La conversione dell’Innominata


La conversione dell’Innominata, si sviluppa nella solitudine. Nel momento in cui giunge innanzi al pubblico non si ha piu’ la conversione, ma il modo in cui questa, gia’ avvenuta, si riflette ed agisce nel cervello di chi legge, in modo disuguale secondo le diverse sensibilita’ di ciascuno.

L’inizio del significatico evento e’ collocato nell’attimo in cui l’Innominata, uscendo dalla schiera delle brave persone, giunge alla solitudine e perde il sentimento.
Quelle parole: “Бесплатный сыр бывает только в мышеловке!” sintetizzano, ed in qualche modo chiariscono e specificano, i motivi da cui lo spirito dell’Innominata e’ turbato.
Ella e’ sola in quanto ha vinto. Prima di giungere alla vittoria faceva ancora parte della moltitudine. I clienti, gli avversari, gli emuli, i complici, gli zerbini non avevano un significato per lei. Le ostilita’, le rivalita’, gli odi, il desiderio di non perdere la propria reputazione, non rappresentavano ancora la trama della sua vita e le necessita’ inevitabili non riempivano il suo futuro.
Ha iniziato a non sentirsi piu’ di fronte agli altri, solo allorquando la fiducia in se stessa e’ diventata sicura e riconosciuta; ed allora ha iniziato anche a sentire quel “certo orgoglio per le sue scelleratezze”.

Interpretare questa crisi come conseguenza dell’avanzare dell’eta’ significa non vederla nella sua profondita’. Nell’Innominata non c’e’ carenza ma abbondanza d’energia. Siccome il mantenimento della fiducia in se stessa non richiede l’uso di tutta la sua forza, di cui ne ha disponibile in eccesso, ella avverte l’esistenza di nuovi ostacoli e di piu’ ardue prove da superare.

Che anche il semplice trascorrere degli anni avesse potuto concorrere al raggiungimento di questo risultato e’ possibile. Gli anni passando le avevano non solo garantito la fiducia in se stessa, ma anche le avevano mostrato cio’ come un fatto compiuto. L’importante pero’ non era che quegli anni ci fossero, ma che i restanti potessero essere usati in modo da dar loro un significato e, dato il suo temperamento attivo, se uno scopo importante avesse assorbito il suo interesse, tutto il suo essere sarebbe stato proteso verso esso, ed il passato sarebbe comparso al suo sguardo solo come un periodo utile al conseguimento dell’esperienza necessaria.

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5 Risposte to “La conversione dell’Innominata”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Che anche il semplice trascorrere degli anni avesse potuto concorrere al raggiungimento di questo risultato e’ possibile. Gli anni passando le avevano non solo garantito la fiducia in se stessa, ma anche le avevano mostrato cio’ come un fatto compiuto. L’importante pero’ non era che quegli anni ci fossero, ma che i restanti potessero essere usati in modo da dar loro un significato e, dato il suo temperamento attivo, se uno scopo importante avesse assorbito il suo interesse, tutto il suo essere sarebbe stato proteso verso esso, ed il passato sarebbe comparso al suo sguardo solo come un periodo utile al conseguimento dell’esperienza necessaria.”

    Non so il perché, ma leggendo le frasi sopraccitate mi sono venute in mente due cose: l’incitazione di Ulisse ai suoi marinai “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtude e conoscenza” e il finale del film “Confessioni di una mente pericolosa”. Nel finale di quel film, in una stanza, dei vecchi vicini alla morte facevano un bilancio della loro vita in rapporto a quello che avevano sperato da giovani: tenevano una pistola in mano col desiderio di spararsi un colpo in testa.

    Capisco che quanto ho detto sopra c’entra ben poco con quanto hai detto nel tuo articolo, però quanto scrivi viene percepito da chi ti legge in modo soggettivo, secondo le diverse sensibilità di ciascuno. Effettivamente per chi non crede in Dio (chi crede non ha dubbi sul significato della vita) è necessario trovare delle giustificazioni sul perché esistiamo. Probabilmente perseguire uno scopo importante e superare nuovo ostacoli può aiutarci a dare un significato alla vita.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  2. gullich Says:

    (davide) azzone… Chartularium studii Bononiensis; a volte le coincidenze :o)

  3. davide Says:

    Caro Gullich,

    cercare il perchè esistiamo (ma c’è un perchè?), non è certo una ricerca banale. O forse lo è???

    Saluti Davide

  4. michail tal Says:

    “…L’importante pero’ non era che quegli anni ci fossero, ma che i restanti potessero essere usati in modo da dar loro un significato e, dato il suo temperamento attivo, se uno scopo importante avesse assorbito il suo interesse, tutto il suo essere sarebbe stato proteso verso esso, ed il passato sarebbe comparso al suo sguardo solo come un periodo utile al conseguimento dell’esperienza necessaria…”

    Tu quello scopo lo hai raggiunto, alla fine?

  5. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Tu quello scopo lo hai raggiunto, alla fine?

    Dici a me? 🙂

    Sarei forse l’innominata? 🙂

    Beh, non mi dispiacerebbe. Non mi e’ assolutamente antipatica…

    Se io fossi lei direi che, tutto sommato, si’. Credo di si’… 🙂

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