Scacchi

Re nero in b8
Alfiere nero in c5
Alfiere nero in b5
Re bianco in d8
Alfiere bianco in c6

Stepan Stepanovich mosse con la sua solita calma la torre bianca in a8.
Sorrise cercando di evitare lo sguardo di lei…
Matto!
Irina ebbe un moto di stizza e si alzo’ dalla sedia voltandogli le spalle.
“Ti ho detto mille volte che con il nero non devi cercare la vittoria, Irina!” – le disse con tono di rimprovero – “Il bianco ha un vantaggio nel gioco degli scacchi ed il nero deve cercare di annullare quel vantaggio portando la partita in stallo”.
“Allora con il nero e’ impossibile vincere?” – chiese Irina voltandosi e guardando Stepan Stepanovich con i suoi grandi occhi verdi.
“Irina, te lo ripeto, solo un giocatore stolto riuscira’ a perdere con il bianco e chi ha il nero potra’ vincere solo in seguito alla stoltezza dell’avversario”.

Quelle parole risuonavano nella sua testa come se Stepan le avesse dette il giorno prima ed invece erano passati 13 anni… Un altro tempo… Un’altra vita.
Irina aveva in seguito imparato a giocare bene ed era riuscita a battere Stepan persino 3 volte durante il periodo in cui avevano vissuto insieme…

“Irina, gli scacchi sono molto piu’ di un gioco, sono una filosofia ed attraverso essa imparerai a muoverti nel mondo… Una grande scacchiera in cui noi tutti siamo pezzi nel gioco della vita…”

Era grande Stepan quando le faceva da pigmalione con queste frasi ad effetto ma aveva ragione.
Quanta ragione!
Se avesse dovuto paragonarsi ad un pezzo degli scacchi cosa sarebbe stata? Un alfiere? Un cavallo? … Forse una torre.
No, no, era inutile che facesse la modesta; sapeva di essere partita come semplice pedone ma ora era sicuramente una regina!
Poteva muoversi ovunque sulla scacchiera e solo un giocatore molto esperto, e che avesse giocato con il bianco, avrebbe potuto inchiodarla.
Ma da 13 anni, dopo Stepan, aveva trovato solo chi giocava con il nero…
E lei non era stolta.


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