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		<title>Uno sfogo non previsto</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 13:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaradinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Confessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono preoccupata. No, niente che minacci la mia persona, ma il fatto e&#8217; che le cose, qui, sono sempre state viste in due modi differenti: dagli ottimisti e dai pessimisti. Io ero un&#8217;ottimista, credevo che col tempo le cose sarebbero migliorate per il mio popolo. Oggi, pero’, sto passando dall&#8217;altra parte perche&#8217; vedo che gli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3217&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_3764.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:268px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_3764.jpg?w=300" border="0" /></a><br />
<span style="color:rgb(153,51,153);font-size:180%;">S</span>ono preoccupata. No, niente che minacci la mia persona, ma il fatto e&#8217; che le cose, qui, sono sempre state viste in due modi differenti: dagli ottimisti e dai pessimisti. Io ero un&#8217;ottimista, credevo che col tempo le cose sarebbero migliorate per il mio popolo. Oggi, pero’, sto passando dall&#8217;altra parte perche&#8217; vedo che gli avvenimenti precipitano e mi accorgo che i problemi non sono solo quelli dati dall&#8217;intolleranza dei gadje&#8217;, ma le incomprensioni che ci sono fra noi rom.<span id="more-3217"></span></p>
<p>Ovvero, divisioni di vario tipo ci sono sempre state fra Romungro, cioe’ rom di lingua ungherese, e chi parla solo Romanes. Ma non e&#8217; solo una questione linguistica. E&#8217; proprio un fatto culturale. Una frattura che esiste fra chi ha fatto di tutto per integrarsi e chi, invece, non ha mai voluto far niente, restando attaccato alle proprie tradizioni anche quando queste sono entrate in contraso palese con la realta’ circostante. Come si puo&#8217; voler vivere sott’acqua ad ogni costo senza usare maschera, boccaglio e bombola d’aria?</p>
<p>I matrimoni combinati fra anziani e bambine, i test di verginita&#8217; a cui le adolescenti sono obbligate, la sottomissione totale della moglie al marito, sono cose che, ormai, chi ha avuto modo di studiare ed evolvere culturalmente, non accetta piu&#8217;. Mentre sono pratiche assai diffuse fra chi ancora vive ai margini, in poverta&#8217;, nei ghetti, prima di tutto penalizzato dal non aver voluto imparare la lingua del paese in cui vive, nonostante i suoi antenati ci siano arrivati secoli fa, rifiutando ostentatamente di adeguarsi al fatto che se non si fanno compromessi si rischia di essere cancellati per sempre dalla Storia. Il multiculturalismo che serve a tutelarci non e’ solo qualcosa che gli altri devono avere nei nostri confronti, ma e’ anche un impegno nostro a migliorarci, e si basa sul rispetto che dobbiamo avere anche noi per gli altri, oltre che per noi stessi.</p>
<p>Non si puo&#8217; togliere dagli studi una bambina solo perche’, con la puberta&#8217;, rischia di perdere la verginita&#8217; a causa di qualche compagno di scuola. Non si puo’ imporre a quella stessa bambina di sposare un uomo di trent’anni piu&#8217; vecchio e non si puo’ pretendere di fare la serva tutta la vita, sfornando un figlio dopo l’altro. Tutto cio’ e&#8217; un crimine contro di lei, ma e&#8217; ancor piu&#8217; un crimine contro tutta la nostra gente. Chi non studia, chi non vuole evolvere, chi soprattutto obbliga anche i propri figli a fare altrettanto, non rende deboli e vulnerabili solo loro &#8211; una romni&#8217; che non sa leggere non potra&#8217; difendersi sia quando le faranno firmare un foglio di sgombero, sia quando le faranno firmare una carta liberatoria in cui accetta di farsi sterilizzare &#8211; ma ci rende deboli e vulnerabili tutti. Incapaci di reagire, di contare qualcosa, di costruire un futuro migliore.</p>
<p>Da una parte devo riconoscere che, forse, c&#8217;e&#8217; un po&#8217; di &#8220;spocchia&#8221; &#8211; e qui mi ci metto anche io &#8211; in chi si sente superiore perche&#8217; ha studiato, conosce le cose e le sa analizzare in modo piu&#8217; accurato, meno influenzato dalla superstizione. Dall&#8217;altra, lo capisco, c’e’ il risentimento provato verso chi si pensa abbia tradito la propria gente, la propria storia; verso chi si e&#8217; adeguato ad una vita piu’ comoda e privilegiata che non va d’accordo con l&#8217;antica cultura dei padri. I primi dicono: “E chi se ne frega dell’antica cultura dei padri? Se non cambiassimo mai le cose l’umanita’ sarebbe ferma alle caverne e al fuoco acceso con lo sfregamento dei legnetti”. I secondi, invece, sono convinti che, se non si rispettano certe regole e non si seguono le antiche tradizioni, si smarrisce la propria identita’, e il nostro popolo svanisce.</p>
<p>Sono queste due anime che con difficolta&#8217; hanno sempre convissuto e coesistono, finora senza troppi strappi, ma che sempre piu&#8217; entrano in tensione. Soprattutto adesso che la poverta&#8217; sta aumentando, le possibilita’ di lavoro sono quasi nulle, e il risentimento e la rabbia diventano qualcosa di inevitabile. Si passa cosi’ da cio’ che e’ sempre stata una questione culturale a una questione che riguarda la sopravvivenza personale.</p>
<p>In Ungheria, oggi, quasi un rom su dieci e&#8217; disoccupato. Vive di espedienti, di malaffare, di furto o come meglio puo&#8217;. Il governo ha deciso, in parte, di tollerare i reati meno gravi perche&#8217; non ha i mezzi per arginare il fenomeno &#8211; li chiama &#8220;reati di sopravvivenza&#8221; &#8211; ma questo fatto scatena l&#8217;inevitabile rabbia dei gadje&#8217; e le critiche da parte di chi, come me, vorrebbe che non si prestasse il fianco alle inevitabili strumentalizzazioni, fornendo il pretesto ai razzisti e agli xenofobi per arrivare alla violenza fisica. Che poi, si sa, violenza genera violenza e su questo c&#8217;e&#8217; chi fa conto per sguazzarci politicamente.</p>
<p>Ma capisco anche che non e&#8217; possibile arginare un fiume in piena se continua a piovere ininterrottamente. Dopotutto che fanno questi giovani che non trovano lavoro? Come vivono? Tutto il giorno non hanno altro da fare che odiare e affilare il coltello. E siccome molti non hanno studiato, non hanno le basi per costruirsi un&#8217;etica e una morale piu&#8217; alta e non hanno grandi valori da condividere, si affidano all&#8217;unico vero valore che conoscono bene: il denaro facile. Perche’ col denaro si puo’ far tutto, anche diventare delle persone rispettabili (e rispettate) e non importa con quali mezzi lo si ottiene.</p>
<p>E’ logico che i gadje&#8217; si sentano minacciati e non mi illudo che con le buone intenzioni si possa riuscire a far capire loro che non tutti siamo uguali. Che non tutti rubiamo, spacciamo, ci ubriachiamo e ci abbandoniamo all&#8217;indolenza tipica di chi sente di non aver piu&#8217; alcuna speranza. D’altro canto non ho neppure la forza per convincere chi delinque a non farlo, perche’ se fossi indigente e disperata, se abitassi nei ghetti ai margini dei villaggi dove le case fatiscenti stanno su per miracolo e dove si vive in quindici in appena tre stanze, forse anch’io coverei risentimento, odio e rassegnazione.</p>
<p>Sono quindi nel mezzo. Da una parte capisco gli uni, ma non posso condannare gli altri, e cio&#8217; mi crea un corto circuito a cui, ovviamente, non do modo di esprimersi in pubblico, ma che in privato si ripercuote intimamente sul mio umore. A tutto questo si aggiunge il fatto che, per via della crisi, i soldi sono sempre di meno. Il governo ha operato numerosi tagli, soprattutto al welfare e ai fondi destinati alla tutela dei piu&#8217; deboli, e si arriva cosi&#8217; ad una situazione che e’ tipica nelle navi che affondano: ognuno per se&#8217;.</p>
<p>Volevo scrivere un articolo che illustrasse bene tutto questo. Volevo spiegare perche’ da ottimista sono passata ad essere pessimista. Volevo fosse chiaro che questo mio cambiamento di umore non dipende dalla crescente ondata xenofoba che esiste un po’ in tutta Europa, che’ quella era prevedibile, ma ha a che fare con qualcosa di interno alla stessa mia etnia. Una problematica che prima o poi doveva esplodere e della quale, forse, io sono anticipatrice.</p>
<p>Adesso non so se lo faro&#8217; piu&#8217;. Non so se scrivero’ ancora quell’articolo. Sento di avere, infatti, un dovere verso la mia gente che ha gia&#8217; innumerevoli problemi. Non posso infierire facendo emergere un&#8217;immagine che mostra come, in fondo, non ci sia unita’ fra noi. Abbiamo troppo bisogno della solidarieta&#8217; degli altri per gettarla via con un atto di mera sincerita&#8217;. Sono certa che chi leggesse le mie parole direbbe: &#8220;Vedi? Anche fra loro si detestano. Perche’ dovremmo giustificarli noi?&#8221;. Ci sarebbe chi per ignoranza non capirebbe le mie ragioni ed anche chi con malafede le userebbe come strumento di propaganda. Ma le crescenti fratture che si vengono a creare all&#8217;interno della comunita&#8217; rom in Ungheria sono una realta&#8217;. Non si possono ignorare. Le organizzazioni che si occupano dei diritti dei rom tacciono perche&#8217;, come me, sanno che si perderebbe una fetta di solidarieta&#8217; della gia&#8217; poca che abbiamo.</p>
<p>Ecco, mi rendo conto adesso che, se tutto cio&#8217; avviene in un paese come il mio dove siamo integrati e facciamo parte della cultura nazionale &#8211; la stessa musica ungherese non esisterebbe senza di noi -, dove abbiamo convissuto in pace fra noi e con gli altri per oltre cinque secoli, immagino quale debba essere la situazione altrove, nei paesi in cui le popolazioni locali ci vedono come qualcosa di estraneo, invasivo, apportatori di sporcizia e malavita. E capisco anche che nostri nemici non sono solo coloro che non ci conoscono e che di noi hanno paura, ma cio’ che dobbiamo temere alloggia soprattutto dentro noi stessi. Sono i nostri fantasmi di sempre, la nostra rassegnazione, il nostro non sentirci come gli altri, la nostra incapacita’ di farci accettare perche’, in fondo, forse, non vogliamo essere davvero accettati, ne’ vogliamo accettare nessuno.</p>
<p>Scusate lo sfogo. Non era previsto, ma e&#8217; venuto giu&#8217;, cosi&#8217;, una parola dietro l&#8217;altra.</p>
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		<title>Il valore delle fiabe</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 13:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaradinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Fiabe]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’attimo in cui raccontiamo una fiaba a una bimba, il mondo tenta di avere un futuro. Eppure, sappiamo che e&#8217; un tentativo vano. Sappiamo quanta ipocrisia ci sia in tutto cio&#8217;. Sappiamo che la vita non sempre porta a un lieto fine. L’abbiamo provato direttamente sulla pelle. Ma allora perche’ lo facciamo? Perche’ arriviamo ad [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3213&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_1431.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:270px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_1431.jpg?w=300" border="0" /></a><br />
<span style="color:rgb(153,51,153);font-size:180%;">N</span>ell’attimo in cui raccontiamo una fiaba a una bimba, il mondo tenta di avere un futuro. Eppure, sappiamo che e&#8217; un tentativo vano. Sappiamo quanta ipocrisia ci sia in tutto cio&#8217;. Sappiamo che la vita non sempre porta a un lieto fine. L’abbiamo provato direttamente sulla pelle. Ma allora perche’ lo facciamo? Perche’ arriviamo ad ingannarci e ad ingannare lei in questo modo?<span id="more-3213"></span></p>
<p>Lo facciamo per proteggerla. Lo facciamo perche’ abbiamo visto quanto la vita sia dura, spietata, ingiusta. Ciononostante, non lo possiamo dire a quella bambina. Non possiamo dirle: “Impara a vivere la tua vita da sola. Non far conto su nessuno. Affidati solo alle tue capacita&#8217;. Non arriveranno principi azzurri ne&#8217; fatine a salvarti”.</p>
<p>Nei primi anni di vita, cio’ che ci alimenta sono i sogni. Purtroppo, alcuni ci sfuggono e non si realizzano mai. Altri ci tradiscono e ci bruciano per sempre. Ma se non sogniamo, che cosa ci resta? La realta’ e’ gia’ abbastanza dura per conto suo nonostante ci sia una famiglia alle spalle… per chi ha la fortuna di averla, perche’ non sempre e’ cosi’. E c&#8217;e&#8217; anche chi si ritrova sola a fare i conti col proprio destino.</p>
<p>Da giovani, poi, ci si lascia andare alla voglia di essere diverse, trasformandoci in cio’ che non siamo. Invece di sfuggire il tempo, lo inseguiamo non sapendo che ci ritroveremo presto vittime di un circolo vizioso che percorreremo freneticamente senza sosta, e senza arrivare mai a nulla. Una corsa senza fine. Vittime di una societa’ che ci massifica e ci impone le sue regole affinche&#8217; possiamo sentirci adeguate, apprezzate, desiderate: delle donne.</p>
<p>Tutte cose che ci aiutano a sopravvivere per un po’, ma cosa fare se arriviamo a renderci conto che tutto cio’ non ci soddisfa piu’? Che non ci basta piu&#8217;? Ecco, e&#8217; a quel punto che potremmo di nuovo prendere per mano i nostri sogni di bambine e lasciarci guidare dalla fantasia, iniziando a correre verso un cammino nuovo, diverso, da percorrere con determinazione e consapevolezza.</p>
<p>Consapevoli del nostro valore e della nostra forza, al di la’ di ogni omologazione, arrivera’ per tutte, prima o poi, il momento di scegliere la propria strada, liberamente e con coraggio, per uscire dal grigiore di un’esistenza il cui unico fine e’ troppe volte sopravvivere, e non vivere.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3213/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3213&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il reggiseno</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 13:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaradinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Confessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Estetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla falsa riga del post piu’ letto in questo blog &#8211; quello sulle mutandine &#8211; e nell&#8217;improbabile tentativo di replicarne il successo, ne propongo un altro sulla storia degli indumenti femminili. Anche se, tutti lo sanno, cio&#8217; e’ per me soltanto una scusa, la piu’ palese e ritrita, per poter essere ancora una volta tremendamente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3190&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/0.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:267px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/0.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a><br />
<span style="color:rgb(153,51,153);font-size:180%;">S</span>ulla falsa riga del post piu’ letto in questo blog &#8211; <a href="http://chiara-di-notte.blogspot.com/2011/01/le-mutandine.html" target="BLANK">quello sulle mutandine</a> &#8211; e nell&#8217;improbabile tentativo di replicarne il successo, ne propongo un altro sulla storia degli indumenti femminili. Anche se, tutti lo sanno, cio&#8217; e’ per me soltanto una scusa, la piu’ palese e ritrita, per poter essere ancora una volta tremendamente autoreferenziale ed esibizionista tramite il metodo ormai collaudato della foto da individuare. Parleremo, dunque, del reggiseno.<span id="more-3190"></span></p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/1.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:280px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/1.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">1</div>
<p>Icona di fascino e bellezza il reggiseno moderno, che da qualche anno ha compiuto il secolo di vita &#8211; ha fatto la sua prima apparizione nel 1907 -, e’ il capo di lingerie che davvero ha cambiato la storia del costume. Apparso per la prima volta sulle pagine della rivista francese “Vogue”, era allora semplicemente un tessuto rigido con cinghie di supporto e bande di stoffa, e rappresento’ per le donne una vera e propria rivoluzione. Ma la storia di questo indumento, come idea, e’ molto piu’ antica ed ha radici assai lontane nel tempo.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/2.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:296px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/2.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">2</div>
<p>E&#8217; del secondo millennio a.C. la prima scollatura, forse la piu’ audace, e veniva indossata dalle donne cretesi. Consisteva in un corsetto che alzava e sosteneva il seno, evidenziandolo e tenendolo completamente scoperto.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/3.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:301px;height:400px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/3.jpg?w=225" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">3</div>
<p>Successivamente, mille anni dopo, le donne iniziarono ad utilizzare una piccola striscia di stoffa chiamata “apodesmo”, che spesso era di colore rosso e che veniva arrotolata sotto il seno. Era adoperata soprattutto dalle atlete durante le competizioni sportive. Questo rudimentale reggiseno ellenico si trasformo’, poi, nel “mammillare” etrusco, una benda che serviva a comprimere il seno alle donne che lo avevano troppo prosperoso.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/4.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:350px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/4.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">4</div>
<p>A Roma, durante il periodo imperiale, le donne utilizzavano un incrocio di nastri detto “strophium” che sosteneva e avvolgeva il seno sotto la tunica. Era un indumento di provocante seduzione e persino il poeta Marziale, tessendone le lodi, lo descrisse come una “trappola a cui nessun uomo puo’ sfuggire, esca che riaccende di continuo l’amorosa fiamma”.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/5.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:268px;height:400px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/5.jpg?w=201" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">5</div>
<p>Dopo la caduta dell’Impero Romano, qualsiasi indumento preposto a sorreggere o a proteggere il seno scomparve &#8211; le donne barbare lasciavano il seno libero sotto la veste o la tunica &#8211; e questo duro’ per secoli. Fino al 1200, quando l’esigenza di un tale indumento ritorno’ con l’arrivo di una foggia di abiti aderenti che sottolineavano la figura ed accentuavano le forme femminili.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/6.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:246px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/6.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">6</div>
<p>Infatti, dalle numerose immagini contenute di un testo di fine Ottocento, “Le corset a travers les ages”, si apprende che nel basso medioevo venivano ideate ingegnose apparecchiature per sostenere, correggere ed accentuare le curve delle signore.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/7.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:299px;height:400px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/7.jpg?w=223" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">7</div>
<p>Si trattava perlopiu’ di corsetti in metallo, veri e propri strumenti di tortura, sostituiti, poi, dai piu’ comodi “pelicon”, dei corpetti potenziati da una fodera di pelliccia che scandalizzavano i benpensanti, tra i quali lo stesso Dante che, con immortali versi, tuono’ il suo sdegno contro “le sfacciate donne fiorentine che van mostrando con le poppe il petto”.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/8.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:389px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/8.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">8</div>
<p>Ma e’ dal XVII secolo in poi che iniziarono a diffondersi i primi corsetti cosi’ come li conosciamo oggi, indumenti di estrema seduzione che avrebbero incontrato il gusto delle dame dell’alta societa’ due secoli più tardi, e soprattutto nel periodo della Belle Epoque. Simili a corazze e fabbricati con stecche di balena, questi corsetti donavano un vitino sottile e seni alti e prorompenti, ma spesso causavano anche gravi deformazioni alle ossa.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/9.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:347px;height:400px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/9.jpg?w=260" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">9</div>
<p>Alla fine del XIX secolo, precisamente nel 1889, vennero realizzati i primi reggiseno in rayon, un materiale assai morbido e plasmabile, dotato di riflessi brillanti. E fu cosi’ che la lingerie femminile entro’ a pieno titolo nella modernita’.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/10.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:244px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/10.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">10</div>
<p>L’invenzione del reggiseno moderno si deve a Madama Cadolle che, a Parigi nel 1907, fu la prima a smettere l’uso dei corsetti e a cucire un reggiseno con cui i seni venivano sospesi tramite delle bretelle. Questa sua “rivoluzione” fu denominata “Brassière”, e fu resa famosa dalle pagine di “Vogue”.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/11.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:258px;height:400px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/11.jpg?w=193" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">11</div>
<p>Si dove’, tuttavia, aspettare il 1914 perche’ il primo vero e proprio modello di reggiseno fosse brevettato, e cio’ avvenne quando una ricca dama di New York, Mary Phelps Giacob, ne deposito’ il marchio con il nome di “Caresse Crosby”. Era un reggiseno senza armature, ed il prototipo lo aveva realizzato un anno prima utilizzando due fazzoletti e un nastro.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/12.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:364px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/12.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">12</div>
<p>Alla fine degli anni ’60, primi anni ’70, il reggiseno visse un periodo poco felice: i movimenti femminili, sull’onda dell’emancipazione, della rivoluzione sessuale e dell’aspirazione bruciante di svincolare la donna da tutti gli impedimenti e di differenziarsi dalle generazioni precedenti, se ne liberarono condannandolo al rogo.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/13.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:281px;height:400px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/13.jpg?w=210" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">13</div>
<p>Ma, come ben sappiamo, una volta passato quel particolare momento, il prezioso indumento torno&#8217; ben presto in auge ed ancora, oggi piu’ che mai, continua di fatto ad adempiere la sua duplice funzione: di aiuto fisico ed estetico, e di misterioso affascinante strumento di seduzione capace sempre di turbare ogni uomo e di accendere in lui la fiamma del desiderio piu’ audace.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/14.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:265px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/14.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">14</div>
<p>Ed ora, dopo tutte queste notizie delle quali non interessa una beata fava a nessuno, e che volendo si possono trovare un po’ ovunque in internet, ma che mi sono servite come pretesto per inframmezzare qualche foto “ammiccante”, veniamo al punto essenziale del post, al succo di tutto, ovvero a cio’ che davvero interessa, sia a me in quanto autoreferenziale ed esibizionista, sia a chi mi legge in quanto curioso e guardone: al di la’ della foto che mi ritrae &#8211; una di quelle che ho inserito &#8211; io, il reggiseno, normalmente, lo porto o non lo porto?</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/15.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:265px;height:400px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/15.jpg?w=198" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">15</div>
<p>Per scoprirlo, dovreste alzarmi la maglietta adesso, oppure aprirmi la camicetta o infilarmi la mano nella scollatura del vestito se e quando mi inviterete a cena, poiche&#8217; dubito che dal luogo in cui siete, seduti di fronte ad un computer, con uno schermo, una tastiera ed un mouse davanti, possiate farlo.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/16.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:275px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/16.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">16</div>
<p>Nel frattempo, potete solo immaginarlo, oppure programmare un lungo viaggio senza avere la certezza, pero’, che una volta arrivati alla meta troverete cio’ che state cercando. Ma, credetemi, le sorprese piu’ belle sono quelle che non ci attendiamo. Quelle che non ci immaginiamo. Quelle in cui, anche se vengono disvelate un po’ alla volta, lentamente, resta sempre, pero’, qualcosa di ignoto da scoprire.</p>
<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/17.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:288px;height:400px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/17.jpg?w=215" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:center;">17</div>
<div style="text-align:center;"><i>Stringi le dita<br />
attorno al quel capezzolo.<br />
Strofina quel seno,<br />
strofinalo bene.<br />
Struscialo a fondo<br />
fino a quando il genio<br />
esce dalla lampada<br />
e ti concede<br />
i miei tre desideri.</i></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3190/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3190&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lo spettacolo e&#8217; stato cancellato</title>
		<link>http://chiaradinotte2.wordpress.com/2011/10/21/lo-spettacolo-e-stato-cancellato/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 13:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaradinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commentando]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo la Bibbia, oggi il mondo avrebbe [1] dovuto finire (&#8230; yes, it should have been the end of the world). Ovviamente, come ogni fine del mondo che si rispetti da oltre cinquemila anni a questa parte, anche stavolta l’evento verra’, come al solito, cancellato. Ancora ci ricordiamo delle buche mostruose che ci hanno dato, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3186&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/end-of-the-world.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:242px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/end-of-the-world.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a><br />
<a href="http://umbyweb.altervista.org/forum/viewtopic.php?t=11391&amp;p=15595" target="BLANK"><span style="color:rgb(153,51,153);font-size:180%;">S</span>econdo la Bibbia</a>, oggi il mondo avrebbe [1] dovuto finire (&#8230; yes, it should have been the end of the world). Ovviamente, come ogni fine del mondo che si rispetti da oltre cinquemila anni a questa parte, anche stavolta l’evento verra’, come al solito, cancellato. Ancora ci ricordiamo delle <a href="http://www.vanityfair.it/news/mondo/2011/10/18/fine-del-mondo-maya-margherita-hack" target="BLANK">buche mostruose</a> che ci hanno dato, soprattutto quelle dell’anno 1000 e del 2000.<span id="more-3186"></span></p>
<p>E’ normale che, laddove ormai nessuno fa piu’ il proprio dovere &#8211; i politici sfasciano la politica, gli economisti distruggono l’economia, i dittatori non sanno piu’ fare i dittatori e non si fanno obbedire (<a href="http://www.libero-news.it/news/849413/La-supplica-Non-sparate-Ma-Gheddafi-%C3%A8-stato-ucciso.html" target="BLANK">l’ultimo ha gridato “non sparate”</a> e l’hanno crivellato di proiettili), gli indignati si indignano, ma non nel modo adeguato, cioe&#8217; come vorrebbero coloro che li hanno fatti indignare (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/21/parla-il-blocco-nero-gli-indignati-deboli-e-destinati-a-sparire-ci-vuole-linsurrezione/165417/" target="BLANK">lanciano estintori e bombe molotov</a> invece di sedere, pacificamente indignati, in mezzo a una piazza ) &#8211; persino il Creatore abbia perso un po’ della verve iniziale e non sia piu’ quello di una volta.</p>
<p>Una volta, infatti, bastava pochissimo, un nonnulla, perche&#8217; si incazzasse sul serio e, per salvarsi, si dovesse costruire un’arca per raggiungere il monte Ararat. Oggi, invece, non ci sono piu’ neanche le mezze stagioni.</p>
<p>Percio’, chi si fosse preparato ad assistere allo spettacolo, si dovra’ come sempre rassegnare. Niente cataclisma cosmico, niente pianeta terra che esplode, niente inondazioni che ci trasformano in un waterworld, niente scimmie che evolvono e che prendono il sopravvento, niente guerra termonucleare, niente vulcani che spuntano sotto Palazzo Grazioli. Niente di niente. Neppure un meteorite, piccolo piccolo, come quello che ha fatto estinguere i dinosauri. Una noia, e’ proprio il caso di dirlo, mortale.</p>
<p>Per chi come me ama il genere catastrofico (non mi sono mai persa un film, dall’Inferno di Cristallo alla Guerra dei Mondi) ed attende con speranza e fiducia che arrivi un giorno qualcosa che spazzi via tutto, dal lifting della Santache’ al parrucchino di Berlusconi, lo spettacolo cancellato di oggi e’ davvero l’ennesima grandissima delusione (sic!).</p>
<p>Prossimo appuntamento con la fine del mondo il 21 dicembre 2012. Speriamo che sia la volta buona. Non mancate.</p>
<p>[1] Sintatticamente imperfetto. Come si suol dire: nessuno e&#8217; perfetto. Neppure io. Ma forse e&#8217; un errore voluto, forse c&#8217;e&#8217; un motivo. Pero&#8217;, questo, e&#8217; ovvio&#8217;, non lo diro&#8217; mai.</p>
<p>* L&#8217;immagine e&#8217; stata &#8220;ciucciata&#8221; da <a href="http://isolavirtuale.tumblr.com/post/11729653454/end-of-world-today" target="BLANK">Isolavirtuale</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3186/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3186&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il cliente</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaradinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prostitute]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_5196.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:269px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_5196.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a><br />
<i><span style="color:rgb(153,51,153);font-size:180%;">E&#8217;</span> la versione leggermente modificata di un breve racconto scritto nel 2007. Cosa cambia? In sostanza, molto poco. Cambia il titolo &#8211; nell’originale era “Lo stronzo” &#8211; e cambia un po’ la forma, soprattutto perche&#8217;, invece di scriverlo in prima persona come l’originale, ho scelto stavolta la terza persona, assegnando un nome alla protagonista, che ho voluto chiamare Alice. <span id="more-3184"></span>Una versione di questo racconto, abbreviata per esigenze editoriali, e’ stata pubblicata anche sul <a href="http://it.calameo.com/read/0001020080f2276f97883" target="BLANK">numero 23 di EsseElle Movie Magazine</a>.</i></p>
<p><span style="color:rgb(153,51,153);font-size:180%;">I</span>l cliente accese una sigaretta.</p>
<p>Sapeva che Alice non sopportava l’odore del fumo eppure, dopo aver goduto, rilassato, appoggiato al cuscino, aveva acceso la sua sigaretta con nonchalance. Solo un flebile “permetti?” e senza attendere risposta, aveva iniziato ad aspirare quel veleno misto di catrame e nicotina.</p>
<p>Teneva la sigaretta pendula tra le labbra, e il rivolo di fumo gli entrava nel naso. Alice lo osservava cercando di respirare il meno possibile. La cosa ridicola era che, quando lui l’aveva contattata la prima volta, aveva apprezzato molto che lei non fumasse.</p>
<p>“Con una ragazza che fuma sembra di baciare un posacenere”, le aveva detto per telefono dopo essersi informato sul compenso e sui servizi che lei offriva. Un modo come un altro per capire se, oltre a tutto il resto, sarebbe stata disposta anche a farsi baciare come una vera fidanzata.</p>
<p>Per Alice il bacio era qualcosa di molto speciale. Troppo intimo da donare, cosi’, a qualsiasi cliente. Perche’ un bacio non e’ come una scopata, e’ molto di piu’. Con un bacio, ci si puo’ innamorare e si puo’ far innamorare. Lo riservava dunque solo a chi voleva far innamorare, fidelizzandolo, oppure a chi riusciva a stimolarle il desiderio al di la’ dei soldi, facendole dimenticare di essere una puttana. Ma quel cliente non rappresentava niente di tutto cio’.</p>
<p>Pero’, dato che era considerata una delle migliori sulla piazza, il “bacio” doveva pur far parte dei suoi servizi ed allora poteva capitarle di leccare anche qualche portacenere. Per il compenso che chiedeva, non poteva fare a meno di baciare, ma quando doveva farlo adottava un metodo molto pratico. Faceva in modo che tutto restasse a livello superficiale, epidermico: utilizzava solo le labbra, serrava i denti ed evitava di farsi penetrare dalla lingua del cliente.</p>
<p>Delle sue labbra nessuno si era mai lamentato.</p>
<p>A volte capitava anche che, dopo il sesso, cioe’ quello per cui davvero veniva pagata, restasse ancora un po’ di tempo, nuda a letto, a parlare. Era il momento piu’ noioso del suo lavoro: rimanere lì, sorridente e comprensiva, ad ascoltare storie delle quali a lei non interessava proprio niente.</p>
<p>Non capiva perche’, dopo essersi tolti la voglia, quegli uomini avessero sempre questa irrefrenabile necessita’ di parlare. Di raccontare le loro cose. Forse a casa non trovavano la considerazione di cui avevano bisogno? Oppure, semplicemente, con quelle quattro chiacchiere condite di finta intimita’ s’illudevano di aver scopato in virtu&#8217; del loro fascino e non grazie ai soldi?</p>
<p>Il telefonino del cliente inizio’ a trillare. Lui fece cenno di tacere. Era la moglie.</p>
<p>“Ciao… si’… sono in pausa, ma tra poco dovro’ nuovamente tornare in riunione. Sei stata fuori oggi? Ah, si’… e che hai fatto? Ah, beh! Sempre in giro a far spese! E cos’hai comprato stavolta?&#8230; Cazzo! E quanto hai speso???&#8230;”</p>
<p>Normalmente, ad Alice non interessava cio’ che dicevano i clienti quando venivano “intercettati” dalle consorti o dalle fidanzate. Non erano affari suoi. Quel battibecco, pero’, la divertiva e la incuriosiva. Vedere un uomo in imbarazzo era come un piccolo orgasmo. Un fiotto di piacere aggiuntivo dopo quello che ogni volta riceveva quando veniva pagata.</p>
<p>Il cliente era palesemente seccato. Si immaginava la moglie all’altro capo del telefono che gli raccontava di aver acquistato chissa’ cosa. Il modo in cui era alterato faceva quasi pensare che la consorte, dandosi alla pazza gioia, si fosse impossessata dell’intera collezione di Chanel. Ovviamente caricando la spesa sulla carta di credito del marito.</p>
<p>Alice sorrise al pensiero di un puttaniere il cui conto in banca veniva prosciugato dalla moglie mentre, lui, se ne stava stravaccato a letto con un’altra donna. C’era un non so che di giustizia divina in tutto cio’. Una legge del contrappasso applicata nella maniera piu’ cinica possibile.</p>
<p>“… Cavolo, Marina, ma vuoi capire che i soldi me li sudo? Non li vado mica a rubare! Ma quando sara’ il momento che la smetterai di spendere per cose inutili?&#8230; Come? Come?&#8230; Non sono inutili? Mi dici cosa te ne fai di altri rossetti? Ne hai un cassetto pieno!”</p>
<p>“Accidenti!” penso Alice, “la povera donna non ha affatto svaligiato Chanel.” E se la immagino’ dimessa, con i capelli in disordine, intenta a stirare i calzini e le mutande a quell’uomo che stava incazzandosi per un rossetto, quando lui aveva appena speso una cifra da capogiro con una prostituta. Ringrazio’ tre volte il cielo per aver fatto nella vita le scelte giuste.</p>
<p>Anche quando la telefonata termino’, il cliente non smise d’imprecare. La situazione era troppo divertente ed Alice, perfida ma con aria del tutto innocente, chiese: “Che c’e’ caro? Problemi in famiglia?”</p>
<p>“E’ che mia moglie e’ matta! Quella cretina ha la fissazione dei rossetti… ne ha un cassetto pieno. Ciononostante, tutte le volte che esce ne compra qualcuno”.</p>
<p>“Sara’ una collezionista”, disse Alice prendendolo sottilmente in giro. “Forse e’ il suo modo per distrarsi… un po’ come fai anche tu con le ragazze. Ma dimmi, ha speso molto per gli ultimi rossetti?”</p>
<p>“Centoventi euro! Mi ha detto di averne comprati cinque, porcaeva! In quel cassetto ci saranno almeno cento rossetti di tutte le marche e i colori…&#8221;</p>
<p>“Oh, comprendo benissimo… in quel cassetto ci saranno piu’ o meno&#8230; vediamo un po’…” Alice fece rapidamente il conto. “I soldi che spendi per un paio di volte con me?”</p>
<p>“Certo! Ma quella li’ non fa un cazzo dalla mattina alla sera… sono io che mi sbatto e porto i soldi a casa! Vorrei vedere come farebbe se li dovesse sudare lei! Mentre i soldi miei io li spendo come e quando mi pare!”</p>
<p>“Sì, certo… e’ giusto. E’ una donna fortunata, tua moglie, e non se ne rende conto. Tu fai tanto per lei, e lei non riesce ad esserti grata. Comunque, non capisco perche’, se per te e’ un peso morto, non la scarichi. Meglio pagarle gli alimenti ed essere libero, piuttosto che vivere una vita con una che ti fa incazzare continuamente, non credi?”</p>
<p>“Parli bene tu!”, disse allora il cliente non cogliendo quel briciolo di ironia che Alice aveva messo in ogni singola parola. “Ma l’anno scorso sono stato ricoverato per un intervento, e se non ci fosse stata lei ad accudirmi, non so come avrei fatto. Il cibo della clinica faceva schifo, ma ogni giorno mi preparava quello che le chiedevo e me lo portava. Lei va bene per questo genere di cose. Pero’ mi tocca sopportarla”.</p>
<p>Assunse, poi, l’espressione tipica del martire che hanno tutti gli uomini che non si sentono compresi. Alice per poco non gli spiaccico’ la sigaretta sul naso. Con quel discorso sulla moglie badante era riuscito ad infastidirla un bel po’. Vedendo come fossero deboli e bistrattate le donne che si affidavano completamente ai mariti, ancora una volta ebbe la conferma di aver fatto bene a non sposarsi, a restare indipendente ed autonoma. La solitudine che ogni tanto le capitava di provare,  era niente se paragonata alla vita che avrebbe dovuto fare qualora avesse avuto la disgrazia di cadere nelle grinfie di un uomo cosi’.</p>
<p>“Va bene, dai, non te la prendere. Vedrai che riuscirai a sistemare tutto”, disse decidendo di mantenere la calma, considerando che, in fondo, i fatti del suo cliente e di sua moglie non la riguardavano. Pero’, si sentiva a disagio. Non vedeva l’ora di togliersi da quella situazione, da quel letto. Non sopportava piu’ di restare nuda sdraiata accanto a quello stronzo.</p>
<p>“Ascolta…” aggiunse alzandosi dal letto iniziando a rivestirsi. “Mi sono appena ricordata che forse ho lasciato il rubinetto del gas aperto a casa, ed ho un tale pensiero che non riesco proprio a rilassarmi. Ti dispiace se interrompiamo qui? Magari recuperiamo la prossima volta”.</p>
<p>Quell’improvviso cambio di programma non piacque al cliente che cerco’ di convincerla a restare fino al termine del tempo concordato, ma Alice, quasi con le lacrime agli occhi, gli parlo’ dei suoi adorati canarini, e della triste sorte che avrebbero potuto subire a causa della sua distrazione. Quando voleva, Alice sapeva essere molto convincente e alla fine, anche se non era un animalista convinto, seppur di malavoglia l&#8217;uomo accetto’.</p>
<p>“Ciao caro. Grazie per il bellissimo pomeriggio che mi hai fatto passare” si accomiato’ quindi sorridendo. &#8220;Ci vediamo presto. Sai come contattarmi”.</p>
<p>Prima di uscire, pero&#8217;, si volto’ come se si fosse ricordata proprio in quel momento qualcosa d&#8217;importante. “Ah scusa&#8230;” disse. “Volevo comunicartelo prima, ma la telefonata di tua moglie mi ha distratta. Il mio compenso sarebbe aumentato di duecento euro. Sai com’e’… il carovita, l’inflazione… ma dato che mi piaci moltissimo, stavolta ho deciso di non chiedertelo. E’ un regalo. Cosi’ potrai pareggiare i conti con i rossetti di tua moglie. Ma dalla prossima volta considera che dovrai pagarmi di piu’”.</p>
<p>Poi gli stampo’ un bel bacio sulla bocca. Uno dei soliti, dato con le sole labbra e con i denti ben serrati.</p>
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		<title>Soulmate</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 14:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaradinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Confessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica mattina. E’ tardi. Abbiamo passato la notte insieme. Fuori il cielo e’ sereno, ma l&#8217;aria e&#8217; fredda. Ci rannicchiamo fra le coperte. Restare a letto, la pigrizia, le coccole, il desiderio, il piacere. Poi di nuovo la pigrizia. I tuoi baci al gusto di caffe’ mischiati ai miei che sanno di te&#8217;&#8230; e di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3177&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_7723.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:305px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_7723.jpg?w=300" border="0" /></a><br />
<span style="color:rgb(153,51,153);font-size:180%;">D</span>omenica mattina. E’ tardi. Abbiamo passato la notte insieme. Fuori il cielo e’ sereno, ma l&#8217;aria e&#8217; fredda. Ci rannicchiamo fra le coperte. Restare a letto, la pigrizia, le coccole, il desiderio, il piacere. Poi di nuovo la pigrizia. I tuoi baci al gusto di caffe’ mischiati ai miei che sanno di te&#8217;&#8230; e di te.<span id="more-3177"></span></p>
<p>Improvvisamente, mi proponi una cosa strana: “Tagliami i capelli”. Ti dico che non li so tagliare, ma tu insisti: “Non importa. Tagliami i capelli”. Mi ricordi il Piccolo Principe che chiede di disegnargli una pecora.</p>
<p>Ci spostiamo. Io su una sedia dietro di te, e tu sul pavimento con la testa gettata all&#8217;indietro tra le mie cosce. Indossi solo i boxer. Io la tua camicia di ieri sera ancora impregnata di profumo e del tuo sudore. “Soulmate” e la voce di Natasha Bedingfield con noi&#8230;</p>
<p>Le forbici sono vecchie e arrugginite. Il tipo che mia madre usava quando ero piccola per cucirmi gli abiti che vedeva sui giornali, ma che non poteva permettersi di comprare.</p>
<p>La tua testa, dunque, tra le mie cosce. Inizio dall’alto. La mano non trema, pero’ mi ci vuole un po’ per tagliare la prima ciocca che tengo stretta tra il pollice e l’indice. La ciocca infine si stacca ed ho i tuoi capelli tra le dita. E’ una sensazione bellissima. Li deposito su un vecchio giornale aperto accanto a me.</p>
<p>Una seconda ciocca, una terza, una quarta. Quando arrivo a dieci, decidi di cambiare posizione e ti giri sedendoti direttamente di fronte a me. “Who doesn&#8217;t long for someone to hold&#8230;” in sottofondo, mentre continuo a tagliare tutta concentrata per non sbagliare. Non l’ho mai fatto prima, e dubito di saperlo fare nel modo giusto. Presto avrai i capelli tagliati malissimo a causa mia. Pero’ mi piace sapere che hai fiducia e che ti lasci andare a me.</p>
<p>Le ciocche si accumulano sul giornale sopra un articolo che parla di WikiLeaks. Poco a poco, spingi la testa tra le mie ginocchia, ti infili fra le cosce e cominci a leccare. La coscia destra per prima, poi la sinistra, risalendo lentamente verso la collina. Tremo, ma non dico niente. Serro solo un po’ le gambe per frenare i brividi, e continuo a tagliare.</p>
<p>Penso a cosa fare con tutti questi capelli. La prima idea e’ quella di infilarli in un peluche per tenerli accanto quando dormo da sola, ma subito mi sento ridicola. E’ una cosa sciocca, da adolescenti. Lo decidero’ piu’ tardi cosa ne faro’, ma e’ sicuro che non li gettero’ via.</p>
<p>Tu intanto procedi, procedi… raggiungi il mio sesso. Ma non lo tocchi. Lo lecchi tutto intorno senza sfiorarlo. Poi con la bocca te ne impossessi. Dolcemente, come piace a me, avanti e indietro con la punta della lingua. Ho voglia di gridare, ma e’ solo un gemito quello che mi esce dalle labbra.</p>
<p>Mi concentro sui tuoi capelli nei quali m&#8217;immergo con la faccia ed affondo le dita. Non posso piu’ continuare a tagliare. Non posso. Proprio come tu non hai potuto continuare a guidare quando ieri sera, tornando dalla cena, te l’ho succhiato in auto.</p>
<p>Poi, improvvisamente, arriva. E’ come un flash. Un’onda improvvisa che disseta te, placa me, e spazza via tutto.</p>
<p>E’ ormai mezzogiorno. E’ ora di andare. I nostri giorni finiscono qua. Sono stata bene, ma non so se ti rivedro’. Dovro’ pensarci a lungo. Un’anima gemella e’ quanto di piu’ pericoloso possa accadermi nella vita. Ma ho le ciocche dei tuoi capelli nella borsa.</p>
<p>E a te? A te resta il mio gusto salato in bocca, mentre Julian Assange, quasi sorpreso, continua a guardarci dalla pagina sul vecchio giornale.</p>
<div style="text-align:center;"><i>Sono cosi’<br />
non ho tempo per i rimpianti<br />
gioco con i destini, mi annoio facilmente<br />
prometto e non mantengo.</p>
<p>Inutile cambiarmi:<br />
La certezza mi e’ estranea<br />
per l’imbarazzo dell&#8217;amore<br />
per l&#8217;immaginazione<br />
perche’ sono devota<br />
solo<br />
all&#8217;indolenza.</p>
<p>Imprevedibili i miei appuntamenti<br />
sono una fuga prima del tempo<br />
un sole che non basta<br />
una notte che mai si schiude<br />
sono impetuosi sussulti tra la sete e il dissetarsi.</p>
<p>Sono cosi’<br />
un silenzio per raccogliermi,<br />
un lento terrore per disperdermi,<br />
un silenzio e un terrore per curare una crudele memoria<br />
non c&#8217;e’ luce che possa guidarmi:<br />
Possiedo solo<br />
i miei peccati.</p>
<p>(Joumana Haddad)</i></div>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://chiaradinotte2.wordpress.com/2011/10/17/soulmate-2/"><img src="http://img.youtube.com/vi/P27MPi3ZhCg/2.jpg" alt="" /></a></span>
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	</item>
		<item>
		<title>In viaggio per alcuni giorni</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 14:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaradinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Da domani, lunedi&#8217; 10 ottobre, saro&#8217; in viaggio e i miei interventi sul blog saranno limitati alla sola moderazione dei commenti (qualora ce ne fossero) e alle eventuali risposte che a questi daro&#8217;. Niente nuovi articoli, dunque, per ovvie ragioni logistiche, di connessione internet e di tempo a disposizione. Come sempre, terro&#8217; il dovuto riserbo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3174&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_4361.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:386px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_4361.jpg?w=300" alt="" border="0" /></a><br />
<span style="color:#993399;font-size:180%;">D</span>a domani, lunedi&#8217; 10 ottobre, saro&#8217; in viaggio e i miei interventi sul blog saranno limitati alla sola moderazione dei commenti (qualora ce ne fossero) e alle eventuali risposte che a questi daro&#8217;. Niente nuovi articoli, dunque, per ovvie ragioni logistiche, di connessione internet e di tempo a disposizione. Come sempre, terro&#8217; il dovuto riserbo sulla mia destinazione per evitare pericolosi assembramenti di fans ai terminal aeroportuali, alle stazioni ferroviarie e ai moli d&#8217;attracco. Spero di essere di ritorno entro una settimana. Auguratemi buon viaggio. <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3174/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3174&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Come nelle fiabe</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 14:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaradinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Fiabe]]></category>

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		<description><![CDATA[Scarpette di cristallo, mele avvelenate, aghi incantati. Ogni fiaba che si rispetti ha una principessa che si ritrova regolarmente nei guai. Non prima, pero’, di aver subito un bel po&#8217; di angherie dalle terribili rivali: sorellastre invidiose, matrigne senza cuore, regine malvagie, fatine permalose. La salvezza delle protagoniste, buone, gentili e pazienti fino all&#8217;inverosimile, e’ [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3171&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiaradinotte.files.wordpress.com/2011/10/kla_2734.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:266px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte.files.wordpress.com/2011/10/kla_2734.jpg?w=300" border="0" /></a><br />
<span style="color:rgb(102,51,102);font-size:180%;">S</span>carpette di cristallo, mele avvelenate, aghi incantati. Ogni fiaba che si rispetti ha una principessa che si ritrova regolarmente nei guai. Non prima, pero’, di aver subito un bel po&#8217; di angherie dalle terribili rivali: sorellastre invidiose, matrigne senza cuore, regine malvagie, fatine permalose.<span id="more-3171"></span></p>
<p>La salvezza delle protagoniste, buone, gentili e pazienti fino all&#8217;inverosimile, e’ sempre affidata ad un bel principe vestito d&#8217;azzurro ed in groppa ad un cavallo bianco: un uomo senza macchia e senza paura che conduce le pulzelle verso la piu’ abbacinante e la piu&#8217; splendida delle esistenze, normalmente la sua, dove l’essenza femminile perde ogni significato e si dissolve con l’immancabile “&#8230;e vissero felici e contenti”.</p>
<p>Se, poi, sara&#8217; davvero felicita&#8217; e contentezza non c&#8217;e&#8217; modo di saperlo, ma una cosa e&#8217; sicura: mai che ci sia una principessa che riesca a mettersi in salvo da sola, che per una volta si ribelli, che mandi tutti a quel paese e si crei alla fine una propria personale esistenza del tutto autonoma, e senza alcun principe a cui affidarsi e dal quale dipendere.</p>
<p>Forse e’ questo che sta all’origine di quel retaggio insidioso che penetra nelle menti delle bambine e le accompagna anche da adulte. Forse tutta la colpa e’ delle fiabe se l’ingarbugliata mente di una donna ha la capacita’ di trasformare in principe chiunque, anche chi principe non e’, ma che, anzi, e’ lontano anni luce dal possederne le qualita’, convinta che con lui accanto ogni piu’ piccola parte del mondo risplendera’ di un fulgore del tutto inaspettato.</p>
<p>Non dico che un principe non possa esistere &#8211; qualcuno qua e la’, ramingo, sicuramente ci sara&#8217; &#8211; ma neppure e&#8217; detto che lo sia necessariamente ogni uomo che si avvicina. E soprattutto non e’ detto che sia in grado di salvare una principessa, fosse solo dai suoi bui naufragi nell’inquietudine.</p>
<p>In fondo, per guadare la vita, il primo passo e’ proprio quello di scegliere come la si vuole vivere, al di la’ di qualsiasi eventuale fulgido traghettatore si possa incontrare. Divenire noi stesse capaci di manovrare il timone della nostra intima e straordinaria zattera di luce e’ il principio su cui si basa l’unico, vero, potere in grado di portarci realmente ad un&#8217;autentica felicita’ e contentezza. Proprio come alla fine di ogni fiaba.</p>
<p><i>“Un giorno esistera’ la fanciulla e la donna, il cui nome non significhera’ piu’ soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per se’, qualcosa per cui non si pensera’ a completamento e confine, ma solo a vita reale: l’umanita’ femminile” &#8211; Rainer Maria Rilke</i></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3171/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3171&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Erotica, ma anche un po&#8217; pornografica</title>
		<link>http://chiaradinotte2.wordpress.com/2011/10/06/erotica-ma-anche-un-po-pornografica/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 14:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaradinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Confessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Erotismo]]></category>
		<category><![CDATA[Pornografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo intenzione di scrivere qualcosa. Uno di quei raccontini che sono tanto graditi, diversamente da quanto, invece, accade per le lunghe e noiose elucubrazioni sui meccanismi biochimici ai quali pochi sono veramente interessati. Percio’, ieri, avendo un po’ di tempo libero, mi sono piazzata alla tastiera e ho buttato giu’ un paio di paginette intrise [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3146&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_3771.jpg"><img style="float:left;cursor:hand;width:230px;height:320px;margin:0 10px 10px 0;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_3771.jpg?w=215" alt="" border="0" /></a><br />
<span style="color:rgb(153,51,153);font-size:180%;">A</span>vevo intenzione di scrivere qualcosa. Uno di quei raccontini che sono tanto graditi, diversamente da quanto, invece, accade per le lunghe e noiose elucubrazioni sui meccanismi biochimici ai quali pochi sono veramente interessati. Percio’, ieri, avendo un po’ di tempo libero, mi sono piazzata alla tastiera e ho buttato giu’ un paio di paginette intrise di sesso e oscenita’. Un modo come un altro di passare piacevolmente il tempo. Anche perche’, lo dico chiaro, a me il sesso piace davvero… soprattutto se e’ anche condito con un po’ di perversione.</p>
<p>Sono infatti convinta che sul sesso non si possa scrivere usando accortezza, grazia e gentilezza, Ponendo attenzione alle parole che si usano. Il sesso, quello vero, quello che fa andare via di testa e fa dimenticare tutto, e’ istinto e come tale va trattato, anche quando lo si descrive, esattamente come quando lo si fa. <span id="more-3146"></span>Per questo, non disdegno a volte l&#8217;uso di termini espliciti, osceni, persino volgari. Altrimenti tutto mi sembra insipido. Mentre se c&#8217;e&#8217; qualcosa che amo, sono i piatti molto saporiti.</p>
<p>Comunque, arrivata alla fine, rileggendo quello che avevo scritto, mi sono accorta che, se lo avessi pubblicato, Google mi avrebbe chiuso l’account per pornografia, bannando in eterno il mio IP, oltre a far emettere contro di me un ordine di cattura internazionale per “istigazione alla perversione sessuale”.</p>
<p>Adesso non state li’ a chiedervi cosa mai io abbia scritto di tanto osceno il quel raccontino da farmi prendere la decisione di archiviarlo. Non e’ che sia importante il contenuto (chi ha un po’ di fantasia ed azzarda, puo’ arrivare benissimo ad immaginarlo), ma e’ strano che proprio io sia arrivata a scrivere certe cose, usando parole e descrivendo fatti da farmene quasi vergognare. Io che ho sempre creduto di mantenermi al di qua di quella sottile linea che separa l’erotismo dal pornografico, senza mai sconfinare oltre.</p>
<p>Se infatti penso all’erotismo, penso a quella che e&#8217; la filosofia della mia vita. Finora, non mi sono mai considerata una pornografica, neppure quando esercitavo il mestiere &#8211; e sono certa di averne davvero viste e fatte di tutti i colori – e sono sempre stata convinta che, piu’ che una forma d’arte, l’erotismo rappresenti il nostro agire: come ci comportiamo nelle piu’ svariate situazioni della vita. Se si e’ erotici, lo si e’ indipendentemente da cio’ che si fa; si e’ erotici guidando l’auto, camminando per strada, parlando al telefono. Lo si e&#8217; finanche riparando il rubinetto di casa. Anzi e’ soprattutto in tali occasioni, quelle in cui l’erotismo proprio non c’entra per niente, che chi e’ davvero erotico lo esprime maggiormente.</p>
<p>Ma si puo’ essere erotici ed allo stesso tempo anche pornografici? Possono mischiarsi le due cose? Oppure una cosa esclude l’altra? E qual e’ il vero confine fra erotismo e pornografia?</p>
<p>Credo che il corpo femminile si sia evoluto cosi&#8217; tanto nella sua bellezza, che oggi puo’ essere considerato eccitante sia per gli uomini che per le donne. Ma e’ a causa della grande industria della pornografia che si e’ sviluppata intorno a tutto cio’ che molte donne hanno la tendenza a ribellarsi all&#8217;idea di essere definite per quello che e’ il loro aspetto fisico, ritenendosi dequalificate se vengono prese in considerazione il loro bel culo, o per le loro tette, prima ancora di essere apprezzate per i loro pensieri.</p>
<p>Io, invece, sono propensa a credere che una cosa non escluda l’altra, e che entrambi, il corpo e la mente, debbano essere ugualmente valorizzati, se possibile resi belli, piu’ belli possibile, per piacere, per attirare interesse, per soddisfare l’atavico bisogno femminile &#8211; che e&#8217; anche maschile &#8211; di essere ammirate e desiderate. Quindi, penso che non ci sia niente di sbagliato nel coltivare sia il corpo che la mente per aumentare il piacere e la gioia vivere nostra, di chi ci sta accanto oggi, e di chi in futuro incontreremo.</p>
<p>Se il sesso e la sensualita’ sono una parte importante e piacevole della vita da cui traggono godimento sia gli uomini che le donne, dunque l&#8217;arte che raffigura o descrive la bellezza della sessualita’ non e’ necessariamente umiliante per il genere femminile, ed e’ con l&#8217;uso di tali immagini, oppure con storie e racconti un po’ audaci, che si stimolano entrambi i sessi. Anche se uomini e donne rispondono a tutto cio’ in modo assai diverso.</p>
<p>Ma c’e’ differenza tra pornografia ed erotismo?</p>
<p>Sicuramente c’e’, anche se ancora non mi e’ chiaro se sia solo una questione di forma o anche di sostanza. C’e’ chi afferma che la pornografia sia caratterizzata per essere sempre sessualmente esplicita, percio’ non necessariamente provocante ed eccitante &#8211; soprattutto se le persone coinvolte non sembrano divertirsi, cioe’ si capisce chiaramente che sono mosse prima di tutto dalla ricerca di un profitto piuttosto che da un piacere.</p>
<p>Dicono che se c’e’ qualcosa che ruba i sogni delle persone, cristallizzando il loro immaginario erotico e congelando qualsiasi estrosa fantasia, questa e’ proprio la pornografia, con le sue storie tutte uguali e quelle scene che, nel tempo, deludendo sempre piu’ spesso le aspettative, costringono le persone a cercare sempre nuove situazioni e nuovo materiale con cui eccitarsi.</p>
<p>Ma ogni “nuova” offerta di pornografia dopo i primi cinque minuti e’ gia’ “vecchia”: i protagonisti si somigliano tutti, fanno tutti piu’ o meno le stesse cose, i loro organi sessuali sono esposti come pezzi di carne al mercato. Ed i sogni, le fantasie, le emozioni non vengono assolutamente contemplate. Ogni cosa e’ azzerata ai minimi termini, alla semplice raffigurazione esplicita di soggetti erotici o di fatti osceni, a scopo commerciale per chi produce, voluttuario per chi consuma. In sostanza, in tutto cio’ l’intento artistico e’ totalmente assente.</p>
<p>L’erotismo, invece, diversamente, e’ in generale meno esplicito dal punto di vista delle immagini, pero’ risulta essere sempre sessualmente eccitante. Questo proprio perche’ l&#8217;erotismo e’ piu’ artistico della pornografia nel catturare la forma e la bellezza del corpo umano nelle sue rappresentazioni piu’ profonde delle emozioni, soprattutto la lussuria e il desiderio, trattando il rapporto sessuale in relazione al sentimento o a una situazione che coinvolge tutti i sensi, non solo quello della vista.</p>
<p>Sembra dunque che l’erotismo, sia esso raffigurativo o descrittivo, ritragga sempre una sana sessualita’, piu&#8217; &#8220;sensuale&#8221;, ed ovviamente un sesso piu’ gioioso, eccitante, intimo, interessante, piacevole, libero, mentre la pornografia esprima il lato piu’ “oscuro” della persona, il piu’ perverso, quello che non confesseremmo mai.</p>
<p>Posso anche essere d’accordo. Dopotutto, risulta palesemente come la femminilita’ sia piu’ compatibile con l’erotismo di quanto lo sia con la pornografia che, invece, ritengo si concili bene con gli uomini per via della loro sessualita’ piu’ esplicita, diretta e protesa alla rapida esecuzione.</p>
<p>Ma se e’ cosi’, perche’ questa mia perversione? Perche’ ogni tanto, come ieri, mi capita di pensare e scrivere cose che erotiche non sono affatto, ma sono soltanto pornografiche? Anzi, addirittura piu’ pornografiche di quanto, credo, possa arrivare ad immaginare qualsiasi uomo?</p>
<p>Posso supporre che tutto cio’ sia in qualche modo in relazione alla mia sessualita’ “modificata” dopo tanti anni in cui l’ho “usata” a puro scopo commerciale. In sostanza, vendevo pezzi del mio corpo, proprio come avviene nella pornografia. E del resto, “pornografia” e’ una parola che viene dal greco (porne &#8211; prostituta e graphè &#8211; disegno) ed e’ una rappresentazione del sesso senza sentimenti, quello che viene fatto, appunto, con le prostitute, in incontri occasionali, impersonali, spesso violenti.</p>
<p>A questo punto, tutto sarebbe chiaro: sono erotica per come agisco, mangio, cammino, scrivo, guardo, guido l’auto, riparo il rubinetto di casa… per come faccio l’amore, e mille altri motivi. In definitiva per come vivo. Ma nel contempo sono anche pornografica per cio’ che nella vita ho fatto, e che in fondo mi piaceva.</p>
<p>Tuttavia, c’e’ ancora una domanda alla quale non so dare una risposta sincera: sono veramente diventata pornografica in quanto ho fatto la prostituta, oppure ho scelto di fare la prostituta perche’ fin da prima ero gia’ pornografica?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiaradinotte2.wordpress.com/3146/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3146&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il burqa d’Occidente e’ la taglia 42</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 14:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaradinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Estetica]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Fu in un grande magazzino americano, nel corso di un fallimentare tentativo di comprarmi una gonna di cotone, che mi sentii dire che i miei fianchi erano troppo larghi per la taglia 42. Ebbi allora la penosa occasione di sperimentare come l&#8217;immagine di bellezza dell&#8217;Occidente possa ferire fisicamente una donna e umiliarla tanto quanto il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiaradinotte2.wordpress.com&amp;blog=4679991&amp;post=3142&amp;subd=chiaradinotte2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_1283.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:hand;width:400px;height:292px;margin:0 auto 10px;" src="http://chiaradinotte2.files.wordpress.com/2011/10/kla_1283.jpg?w=300" border="0" /></a><br />
&#8220;<span style="color:rgb(153,51,153);font-size:180%;">F</span>u in un grande magazzino americano, nel corso di un fallimentare tentativo di comprarmi una gonna di cotone, che mi sentii dire che i miei fianchi erano troppo larghi per la taglia 42. Ebbi allora la penosa occasione di sperimentare come l&#8217;immagine di bellezza dell&#8217;Occidente possa ferire fisicamente una donna e umiliarla tanto quanto il velo imposto da una polizia statale in regimi estremisti quali l&#8217;Iran, l&#8217;Afghanistan o l&#8217;Arabia Saudita&#8221;.<span id="more-3142"></span></p>
<p>E’ in questo modo che Fatema Mernissi, scrittrice e sociologa marocchina che da sempre si occupa della condizione femminile nel bacino del mediterraneo, descrive nel suo libro “L’harem e l’occidente” un episodio a lei accaduto.</p>
<p>&#8220;La commessa aggiunse un giudizio condiscendente che suono’ per me come la fatwa di un imam:<br />
- Lei e’ troppo grossa!<br />
- Troppo grossa rispetto a cosa?<br />
- Rispetto alla taglia 42. Le taglie 40 e 42 sono la norma. Le taglie anomale come quella di cui lei ha bisogno si possono comprare in negozi specializzati.<br />
All&#8217;improvviso, in quel tranquillo negozio americano in cui ero entrata cosi’ trionfalmente nel mio legittimo status di consumatrice sovrana pronta a spendere il proprio denaro, mi sentii ferocemente attaccata:<br />
- E chi decide la norma? Chi lo dice che tutte devono avere la taglia 42?<br />
- La norma e’ dappertutto, mia cara, su tutte le riviste, in televisione, nelle pubblicita’. Non puoi sfuggire. C&#8217;e’ Calvin Klein, Ralph Laurent, Gianni Versace, Giorgio Armani, Mario Valentino (&#8230;) Da che parte del mondo viene lei?<br />
- Vengo da un paese dove non c&#8217;e’ una taglia per gli abiti delle donne. Io compro la mia stoffa e la sarta o il sarto mi fanno la gonna di seta o di pelle che voglio. Non devo fare altro che prendere le mie misure ogni volta che ci vado. Ne’ la sarta ne’ io sappiamo esattamente la misura della gonna nuova. Lo scopriamo insieme mentre la si fa. A nessuno interessa la mia taglia in Marocco fintanto che pago le tasse per tempo. Attualmente non so proprio quale sia la mia taglia, a dire il vero. (&#8230;)&#8221;</p>
<p>Quelle di Fatema Mernissi sono parole dure, soprattutto se dette da chi e’ nata e cresciuta in un mondo in cui l’hijàb, e l’obbligo imposto alla donna di “indossare” un indumento che la renda “accettabile” agli occhi della comunita’, lo conosce davvero.</p>
<p>Pare che anche l’Occidente abbia dunque il suo “velo”, il suo hijàb, il suo burqa. Le donne occidentali, forse, non hanno l’obbligo di nascondere il corpo, ma ne hanno uno assai piu’ insidioso: la magrezza. Perche’ essere magre corrisponde ad essere belle. Lo pensiamo. E’ inutile prenderci in giro con affermazioni che inevitablimente si scontrano con una convinzione ormai radicata: essere magre e’ molto meglio di essere “in carne”. E cosi’ le donne vengono bombardate da immagini che raffigurano i modelli femminili imposti dalle attese maschili, nei quali non e’ sempre facile identificarsi. Allora diventa imperativo almeno avvicinarsi, assomigliare un po’ a quell’aspetto fisico femminile, il cui requisito estetico principale e’ appunto la magrezza. Il primo da possedere per collocarsi sulla linea di confine tra bellezza e bruttezza, e che ha il potere di conferire un valore alla donna, come se si trattasse di un manufatto, di una statua, di qualcosa d’inanimato.</p>
<p>E’ facile capire come, al pari del burqa, anche questa sia una forma di controllo, una condanna tacitamente accettata all’imprigionamento di un corpo perfetto all’interno di un “velo” fisico, ma anche mentale, persino a costo di renderlo innaturale.</p>
<p>In “Tha Madwoman in the Attic”, di Sandra Gilbert e Susan Giubar, si puo’ leggere: &#8220;Imparando a diventare un bell&#8217;oggetto, la ragazza impara l&#8217;ansia &#8211; forse persino il disgusto &#8211; verso la sua stessa carne. Scrutando ossessivamente nei reali cosi’ come nei metaforici specchi che la circondano, desidera letteralmente &#8220;ridurre&#8221; il proprio corpo. Nel diciottesimo secolo questo desiderio di essere bella e fragile porto’ all&#8217;uso di corpetti stretti e a bere aceto. La nostra epoca, invece, ha prodotto innumerevoli diete e digiuni &#8220;controllati&#8221;, cosi’ come lo straordinario fenomeno dell&#8217;anoressia adolescenziale&#8221;.</p>
<p>Ed e’ cosi’ che la donna occidentale, fin da quando e’ molto giovane, rinuncia al diritto di avere una propria identita’ fisica, ed insegue una bellezza calata dall’alto, stabilita a tavolino, affinche’ senta di esistere solo quando sa di essere osservata, e che e’ solo attraverso lo sguardo dell’uomo che la sua vera femminilita’ puo’ essere percepita. In fondo, si tratta ancora una volta di un asservimento all’idea maschile della donna. Se il burqa obbliga il corpo femminile a rinunciare ad una forma, la taglia 42 impone un aspetto valido per ogni donna. Una divisa uguale per tutte, senza peculiarita’ estetiche, senza specifiche note di personalita’. Donne inquadrate e irreggimentate sotto l’unica bandiera della magrezza.</p>
<p>Cio’ rappresenta &#8211; e’ facile capirlo &#8211; un insieme facilmente controllabile, manipolabile e, quindi, piu’ rassicurante per gli uomini. Ma ogni donna, in Oriente come in Occidente, prima di piegarsi a tali costrizioni, prima di subire passivamente quello che le viene imposto – troppe volte subdolamente spacciato per il suo benessere &#8211; dovrebbe pensare all’idea che ha di se stessa, cercando di realizzare innanzitutto quell’idea, primo passo per l’edificazione di un’identita’ propria autenticamente libera, autonoma e al riparo dalle frustrazioni che un mondo che basa ogni valore sulla superficialita&#8217; e trascura il contenuto, fa subire a chi non si adegua alle sue stupide regole.</p>
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