Arlecchina


Molte persone agiscono nel virtuale cambiando nickname ogni tre secondi cosi’ da potersi travasare da un immondezzaio all’altro.

Perche’ lo fanno?

Quando ho posto la domanda ad alcuni amici, mi hanno risposto che nel virtuale le persone cercano di vivere situazioni che permettono loro di essere cio’ che nel reale non possono essere. Second Life ne e’ la manifestazione piu’ eclatante, ma questo non risponde alla mia domanda in modo esaustivo.

Posso ipotizzare che un uomo voglia trasformarsi in donna e viceversa, oppure che un manager di successo voglia vivere nei panni di un barbone e viceversa, oppure che un buon padre di famiglia tutto casa e chiesa desideri trasformarsi in un delinquente e viceversa, ma in tal caso che senso ha cambiare continuamente nick o avatar? Che senso ha ripartire sempre dall’inizio con qualcosa sempre diversa?

Forse il senso e’ quello di creare un mostro. Un essere che ogni volta rinasce sempre piu’ esperto ma che non diventa mai adulto perche’ destinato a reiniziare il ciclo in un loop psicotico. Un essere che non cresce fisicamente ma che gonfia solo la scatola cranica cosi’ che possa contenere sempre piu’ “cervello”.

Ma e’ veramente questo lo scopo?

O forse semplicemente e’ per giocare ad un video game nel vano tentativo di vivere una vita opposta alla propria reale, che e’ sicuramente squallida e priva di soddisfazioni? Si’ perche’ credo che le persone che affrontano questo mondo seguendo questa modalita’ vivano in una realta’ che non le soddisfa e dalla quale non riescono ad evadere, se non tentando all’infinito di trovare la giusta via. Via che non troveranno mai, perche’ non sanno che reale e virtuale, se pur distinti, sono intimamente legati ed una vita squallida nella realta’ significa anche squallore in quella virtuale.

C’e’ poi chi ama colorare il suo unico costume di tante diverse tinte e come Arlecchino, a differenza delle comparse che invece il costume se lo cambiano ad ogni scena, e’ protagonista della Commedia.

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Una Risposta to “Arlecchina”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    poiché io ho sempre provato un certa difficoltà nei confronti dell’informatica e di internet, non sono mai riuscito a comprendere bene questo fenomeno dei multinick: cioè di gente che spaccia più identità virtuali. In molti articoli tu hai dato delle spiegazioni molto ben argomentate sul comportamento di questi soggetti. Intanto gestirsi più identità è una cosa molto difficile, perché fingersi un’altra persona non è affatto semplice e il rischio di fare errori o cadere in contraddizione e, di conseguenza, venire scoperti è grandissimo.

    Quelli che accusano te di essere una persona diversa da quello che sei, non si rendono conto di quanto sia difficile fare una cosa del genere senza cadere in breve tempo in contraddizione. Di certo tu non sei mai caduta nella più piccola contraddizione da quando ti leggo, quindi se tu non fossi quello che dichiari di essere dovresti essere, come minimo, un genio da premio nobel: chiunque ha fatto degli studi di pscicologia può confermare quanto ho detto.

    Per tornare ai multinick credo che l’esempio che hai fatto con l’allegoria del vestito di arlecchino è forse la spiegazione migliore che hai dato a questo fenomeno nei tuoi articoli relativi a questo argomento. Tutto sommato questi poveri cristi che usano tante identità mi fanno quasi tenerezza.

    Tanti saluti dal tuo Davide

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