Archive for maggio 2007

Tre sorelle

30 maggio 2007
Le amicizie virtuali spesso durano lo spazio di qualche chattata e quasi sempre non vanno mai oltre i normali convenevoli di rito: come stai, cosa fai, di dove sei, eccetera.

Second Life non fa eccezione. Anzi, data l’infinita quantita’ di stimoli che possono esservi trovati (nuovi avatar da conoscere, nuovi luoghi fantastici da visitare, nuovi oggetti da acquistare), l’interesse verso le “vecchie” le cose (e le persone) svanisce ancor piu’ velocemente.

In mezzo a tutto il maelstrom in cui ribolle l’universo virtuale di SL pero’, ogni tanto, possono nascere dei rapporti che si spingono molto piu’ in la’ di una normale conoscenza destinata a spegnersi nell’arco di qualche ora.

Quando si giunge in quello strano luogo per la prima volta, ci si sente soli/e e sperduti/e. Non sappiamo cosa fare, come muoverci, come comportarci. Siamo tutti come dei bambini impacciati ed insieme a noi altre decine di persone si aggirano confuse chiedendo continuamente aiuto.

Ricordo la prima volta (il giorno in cui mi scattai la foto al “castello”) in cui, addirittura, non sapevo come uscire dall’area di arrivo. Il mondo intorno a me era ignoto, la mia immagine (avatar) era abbozzata e senza dettagli, i miei vestiti erano poveri e comuni, la mia postura era impacciata e la mia camminata era simile a quella di una papera.

Mi sono aggirata per circa un’ora non sapendo cosa fare, chiacchierando con altri/e che si trovavano nella mia identica situazione, fino a che ho visto “brillare” un personaggio che, a differenza degli altri si muoveva con disinvoltura e con grazia.
Gli ho chiesto aiuto e lui si e’ prestato a darmelo. Mi ha fornito le prime indicazioni su cosa fare e dove andare ed infine mi ha regalato oggetti e mi ha trovato il primo lavoro.
Quel personaggio (del quale non diro’ il nome) e’ stato il mio primo “amico” in SL e difficilmente lo scordero’, anche se i nostri rapporti si sono limitati a quella iniziale conoscenza.

Questo mio tipo di “sentimento” verso quella persona io lo chiamo “imprinting” e credo che sia comune ai molti che hanno un debito di riconoscenza verso chi, disinteressatamente, li ha aiutati per la prima volta.

In seguito sono tornata anche io (da esperta) nell’area di arrivo alla ricerca di persone da aiutare. Altre volte le ho incontrate che si aggiravano spaurite nei luoghi che visitavo. A tutte ho dato informazioni, a molte ho dato un aiuto sommario… ad alcune ho fornito i primi oggetti ed i primi insegnamenti su come muoversi e comportarsi.

Queste ultime credo che nutrano nei miei confronti lo stesso sentimento da me nutrito nei confronti di colui che mi ha aiutata quel giorno in cui sono “nata” in SL. Mi sono riconoscenti a livello profondo e credo che mi terranno nella loro lista delle amicizie per tutto il tempo in cui saranno presenti in SL.

Con questo post, dato che so che mi leggono, vorrei salutare Alex, Catia e Bob, tre “ragazze vere” con le quali ho creato una specie di sisterhood (sorellanza) che, spero, durera’ a lungo.

I monnezzari

29 maggio 2007

Una cosa che in passato mi sconvolgeva, leggendo di taluni atteggiamenti nel mondo occidentale, che venivano raccontati sia in TV sia nei settimanali, era quella delle persone che andavano a rovistare nell’immondizia dei vicini per scoprire quei “segreti” che potevano essere trovati nei documenti, nelle lettere, nelle fotografie e nelle varie cose che potevano essere state gettate.

Da noi la monnezza e’ monnezza; rappresenta il rifiuto, la scoria, lo sporco, qualcosa addirittura di “intoccabile” se non da chi e’ incaricato di smaltirla. Sarebbe inconcepibile andare a rovistarci dentro, se non in casi di indigenza a livelli subumani oppure in casi in cui fossero in corso indagini giudiziare.

Una persona che si comportasse in tal senso, cioe’ andasse a cercare nell’immondizia documentazione varia al solo scopo di scoprire i “piccoli segreti familiari” dei vicini, qui sarebbe messa in manicomio dopo due ore.

Eppure ho letto che in occidente (negli Stati Uniti soprattutto) tale atteggiamento e’ cosi’ diffuso che ormai, quasi tutti, prima di gettare qualcosa nel bidone dell’immondizia domestico, attuano una procedura tale da ridurre il rifiuto in poltiglia.

Questo mondo e’ ormai un ambiente in cui non si e’ piu’ liberi neanche di disfarsi di un “ricordo” senza dover rendere conto delle nostre azioni a chi ci vuol controllare.

E poi ci sono gli innamorati delusi che si sentono traditi. Chi dopo un bacio crede di essere gia’ sposato, chi dopo aver scopato (anche a pagamento) accampa diritti di proprieta ridicoli e chi non accetta minimamente il desiderio altrui di andarsene per la propria strada allorquando la vita insieme puo’ essere diventata un inferno.

Ricordo chi andava a “rovistare” nei messaggi della mia segreteria telefonica sperando (scioccamente) che non avessi cambiato il codice di “default”, oppure chi avrebbe venduto l’anima pur di poter accedere alla cartella documenti del mio PC.

Che cosa rappresenta questa bramosia patologica di conoscere gli affari altrui? Da cosa deriva questa passione insana che porta a considerare proprieta’ privata cio’ che non puo’ essere proprieta’ di nessuno? Perche’ questa “mania di controllo” perpetua che non si estingue mai?

Il fatto divertente, poi, e’ che le stesse persone che rovistano nella monnezza altrui si arrabbiano molto quando qualcun altro fa la stessa cosa con loro… solo che alcuni di costoro, diversamente da me, si sono dimenticati di cambiare il “codice di default” della loro esistenza 🙂

L’Am-Antide religiosa

28 maggio 2007

Meta’ amazzone e meta’ mantide. Bellissima!

Rifacendomi ad un commento di Guggenheim che troviamo QUI, mi e’ apparsa, come per incanto questa figura di “demone amazzone”, spietata (anche se spietata non e’ un termine corretto se riferito ad un essere privo di “emozioni”) come l’ insetto ed al tempo stesso irresistibilmente seduttiva, tanto da non lasciare scampo al maschio che la incontra.

Se teniamo conto della repulsione che gli uomini (intesi come esseri umani) provano verso tutto cio’ che ha piu’ di 4 zampe ed a questa uniamo la paura che gli uomini (intesi come appartenenti al genere maschile) hanno della femmina che, una volta accoppiatasi, uccide e divora il maschio trasformandolo in sostanza energetica per poter portare avanti l’atto procreativo, si comprende perche’ tale “demone” terrorizzi chi da secoli detiene (arbitrariamente e senza aver ricevuto alcuna “delega”) le chiavi della stanza dei bottoni.

Come biologa ho avuto modo di studiare il comportamento degli insetti e devo dire che, tale conoscenza, mi ha fatto (e mi fa) avere nei loro confronti una forma di rispetto tale da considerarli esseri biologici “perfetti”.
Sono animali antichissimi e sono riusciti a sopravvivere a tutti gli sconvolgimenti planetari. Sono i veri “dominatori” di Gaia e sono convinta che saranno ancora su questo pianeta quando noi non esisteremo piu’.

L’unica fortuna per noi, esseri pensanti dotati di sentimenti, di emozioni, in grado di giudicare cosa sia bene e cosa sia male ma, al tempo stesso, anche in grado di modificare le sorti del pianeta fino a portarlo alla distruzione, e’ che gli insetti sono piccoli e possono essere schiacciati con un piede…

Ma se fossero belli grossi chi li fermerebbe?

Una domenica di Maggio

27 maggio 2007

Stavo notando (ed avrete notato anche voi) come, nelle ultime settimane, il numero dei miei post mensili si sia notevolmente ridimensionato.

Le ragioni per tale “rallentamento” sono, come ho gia avuto modo di dire, diverse.
La prima e’ il completo disinteresse per tutto cio’ che fino a pochi mesi fa sembrava essere il mio “pozzo delle idee”, e cioe’ l’immondezzaio.

Molti di voi che mi “conoscono” (virtualmente parlando) sanno quanto questo Blog sia nato in reazione a determinati avvenimenti che si sono svolti nell agosto-settembre del 2006 che riguardavano, appunto, tutto un’ambiente “forumistico” che mi aveva incuriosita fin dal 1999-2000, e nel quale avevo avuto modo di “scontrarmi” (a volte a livelli che hanno rasentato il “penale”) con vari personaggi che hanno sempre ritenuto “inopportuna” la mia presenza all’interno dei loro “orticelli privati”.

Per vari mesi, in questo Blog, si e’ parlato di forum e di puttanieri. Spesso sono stata talmente noiosa e ripetitiva che se mi rileggo adesso tendo ad addormentarmi anche io…

Di punto in bianco, come per magia, tutta questa mia voglia di rapportarmi (e di relazionare) con quel mondo ottuso, stantio e maleodorante di banalita, e’ scomparsa ed ha lasciato spazio ai ricordi, alle emozioni, alle sensazioni derivanti dalle mie esperienze di vita che, grazie ad un viaggio a ritroso nel tempo, stanno donandomi, rileggendole in una nuova ottica, consapevolezza e tranquillita’.

Suddenly, direbbero in inglese, dalla sera alla mattina, ho interrotto i miei legami con certi “link” che mi portavano in determinati siti web, e da quel momento non ho piu’ letto una sola parola di cio’ che fino a poco tempo fa ritenevo (a torto) interessante.

Inoltre, da qualche settimana, e’ iniziata la mia avventura nel mondo virtuale di Second Life. Cio’ mi lascia sempre meno tempo a disposizione per scrivere post lunghi nel Blog.

Poi ci sono gli impegni personali, i progetti, il tempo da dedicare agli affetti, agli amici, alla mia persona… alla primavera.

Con questa mia “nuova impostazione” e’ logico che il numero dei miei post si riduca drasticamente, pero’ sono contenta perche’, sfrondando e setacciando, cio’ che resta sedimentato e’ quel “succo” che per tanto tempo avevo tentato di produrre ma che non ero mai riuscita ad ottenere e che spero piaccia anche a voi.

Pavoni

27 maggio 2007

Il potere delle donne

25 maggio 2007

Premetto, innanzi tutto, che sono contraria all’istituzione del matrimonio ed a tutte quelle unioni che vengono stabilite “per legge”.
Contratti e scritture private di qualsiasi tipo che intendono “inscatolare” i sentimenti ed i desideri delle persone, per me restano soltanto degli inutili orpelli che la mia mentalita’ si rifiuta di rispettare. Di conseguenza sono contraria anche ai DI.CO.

Mi sorprendo di chi lotta ostinatamente per conquistare (o per osteggiare) questa legge che io reputo come qualcosa di serie B. Meglio il nulla piuttosto di un surrogato, ma vedo che molte persone ne sono coinvolte, sia da una parte che dall’altra.

C’e’ chi si attribuisce il ruolo di “difensore della civilta’”, imbastendo intorno al matrimonio ed alla famiglia tutta una serie di discorsi retorici, scontati e banali, che si rifanno ai “valori cristiani”… come se “cristianita’ fosse sinonimo di civilta’”.
Poi c’e’ chi, dall’altro lato della barricata, obietta che l’unione fra due esseri umani non puo’ essere soltanto quella indicata dal sacramento cristiano ma che deve essere “codificata” attraverso altre “carte bollate” ed attestati notarili…

Non entro nel merito della discussione che contrappone questi due diversi modi di pensare perche’ non li sento miei, anche se propendo ad avere piu’ simpatia per i sostenitori dei D.I.C.O. piuttosto che per i “moralisti” che credono di vivere ancora ai tempi di Papa Sisto IV.

Comunque su questo argomento, dato che molti sostenitori dei D.I.C.O. sono omosessuali, la prima cosa che mi viene da pensare e’ che fra uomini e donne esiste una differenza abissale in termini di problematiche e di metodi per risolverle.
Mi sorprendo infatti di come molte persone, che io reputo attente, non si siano rese conto che una coppia omosessuale maschile ha problematiche completamente diverse da una coppia femminile, e che le due problematiche non possono essere risolte comunemente utilizzando lo stesso “modello”.

Voglio dire che se la motivazione principale che spinge le coppie omosessuali a richiedere fortemente questa legge e’ quella di voler “formare una coppia” nella societa’ che dia anche il diritto ad avere (o ad adottare) figli, uomini e donne sono, anche in questo caso, su piani decisamente diversi.

Infatti mentre due uomini omosessuali che intendono avere figli NECESSITANO di tale legge perche’ altrimenti (non potendo procreare) non potrebbero mai accedere all’adozione, due donne omosessuali possono tranquillamente farne a meno in quanto possono concepire tutti i figli che desiderano senza dover render conto di cio’ a nessuno.

Il grande potere delle donne (che gli uomini non hanno) risiede infatti nella capacita’ di poter “scegliere” di procreare, di poterlo fare in qualunque condizione sociale e con qualsiasi partner esse scelgono.

E questo credo sia cio’ che gli uomini (cioe’ coloro che da millenni guidano il CdA) ci invidiano e non riusciranno mai a sopportare.

Sincerita’ e menzogna

24 maggio 2007

La menzogna e’ piu’ naturale della sincerita’? La mia esperienza dice di si’.

Credo che l’atteggiamento spontaneo dell’animale uomo (inteso come essere umano) sia proprio quello di manipolare ad arte le parole per ingannare il prossimo, e mentre la sincerita’ necessita di uno sforzo psicologico, la menzogna scivola via senza alcun tipo di ostacolo.

L’intera storia dei popoli e’ costruita sulla menzogna… i rapporti umani (qualsiasi essi siano) sono fondati sull’insincerita’. Tanto che la persona “sincera” viene indicata come “esempio”, quasi a voler dimostrare che solo determinati individui (gli eletti) sono in grado di vincere la “forza di gravita” che inevitabilmente riporta tutto sul terreno dell’inganno.

E’ una visione pessimistica la mia?

Ma quanti hanno creduto alle parole di chi assicurava amicizia, fedelta’… amore? E quanti sono stati ingannati da restarne “bruciati”, al punto tale, poi, di vestire gli stessi panni di coloro che li avevano traditi?

Si puo’ assicurare di essere al cento per cento sinceri/e? Di esserlo sempre stati/e? Che sempre lo saremo?

Se potessimo farlo diremmo, sinceramente, una bugia.

Dorian Gray

23 maggio 2007

Si aggirano in un mondo in cui tutto (o quasi) e’ possibile. Il virtuale non e’ altro che lo specchio della loro anima.

Poco si interessano agli altri. Sono concentrati su se stessi e non immaginano che, dall’altra parte dello schermo, possa esserci un’altra persona che, come loro, pensa, gioisce, soffre… vive.

L’egoismo esistenziale li domina in un “mondo” in cui le regole sono ancora tutte da scrivere.
Etica e morale, per loro, sono soltanto parole vuote.

L’avatar prende vita, agisce, si muove, compiendo a volte le azioni piu’ discutibili…piu’ abiette.

Esso non cambia, non invecchia, non si corrompe: resta immutabilmente bello, giovane… eterno.

L’anima di chi lo gestisce, invece, come fosse il ritratto di Dorian Gray, assume sembianze sempre piu’ mostruose. Le sembianze di chi ha preso a modello, come proprio stile di vita, la degradazione morale ed etica e con essa intende dar vita ai propri sogni.

L’avatar e’ l’immagine del sempre giovane Dorian, mentre l’anima, quella vera, quella di chi digita sulla tastiera, e’ il ritratto.

Sarebbe meglio che il “velo” che nasconde alla vista quel “ritratto maledetto”, che viene tenuto celato nella polverosa soffitta della loro mente, non venisse mai alzato.

Sarebbe meglio che evitassero di guardarsi allo specchio, perche’ quello che vi vedrebbero riflesso potrebbe riempirli d’orrore.

For my eyes only

22 maggio 2007

“Signorina, lei non e’ italiana, vero?”
Me lo sentivo spesso chiedere ancor prima che, con il mio accento, proferissi una sola parola, e quando poi chiedevo spiegazioni, e cioe’ da cosa lo avessero capito, mi rispondevano “dagli occhi”.

Dalle mie parti di occhi come i miei se ne vedono, non sono cosi’ particolari, ma in Italia hanno sempre suscitato un certo interesse…

Se devo essere sincera non potrei definire per loro un preciso colore. Non so se siano verdi, grigi, azzurri… non l’ho mai saputo.
Da sempre, allo specchio, li ho visti chiari, come quelli di mia nonna: stessa iride piu’ marcata ai bordi, stesso taglio un po’ “tartaro”… ma chiari.

Qualcuno mi ha confessato che e’ difficile riuscire ad individuarne il colore esatto tanto cambiano in relazione all’ambiente circostante. In un interno sono sempre verdi, all’aperto, nelle giornate nuvolose, diventano grigi, mentre al sole assumono la tonalita’ azzurra del cielo.

Solo pochi clienti hanno visto i miei occhi “dal vero”.

Esercitando li nascondevo dietro a lenti colorate dei colori piu’ diversi. Usavo spesso quelle blu e ricordo una recensione su C69 che mi descriveva con “dangerous blue eyes”…

Ma erano le lenti, non i miei occhi.

Quelli li ritengo personali… privati. Talmente privati che ho sempre avuto pudore a mostrarli. Molto piu’ pudore di quanto ne abbia provato mostrando tutto il resto.
Potrei uscire nuda senza vergognarmi, vi assicuro, ma per quanto riguarda gli occhi non riesco proprio ad essere disinibita.

Una persona un giorno, intendendo farmi un complimento, mi disse che erano i gioielli che indossavo solo in speciali occasioni, e solo con chi volevo io; perche’, come con i gioielli, per indossarli e sentirmi a mio agio dovevo fidarmi di chi avevo di fronte.

Attenzione: personalita’ sdoppiate, multinick e multiavatar in Second Life

21 maggio 2007

So che e’ un argomento affrontato altre volte, soprattutto quando ha riguardato i forum, ma ogni volta che mi trovo a dover relazionare con dei personaggi che hanno il vizietto di nascondersi sotto mille forme diverse, scopro sempre qualcosa di nuovo che mi stimola scrivere riguardo ad un fenomeno che (secondo me) e’ significativo di una determinata patologia che con internet ha avuto modo di diffondersi in modo esponenziale.

Sappiamo tutti chi sono i multinick e di come costoro riescano a ridurre i vari forum alla stregua di veri e propri immondezzai: personalita’ disturbate che “cambiano d’abito” a seconda della convenienza e che si divertono ad ingannare in modo tale da far perdere di credibilita’ a qualsiasi argomento trattato.
La motivazione (quella che cercano di spacciare per vera) e’ che, per loro, cio’ rappresenta un gioco, un modo di divertirsi e che quindi non ha alcun significato malevolo.

Secondo me, invece, cio’ e’ conseguenza di una patologia che portano “dentro”. Una sorta di mistificazione eterna del proprio se’ che si esplica in un comportamento borderline la cui causa e’, probabilmente, un qualche trauma psicologico(che un mio amico chiamerebbe “stronzaggine”) che li porta a “frammentare” la personalita’ in mille rivoli che si perdono ovunque, lasciando dietro di se’ solo il nulla.

Tali personalita’ sono presenti anche in Second Life e durante le mie peregrinazioni virtuali in quell’Universo ho avuto modo di conoscerne alcune.
Il “multiavatar” gestisce, di solito, una coppia di avatar, quasi sempre un uomo ed una donna che portano avanti una sorta di sceneggiata degna di uno spettacolo teatrale messo su’ dai pazienti di una clinica psichiatrica.
Ho assistito a dei veri e propri “corteggiamenti” fra due avatar gestiti da un unico disturbato mentale e devo dire che era materiale per un trattato di psicopatologia.

Altro fatto significativo e’ che quando sono “sgamati”, questi personaggi mettono in atto un processo di “negazione” e continuano, nonostante tutto, a recitare la loro parte, assumendo molto spesso dei comportamenti inquietanti al pari di quelli che hanno reso famoso di Antony Perkins nel memorabile film di Hitchkock

Per il momento, ne ho scovati alcuni ma conto di sputtanarne un bel po’ prima dell’indigestione da SL che, sento, arrivera’ molto presto.
Il primo che ho sgamato e’ un sedicente catanese il cui avatar principale porta nome Flyermind Rossini. Agisce gestendo vari avatar (Perla Coche, Oloponti Ewing e Cloud Bates sono i principali, ma ne ha sicuramente altri) e con questo branco di “pupazzi” si “autoreferenzia” in modo tale da procurarsi la “credibilita’” necessaria per svolgere affari all’interno di quel mondo virtuale.

Altro pisquano appartenente alla famiglia dei cerebrolesi da PC e’ un tal californiano che gestisce gli avatar di Armand Decosta, Izzy Jewell, Derf Jewell, Jazmine Lane, Teanna Nomura ed altri. Questo personaggio si comporta in modo tale da “creare” situazioni complicatissime (e surreali) nelle quali tende ad infilare coloro che capitano nella sua “rete demenziale”, quasi fosse un “Grande Fratello”

Perche’ scrivo questo? Lo scrivo perche’ so che molte delle persone (spero corrette) conosciute in SL leggono il mio blog e vorrei metterle in guardia qualora dovessero imbattersi in costoro.