Io e loro


Ricordo che i primi anni in laboratorio dovevo passare ore a contare le drosofile sottoposte a radiazioni ed a dividerle secondo le loro caratteristiche: colore degli occhi, lunghezza delle ali e tanti altri dettagli che adesso non sto qui ad elencare. Una volta certificate le “mutazioni” di quella specifica generazione (le drosofile ne fanno una ogni ventiquattro ore) potevo procedere con il passo successivo, e cosi’ via fino alla meta.

Puo’ non piacere ma questo e’ mio modo di fare (e di essere) ed era un comportamento normale nel mondo in cui sono vissuta fino ad una certa eta’. Sono stata educata a questa disciplina, ma ho anche verificato di persona che questo era il miglior sistema per non essere confusa dal caos interiore.

Quando sono giunta in Italia ho pero’ trovato non poche barriere allorquando mi sono scontrata con la cultura dell’eterna complicazione. Una cultura forse piu’ romantica, ma molto meno “pratica”, e poiche’ sono sempre stata una donna pragmatica, posso comprendere il motivo per il quale il numero delle amiche italiche che mi sono gravitate attorno e’ sempre stato assai esiguo.

D’altro canto ci sono donne che vivono costantemente nell’apoteosi del loro Sturm und Drang. Non dividono mai niente e nessuno (dicono), ma il sospetto e’ che siano esse stesse “divise” al loro interno. Sguazzano nel “brodo primordiale” dell’emozione, perennemente in balia del vento: a volte s’immergono nella trasgressione, a volte spacciano ironia, a volte fingono riflessione… a volte grondano di una impercettibile ipocrisia, ma questo e’ normale ed anche comprensibile.

Quando le leggo, dopo tre righe dormo, e sono altresi’ convinta che la stessa cosa accada a loro nel momento in cui incappano nei miei scritti. Niente di male, basta non leggersi e possiamo evitare la reciproca sonnolenza.

Io e loro siamo galassie distanti anni luce e possiamo tranquillamente convivere nel firmamento senza mai collidere. Fra l’altro io sono pure una galassia invisibile, per cui la mia luce (gia’ di per se’ debole) non riuscirebbe mai ad offuscare la loro.

Ma quando da poetesse s’improvvisano “critiche”, allora prestano a loro volta il fianco a chi fino a quel momento si era limitata a sonnecchiare. Ed e’ un peccato.

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6 Risposte to “Io e loro”

  1. sundeep Says:

    do u know english?

  2. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ sundeep: Why?

  3. ignipott Says:

    …dietro la tua sicurezza dietro la tua apparente strafottenza dietro le prese per il culo e gli attacchi che rifili agli altri, io leggo una persona fragile che ha visto brutte cose, io leggo spessi centimetri di gommapiuma che attutiscono le influenze esterne… proteggi il tuo mondo… io leggo questo…

    …saluti da un passante…

    ignipott.blogspot.com

  4. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Ognuno legge cio’ che vuole leggervi.

    Il meccanismo e’ ben noto: la chiave di lettura non e’ nrll’autore ma in chi legge. L’autore e’ uno schermo sul quale il lettore proietta le sue immaginazioni. Soprattutto se si tratta di un autore o di un’autrice della quale si conosce praticamente NIENTE. Come me.

    Se riesco a creare questo tipo di “illusione” posso dire di essere soddisfatta. Il piu’ delle volte le persone che ci circondano creano soltanto noia ed il fatto di suscitare il benche’ minimo interesse crea una bella sensazione mista di vanita’ e di orgoglio.

    Come ho detto possiedo tutti e sette i vizi capitali (non e’ strafottenza e’ vera verita’) e non me ne vergogno.

    Sulla fragilita’ beh, sono umana, e quindi se sottoposta a colpi posso anche rompermi, ma non credere che la vita non mi abbia indurita.

    Per quanto riguarda il mio mondo… non ci vuole molto a capire che ognuno/a protegge il proprio. Non vorrai mica che mi faccia “invadere”?

  5. ignipott Says:

    … praticamente volendo contraddirmi hai confermato tutto..

    … ciao… a rileggerci!

  6. Chiara di Notte (Klára) Says:

    @ ignipott: Se ne sei convinto… 🙂

I commenti sono chiusi.


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