La doccia

Ssssssshhhhhhhhhhh….

Sensazione di benessere… di caldo.
L’acqua scende sui capelli e poi giù, sul collo, sulle braccia, sul seno… e poi giù, in mille rivoli che si dividono sul ventre, sui glutei, sulle cosce… giù sempre più veloce, sulle gambe… sui piedi, rimbalza, spruzza.

Ssssssshhhhhhhhhhh….

Piega all’indietro la testa, si fa inondare. Inarca il busto per non sprecare neanche una goccia.
Vuole essere sommersa… annegata…

Ssssssshhhhhhhhhhh….

Sensazione di piacere.
Un brivido percorre il suo corpo quando l’acqua le scorre giù per la schiena.
Ama farsi la doccia.
Le da’ un senso di pulizia assoluta.
La forza dell’acqua le fa chiudere gli occhi… chiudere gli occhi la fa pensare.
Immergersi in una vasca non ha lo stesso effetto… e’ come se fosse “in ammollo”, come se crogiolasse in un brodo.
L’acqua, in una vasca, non da’ mai quell’ impressione di pulito, di fresco, di nuovo e lo sporco resta lì… il brodo… con dentro ancora lo schifo ed il sudore… il sudore del cliente, la sua saliva, gli
odori di uno sconosciuto.
La doccia invece rinvigorisce… l’acqua scorre e trascina via tutto.
E’ sicura che dopo niente di ciò che è stato quella sera, resterà appiccicato al suo corpo.
Sarà finalmente pulita, nuova, pura.
Ecco… prende la spugna… se la strofina addosso.
Fabio è di là… non lo sente più… forse si è addormentato.
Ha fatto sesso… l’ha fatto come lui voleva… come lui ha sempre voluto… come lui vorrà… anche domani.
Fabio è suo marito.
Gira il rubinetto… aumenta la forza del getto… ha bisogno di lavar via… di più… di più…
Una pioggia torrenziale.
La stessa pioggia che cadeva il giorno in cui l’aveva conosciuto.

Era arrivata improvvisa la pioggia e lei non aveva con se’ l’ombrello.
Venne sorpresa mentre stava arrivando all’appuntamento.

S’infradiciò dalla testa ai piedi… i capelli… il trucco… il vestito.
In un attimo tutto il lavoro di preparazione si era disciolto in quella pioggia.
Quando lui la vide si mise a ridere e questo contribuì a farglielo diventare simpatico fin da subito. Si sentiva inadeguata, ridicola, stupida… era lì di fronte al cliente in quello stato… ed era il primo appuntamento con quel cliente!
Fabio era stato un cliente.
Lo era stato ed aveva continuato a frequentarla anche dopo quella volta.
Si era innamorato.
Era dolce Fabio… era molto più grande di lei.
Era un avvocato famoso e lei si era fidata di lui, gli aveva creduto, c’era cascata.
Si era innamorata.
Non avrebbe mai dovuto mescolare il lavoro con gli affetti… avrebbe
dovuto combattere quel sentimento, avrebbe dovuto dar retta ai consigli di Ester e delle altre colleghe.
Ma Fabio era così dolce… così protettivo e l’avrebbe aiutata, diceva.
Voleva farle da pigmalione.
Era certo che dentro di lei, oltre alla prostituta, ci fosse una donna davvero speciale.
Con l’aiuto di Fabio, istruito, colto, ricco, sarebbe uscita per sempre da quel mondo per entrare in un altro dorato e rispettabile.
Pioveva a dirotto anche quando si sposarono.

Ssssssshhhhhhhhhhh….

Calda…
Si accarezza… si spalma di schiuma… soffice… profumata.
Quante mani, quante bocche l’ avevano sfiorato, dappertutto quel corpo.
Mani senza braccia… bocche senza volto.

I primi mesi con Fabio erano stati forse i più belli e lui la copriva di regali e di attenzioni.
Cercava di farle dimenticare il passato.
Povero Fabio, sembrava non rendersi conto di essere entrato in un meccanismo più grande di lui.
Lei si sentiva responsabile, doveva opporsi subito… doveva lasciarlo subito quando la malattia aveva preso il sopravvento.
Ma non l’aveva fatto, non aveva potuto.
Era così caro… le faceva pena… e sentiva anche di essere in debito con lui.
Fabio aveva sempre avuto strani desideri, se n’era accorta fin dal primo momento.
Già da cliente le faceva richieste strane, chiedeva che lei raccontasse cosa faceva con gli altri. Questo lo eccitava, lo divertiva.
Poi, dopo il matrimonio, era diventato più insistente; doveva raccontargli tutto, con dovizia di particolari… nei minimi dettagli.
I dettagli erano importanti: la descrizione dei clienti… cosa dicevano… come godevano.
Lui si eccitava e poi faceva l’amore.
Mille storie e poi, alla fine, lei non sapeva più cosa raccontare… così le storie se le inventava e con la sua fantasia creava nuovi dettagli… sempre più torbidi, sempre più perversi.
Fabio sa tutto di lei.
In seguito aveva anche smesso di toccarla: la metteva in piedi sopra di se’ nuda ed arrivava all’orgasmo semplicemente facendosi raccontare… e toccandosi.

Ssssssshhhhhhhhhhh….

Acqua che scroscia… forte… anche dentro… le incrostazioni sedimentate… quelle più nascoste, più intime… si sciolgono… come delle scorie… giù fin nello scarico.

Lui diceva che l’ avrebbe fatta smettere… ma era Fabio che non poteva smettere.
Il lavoro di lei lo intrigava e se avesse smesso di che cosa avrebbero parlato poi? Non più clienti, non più storie.
E di loro stessi non c’era ormai piu’ molto da dire.
Negli ultimi tempi pretendeva addirittura che lei tornasse dal lavoro senza essersi lavata; voleva sentire l’odore: l’odore del sesso degli altri uomini.
Aveva provato a ribellarsi, a dirgli che le faceva schifo, che’ lui era malato e che avrebbe dovuto farsi vedere da uno psicologo.
L’aveva presa a schiaffi… si… l’aveva schiaffeggiata e l’aveva minacciata che’ lui era il marito ed il sesso aveva il diritto di farlo in quel modo.
Anzi, se avesse smesso di prostituirsi allora l’ avrebbe portata in quei posti dove si scambiano le coppie… per guardarla, per scrutarla mentre era costretta a far sesso con gli sconosciuti.
L’aveva presa a schiaffi ma dopo si era subito scusato e le aveva detto che l’ amava alla follia e che se lo lasciava lui sarebbe morto… si sarebbe ucciso.
Lei era unica, insostituibile, perfetta.
Povero Fabio, che pena le aveva fatto quel giorno! Era come un bimbo sperduto che chiedeva aiuto alla mamma.
Ancor oggi, quando lo guarda dormire, non le sembra vero che Fabio sia potuto arrivare a tanto.
Bisogna comprenderlo… e’ malato.
Avevano fatto un accordo: lei avrebbe continuato a fare la prostituta e lui non le avrebbe impedito di avere storie con altri uomini.
Purché non s’innamorasse.
Che poteva fare? Anche lei aveva dei desideri e non poteva certo soddisfarsi con i soliti clienti.
E poi era una donna calda.
Il patto era che avrebbe continuato a raccontargli tutti i particolari.
Per questo, Fabio, aveva anche comprato una piccola agenda ove, giorno per giorno, segnava accuratamente ogni atto sessuale al quale lei si prestava.
Con dei simboli annotava i vari tipi di rapporti sessuali… orali… anali.
Una volta, lei, gli aveva domandato: “Ma a che serve?”
“A fare le statistiche!” – le aveva risposto
“Si, scusa ma… le statistiche per che cosa?”
Lui con la faccia seria, come se ci credesse veramente: “Ma sei cretina? Per fare i confronti con l’anno precedente!”

Certo lui era molto più grande e lei ne aveva viste di cose strane nel suo lavoro, ma tutto questo le era sempre sembrato oltremodo fastidioso… ma non le costava niente… e poi serviva a farlo star bene.
Soprattutto dopo il tracollo finanziario: un investimento sbagliato.
Dover sostenere il tenore di vita con il solo suo lavoro non era stato facile.
D’altronde che poteva fare? Lui le aveva dato tanto e doveva, in qualche modo, dimostrargli la sua riconoscenza.
E poi Fabio era una persona tanto indifesa.
Non poteva abbandonarlo.

Ssssssshhhhhhhhhhh….

Se quell’acqua le portasse via tutto… Se quella doccia potesse lavar via anche quel senso di colpa che la assale quando pensa di lasciarlo.

Ecco… e’ pulita adesso… non sente più nessun odore.
E’ sparito anche il pessimo profumo del cliente e l’odore acre del profilattico… e quello della saliva che tanto eccita Fabio.
Chiude l’acqua.
Si asciuga… si strofina i capelli con la morbida salvietta che sa di pulito.
Torna in camera… lui non dorme ancora… l’aspetta… che caro!
Senza niente addosso si infila sotto le lenzuola.
” Chiara… sai che non posso vivere senza di te… lo sai che ti
voglio bene ”
” Si, lo so… anch’io te ne voglio… dormiamo adesso, sono stanca”
Fuori della finestra un tuono annuncia l’arrivo di un temporale.
Anche la città, stanotte, ha voglia di una doccia.


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