sesso per soldi!!!

P – Beh? E anche se fosse che ci sarebbe di male?

T – Come che ci sarebbe di male? Ma non ti vergogni? Ti pare che sia una cosa da persona “degna”?

P – Che significa “degna”? Non credo che una che fa sesso per soldi sia indegna. Dopo tutto gestisce solo il suo corpo. Ci sono cose ben peggiori che far sesso per soldi non ti pare?

T – Si’? E cosa ci sarebbe di peggiore?

P – Beh, per esempio uccidere, rubare… ingannare. Far soffrire il prossimo.

T – E facendo la puttana non faresti soffrire le persone che ti fossero vicine? Pensa ad un figlio… ad un compagno! Credi che sopporterebbero di avere la madre o la moglie puttana?

P – Le mie scelte riguarderebbero solo me e non un mio eventuale “compagno di viaggio”, ed anche nel caso di un figlio non credi che una certa scelta potrebbe essere dettata proprio per fargli avere quella vita che tutte le madri sognano per i loro figli?

T – E no, mia cara… troppo comodo aprire le gambe e darla via per soldi. Prova ad andare a pulire i cessi, come ha fatto sempre mia madre, altro che guadagnarli facile… Pero’ oggi io sono orgogliosa di lei.

P – Scusa che c’entra il guadagno facile? E’ per caso un discorso “morale” quello che stai facendo oppure ti secca che una puttana possa guadagnare piu’ facilmente di quanto possa aver fatto tua madre oppure potresti far tu? Non e’ che si tratta d’invidia?

T – Invidia??? Invidiosa io??? Ma sei scema? Io invidiosa di una puttana? Ma ci mancherebbe… pero’ io non farei mai sesso per soldi… immagina se mio figlio in futuro dovesse scoprire che ho fatto la puttana…

P – No scusa un attimo. Tu dici che non lo faresti mai per soldi pero’ lo fai spesso… per cosa lo fai?

T – Per amore!!!

P – Ah per amore… Anche col maestro di tennis? E con quell’animatore in vacanza? E con…

T – Forse “per amore” e’ azzardato… diciamo che lo faccio solo con chi mi piace… figurati se mi faccio sbattere da uno che non mi piace.

P – Comprendo… quindi vuol dire che con tuo marito hai chiuso…

T – Che c’entra mio marito? Perche’ lo tiri fuori? A lui voglio bene… mica ho detto di essere una santa. Ho detto che se lo faccio lo faccio per il piacere. Non mi vendo a nessuno, io!

P – E lui, tuo marito, lo sa dei maestri di tennis?

T – No di certo! Magari immagina qualcosa, pero’ sai come si dice: “occhio non vede…”

P – Comprendo benissimo… mai pensato di lasciarlo?

T – Si’ a volte ci ho pensato ma poi mi sono sempre resa conto che gli voglio troppo bene e lui ne morirebbe, poverino. In fondo fra noi le cose non funzionano solo a letto. Per il resto va tutto bene.

P – Immagino che vada tutto bene. Tuo figlio frequenta le migliori scuole, non gli manca nulla ed e’ appena tornato da una vacanza in Polinesia.

T – Lo hai detto tu… ogni madre desidera il meglio per suo figlio.

P – E quindi fra te ed una puttana esisterebbe questo abisso incolmabile solo perche’ lei lo farebbe per i soldi mentre tu lo fai per il ca… ehm, per il piacere?

T – Senza ombra di dubbio!

P – Come ho detto esistono cose piu’ indegne che darla via per denaro. Si’ faccio la puttana… e sono libera!

*Tratto da un dialogo realmente avvenuto

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12 Risposte to “Troie e puttane”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Tratto da un dialogo realmente avvenuto”.

    Ti credo quando dici che è un dialogo realmente avvenuto. Probabilmente è avvenuto in Italia (non che non possa avvenire da altre parti) e questo dimostra che è vero quanto dissi a suo tempo, che il pregiudizio verso la prostituzione è più forte da noi che in altri paesi.

    Poi che ci siano persone che non farebbero mai sesso in cambio di denaro è vero. Tempo fa una mia amica (abbastanza bella e benestante) ricevette una proposta di una notte di sesso in cambio di una grossa somma di denaro. Lei rifiutò per una questione di principio, anche se si trattava di un sacco di soldi. Nota bene che si trattava di una ragazza abbastanza “facile” e per niente moralista. Mi disse che se questo signore, per assurdo, gli avesse chiesto quanto sopra per carità in ginocchio avrebbe potuto anche considerare la sua proposta, ma per denaro mai, perchè lei non voleva sentirsi un oggetto.

    Ti ho raccontato quanto sopra per mettere in evidenza (anche se è una cosa banale) che ognuno di noi è differente.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  2. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Certo ci credo. Ovviamente consentimi di avere dei dubbi riguardo all’effettiva volonta’ di non VENDERSI PER NESSUNA CIFRA. Forse cio’ che e’ stato offerto non era abbastanza 🙂

    Comunque ritengo meno “coinvolgente” e quindi meno sedimentante e quindi meno infamante un rapporto per soldi che per altri motivi.

    Nel caso specifico della “richiesta in ginocchio” accolta mi sentirei addirittura un’idiota.

    Comunque il mio post metteva a confronto due mentalita’: chi lo fa per denaro senza sentirsi indegna e chi DICE di non sentirsi indegna perche’ lo fa solo per il ca… ehm per il piacere.

    Forse che il PIACERE rappresenta un LASCIAPASSARE morale?

    Forse che i soldi rappresentano un’aggravante che relega il rapporto al ruolo indegno, del quale ci si deve vergognare addirittura per generazioni?

    Forse che una che si sposa per ottenere una vita agiata alle spalle di suo marito (persino tradendolo) ha uno spessore morale maggiore di chi sceglie di vendersi per soldi al primo sconosciuto con il quale non ci saranno mai “problemi di coscienza”?

    Perche’ il figlio della prima donna dovrebbe sentirsi “a posto” mentre il figlio della seconda dovrebbe sentirsi “una cacca?”

  3. davide Says:

    Cara Chiara,

    sono d’accordo con quello che hai detto. Io ti ho solo raccontato un episodio relativo ad una mia amica. Non mi ricordo l’importo esatto dei soldi offerti da quel signore (si tratta di una cosa successa circa 15 – 20 anni fa), ma si trattava di un mucchio di soldi. Però quella ragazza, a suo modo, era molto testarda nelle sue convinzioni e su certe cose era piuttosto irrimovibile (poi oltre certe cifre anche i santi fanno un’eccezione).

    “Nel caso specifico della “richiesta in ginocchio” accolta mi sentirei addirittura un’idiota.”
    Naturalmente mi disse questa cosa della richiesta in ginocchio come paradosso, per rilevare che lei non voleva sentirsi “venduta”.

    “Perche’ il figlio della prima donna dovrebbe sentirsi “a posto” mentre il figlio della seconda dovrebbe sentirsi “una cacca?””

    Sono assolutamente d’accordo con te, però devo dire che tutte le escort che ho incontrato che avevano dei figli (ne ho conosciute tante) ci tenevano a non far sapere a loro il lavoro che facevano: forse temevano che i loro amici (purtroppo ci sono tante persone cattive) potessero dirgli cose offensive sulle loro madri.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  4. Nice&Nasty Says:

    Non entro nel merito del discorso. Ebbi già modo di esprimere il mio pensiero a riguardo. Ci tengo solo a sottolineare una cosa riguardo al fatto dei “soldi facili”.
    Chi afferma questo, davvero non ha capito nulla! Si può dire tutto, tranne che sono soldi facili.

  5. duval Says:

    Se le troie e le puttane si facessero sempre e solo gli affari propri non ci sarebbero né “troie” né “puttane” ma solo “persone” che decidono liberamente della propria esistenza.
    Ma anche questa è un’utopia.

  6. davide Says:

    Caro amico Nice&Nasty,

    “Non entro nel merito del discorso. Ebbi già modo di esprimere il mio pensiero a riguardo. Ci tengo solo a sottolineare una cosa riguardo al fatto dei “soldi facili”.
    Chi afferma questo, davvero non ha capito nulla! Si può dire tutto, tranne che sono soldi facili”

    Sono d’accordo quando dici che i soldi guadagnati da una escort non sono “facili” ma “sudati”.

    Questo lo so bene e se qualche volta ho usato questa espressione è perchè ciò si dice correntemente.

    Resta il fatto che una ragazza che viene da un paese povero facendo la escort (se non è prigioniera di un pappone) quadagna in una notte quello che un’operaia guadagna in un mese. In questo senso ho parlato di soldi “facili” (perchè si fanno in poco tempo, non perchè non siano guadagnati).

    PS. Mi è capitato di prendere delle fregature in questo mondo (escortismo), ma le escort vere sono molto più oneste di altre categorie (i loro soldi sono meritati, peccato che tanti parassiti si ingrassino a loro spese).

    Saluti Davide

  7. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ Duval: io credo che pe puttane se li facciano gli affari loro… dopo tutto hanno l’interesse affinche’ una certa situazione non sia troppo “chiacchierata”…

    Sono le troie che, per sentirsi “moralmente a posto” si creano l’illusione che “facendolo per il piacere”, invece che per soldi, sia “degno”.

    Come se il nocciolo del problema fosse l’atto sessuale e non l’inganno.

  8. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Denaro facile o difficile non e’ un fatto oggettivo, bensi’ soggettivo.
    Ogni donna, ogni devochka, affronta l’avventura seguendo un proprio stile e metodo.
    C’e’ chi quel denaro lo accumula con sangue, sudore e lacrime e chi invece lo fa tranquillamente senza porsi alcun tipo di problema.

    Purtroppo i maschietti non POSSONO giudicare o analizzare nel modo giusto questo fenomeno, in quanto esiste un palese conflitto d’interessi.

  9. Chiara di Notte (Klára) Says:

    In questo senso ho parlato di soldi “facili” (perchè si fanno in poco tempo, non perchè non siano guadagnati).

    Come ho risposto a N&N, per alcune sono soldi difficili, per altre sono facili.
    Alla base della “facilita’” ci stanno un’assenza di problematica morale, una liberta’ sentimentale ed una voglia di “provare” l’avventura mettendosi in gioco (non andando a pulire i cessi che’ per quello non ce n’e’ bisogno, oltre ad essere soldi “veramente” difficili)

    Non sono moltissime le devochke che hanno tutti quanti i requisiti, ma ce ne sono; sono quelle che sarebbero pronte a rifare la vita che hanno fatto senza alcun tipo di rimpianto o di rimorso.

  10. A-Woman A-Man Says:

    Solo quando A-Woman è divina a letto l’amo come mia Troja e, come tutte le cose rare e preziose, non succede tutti i giorni.
    Non conosco le puttane, i miei limiti narcisisti ed ideologici mi tengono lontano da loro, anche se posso intuire il piacere (posticcio?) che un maschio può provare con una femmina (che crede) dalla sessualità libera e quasi squisitamente amorale.
    Molta curiosità per questo mondo ma conoscenza pratica (senza della quale si rimane ignoranti) zero. Non ho quindi nessuna voce in capitolo per una visione completa ed equa.

    Coelho in 11 minuti affronta la questione e Maria dice alla casalinga svizzera che sono entrambe puttane, solo in tempi e modi diversi, una per il rate (Clara, studio e imparo qui ;), le pellicce o le rose l’altra per il mutuo, la casa o la reputazione.

    Il problema non sono i soldi sì o i soldi no.
    Il problema è che l’eccellenza e la passione migliore non si conciliano con i soldi. Quando fai una cosa per i soldi, finisci sempre per farla sbagliata.
    Dall’arte di amare ad una professione.

  11. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Quando fai una cosa per i soldi, finisci sempre per farla sbagliata.
    Dall’arte di amare ad una professione.

    Si ma div’e’ scritto che fare la puttana non e’ una professione?
    Cosa c’entra “l’arte d’amare” (oppure di far sesso) con esercitare il mestiere?
    Se una puttana dovesse “vendere la sua “arte d’amare”, allo stesso modo in cui Picasso commercializzava la sua pittura, allora non si avrebbe piu’ la puttana ma si avrebbe l’etera, la geisha, ovvero qualcosa che varca i confini del meretricio cosi’ come se ne discute terra terra sui vari forum e forumini frequentati da squallidi personaggi che non saprebbero riconoscere un “Picasso” autentico da una “crosta”.

  12. A-Woman A-Man Says:

    Nessuno ha scritto che fare la puttana non è una professione. Anzi…
    Oddio, almeno non l’ho scritto io.
    Ho scritto che un conto è l’arte e la cosa fatta per diletto e passione un’altra è la cosa fatta… per professione.

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