Archive for gennaio 2007

Una riflessione

31 gennaio 2007

Scrive Milan Kundera:

“Chi si dà all’altro come un soldato si dà prigioniero, deve prima consegnare tutte le armi. E così privato di ogni difesa, non può fare a meno di chiedersi quando arriverà il colpo”

Vale solo in amore? O anche nell’amicizia?

Non sono pronta a darmi nel modo in cui Kundera scrive e chi avesse creduto di “possedermi” deve comprendere che il mio libero arbitrio e’ cio’ che prevarra’… sempre!

A meno che non mi dia prigioniera.

Risposta breve a Dubbioso

31 gennaio 2007
Vedo che continui a credere Manuela75 un doppio nickname della sottoscritta.

Beh, sei in errore innanzi tutto perche’ non credi alle mie affermazioni (che sono vere) e cioe’ che posseggo un unico nick, ma poi ci sono altre ragioni che ho esposto in un post precedente a questo.

Ti faccio notare solo questo periodo scritto da lei: “Io, diversamente da chi sostiene che le donne non scrivino perchè ostacolate, penso che le donne non scrivino perchè non minimamente interessate ad interagire con questo genere di utenza maschile”

Non sono di lingua madre italiana ma credo che il congiuntivo presente in terza persona plurale si scriva (appunto) “scrivano” e non “scrivino”.

Ti basta o vuoi altri esempi?

I cyberpappa

31 gennaio 2007

Credo di essere stata la prima ragazza in Italia (o forse una fra le prime), ai tempi in cui internet stava diventando un mezzo di comunicazione e pubblicitario abbastanza diffuso, a creare un sito web “personale” sul quale propormi come escort.

Era il 1998 e mi ricordo che molte delle modelle che si proponevano come escort per un certo livello di clientela, erano solite mettere annunci tramite i quotidiani italiani ed esteri, con la classica sigla che precedeva il messaggio “A.A.A.”, oppure lavorando per agenzie che mostravano ai clienti i book fotografici.

Non parlero’ delle agenzie che’, ovviamente, operavano al limite della legalita’ commettendo palesemente il reato di favoreggiamento, ma gli annunci sui quotidiani si dividevano in due fasce: quelli fatti e gestiti direttamente dalle ragazze e quelli invece in cui pensava a tutto “qualcun altro”.

Questo “qualcun altro” era a volte il compagno innamorato della ragazza oppure un improvvisato “manager” che metteva a disposizione il suo documento (le testate editoriali richiedevano i dati anagrafici ed il numero fiscale per pubblicare un annuncio), in cambio di una percentuale sull’incasso oppure in cambio di “favori sessuali” gratuiti.

Compresi immediatamente che con internet qualsiasi ragazza avrebbe potuto rendersi indipendente sia dalle agenzie che dai “manager improvvisati” ed allo stesso tempo poteva abbassare notevolmente i costi di pubblicita’ (un annuncio sul Corsera costava circa 500.000 alla settimana… per non parlare dei costi sull’ Herald Tribune!), soprattutto se era abile a smanettare in HTLM e poteva fare a meno del webmaster.

Quando uscii quindi con il mio sito web, emulazione di quello di Elisabeth di Sidney e di altre ragazze anglosassoni che gia da mesi stavano usando il mezzo informatico), arrangiato, grezzo ma efficace in cui mostravo le mie foto (se pur a volto coperto), ritenni di aver realizzato un piccolo “capolavoro”… soprattutto per quanto riguardava la vera cosa che m’interessava: la mia indipendenza.

Ho sempre osteggiato coloro che hanno sempre “tentato” d’inserirsi negli “affari” personali delle ragazze che esercitano il meretricio poiche’ tale professione, secondo me, non contempla la “collaborazione” con intermediari (uomini o donne che possano essere)… almeno non in una realta’ come quella italiana in cui tali personaggi, da sempre, assomigliano piu’ a squallidi approfittatori che a reali manager.

Le ragioni per le quali in Italia i comportamenti di tali individui sono piu’ simili a quelli illeciti degli “usurai” che a quelli leciti delle “banche” sono da ricercarsi nella legge Merlin la quale ha tramutato la professione di prostituta (e tutto cio’ che ci gira intorno) alla stregua di un’attivita’ criminale al pari dello spaccio di droga.

Ed ovviamente in questo giro “borderline” spesso bazzicano personaggi di dubbia statura morale che si “arrangiano” a cercare di spennare qualche povera fessa spacciando le loro competenze per “essenziali” ed “insostituibili”.

Oggi parlare di siti web indipendenti pare quasi anacronistico, dato che 8-9 anni nell’epoca di Bill Gates rappresentano un arco temporale enorme, ma tutt’oggi rilevo che “quei personaggi”, gli spiantati in cerca delle “fesse da spennare”, i “manager-usurai”, i cyberpappa hanno ancora vita facile… anche se tentano di “riciclarsi” come “amici disinteressati”.

Per esempio, come lo classifichereste uno che intestasse a suo nome un sito web di una prostituta?

Il francobollo piu’ raro?

30 gennaio 2007

L’altro giorno, chattando con uno dei miei amici e confessandogli di come le persone mi contattino tentando di ottenere un appuntamento, ad un certo punto lui se n’e’ uscito con un’affermazione che li’ per li’ ho preso come una battuta ma poi, in seguito, mi ha fatto riflettere.

La frase esatta non la ricordo ma il senso era piu’ o meno questo: “se tu adesso volessi ricominciare potresti chiedere rate triplo rispetto a quello di una volta ed avresti la fila di curiosi che lo pagherebbero pur di potersi concedere la “biblica” conoscenza di Chiara di Notte”.

Ovvio che voleva essere un complimento per farmi capire che adesso, grazie ad un certo “mistero” creato intorno alla mia persona e soprattutto all’essermi “esposta” intimamente tramite gli interventi nei vari forum ed in questo blog, un appuntamento con la sottoscritta assumerebbe per molti il significato di aver raggiunto un “pezzo raro” della collezione.

Nonostante ritenga di avere una minima conoscenza dell’universo maschile, ancora pero’ non riesco a comprendere bene cosa potrebbe motivare un uomo a pagare una cifra assurda (dato che i miei rate non erano proprio a buon mercato) per uscire con una donna ormai non piu’ ventenne.

Possibile che le parole, i pensieri, le idee e le opinioni espresse da un nickname (perche’ tale io sono) riescano a dare un valore aggiunto ancor piu’ dell’aspetto fisico?

Se fosse cosi’, e cioe’ esistessero realmente persone propense ad incontrarmi non tanto per il mio aspetto (del quale pochissimi sono al corrente) ma soprattutto per il personaggio “Chiara di Notte” e per tutto cio’ che ha saputo esprimere sul web, significherebbe che l’escort, quando si parla di livello che e’ oltre la prostituzione, non e’ desiderata solo per il mero rapporto sessuale (cosa che puo’ essere ottenuta da una qualsiasi loft per poche centinaia di euro) ma il cliente e’ quasi piu’ interessato a (scusate il termine) “fottersi la sua testa” piuttosto che il suo corpo.

Purtroppo non ho modo (ne’ voglia) di verificare questo aspetto interessante dell’escorting in quanto, se cedessi alla tentazione, forse avrei il carnet degli appuntamenti pieno ma poi sicuramente mi esporrei ai mitomani ed all’invidia delle persone.

Chi fa una scelta come la mia non torna indietro… ma a volte amo immaginare come sarebbe.

“Chi tende continuamente “verso l’alto” deve aspettarsi prima o poi d’essere colto dalla vertigine. La vertigine e’ la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, e’ il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura” (Milan Kundera)

Tracy Quan… Ma che americanata!

30 gennaio 2007

“È bella, elegante, colta e simpatica. Ha un corpo divino. Quando si presenta a un cliente o ai ricevimenti più esclusivi fa colpo per la raffinata eleganza e la verve. Le signore bene la guardano con invidia, i loro mariti la scrutano con bramosia.
È Nancy Chan, la trentenne-o-poco-più che si è messa a nudo nel Diario (vero) di una squillo di lusso a Manhattan. E che adesso, sposa novella, confessa – in questo nuova puntata del suo diario – di non aver avuto il cuore di abbandonare la professione.
L’eterno fidanzato Matt, ora neomarito, continua ovviamente a non saperne nulla, anche perché quando torna a casa si trova davanti una moglie perfetta che ha cucinato una cenetta deliziosa, portato le camicie in tintoria e riordinato l’appartamento.
Certo, non è facile, per Nancy, destreggiarsi fra un impegno e l’altro, vivendo sotto lo stesso tetto con l’uomo al quale ha giurato “eterna fedeltà”. Se Matt dovesse scoprirla, succederebbe una catastrofe! Ma neppure questa paura la convince a smettere, la sua indipendenza finanziaria e gli sfizi che è abituata a concedersi sono troppo importanti.
Così, giorno dopo giorno, incrementa il consistente gruzzolo che custodisce nella sua personalissima banca: una confezione di assorbenti nascosta in bagno, sotto il lavabo.
Finché un ostacolo apparentemente invalicabile si profila all’orizzonte: Matt vuole metter su famiglia nel vero senso della parola. Vuole un figlio.
Una maternità sarebbe la fine per lei: si è mai vista una prostituta d’alto bordo incinta? E quali drammatiche conseguenze potrebbe avere sul fisico? Possibile che per salvare il matrimonio debba per forza rinunciare alla “carriera”?
Su questa domanda, il diario si chiude. Per ora, perché chi conosce l’intrepida Nancy non si stupirebbe affatto se riuscisse a conciliare ancora una volta il “lavoro” con un marito sempre più esigente e un marmocchio. Ma, per saperlo, bisognerà attendere la prossima puntata!
Brillante come una commedia, Diario (vero) di una squillo di lusso sposata è un irriverente ritratto del matrimonio moderno e dell’infedeltà, una stuzzicante sbirciatina nel mondo del sesso a pagamento, una lettura irrinunciabile per chiunque abbia avuto un segreto o condotto una doppia vita.”

Tutto quanto di cui sopra (and much more) lo potrete avere in 332 pagine al modico prezzo di euro 16 e zero centesimi… un affare!

Non voglio essere scettica e voglio pure ammettere che molto di quanto descritto dall’autrice possa raffigurare una “realta’”… comunque mi pare tanto fabbricata ad uso e consumo di un pubblico lettore anglosassone, sognatore al limite dell’ingenuita’.

Cio’ che mi ha dato veramente fastidio e’ stato il voler spacciare una mera operazione commerciale come un diario VERO di una donna che ha vissuto determinate esperienze.

Non voglio commentare il discorso di lei che tiene celata al marito la sua attivita’ di escort, nascondendo i soldini nella confezione di assorbenti… mi sono immaginata una confezione GIGANTE!

Si sa che gli uomini sono sempre gli ultimi a sapere di essere cornuti ma questo Matt ci fa pure la figura dell’idiota perche’ si sbatte tutto il giorno per portare a casa la pagnotta mentre lei, con delle semplici marchette pomeridiane, si crea i fondi per una scalata alla RCS!

Solo che non parla la furbacchiona… il malloppo se lo tiene tutto per se’, tanto che (leggendo il libro) ho dubitato che fosse una forma di rispetto per lui (non fargli sapere quanto depravata e’) ma solo perche’ piu’ tirchia di una scozzese.

E che dire delle cenette preparate con amore (fra un BJ e l’altro) per quando lui torna a casa la sera?

Io la invidio… dico davvero. Quando tornavo a casa dopo un incontro col cavolo che mi mettevo a cucinare!

E del dramma per la “maternita’” contrastata che la porta a dover operare una scelta drastica di vita ne vogliamo parlare?

Insomma se una persona legge questo diario (vero) si fa subito un’idea chiara della situazione e cioe’: “anche le squillo hanno un cuore e sono umane!”

Eccheccavolo!

Forse ne faranno anche un serial TV con “mascellone” Ridge nella parte di Matt e le puntate si susseguiranno numerose… a 16 euro e zero centesimi ciascuna…

16 euro e zero centesimi, ahime’, buttati nel cesso!

Io e Manuela

30 gennaio 2007

Le diversita’ di vedute fra me e Manuela75 sono evidenti; ne indico solo alcune:

1) Io vedo la professione di escort come un’avventura, come un’esperienza di vita che oltre a far guadagnare tanti soldi porta anche ad una conoscenza profonda degli uomini, delle loro pulsioni e dei loro desideri piu’ profondi. Cio’ credo che sia “positivo” quando tale professione e’ scelta liberamente e tenendo conto delle “implicazioni” legate all’intimita’ a cui questa puo’ portare. Non avrei quindi alcun problema, se tornassi indietro nel tempo, a ripetere l’esperienza.

2) La mia morale e’ distante anni luce dalla sua in quanto (per educazione e cultura) il sesso senza l’obbligo di procreazione (fatto anche con partner occasionali) rappresenta per me un atto che non procura sensi di colpa ma assume il significato di un “gioco”. A tal proposito devo ricordare che in “certi luoghi”, ove non esiste niente di tutto cio’ che in occidente e’ disponibile come forma di divertimento, il sesso cosi’ come l’alcol o un buon libro sono spesso usati per “divertirsi” e per lasciarsi alle spalle, a volte, una realta’ non appagante.

3) Io credo che gli uomini che cercano sesso non siano “mostri” da evitare. Alcuni sono indubbiamente cafoni, intolleranti, bugiardi, incoerenti, esagerati e viziati. Talvolta possono essere drogati ed assuefatti ad una determinata mania, soprattutto quando affrontano i rapporti con le prostitute muniti di taccuino su cui annotano le prestazioni e i rates quasi come se le donne fossero francobolli da collezionare, ma alla fine nessuna leonessa potrebbe sopravvivere nella savana se non ci fossero le gazzelle.


Let’s play a game

30 gennaio 2007

Accompagnatori

29 gennaio 2007

Bei ragazzi!

Li vedevo qualche volta al ristorante mentre io accompagnavo un cliente e loro… UGUALMENTE accompagnavano un cliente. :)))

Raramente, quando erano sfortunati, accompagnavano una “signora” e forse i clienti uomini erano piu’ sexy.

Poi mi capitava d’incontrarli in discoteca o alle feste ove tentavano di rimorchiare “gratis”. Perche’ mica tutti sono gay! Ad alcuni piacciono le donne.

Qualcuno ci spendeva anche dei soldi con me. All’inizio tentava la carta del “collega di lavoro”, poi doveva arrendersi all’evidente “differenza” di rate; a quel punto cercava di compensare il suo rate con il mio ma la mia risposta era perentoria: “non accetto buoni sconto, sorry!”.

Certo che erano carini e facevano una certa tenerezza: quando si mettevano in posa esaltando gli addominali, me li immaginavo inginocchiati dietro o davanti ad un loro cliente…

E la mia bocca si piegava in un sardonico sorriso.

Perche’ smettere?

29 gennaio 2007

Perche’ una ragazza che esercita la professione di escort dovrebbe cessare un’attivita tanto redditizia?

Di solito la ragione prevalente e’ quella del raggiungimento dell’obiettivo economico prefissato.

Spesso quest’obiettivo viene raggiunto direttamente e senza l’aiuto di una persona in particolare (come si dice in gergo “marchetta su marchetta”), altre volte accade che un “cliente” notevolmente danaroso affretti tale raggiungimento.

Molte delle mie ex colleghe sono diventate mogli o compagne fisse di persone incontrate durante il periodo dell’ avventura con le quali hanno creato dei legami stabili ed economicamente soddisfacienti, per cui hanno scelto di cambiare vita. Fra queste ci sono anche quelle che “non ce la facevano piu'” ad accompagnarsi a decine di uomini diversi.

Ho sempre pensato che costoro avessero sbagliato persino ad incominciare, poiche’ troppo imprigionate in lacciuoli morali di tipo educativo e culturale.

Altro motivo e’ quello relativo all’aspetto fisico non piu’ adeguato all’esercizio della professione. Questa e’ la “nota dolente” che, se non non sono intervenuti altri fatti che hanno portato a smettere, spesso e’ vissuta in modo drammatico.

Oltre che per il raggiungimento del mio obiettivo di natura economica e’ stato anche per tale motivo che ho affrettato la mia uscita di scena, anticipandola in modo da essere ricordata al massimo della mia forma fisica.

Meglio smettere prima di esser costrette a ritoccare le foto a causa della cellulite o delle rughe.

Perche’ smettere?

29 gennaio 2007

Perche’ una ragazza che esercita la professione di escort dovrebbe cessare un’attivita tanto redditizia?

Di solito la ragione prevalente e’ quella del raggiungimento dell’obiettivo economico prefissato.

Spesso quest’obiettivo viene raggiunto direttamente e senza l’aiuto di una persona in particolare (come si dice in gergo “marchetta su marchetta”), altre volte accade che un “cliente” notevolmente danaroso affretti tale raggiungimento.

Molte delle mie ex colleghe sono diventate mogli o compagne fisse di persone incontrate durante il periodo dell’ avventura con le quali hanno creato dei legami stabili ed economicamente soddisfacienti, per cui hanno scelto di cambiare vita. Fra queste ci sono anche quelle che “non ce la facevano piu'” ad accompagnarsi a decine di uomini diversi.

Ho sempre pensato che costoro avessero sbagliato persino ad incominciare, poiche’ troppo imprigionate in lacciuoli morali di tipo educativo e culturale.

Altro motivo e’ quello relativo all’aspetto fisico non piu’ adeguato all’esercizio della professione. Questa e’ la “nota dolente” che, se non non sono intervenuti altri fatti che hanno portato a smettere, spesso e’ vissuta in modo drammatico.

Oltre che per il raggiungimento del mio obiettivo di natura economica e’ stato anche per tale motivo che ho affrettato la mia uscita di scena, anticipandola in modo da essere ricordata al massimo della mia forma fisica.

Meglio smettere prima di esser costrette a ritoccare le foto a causa della cellulite o delle rughe.