Archive for giugno 2007

Notte di luna piena

30 giugno 2007

Cosi’ limpida e luminosa non capita spesso, ma quando accade il mio sguardo viene irresistibilmente attratto dalla luce che si diffonde la’ fuori.

Mi appoggio al davanzale e respiro profondamente l’aria fresca mista all’odore del gelsomino che circonda la mia finestra. Osservo il lontano bagliore emesso da quella pallida “faccia rotonda” che mi sovrasta… grande come mai l’avevo vista.

Sulle colline che circondano Tokaj filari di viti disegnano schemi che conosco a memoria, ed i suoni della notte fanno da colonna sonora ad un istante di vita.

Un quadro malinconico indelebilmente dipinto dentro la mia anima.

Dietro di me un altro bagliore illumina la stanza avvolta nella semi oscurita’. E’ quello dello schermo del mio computer ove vengono riversati tutti i miei pensieri.

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One more time…

25 giugno 2007
Non sara’ possibile, per me, accedere ad internet per i prossimi 3 giorni. Quindi niente Blog ne’ Second Life.

Spero che non vi accapiglierete e che al mio ritorno io possa trovare tanti commenti… educati. 🙂

Achille e Pentesilea

23 giugno 2007

Abituato ad avere il meglio ed a togliersi ogni desiderio semplicemente “pagandolo”. Non ha importanza il prezzo. Lui riesce sempre a trovare un accordo con il “venditore”. Riesce sempre a convincerlo, riesce sempre ad ottenere cio’ che vuole.

Ricchissimo, bello e forte come il dio della guerra non sa cosa significhi la “rinuncia”. Tutto il contrario di me che da sempre porto addosso il marchio della zingara, ma… gli opposti si attraggono.

Capisco che lui e’ e sara’ il mio uomo. Lo capisco al primo sguardo.
Non una parola, solo la sensazione che la mia vita sta cambiando. E’ questione di un attimo. Di una scelta. La distanza fra realta’ e sogno e’ infinitesimale e mi ritrovo sbalzata dall’una all’altro senza comprendere ove si trovi il passaggio fra le due dimensioni.

Oppure sto mentendo…

In realta’ la percezione del cambiamento e’ chiara. Ieri non sapevo come fare a pagare l’affitto… oggi posseggo di tutto: vestiti, gioielli, una bella casa… una reputazione.
L’unica cosa che mi manca e’ la liberta’ ma che importa? Per quella ci sara’ tempo. Sono giovane… ancora giovane.

Lo amo, lui mi ama, la gente ci ammira. Ieri ero una bambina, oggi grazie a lui una donna.

Oppure sto mentendo…

So che donna non lo saro’ mai e restero’ per sempre nel “limbo” dell’ adolescenza fatto di un mondo dorato ed irreale come quello in cui deve essersi trovata Cinderella il giorno che ha sposato il Principe.

La vita, qui a palazzo, e’ bella e le giornate scorrono veloci. Sembra il posto ideale ove soddisfare la mia curiosita’. Ogni stanza e’ un mondo a se’; ci sono “tesori” da scoprire in ogni angolo della biblioteca, oppure della palestra… oppure del talamo.
la mattina la passo ad educare il fisico, il pomeriggio e’ il momento dedicato allo spirito… la notte quello per il sesso e l’erotismo.

I maestri e le maestre hanno nomi stranieri. All’inizio ho difficolta’ a comunicare con loro ma, oltre ad essere curiosa, posseggo anche una notevole capacita’ d’apprendimento, e la lingua, in breve, non rappresenta piu’ un problema. Riesco a parlarla fluidamente. Solo l’accento tipico di chi non e’ vi e’ nata ma questo, a volte, mi da’ quell’aria esotica che tanto piace alle persone alle quali lui mi presenta.

Io sono la sua creatura. Lui e’ Pigmalione, io Galatea.

Oppure sto mentendo…

Lui e’ Prometeo ed io il Fuoco. Non sono sua. Lui mi ha solo rubata… rapita. Solo che ancora non lo so. Vivo nel torpore. Ho accettato di cibarmi del dolce frutto del Loto. Il Loto da’ un piacere sublime. Inebria e fa perdere il senso del tempo che passa, al punto tale che ne divento schiava… e qui non c’e’ Ulisse a risvegliarmi. Il sogno si protrae all’infinito.

Oppure sto mentendo…

Un Ulisse c’e’ sempre, ed Ulisse talvolta assume sembianze femminili. E’ una guerriera dagli occhi di ghiaccio ed suo scudo e’ “lunato” come quello di una regina che guida le sue amazzoni nella mischia sotto le mura di Troia.

Mi hai procurato tutto il necessario che mi portera’ lontana dall’isola dei lotofagi. Non sono molte cose. In fondo sono solo una zingara.
Mi spingi a forza su quella “nave” come Ulisse ha fatto con i suoi compagni di viaggio, solo che tu non partirai con me.

Ti vedo mentre mi saluti per l’ultima volta: la mano destra alzata ed un sorriso triste come quello di una Pentesilea che sa di essere destinata a soccombere, come sempre, sotto i colpi di un Achille irato.

Cara, dolce, amata Pentesilea, ancora ti cerco nella tua citta’ in Oriente, ed ogni donna che vi incontro ha il tuo sguardo… ed il tuo odore.

In Paradiso a dispetto dei Santi

21 giugno 2007

Non riesco a concepire coloro che desiderano restare in Paradiso a dispetto dei Santi. Cimici umane che si attaccano e che non capiscono (oppure lo capiscono ma non lo accettano) quando sia il momento di “chiudere” e sparire.

Ne ho conosciuti diversi: da ex fidanzati che non riuscivano a rassegnarsi a persone “malate” che, se per caso ricevevano da me un minimo di confidenza, non si toglievano piu’ dalle…

All’inizio cercavo di essere tollerante. Speravo che costoro, ad un certo punto capissero, dal mio atteggiamento freddo ed indifferente, che era il momento di “andare” ma… ahime’, era sempre un’impresa togliermeli d’intorno.

Quando poi sono diventata meno paziente e piu’ esplicita le cose non sono certo migliorate. Tutt’altro. Sono stata “bersagliata” di domande alle quali dovevo “per forza” dare una risposta: perche’ non ti vado bene? Perche qui? Perche’ la’?…

Sono stata persino “accusata” di “sentirmi superiore” poiche’ non gradivo la loro presenza… ma che cavolo c’entrava?

Se una persona sta “sul culo” sta sul culo e basta. E’ una sensazione di pelle che non ha una spiegazione… come la simpatia o l’amore. Non e’ una questione ne’ di superiorita’ ne’ d’inferiorita’, e chi si sente ferito dal rifiuto o dall’indifferenza altrui dovrebbe, per prima cosa, interrogarsi su proprio atteggiamento.

Oggi sono del parere che “dare confidenza” a qualcuno sia piu’ un rischio che altro.

Commenti educati, please

16 giugno 2007
Vorrei pregare i commentatori dei post di evitare di creare flames nel mio Blog.

Come ho detto questo e’ un mio diario ed i commenti sono come fossero un “guest book”. Ognuno puo’ commentare il post ed anche commentare i commenti altrui, ma non e’ consentito usare parole che possano essere interpretate come insultanti da chi e’ oggetto del commento.

Per esempio se io scrivo che “non ci sono piu’ le mezze stagioni” scrivo un luogo comune… se scrivo che “bisogna essere buoni” scrivo una banalita’… se scrivo che il colore del cielo terso e’ azzurro scrivo un’ovvieta’.

In nessun caso luoghi comuni, banalita’ ed ovvieta’ sono insultanti. Possiamo considerare stupidi certi concetti ma se li commentiamo dicendo semplicemente che “sono stupidi” non facciamo altro che ripetere cio’ che stiamo criticando e cioe’ “banalizziamo in modo ovvio”, ma con una sottile differenza: diamo dello stupido (o della stupida) a chi ci ha preceduti e cio’ e’ insultante.

Questo genera flames, ed io nel mio diario, non ne voglio 🙂

I mitomani

16 giugno 2007
Tutte le volte che apro MeeboMe trovo i messaggi speditimi da tante persone. Una sequela infinita di finestre che si aprono in cui mi vengono fatte comunicazioni, richeste di contatto, apprezzamenti e, ovviamente, offese.

Quasi sempre queste ultime sono in forma anonima. Neanche con un mezzo “anonimo” come MeeboMe certe persone hanno il coraggio di firmarsi… neanche con un nome di fantasia.

Quasi si vergognassero anche loro… di se stessi.

Il tipo di insulti varia, Ci sono quelli diretti alla mia persona, quelli diretti alla mia famiglia o alla mia gente ma tutti quanti hanno una base comune: chi si prende la briga di farli oppure perde tempo a scriverli, per il solo gusto di farmeli leggere, e’ sicuramente una persona bisognosa di cure psichiatriche.

Chissa’ cosa passa per la testa di costoro e da cosa sia causato quest’odio che provano. Immagino che non sia tanto un’atteggiamto specifico diretto nei miei confronti, quanto una loro problematica interiore: odiando me odiano una figura rappresentativa e basilare della loro esistenza.

Sono felice di rappresentare per costoro un incubo dal quale non riusciranno mai a liberarsi.

St. Petersburg "mon amour"

14 giugno 2007

Amo quella citta’ ed ogni altra parola sarebbe superflua.

Se non fosse per lo scalo obbligatorio intermedio ci vorrebbero poco piu’ di due ore d’aereo per arrivarci. Purtroppo le linee aeree (a parte la Rossiya Airlines che e’ sempre stracolma) non consentono ancora un volo diretto e le oltre cinque ore di viaggio non mi invogliano ad andarci spesso. Pero’ saltuariamente la visito volentieri, anche perche’ li’ ci vivono persone alle quali sono particolarmente legata.

Non staro’ via molti giorni. Solo il breve tempo per rivedere queste persone e passare con loro dei momenti piacevoli rivivendo antiche atmosfere.

Partiro’ domenica e quando saro’ la’ evitero di collegarmi sia al Blog, sia a Second Life. Non preoccupatevi se non vedrete aggiornamenti.

Sheherazade ed il cliente

13 giugno 2007

[16:07] Cliente: mi stavo chiedendo come sei nel sesso
[16:07] Sheherazade: io?
[16:07] Sheherazade: scusa ero distratta
[16:07] Sheherazade: 🙂
[16:07] Cliente: certo tu.
[16:07] Sheherazade: dici a me? ah … non lo so… non mi giudico mai da sola
[16:08] Cliente: forse hai visto troppo taxi driver
[16:08] Sheherazade: di solito mi giudicano gli altri
[16:08] Cliente: e che dicono?
[16:08] Sheherazade: nessuno ha mai voluto indietro i suoi soldi 🙂
[16:08] Cliente: naaaaaaaa
[16:09] Cliente: puoi fare di meglio
[16:09] Sheherazade: ma stai cercando cosa?
[16:09] Sheherazade: mica capisco
[16:09] Cliente: dovrei andare a dormire
[16:09] Sheherazade: bene…
[16:09] Sheherazade: sono contenta 🙂
[16:09] Cliente: ma ho un languore porno
[16:09] Sheherazade: ahh
[16:09] Sheherazade: si… comprendo… 🙂
[16:10] Cliente: succede anche a te?
[16:10] Sheherazade: dipende… perche’?
[16:10] Cliente: così
[16:10] Cliente: se mi intrighi scatta il click
[16:11] Sheherazade: comunque non capisco… come dovrei fare ad intrigarti?
[16:11] Sheherazade: 🙂
[16:11] Cliente: bè
[16:11] Cliente: vabbè
[16:11] Cliente: se me lo chiedi non va
[16:11] Sheherazade: se non mi porti in camera mica puoi saperlo
[16:11] Sheherazade: 🙂
[16:11] Cliente: eh no
[16:11] Sheherazade: vuoi che faccia come fanno tutte?
[16:12] Sheherazade: SI DAI SONO LA MIGLIORE PROVAMI!!!
[16:12] Sheherazade: ahahah
[16:12] Sheherazade: ridicolo!
[16:12] Cliente: invece
[16:12] Cliente: è il cervello quello che accende
[16:12] Sheherazade: e tu come lo vedi il mio?
[16:12] Sheherazade: acceso o spento? 🙂
[16:13] Cliente: finora come una che pensa di avere davanti il solito stupidotto squattrinato
[16:13] Cliente: e quindi non ha la voglia di fare click per accenderlo
[16:13] Sheherazade: io non giudico mai…
[16:13] Sheherazade: e poi, di solito, non sono gli orologi luccicanti che fanno il cliente ideale
[16:14] Sheherazade: vuoi che mi ecciti?
[16:14] Cliente: questo orologio è un regalo di una mia amica
[16:14] Sheherazade: vuoi che inizi ad eccitarmi?
[16:14] Cliente: sì così sarebbe divertente
[16:14] Cliente: interessante
[16:14] Sheherazade: vuoi che faccia come tutte le altre? no dai non me lo dire… chissa’ quante ne avrai provate… fanno tutte la stessa scena 🙂
[16:14] Cliente: veramente no
[16:15] Cliente: 2 o 3 volte soltanto
[16:15] Sheherazade: e che ti dicono? … adesso mi sto toccando le piccole labbra
[16:15] Sheherazade: mmmmmhhhh
[16:15] Sheherazade: sono piccole… umide…
[16:15] Sheherazade: le apro con due dita e…
[16:15] Cliente: ok ok lascia stare
[16:15] Sheherazade: cerco il clitoride….
[16:15] Sheherazade: e’ li’…
[16:15] Sheherazade: turgido… mmmmhhhh… mi fai impazzire!!!
[16:15] Sheherazade: ahahhah che stronzata!
[16:16] Cliente: esatto
[16:16] Sheherazade: le altre fanno cosi’?
[16:16] Cliente: fa ridere
[16:16] Sheherazade: ahahah… si’… ahahahah!
[16:16] Cliente: il passaggio dall’erezione al riso è millimetrico
[16:16] Sheherazade: daiii e’ solo un cartone animato…
[16:16] Sheherazade: un emoticon estremo
[16:16] Cliente: sì e no
[16:16] Sheherazade: dimmi cosa vuoi ed io te lo daro’ 🙂
[16:16] Sheherazade: io sono Sheherazade
[16:17] Cliente: no no
[16:17] Cliente: mmmmm
[16:17] Sheherazade: ti raccontero’ favole che ti terranno sveglio stanotte
[16:17] Sheherazade: tanto che neanche desidererai possedermi 🙂
[16:17] Cliente: ecco vedi
[16:17] Cliente: per questo
[16:17] Cliente: non basterebbero tutti i tesori del regno di Persia
[16:18] Sheherazade: io sono Sheherazade… solo che nessuno lo capisce
[16:18] Sheherazade: nessuno la vuole Sheherazade
[16:18] Sheherazade: tutti vogliono la solita porca con clitoride turgido ahahah!
[16:18] Cliente: il mio problema è che voglio entrambe
[16:18] Sheherazade: comunque le mie fiabe costano
[16:18] Sheherazade: …molto… anzi moltissimo 🙂
[16:19] Cliente: i soldi non sono un problema
[16:19] Sheherazade: invece si… lo sono
[16:19] Sheherazade: scommetti che lo sono?
[16:19] Cliente: per me non il primo
[16:19] Sheherazade: proviamo?
[16:19] Cliente: spara
[16:19] Sheherazade: 5000! 🙂
[16:19] Sheherazade: ciao neh… te lo avevo detto che erano un problema ahahahah!
[16:19] Cliente: aspetta!
[16:20] Sheherazade: hai visto che avevo ragione? guarda che faccia che hai
[16:20] Sheherazade: ahahah
[16:20] Cliente: perchè?
[16:20] Sheherazade: vuoi Sheherazade? o vuoi una porca?
[16:20] Cliente: ti ho detto che voglio entrambe
[16:20] Sheherazade: costano di piu’ allora…
[16:21] Cliente: ma la seconda mi interessa solo se c’è la prima
[16:21] Sheherazade: non mi piace fare la presuntuosa… non sono in grado di eccitarti se non ti accendo il cervello, lo hai detto tu
[16:21] Sheherazade: sono solo una contadina ungherese, non so accendere cervelli… 🙂
[16:21] Cliente: mi piacciono le presuntuose
[16:22] Sheherazade: allora con me caschi male, ti ho detto non sono una presuntuosa
[16:22] Sheherazade: sono solo una contadina ignorante
[16:22] Cliente: nah vabbè
[16:22] Sheherazade: nah cosa?
[16:22] Cliente: non sei una contadina ignorante
[16:22] Cliente: puoi diventarlo
[16:22] Cliente: dipende dall’accezione che dai al termine
[16:23] Sheherazade: ti diro’… io faccio di tutto.. realmente sai? sono l’apoteosi della puttana 🙂
[16:23] Sheherazade: pero’
[16:23] Cliente: però?
[16:23] Sheherazade: non faccio una cosa… una sola cosa non faccio
[16:23] Cliente: dimmela
[16:23] Sheherazade: MENTIRE
[16:23] Cliente: ciò è fantastico no?
[16:23] Sheherazade: dici?
[16:24] Cliente: per me lo è
[16:24] Sheherazade: alcuni mi odiano per questo, sai?
[16:24] Cliente: la verità in un gioco come questo è più stupefacente dell’assenzio
[16:24] Cliente: è un liquido denso che si diffonde nelle spire della mente
[16:25] Sheherazade: di dove sei?
[16:25] Cliente: del mondo
[16:25] Cliente: ovunque vada trovo da stare bene
[16:25] Cliente: passo la vita nei film
[16:25] Cliente: ma no!
[16:25] Cliente: era più una cosa da puerto escondido
[16:26] Sheherazade: suvvia non non recitare la parte… se no mi scadi… di queste frasi alla James Bond ne ho sentite a dozzine
[16:26] Sheherazade: sii te stesso
[16:26] Cliente: potrebbe significare che guadagnerei qualche punto nel tuo ranking personale
[16:26] Sheherazade: forse … ma non lo saprai finche’ non mi porti in camera
[16:26] Sheherazade: 🙂
[16:27] Cliente: sai una cosa che mi interessa di più di qualunque posizione tu possa fare assumere al tuo avatar?
[16:27] Sheherazade: dimmi
[16:27] Cliente: hai acceso il cervello
[16:27] Sheherazade: dici?
[16:27] Sheherazade: ma va? 🙂
[16:27] Cliente: oh sì
[16:27] Sheherazade: ahahah
[16:27] Cliente: 😀
[16:28] Sheherazade: mia nonna diceva sempre
[16:28] Sheherazade: che gli uomini si conquistano con i sogni
[16:28] Cliente: tu nonna era una gran donna
[16:28] Cliente: ma non capiva un cazzo di uomini
[16:28] Sheherazade: dici?
[16:29] Cliente: anche se
[16:29] Cliente: evidentemente ha avuto la fortuna di incontrare uno di quelli che si conquistano così
[16:29] Cliente: ma il 90%
[16:29] Cliente: è “provami, sono porchissima vedrai che godrai!”
[16:29] Sheherazade: se io ti racconto una fiaba
[16:29] Sheherazade: ti posso assicurare che
[16:29] Sheherazade: non smetterai di pensarmi
[16:30] Cliente: amo il pericolo
[16:30] Cliente: e la vita che si sente fluire
[16:30] Sheherazade: non e’ un pericolo
[16:30] Sheherazade: e’ solo un fatto
[16:30] Sheherazade: perche’ le fiabe, in SL, sono l’essenza stessa dell’esistenza
[16:30] Cliente: ti dirò
[16:31] Cliente: ho la certezza che ciò avverrà comunque
[16:31] Cliente: avrò…
[16:31] Cliente: aspetta conto
[16:31] Cliente: 8 contatti nella mia lista
[16:31] Cliente: avevo già deciso che il numero 9 fosse perfetto per te
[16:32] Sheherazade: di solito non vengo numerata… mai
[16:32] Sheherazade: nei tarocchi sono
[16:32] Sheherazade: IL MATTO
[16:32] Cliente: immaginavo avresti risposto così
[16:32] Sheherazade: o la MATTA
[16:32] Sheherazade: e non ho numero
[16:32] Cliente: è solo cronologia
[16:32] Cliente: non classifica
[16:32] Cliente: o casella
[16:32] Sheherazade: lo so ma non amo i numeri in certi casi… mi sanno di gulag
[16:33] Sheherazade: per cui resterai con 8 contatti 🙂
[16:33] Cliente: lo so
[16:33] Cliente: raccontami la tua fiaba
[16:33] Cliente: e fammi scendere qualche pezzo di vetro nelle vene
[16:33] Sheherazade: ti ho gia’ dato abbastanza
[16:34] Sheherazade: e se sei uno che capisce sai che non sto bluffando
[16:34] Cliente: ma certo
[16:34] Cliente: non riesco a vedere la tua scheda nel profilo
[16:35] Sheherazade: meno male…
[16:35] Sheherazade: cosi’ da domani metto anche i prezzi per le fiabe… raddoppiati! 🙂

Una comunita’ di sole donne

12 giugno 2007
Case basse, tinte di blu, azzurro, viola, verde, sono disposte in due file parallele lungo un’ampia strada sterrata. Dietro la porta di ingresso, un’aia acciottolata e, in fondo, il pollaio. E’ la struttura tipica dei “siebenburgen”, i sette borghi della Transilvania, fondati e abitati per otto secoli dai Sassoni. Oggi questo territorio è una sorta di paradiso perduto, un pezzo di Medioevo arrivato sino a noi, abitato da rumeni, sassoni, ungheresi e rom.

Nei villaggi i telefoni cellulari non funzionano e non ci sono auto: solo carri trainati da cavalli, bambini, vecchi, cani, gatti, branchi di oche. E silenzio. E’ qui che si producono artigianalmente ottime confetture, fatte con la frutta dell’orto o con le bacche selvatiche raccolte nei dintorni. Le confetture più interessanti sono quelle di rabarbaro, rosa canina, mirabelle, visciole, fragole di bosco, mirtilli e di mele e cannella.

Le donne preparano questa straordinaria varietà di confetture per la famiglia, diversificando le ricette ogni mese per usare tutto quanto offre il frutteto di casa, senza sprecare nulla. Le ricette sono semplici e si basano su frutta, zucchero, in alcuni casi una piccola aggiunta di pectina naturale, ottenuta dalle mele acerbe, e cotture a fuoco lento non troppo prolungate, per preservare il sapore e il profumo della frutta fresca.

Il Presidio Slow Food dà una nuova fonte di reddito alla realtà locale, che vive di agricoltura e di allevamento. Il progetto è nato grazie alla collaborazione di Slow Food con la Fondazione ADEPT, che opera in Romania da diversi anni e che ha aperto recentemente un punto informazioni presso uno dei villaggi. Nei primi mesi del 2006, ADEPT ha organizzato un corso sull’igiene per una ventina di donne. Ora, un gruppo di queste ha iniziato a lavorare per produrre le confetture del Presidio. Le produttrici migliori e le tipologie di confettura sono state selezionate grazie ad una serie di degustazioni realizzate da esperti Slow Food nel 2005 e nel 2006.

(Tratto da QUI)

Donne desiderate

12 giugno 2007

“Ci sono donne che si vendono pur non prendendo soldi e donne che, proprio perche’ i soldi li prendono, non si vendono mai”

Il punto e’ proprio questo e sono quei “paletti” che vengono messi, e che stabiliscono i confini, che fanno del rapporto mercenario (quando liberamente scelto) un’espressione di liberta’ e d’indipendenza… e non solo.

Credo che questa affermazione, che contraddice le tesi di chi giudica la professione di prostituta infamante e degradante, fara’ arrabbiare ben piu’ di una persona.

Fatto e’ che “chi vuol controllare” deve cercare una giustificazione che in parte gratifichi colui (o colei) che e’ controllato in modo che questi possa accettare di buon grado la propria situazione.

Il meccanismo e’ semplice e come tutte le cose semplici e’ efficace: “cara donna, non fare come quelle disperate che vendono il loro corpo in cambio di vile denaro. Loro sono solo delle delle avide peccatrici, reiette della societa’. Donati per amore (e gratis) e sarai apprezzata, stimata, considerata e rispettata”.

Balle! Chi non e’ ipocrita sa che sono tutte balle.

Gli uomini, questi strani animali, hanno la cattiva abitudine di predicare in un modo e razzolare in un altro e dopo aver riempito la testa delle loro compagne (e delle loro figlie) con queste balle li trovi di notte in auto alla ricerca di qualche peccatrice da “caricare su”, oppure sbavanti di fronte ad una lap dancer, oppure incollati davanti allo schermo di un PC a stabilire chi sia piu’ desiderabile fra Alice ed Ester.

Chi pretende poco e’ perche’ si valuta poco e sara’ da tutti considerata poco. Colei che invece stabilisce dei limiti talmente alti da essere quasi irraggiungibile, sara’ apprezzata, stimata, considerata e rispettata…

Ma, soprattutto, sara’ desiderata.