A proposito del nickname e dell’avatar


Perche’ il mio nickname ed il mio avatar?

Devo essere sincera, qui non si tratta di stabilire se sia nato prima l’uovo o la gallina, cioe’ se io abbia prima scelto il nick e di conseguenza l’avatar o viceversa. Fu un tutto uno e adesso vi racconto come nacque l’idea di accostarmi a quel personaggio dei fumetti che tutti conoscono con il nome di Chiara di Notte.

SULL’AVATAR

C’era un tempo in cui, molto tempo fa, anche io come la nostra amica del fumetto esercitavo l’antico mestiere.

Oh si, certamente ero su un piano diverso rispetto a lei. Lei e’ una stradale. Il suo palcoscenico sono le strade ed i lampioni, mentre il mio erano le stanze e le suite dei grandi alberghi. I suoi abiti di scena erano strettissimi corsetti, minigonne, mentre i miei erano completi e tailleur di Armani, Mugler o Versace, ma a parte queste differenze, piu’ formali che sostanziali, trovai il personaggio veramente affine a cio’ che era l’immagine che io avevo di me stessa. I clienti stessi di Chiara erano cosi’ tipicamente VERI che spesso in loro ne riconoscevo qualcuno dei miei.

E poi l’ironia del personaggio, quel disincanto, quel rapportarsi alla “vita” (intesa anche come “mestiere”) non con le paure dei pregiudizi “morali” o con i dubbi tipici che affliggono le donne non convinte di cio’ che fanno, bensi’ con quella gioiosa tranquillità di chi e’ “consapevole” di dominare la propria esistenza e non di esserne dominata.

L’immagine stessa dell’icona cosi’ somigliante alla sottoscritta anche fisicamente (porta anche quei classici orecchini a cerchio cosi’ comuni fra noi ragazze dell’est), una volta indussero un amico, con il quale in quel momento stavo leggendo il fumetto e con lui ridendo delle battute esilaranti, a dirmi “Ehi… ma questa sei tu!”

Fu un amore a prima vista… una folgorazione… non per lui, per lei!

Presi quindi la decisione di interpretarla nei forum secondo il mio stile. Uno stile che mettesse in luce quell’aspetto scanzonato del personaggio ma che fosse calato in un contesto piu’ attinente a quella che ero io: prostituta d’alto bordo.


Scelsi come primo avatar, quello di una Chiara inginocchiata, in una posa che io spesso ho quando ascolto chi mi sta di fronte. La mano sotto al mento.

Volevo infatti pormi come interlocutrice il cui intento era quello di far riflettere il mondo maschile, fruitore a volte compulsivo di un determinato servizio, su cio’ che spesso passava nella mente di chi, in quel momento e da piu’ parti, era ritenuta dotata di sola fisicita’ e di scarsa cerebralita’.

Esordii quindi nel lontano 2000 intervenendo con tono canzonatorio in un 3D in cui i “maschietti” si vantavano delle loro “misure”… creai un putiferio!

Solo da poco piu’ di un anno ho cambiato l’avatar sostituendolo con quello attuale. Ritengo, durante il mio percorso di vita di questi ultimi anni, di essere cambiata. Presa coscienza di questo fatto ho scelto una nuova immagine che corrispondesse maggiormente a cio’ che sentivo e che sento di essere. Mi sono elevata dalla posa di sottomessa concubina, mi sono spogliata di quel fiocco nei capelli che mi faceva apparire tanto ingenua ed ho deciso di indossare un corpetto in latex e di “ammiccare” in modo esplicito a chi avra’ desiderio di cogliere il mio messaggio.

SUL NICKNAME

L’ossimoro creato dal nome tradotto in italiano “chiara di notte” (in magiaro, in ceko ed in slovacco questo ossimoro non esiste in quanto e’ conosciuta semplicemente come Klára), si e’ prestato molte volte alle interpretazioni piu’ diverse, dando modo di esprimermi secondo cio’ che io ritengo sia uno dei lati piu’ curiosi del mio carattere: la ricerca degli estremi fino a giungere alla linea di confine in cui questi si uniscono chiudendosi a cerchio.

Sono sempre stata affascinata da questo aspetto. Apprezzo cio’ che e’ posto agli estremi di una determinata scala e non tanto cio’ che vi sta nel mezzo.

Le persone banali apprezzano cio’ che non e’ ne’ carne ne’ pesce, la scala di grigio anonima ed insapore, un po’ di questo ed un po’ di quello, credendo in questo modo di avere un po’ di tutto… In realta’ non hanno ne’ la carne ne’ il pesce… non hanno niente e saranno grigi come grigie saranno le loro scelte di vita, grigi i loro abiti, grigie le loro auto, grigi/e i/le loro partner…

Negli estremi della scala sta invece, secondo me, la vera essenza di cio’ che io ritengo sia degno di essere vissuto. Vedo gia’ troppo grigio con i miei occhi per desiderare di vederlo anche dentro la mia anima, ed i colori che non potro’ mai vedere se non sottoforma di tonalita’ di grigio, li ricreo dentro ai miei sogni fino ad estremizzarli ai due lati della scala. Non saro’ mai grigia, mediocre, banale… voglio esplorare tutti i colori in modo cosi’ deciso da raggiungere gli estremi della gamma, dove il bianco puo’ fondersi con il nero ma mai nel grigio.

Mi spoglio delle convenzioni, del peso dei pregiudizi, rimango nuda ed esploro le mie sensazioni ondeggiando fra gli estremi: caldo e freddo, dolce e amaro, forte e debole… piacere e dolore.

Chi mi ha conosciuta, non solo virtualmente, sa di questa mia passione spinta dalla curiosita’ che e’ un’altra caratteristica che credo di possedere.

Sono quindi chiara e scura, luminosa anche nell’oscurita’… Chiara di Notte.

Il nickname e l’avatar si attagliano a me in modo perfetto, unendo il tutto in un qualcosa di simbiotico e di indivisibile a cui credo di essere ormai indissolubilmente legata.

7 Risposte to “A proposito del nickname e dell’avatar”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    purtroppo io ti conosco solo da pochi mesi, ma in questo periodo ho sentito la curiosità di approfondire la tua vita precedente alla nascita di questo blog.

    Ricordo che ciò fu in parte dovuto alla tua reazione all’interrogativo di alcune mie colleghe che si posero, a suo tempo, la domanda se tu non potessi essere, forse, un uomo. Solo in seguito ho saputo che sui forum si era discusso, per tanto tempo, se dietro il tuo personaggio virtuale ci fosse una donna, un uomo, un gay o un gruppo di simpatici ragazzi bontemponi.

    Io non ho nessun dubbio che sei quello che affermi (una ex escort), però ritengo che il mistero legato alla tua natura virtuale abbia davvero reso il tuo personaggio irresistibile: un qualcosa di irraggiungibile, questo è, secondo me, l’aspetto più affascinante della tua virtualità. Ha ragione Illustre1996 quando sostiene che la cosa più seducente (tutta da godersi) è il viaggio infinito per trovarti e non raggiungere, per così dire, “la terra promessa”.

    Pensandoci adesso, non so se queste voci relative al tuo personaggio, sono state casuali o le hai alimentate, astutamente, tu per creare questo eccitante mistero attorno alla tua figura virtuale.

    Per concludere devo dire che la tua scelta a proposito del nickname e dell’avatar è stata molto azzeccata, perché la protagonista di questo fumetto è davvero bella e simpatica e so per certo che è molto orgogliosa di assomigliare te (me lo ha detto il suo Paolino).

    Tanti saluti dal tuo Davide

  2. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Grazie Davide per il tuo commento. Ho apprezzato non tanto i complimenti quanto il fatto di aver percepito che tu HAI COMPRESO ESATTAMENTE IL SENSO DEL MIO DISCORSO.

    Io tendo a dire e non dire in una sorta di balletto che per molti puo’ risultare fastidioso ma per chi ha un minimo di cultura legata al desiderio di scoperta, piu’ che all’ottenimento del premio, cio’ e’ senz’altro stimolante, credo.

    E stimolare, creare interesse, relazionarsi in modo interattivo (anche se autocelebrativo come in un blog) dovrebbe essere l’aspirazione di ogni buon blogger. Maschio o femmina che sia.

    Purtroppo non molti ci riescono e l’aver percepito di aver creato una breccia anche in coloro che all’inizio mi erano acerrimi nemici (come illustre1966) mi riempie di soddisfazione.

    Nononstante molti di coloro che mi hanno sempre avversata in questi anni, e sono giunti persino ad invadere la mia privacy, non lo dichiarino (per vergogna o per orgoglio), sono certa che mi leggono curiosi ogni giorno per vedere cosa ho da dire…

    Non crediamo alle fandonie che raccontano sui forum in cui si vantano di non leggermi piu’. Essi sono i miei lettori piu’ accaniti perche’ soffrono ed allo stesso tempo vorrebbero capire le ragioni per le quali io resista ad ogni assalto uscendone volta rafforzata (e questo lo spieghero’ in altro post).

    Su Paolino avrei un’ultima cosa da dire in quanto e’ un personaggio del fumetto che non e’ marginale come si puo’ credere.

    Paolino per la prostituta e’ ogni figura (maschile o femminile) alla quale la prostituta deve pensare e che motiva le sue scelte di vita.

    Paolino puo’ essere la sua famiglia al Paese natale sempre in attesa di soldi, un marito disoccupato da campare, un fidanzato pappone del quale e’ innamorata oppure davvero lo stesso figlio bisognoso o, addirittura, se stessa.

    Ogni prostituta ha un Paolino nella sua vita che senza di lei non sopravviverebbe.

  3. davide Says:

    Cara Chiara,

    grazie per la bella risposta che hai dato al mio post. Sono certo che chi ti ha avversata in questi anni continua a leggere curioso le cose che scrivi. Sono convinto che anche il nostro amico Ughetto ti legge sempre con invidia. Come avrai notato da parecchio tempo sul suo blog non scrive più niente e sono certo che ciò è dovuto al fatto che lui vorrebbe scrivere di te: ma non lo può fare perché così dimostrerebbe che era vero quello che tu, a suo tempo, dissi e, cioè, che lui pensava sempre a te. Devo dire che questo personaggio patetico ma fa tenerezza, perché immagino quanto deve soffrire, straziato fra il desiderio di scrivere di te e, di fatto, l’impossibilità di farlo senza ammettere la sua totale sconfitta nei tuoi confronti. Ora che hai vinto non vorrei che tu stravincessi infierendo sul povero Ughettino. Non so se anche lui ha contribuito ad invadere la tua privacy, ma se lo ha fatto credo che dovresti perdonarlo, perché lui, essendo di fatto ancora un bambino, non si rendeva conto di quello che faceva.

    Per tornare adesso alle cose serie ho trovato davvero interessante le cose che hai detto sul personaggio Paolino. Molte ragazze che ho conosciuto in questi anni che esercitavano il mestiere avevano un bambino o anche due nel loro paese di origine. Alcune mi hanno raccontato delle storie davvero toccanti – per lo più erano ragazze rumene – delle loro vita. Quello che mi ha colpito è che queste ragazze hanno subito cose terribili, ma hanno sopportato e sono andate avanti perché volevano aiutare la loro famiglia e soprattutto i loro bambini rimasti a casa, di cui, alcune volte, i loro padri si disinteressavano. Se ho detto tante volte che io ho trovato le ragazze che esercitavano questo mestiere gente per bene, molto spesso meglio delle altre, è perché è vero.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  4. ugosugo55 Says:

    devo dirti la verita,non conosco bene le avventure del fumetto,pero il tuo avatar m’ispira piu che un desiderio sessuale,la voglia di andare in giro per il mindo a far casino e a prendere i paolini per il culo!!!!!!!!1
    forse perche mi riporti agli anni in cui ero il protagonista di goliardate pazzesche.
    ti diro che il mio soprannome in una localita marina famosa era “il falco” e la mia compagnia era molto richiesta………e non solo dagli amici.
    ma erano altri tempi e la concorrenza era poca!!!!!!!!!!
    :-)))))))

  5. davide Says:

    Cara Chiara,

    vorrei tornare un attimo sulle ragazze che esercitano il mestiere e tante volte hanno un “Paolino” nel paese natale che devono mantenere. Non vorrei essere frainteso, quando ho detto che queste ragazze hanno subito cose terribili. Ogni ragazza che ho conosciuto aveva una propria storia, più o meno drammatica, quindi non si può certo generalizzare. C’era chi aveva subito veramente cose terribili e c’erano quelle, più fortunate, che avevano iniziato questa attività per libera scelta, per fare tanto denaro in poco tempo. Per raccontare queste cose devo dire che di alcune di loro, soprattutto rumene, ero diventato amico, perché non è che esse raccontano tutto al primo cliente che passa. Una cosa che ho notato è che tutte esercitavano questo lavoro con dignità e se qualcuna, forse, rubava ai clienti, probabilmente era perché dietro c’era qualche pappone ingordo che non era mai sazio.

    Comunque la motivazione più forte che le spingeva a fare questo lavoro era quasi sempre la necessità di aiutare la loro famiglia – ormai sappiamo bene quanta miseria ci sia in certi posti – soprattutto i loro bambini, di cui esse erano molto orgogliose. Ricordo che mi resi conto che i loro genitori sapevano, in realtà, il lavoro che facevano; però loro ci tenevano, soprattutto, a che i loro figli non sapessero la verità e si sentivano in imbarazzo quando loro insistevano a fargli domande su questo punto (purtroppo persone invidiose e cattive raccontavano ad essi cosa facevano le loro madri in Italia).

    Naturalmente non tutte avevano figli, ma tutte o quasi avevano qualcuno da aiutare al paese natale; alcune avevano provato a fare un lavoro regolare, ma essendo, per lo più, sottopagate riuscivano a stento a pagarsi l’appartamento e dopo un pò, una buona parte, ritornava prostituirsi. Una bella ragazza della zona di Costanza mi chiese di sposarla, ma io gli dissi che una donna non dovrebbe sposare un uomo solo perché sta bene economicamente ma perché ne è innamorata e poi la differenza di età tra me e lei era troppo grande. Di questa ragazza e di sua cugina (sempre ammesso che fossero cugine) conservo un ricordo molto bello. Ormai sono alcuni anni che non le vedo più, spero tanto che abbiano risolto, nel frattempo, i loro problemi; se per caso leggono il tuo blog vorrei mandargli un caloroso saluto.

    Per concludere tu nel tuo post parli di ragazze che si sono innamorate dei papponi. La cosa che più mi ha stupito è che ho conosciuto una ragazza rumena, amica di quelle due cugine di cui ti ho parlato sopra, che si era innamorata del suo pappone albanese e tutti i soldi che guadagnava li dava a lui e lei non voleva niente. Era una ragazza intelligente e io e le altre ragazze di cui ti ho parlato abbiamo cercato di fagli capire l’assurdità del suo comportamento: ma non c’è stato niente da fare, perché ha detto che lei si sentiva felice così.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  6. Alexia Says:

    Par me rimani sempre un Falco!

    E’ facile pensarti,
    come sospeso tra cielo e terra,

    come a controllare il mondo che ti circonda.

    E se poi chiudi gli occhi, allora sei ancora nel sogno,

    perché il tuo sogno verrà ripagato.

    Ti ho visto volare, come fossi il figlio del vento,
    e il custode della tua terra.

    E forse comandi i venti del nord ma mi piace pensarti al primo volo della primavera.

    Per questo rimani vivo, dove ogni petalo può ancora viverti per poi spiccare il sogno verso l’infinito.

  7. Chiara di Notte (Klára) Says:

    Grazie falchetto…

    Ti seguo sempre anche io😉

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